Lo Spirito Santo ci fa amare Dio e il prossimo

    Venerdì 23 per Anno 2019 –  
          Gesù è venuto a portare il fuoco sulla terra. “Bisogna abbandonare ogni atteggiamento di pigrizia, di apatia, di indifferenza e di chiusura per accogliere il fuoco dell’amore di Dio; quell’amore che «è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo”. 
      L’adesione al fuoco dell’amore che Gesù ha portato sulla terra avvolge l’intera nostra esistenza e richiede l’adorazione a Dio e anche una disponibilità a servire il prossimo.
    Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione». Egli è venuto a “separare col fuoco”. Separare che? Il bene dal male, il giusto dall’ingiusto.

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Sale della terra e luce del mondo

          Sale della terra e luce del mondo (San Giovanni Crisostomo)

    «Voi siete il sale della terra» (Mt 5, 13). Vi viene affidato il ministero della parola, dice il Cristo, non per voi, ma per il mondo intero. Non vi mando a due, o dieci, o venti città o a un popolo in particolare, come al tempo dei profeti, ma vi invio alla terra, al mare, al mondo intero, a questo mondo così corrotto”.

Gesù qui si rivolge ad ogni cristiano. Ma chi, più di noi adoratori, che stiamo alla fonte del sale e della Luce, deve sentire vivamente  questo invito? Non è, forse, Gesù ciò che più ci sta a  cuore? E come vorremmo che Egli sia conosciuto, accolto e amato da tutti!

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Gli atti nell’Adorazione Eucaristica: stare – inginocchiarsi – camminare

    GLI ATTI NELL’’ADORAZIONE EUCARISTICA 
 
1 – Il primo atto nell’Adorazione Eucaristica è: RADUNARSI per STARE alla presenza del Signore. 
    2 –  il secondo atto nell’Adorazione Eucaristica è: INGINOCCHIARSI di fronte al Signore.
   3 – Il terzo atto della cristianità cristiana che adora è il CAMMINARE con il Signore.
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Non antepongano a Cristo assolutamente nulla

Non antepongano a Cristo assolutamente nulla.  (Dalla «Regola» di san Benedetto, abate)
 Non si puo` andare alla ricerca di Dio se non ci si e` accorti e non si e` convinti che Lui per primo e` venuto alla nostra ricerca. E’ una regola che vale per ognuno di noi; per noi adoratori ancora di più.
     Noi crediamo che Colui che mangiamo, adoriamo e abbiamo in noi é Gesù “in Corpo, Sangue, Anima e Divinità”; è Gesù in persona. Se siamo coscienti di questo, non ci è difficile capire che noi abbiamo, sia pure in vasi di creta, un tesoro incalcolabile, di fronte al quale ogni altra creatura è assolutamente niente.
     La meditazione di questa  pagina è quanto mai utile e ci servirà  a fare sceltte giuste ad ogni pie’ sospinto.
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Vivere eucaristicamente

Spiritualità eucaristica   

Introduzione 

  • Se l’Eucaristia è un mistero di kenosis, cioè di umilta e di nascondimeto, vivere l’Eucarestia significa vivere nell’umiltà, nel  silenzio e nel nasconimento;
  • se è un mistero di presenza santificatrice, comporta la presenza del cristiano alla celebrazione e all’adorazione eucaristica;
  • se  è un mistero di offerta sacrificale al Padre per la salvezza degli uomini, significa fare della propria vita un dono e un’offerta sacrificale a Dio e agli uomini;
  • se è  un mistero di unità, significa essere operatori di unità e di pace;
  • se è un mistero di fraternità e di carità, vivere l’eucaristia significa attuare la carità vicendevole;
  • infine, se è un mistero escatologico, implica un atteggiamento di attesa del regno di  Dio che l’Eucaristia anticipa.

Ecco le linee essenziali di una spiritualità eucaristiaca autentica.

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La Pentecoste

            Cellula Maggio 2019 –  La Pentecoste

 Vogliamo riflettere su tre parole legate all’azione dello Spirito: novità, armonia, missione.

1 – La novità. Ci fa sempre un po’ di paura; perché ci è difficile abbandonarci a Dio con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo la guida della nostra vita; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove.

2 – L’armonia. Lo Spirito Santo sembra voglia creare disordine nella Chiesa, perché porta la diversità dei carismi; invece lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità, ma ricondurre il tutto all’armonia.

3 – La missione. I teologi antichi dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti.

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Noi abbiamo un tesoro in vasi di creta

                Venerdì 10 per Anno 2019 –    
          Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi.
          In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo
          Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.

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La discesa dello Spirito santo

    Venerdì 7 dopo Pasqua 2019 – La discesa dello Spirito santo

1 – Il Vento di Pentecoste. Anche lo Spirito Santo fa così: Egli è la forza divina che cambia, che cambia il mondo.              2 – Il cambiamento del cuore. Lo Spirito sblocca gli animi sigillati dalla paura. Dilata i cuori ristretti. Spinge al servizio chi si adagia nella comodità.
3 – Lo Spirito Santo, soccorre la nostra debolezza.

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La compassione verso chi soffre

        MES Maggio 2019
       Il faticoso cammino verso la compassione  

Il sacerdote e il levita vedono l’uomo ferito, quasi morto, ma passano dall’altra parte della strada: perché? Perché questo rifiuto della solidarietà?
Anche noi, per arrivare alla vera solidarietà, siamo chiamati a riconoscere le opposizioni che in noi ci sono alla solidarietà e alla compassione. Anche noi, per incontrare il sofferente, dobbiamo incontrare la nostra sofferenza, la sofferenza che è in noi, il sofferente che noi siamo, e averne compassione.

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Padre nostro: “Non abbandonarci alla tentazione”

Risultati immagini per Non abbandonarci alla tentazione     Venerdì 3 dopo Pasqua 2019 –  
     Dobbiamo escludere che sia Dio il protagonista delle tentazioni che incombono sul cammino dell’uomo. Come se Dio stesse in agguato per tendere insidie e tranelli ai suoi figli.  Dio è un padre che non fa dei tranelli ai figli. 
      Sovente noi siamo tentati di compiere il male. Anche Gesù, nel deserto  viene tentato da Satana.
    Nei momenti più brutti della nostra vita, nei momenti più sofferenti, nei momenti più angoscianti, Dio veglia con noi, Dio lotta con noi, è sempre vicino a noi. Perché? Perché è Padre.
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