La forza dei piccoli – L’Umiltà

Venerdì  I Avvento 2016    La forza dei piccoli    –   L’Umiltà

             CANTO

  • I – CI PREPARIAMO  ALLA  PREGHIERA     
  • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI  DIO                                                                   Signore Gesù,  degnati di formare in noi un cuore di povero, che sente profondamente la propria miseria e mette tutte le sue speranze in Dio. Un cuore umile veramente felice di essere ignorato, lasciato nell’ombra e anche d’essere maltrattato e disprezzato.
  • INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO   

Spirito Santo, liberaci dalla seduzione delle cose visibili per farci sperimentare la seduzione del mondo dello Spirito, meno appariscente, ma tanto più profonda.

 II – PAROLA DEL CHIESA    

Per incontrare il Signore «che viene e verrà», bisogna avere «cuori grandi ma atteggiamento da piccoli», andando avanti con la «gioia degli umili» che sono consapevoli di essere continuamente sotto lo sguardo del Signore. È questo lo stile di vita richiesto a ogni cristiano.                                                   Dopo avere ricordati i «tre atteggiamenti» da avere nel cammino d’Avvento: essere «vigilanti nella preghiera, operosi nella carità ed esultanti nella lode» — il Pontefice si è soffermato sulle parole di Gesù: «esultò di gioia nella lode al Padre», “perché il Signore ai piccoli rivela i misteri della salvezza”.  Il Signore infatti «preferisce i piccoli perché «i piccoli sanno capire come è questo mistero.                                                                                                                                           Lo conferma anche il profeta Isaia (11, 1-10), nel suo libro dove si ritrovano tante «piccole cose», tanti «piccoli dettagli che ci fanno vedere come la promessa di pace di Dio al suo popolo, di redenzione, la promessa di salvarlo sempre va su questa strada». Anche Isaia dice: «in quel giorno, un germoglio spunterà dal trono di Iesse»; «un piccolo germoglio, cosa piccola». E, ha aggiunto il Pontefice, «a Natale vedremo cose piccole: un bambino, una stalla, una mamma, un papà…». È importante avere «cuori grandi ma atteggiamento di piccoli».                                Adorazione silenziosa

«Su questo germoglio si poserà lo Spirito del Signore, lo Spirito Santo». E questo germoglio avrà «quella virtù» che è propria dei piccoli, cioè «il timore del Signore (non paura)», e cioè: “Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile”» (vedi Abramo). Questo è «umiltà. Il timore del Signore è l’umiltà». I piccoli sono capaci di capire il senso del timore del Signore, perché  essi «si sentono guardati dal Signore, custoditi dal Signore; sentono che il Signore è con loro, che dà loro la forza per andare avanti».                                         I piccoli capiscono di essere «un piccolo germoglio di un tronco molto grande», un germoglio sul quale «viene lo Spirito Santo». Incarnano così l’«umiltà cristiana» che li porta a riconoscere: «Tu sei Dio, io sono una persona, io vado avanti con le piccole cose della vita, camminando nella tua presenza e cercando di essere irreprensibile».                                                             Adorazione silenziosa

È questa «la vera umiltà». L’umiltà del piccolo  è quella di chi «cammina alla presenza del Signore, non sparla degli altri, guarda soltanto il servizio, si sente il più piccolo… È lì, la forza».  «Dio, per inviare il suo Figlio, guarda una ragazza umile, molto umile, che subito dopo va, fa un viaggio per aiutare una cugina che aveva bisogno e non dice nulla di quello che era accaduto». L’umiltà è così: «è camminare nella presenza del Signore, felice, gioioso perché questa è la gioia degli umili: essere guardati dal Signore». Perciò, per fare nostro quell’atteggiamento «è necessario avere tanta umiltà» e ricordare sempre che «l’umiltà è  un dono dello Spirito Santo». È quello che chiamiamo «il dono del timore di Dio». Un dono che va chiesto al Signore; un dono che ci aiuterà a «essere vigilanti nella preghiera, operosi nella carità fraterna ed esultanti di gioia nella lode». (29 novembre 2016)               Adorazione silenziosa

 

 II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

  1. A) L’ascoltiamo    in silenzio  B)  La meditiamo  (ruminazione!)    

“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!”  La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.  

                                       Seguono le nostre risonanze!           Canto    

 

  1. C) Lasciamo sgorgare la preghiera    (che vogliamo esprimere a voce alta)

   LODIAMO  Gesù      

–   RINGRAZIAMOLO

–   DOMANDIAMOGLI  PERDONO  E  INTERCEDIAMO PRESSO  DI  LUI

  • III –  GESU’  PASSA  IN  MEZZO A NOI   E  CI  BENEDICE

 

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