Gesù Risorto

MESSAGGIO PER LA QUARESIMA 2017
———————————————- continua
2. Il peccato ci acceca
La parabola è impietosa nell’evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco (cfr v. 19). Questo personaggio, al contrario del povero Lazzaro, non ha un nome, è qualificato solo come “ricco”. La sua opulenza si manifesta negli abiti che indossa, di un lusso esagerato. La porpora infatti era molto pregiata, più dell’argento e dell’oro, e per questo era riservato alle divinità (cfr Ger 10,9) e ai re (cfr Gdc 8,26). Il bisso era un lino speciale che contribuiva a dare al portamento un carattere quasi sacro. Dunque la ricchezza di quest’uomo è eccessiva, anche perché esibita ogni giorno, in modo abitudinario: «Ogni giorno si dava a lauti banchetti» (v. 19). In lui si intravede drammaticamente la corruzione del peccato, che si realizza in tre momenti successivi: l’amore per il denaro, la vanità e la superbia (cfr Omelia nella S. Messa, 20 settembre 2013).
Dice l’apostolo Paolo che «l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali» (1 Tm 6,10). Essa è il principale motivo della corruzione e fonte di invidie, litigi e sospetti. Il denaro può arrivare a dominarci, così da diventare un idolo tirannico (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 55). Invece di essere uno strumento al nostro servizio per compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri, il denaro può asservire noi e il mondo intero ad una logica egoistica che non lascia spazio all’amore e ostacola la pace.
La parabola ci mostra poi che la cupidigia del ricco lo rende vanitoso. La sua personalità si realizza nelle apparenze, nel far vedere agli altri ciò che lui può permettersi. Ma l’apparenza maschera il vuoto interiore. La sua vita è prigioniera dell’esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell’esistenza (cfr ibid., 62).
Il gradino più basso di questo degrado morale è la superbia. L’uomo ricco si veste come se fosse un re, simula il portamento di un dio, dimenticando di essere semplicemente un mortale. Per l’uomo corrotto dall’amore per le ricchezze non esiste altro che il proprio io, e per questo le persone che lo circondano non entrano nel suo sguardo. Il frutto dell’attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione.
Guardando questo personaggio, si comprende perché il Vangelo sia così netto nel condannare l’amore per il denaro: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza» (Mt 6,24).

3. La Parola è un dono
Il Vangelo del ricco e del povero Lazzaro ci aiuta a prepararci bene alla Pasqua che si avvicina. La liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci invita a vivere un’esperienza simile a quella che fa il ricco in maniera molto drammatica. Il sacerdote, imponendo le ceneri sul capo, ripete le parole: «Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai». Il ricco e il povero, infatti, muoiono entrambi e la parte principale della parabola si svolge nell’aldilà. I due personaggi scoprono improvvisamente che «non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via» (1 Tm 6,7).
Anche il nostro sguardo si apre all’aldilà, dove il ricco ha un lungo dialogo con Abramo, che chiama «padre» (Lc 16,24.27), dimostrando di far parte del popolo di Dio. Questo particolare rende la sua vita ancora più contraddittoria, perché finora non si era detto nulla della sua relazione con Dio. In effetti, nella sua vita non c’era posto per Dio, l’unico suo dio essendo lui stesso.
Solo tra i tormenti dell’aldilà il ricco riconosce Lazzaro e vorrebbe che il povero alleviasse le sue sofferenze con un po’ di acqua. I gesti richiesti a Lazzaro sono simili a quelli che avrebbe potuto fare il ricco e che non ha mai compiuto. Abramo, tuttavia, gli spiega: «Nella vita tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti» (v. 25). Nell’aldilà si ristabilisce una certa equità e i mali della vita vengono bilanciati dal bene.
La parabola si protrae e così presenta un messaggio per tutti i cristiani. Infatti il ricco, che ha dei fratelli ancora in vita, chiede ad Abramo di mandare Lazzaro da loro per ammonirli; ma Abramo risponde: «Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro» (v. 29). E di fronte all’obiezione del ricco, aggiunge: «Se non ascoltano Mosè e i profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti» (v. 31).
In questo modo emerge il vero problema del ricco: la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla Parola di Dio; questo lo ha portato a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo. La Parola di Dio è una forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello. Papa Francesco
——————

OFFERTA DELLA GIORNATA

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di Aprile 2017

– Generale    Per i giova, perché sappiano rispondere con generosità alla propria vocazione, considerando seriamente la possibilità di consacrarsi al Signore nel sacerdozio o nella vita consacrata.
– Dei vescovi:    perché la celebrazione dei sacramenti apra l’incontro tra la nostra debolezza e la misericordia di Dio.
________________________________________

LA MIA ORA CON GESU’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Signore Gesù, abbiamo finito il tempo Quaresima, tempo di attesa e di speranza della realizzazione del Tuo progetto di salvezza. Hai mantenuto la Tua promessa: la santa Pasqua. Il Tuo passaggio dalla morte alla vita riempie il mio cuore di gioia; il dolore, la morte sono stati, ancora una volta, sconfitti.
Tutto è illuminato dalla luce della Tua risurrezione. Hai voluto mantenere i segni della Tua passione perché contemplandoli, per tutta l’eternità , potessi amarti sempre più comprendendo la grandezza del Tuo amore per me. Signore, Ti ringrazio per questa nuova rinascita che operi in me, anche in questa Pasqua. Desidero aprirti il mio cuore con un inno di lode: “Alleluia, Gesù Tu sei veramente risorto e sei il Vivente”.
Mi avvicino, con il mio cuore, alla Tua tomba sapendo che è vuota ,ma quella tomba vuota mi da la certezza che Tu sei risorto, Tu sei uscito glorioso e m’inviti a gioire con te, a stare in profonda adorazione di questo grande mistero.

MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO
Signore sono qui davanti a Te, realmente presente nell’Eucaristia, morto e risorto , per esprimerti la mia gratitudine , il mio amore per ciò che hai fatto per me: quanto mi hai amato! Quanto mi ami offrendoti continuamente al Padre per me, per intercedere per i miei peccati, purificarmi e santificarmi. Signore prostrato davanti a Te, ti ripeto: “ Signore credo spero amo e Ti adoro per ciò che hai fatto per me e che continui ad operare nella mia vita.
Ti porto tutti i fratelli affinché possano accogliere il sangue che Tu hai versato per ognuno di noi e possano lasciarsi lavare, immergere nella Tua morte per poter risorgere con Te. Ti chiedo che nessun uomo sia vinto dalla disperazione, perché Tu ci hai ridato speranza. Fai che tutti sollevino lo sguardo verso di Te, risorto, e lì trovino la certezza che Tu ci darai la vera vita.

LEGGO LA PAROLA. Gv.20,1-9
1 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
3 Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro.
4 Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
5 Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,
7 e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
8 Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
9 Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

RICOSTRUISCO LA SCENA
“Il primo giorno della settimana Maria di Magdala si reca al sepolcro e trova la tomba vuota. Pensiamo al dolore di Maria; le è tolta la speranza di poter almeno stare vicino a Gesù, anche se è morto.
E’ ancora buio: Il suo cuore è oppresso, schiacciato dal dolore. Quella tomba rimaneva il suo legame con Gesù. E’ buio, ma è il primo giorno della settimana, il giorno della nuova creazione. C’è buio anche nel suo cuore ma Maria ripete a se stessa: “Gesù ha detto il terzo giorno risorgerò” e una speranza rimane nel suo cuore.
La fede è debole vacilla, ma non si arrende del tutto. E’ davanti alla tomba e non sa cosa pensare, corre dai discepoli . Cos’è accaduto? Gesù è stato trafugato o è risorto? Tornano alla tomba. Maria rimane fuori chiusa nel suo dolore, Pietro rimane ad ammirare i teli, devono scegliere e Giovanni il discepolo che Gesù amava fa la sua scelta.: “Vide e credette”. L’amore ha vinto.
E noi crediamo che Gesù sia veramente risorto anche nella nostra vita? Dobbiamo scegliere e comportarci da discepoli del Risorto

MEDITO LA SCENA
Gesù è risorto. Gesù l’aveva annunciato: “E’ necessario che il Figlio dell’uomo sia preso, crocifisso e messo a morte per risorgere il terzo giorno”. “ Il terzo giorno , forse i discepoli ripensano a quella frase, ma è difficile accettare che Gesù , che hanno visto crocifisso e morto sia risorto.
La fede è tanto fragile! Gesù ci chiede un grande atto di fede nelle Sue parole . Gesù è risorto, non dobbiamo cercare tra i morti Colui che è vivo.
Dobbiamo sentire dentro di noi questa certezza per poter dire: “Se Gesù vive questo mi basta! Se Egli vive io vivo perché la mia anima è sospesa a Lui, di più egli è la mia vita e tutto ciò di cui ho bisogno. Che cosa infatti mi può mancare se Gesù vive? Anzi mi manchi pure tutto il resto, questo a me non importa, purché Gesù viva”!
Questo è quello a cui siamo chiamati: a fare esperienza profonda di Gesù risorto per portarlo ai fratelli. L’amore vero ci fa comprendere chi è veramente Gesù e comprendere che non possiamo fare a meno di Lui. Solo facendo esperienza di Gesù risorto possiamo veramente rinascere nello Spirito

AMO CONTEMPLO ADORO
“Mia gioia Cristo è risorto” Questo saluto viene rivolto a ciascuno di noi. Alziamoci di buon mattino e cerchiamo Gesù con un vivo desiderio di stare con Lui anche se, talvolta il dolore ci fa percepire solo la morte di Gesù e il Suo silenzio. Gesù è presente in quel dolore e ci aspetta, ci chiama per nome. Spesso ci chiudiamo e vediamo soltanto il buio, ma il momento più buio della notte è quello che precede l’alba. Gesù si farà sentire , ci chiamerà per nome con la Sua tenerezza inconfondibile.
Non potremo dubitare che sia Lui. Gesù ha detto: “ Io sono con voi tutti i giorni “Gesù mantiene le Sue promesse; Gesù ci cerca per primo e ha tanta fiducia in noi, desidera che siamo testimoni della Sua risurrezione. “Andate ad annunciare ai miei fratelli” .
Questa è la vera gioia: condividere con i fratelli l’esperienza di Gesù risorto. Oggi più che mai il mondo ha bisogno della luce di Cristo per squarciare le tenebre del male che lo avvolgono. Oggi più che mai all’uomo seduto ai bordi della speranza, impotente ad immergersi nella vita, deluso dagli altri, Gesù ci invia.
Questo è l’uomo che Gesù cerca anche attraverso noi. “ Mia gioia Cristo è risorto e tu con Lui, fidati rinasci a vita nuova e Cristo ti illuminerà perché solo Lui può dare senso alla tua vita, guardarti con tanto amore e misericordia e farti risorgere dalle tue fragilità”. Questo è l’annuncio che i nostri fratelli aspettano da noi, gridiamolo con gioia!!
La nostra vita non finisce davanti alla pietra di un sepolcro, la nostra vita va oltre, con la speranza in Cristo che è risorto proprio da quel sepolcro. Come Cristiani siamo chiamati ad essere sentinelle del mattino, che sanno scorgere i segni del Risorto… all’alba del primo giorno della settimana (papa Francesco)

Comunione spirituale – Conclusione
Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.
Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.
________________________________________

VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA

LA MADDALENA AL SEPOLCRO
1 – La Maddalena senza Gesù non può stare. Perciò di prima mattina si precipita al sepolcro. Il sepolcro è chiuso da un grosso masso; e che può fare una debole donna? Ma l’amore è una forza che va avanti senza curarsi di osta¬coli e barriere. Quando ella giunge trova che la pietra è stata rovesciata, e il sepolcro è vuoto.
Senza Gesù, che cosa le resta nella sua vita? Ormai è lui solo il segreto e l’anima di tutta la sua esistenza. Perciò rimane lì a piangere desolata. Colui che ha compreso sul serio chi sia Cristo, non può più farne a meno. Senza di lui tutto appare grigio, vuoto, insignificante.

Milioni di uomini vivono senza Cristo. Non hanno capito, né sperimentato che cosa significhi vivere con lui; non si rendono conto del vuoto della propria esistenza quando lui è assente. Fuggono aggrappandosi a dei surrogati, per tentar di riempire tale vuoto. Ma chi ha provato e compreso che cosa è l’Uomo Dio, non può più rallegrarsi né saziarsi d’altro. Perciò l’esistenza del credente divenuto incredulo è la più triste che ci sia. È come un fiore appassito, una lampada spenta.
2 – Ma ecco la Maddalena ritrova Gesù. Gesù si mostra a lei con il suo corpo glorificato. Il dolore della donna è tanto grande che, a tutta prima, non riconosce il Signore; ma basta che questi pronunci il nome di lei, per far cadere il velo che lo nascondeva ai suoi occhi. Perché solo lui parla così; solo lui può chiamarla per nome a quel modo. La chiamata di Dio è irresistibile, in quanto attrae ed esige nello stesso tempo. Non si può non sentire la sua voce col suo timbro d’amore che alle volte scuote, ma più spesso colma il cuore di gioia.
Anche la risposta di Maria Maddalena è uno slancio amoroso. Ella si getta ai piedi del Signore e lo abbraccia strettamente per non lasciarselo più sfuggire.
Anche per Maria Maddalena la chiamata è legata ad una missione. Aderire a Cristo significa aderire ai fratelli. Non c’è posto per l’egoismo: quel che l’uomo riceve deve diffonderlo. Ciascuno deve essere guida nei confronti di Gesù. La missione è essenziale.
Così è la donna che per prima vede il Risorto e gusta la felicità di un nuovo mondo; e porta il messaggio agli Apostoli, affidando loro il compito di annunciare Gesù.
Tutto questo è detto per noi malati del Movimento Eucaristico della Sofferenza; e vale anche per noi, soprattutto per noi Cellule Eucaristiche. Carissimi, dopo quanto detto, penso che sia bene interrogarci continuamente: “nella mia malattia, nell’anzianità, nella solitudine, nella sofferenza, nella sequela di Gesù, nelle difficoltà della vita, quando tocco con mano la mia piccolezza e debolezza, mi viene spontaneo dire: senza di te, o Gesù, che cosa posso fare? Che cosa mi resta? Sei tu l’unico necessario?”.
Certamente questa mancanza di Gesù e la consapevolezza della nostra esigenza di lui, non si improvvisano; vanno coltivate ogni giorno, finché non nasca spontaneamente dal cuore il bisogno di gridare a lui. E lui, senz’altro risponderà. Ed è allora che nascerà in noi la gioia e la pace profonda che ci permettono di fare l’esperienza della presenza di Gesù e del suo amore.
Possa Cristo risorto concederci questo, e permettere che la nostra vita rinasca trasformata.
Vi saluto e vi benedico tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Vi affido a Maria!
AUGURI DI BUONA PASQUA Da parte di p. Beniamino e Suor Bonaria .

Taggato con: ,