La strada della Santità

OTTOBRE 2018 – MOVIMENTO EUCARISTICO DELLA SOFFERENZA

SU QUALI BASI CI ACCINGIAMO A PERCORRERE LA STRADA DELLA SANTITÀ? Molti cristiani cercano la santità percorrendo strade scelte da noi uomini; strade del passato (vedi gnosticismo e pelagianesimo non superati, ma oggi trasformati e presentati in una nuova veste, complicando il Vangelo e lasciando “pochi spiragli alla Grazia di Dio”.

SU QUALI BASI CI ACCINGIAMO A PERCORRERE LA STRADA DELLA SANTITÀ? Molti cristiani cercano la santità percorrendo strade scelte da noi uomini; strade del passato (vedi gnosticismo e pelagianesimo non superati, ma oggi trasformati e presentati in una nuova veste, complicando il Vangelo e lasciando “pochi spiragli alla Grazia di Dio”.

Per questo Papa Francesco ci offre il “IL RIASSUNTO DELLA LEGGE” e ci dice:
60. Al fine di evitare questo, è bene ricordare spesso che esiste una gerarchia delle virtù, che ci invita a cercare l’essenziale. Il primato appartiene alle virtù teologali, che hanno Dio come oggetto e motivo. E al centro c’è la
carità. San Paolo dice che ciò che conta veramente è «la fede che si rende operosa per mezzo della carità» (Gal 5,6). Siamo chiamati a curare attentamente la carità: «Chi ama l’altro ha adempiuto la Legge […] pienezza della Legge infatti è la carità» (Rm 13,8.10). Perché «tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Gal 5,14).
61. Detto in altre parole: in mezzo alla fitta selva di precetti e prescrizioni, Gesù apre una breccia che permette di distinguere due volti, quello del Padre e quello del fratello. Non ci consegna due formule o due precetti in più. Ci consegna due volti, o meglio, uno solo, quello di Dio che si riflette in molti. Perché in ogni fratello, specialmente nel più piccolo, fragile, indifeso e bisognoso, è presente l’immagine stessa di Dio. Infatti, con gli scarti di questa umanità vulnerabile, alla fine del tempo, il Signore plasmerà la sua ultima opera d’arte. Poiché «che cosa resta, che cosa ha valore nella vita, quali ricchezze non svaniscono? Sicuramente due: il Signore e il prossimo. Queste due ricchezze non svaniscono!».[65]
62. Che il Signore liberi la Chiesa dalle nuove forme di gnosticismo e di pelagianesimo che la complicano e la fermano nel suo cammino verso la santità! Queste deviazioni si esprimono in forme diverse, secondo il proprio temperamento e le proprie caratteristiche. Per questo esorto ciascuno a domandarsi e a discernere davanti a Dio in che modo si possano rendere manifeste nella sua vita. (Papa Francesco “Gaudete et Exultate”)

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IN UNIONE CON
L’APOSTOLATO DELLA
PREGHIERAOfferta della giornata
Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.
Intenzioni mese di Ottobre 2018
Generale: Per l’evangelizzazione: Perché i consacrati e le consacrate risveglino il loro fervore missionario e siano presenti fra i poveri, gli emarginati e coloro che non hanno voce.
– Dei Vescovi “Perché gli insegnanti e i ricercatori possano operare in un ambiente idoneo a sviluppare i loro talenti di intelligenza e di cuore”
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LA NOSTRA ORA DI PREGHIERA

MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Signore Gesù, desidero tanto stare con Te. I nostri incontri danno gioia al mio cuore e lo aprono alla speranza. In questi tempi abbiamo tanto bisogno di vivere nella speranza.
Quanta sofferenza nel mondo nella chiesa! Tanto dolore cerca di affievolire la speranza, ma tu continui a ripetere:” Non temere io sono con Te, non sei solo Io sono con Te, ti aiuto a portare la croce a darle un senso profondo”. Signore, mi siedo nel mio angolo di preghiera proteso verso l’ostensorio della nostra piccola chiesa dell’Adorazione, dove Tu sei esposto, mi aspetti per consolarmi.
Signore anche oggi porto tutti i miei fratelli. Tu li aspetti, vuoi parlare al cuore di ciascuno e mi chiedi di farmi carico di loro. Eccoci Signore siamo tutti qui davanti a te: Accoglici.

ALLA PRESENZA DI DIO
Signore sono davanti a Te. Quante grazie concedi da quel piccolo ostensorio che racchiude la Tua immensa bontà e misericordia. Si, Tu sei lì realmente presente in Corpo Sangue Anima e divinità, e non stai immobile ma operi meraviglie in ciascuno di noie in quelli che ti portiamo.
Signore mi prostro ai Tuoi piedi per lasciarmi ricolmare delle Tue grazie e accogliere il Tuo sangue che vuoi riversare su di me per trasformarmi, santificarmi, purificarmi. Qui ai tuoi piedi m’inginocchio vicino a Maria Santissima affinché prepari il mio cuore ad accogliere la Tua parola. Maria mi renda degno di stare
alla Tua presenza per benedirti, lodarti intercedere per tutta l’umanità. Signore sono debole, fragile, ma sono certo che Tu manifesti la Tua grandezza proprio nella mia debolezza e Ti ringrazio per questa mia povertà.

LEGGO LA PROLA DI DIO Fil. 2,6-11.
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

RICOSTRUISCO LA SCENA
In questo inno s. Paolo esalta la grandezza di Gesù. La Sua grandezza si manifesta al massimo nel suo profondo annientamento.
Gesù è Dio, onnipotente, infinito, ma ha voluto dimostrare il Suo amore non nella potenza, nella gloria umana, ma nel massimo annientamento. La vita e morte di Gesù sembrano un grande fallimento ma Dio, nella sua onnipotenza, sconvolge i nostri pensieri umani e, proprio nel momento dell’apparente fallimento, Dio ha esaltato Gesù e gli ha dato il nome che al di sopra di ogni altro nome e l’ha reso Signore del cielo e della terra.
Come è possibile? Dio ci ha tanto amato fino alla fine; sembra una follia che il Signore abbia scelto, per salvarci, un modo così doloroso e vergognoso, ma l’amore non da tante spiegazioni, l’amore è puro dono gratuito. Non resta che accoglierlo con semplicità e far di tutto per ricambiarlo imitando, anche se i in parte, l’amore di Dio per ciascuno di noi.

MEDITO LA SCENA
“ Gesù si umiliò facendosi ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce”. Questo è lo strumento della nostra salvezza. Signore Tu m’inviti a guardare alla Tua croce per cercare di capire il Tuo amore. Tu hai disteso su di essa le Tue braccia per abbracciare me e tutto il mondo.
La Tua croce piantata sulla terra e innalzata verso il cielo ci mostra la nostra povertà legata alla terra che Tu vuoi trasformare. Signore la croce è dura, difficile da accettare, ma Tu c’inviti a guardarla con fede, speranza e amore. Signore Gesù, nel battesimo siamo stati immersi nella Tua morte e risurrezione. Da quel momento la croce che salva è impressa nella nostra persona non per schiacciarci, ma per salvarci e coinvolgerci nella salvezza dei fratelli, per glorificare la nostra vita come il Padre ha glorificato la Tua. La croce ci innalza verso il Padre al quale diciamo: “ Padre glorifica in noi il Tuo nome.

AMO CONTEMPLO ADORO
Signore, anche se non è facile, voglio ringraziarti per le mie croci. Fanno parte della mia vita come lo sono state della Tua e di quella di Maria. La Croce è un mistero.
Ogni uomo vive la sua parte di dolore, ma a coloro che desiderano unirlo al Tuo, Tu hai dato il dono di trasformarlo e renderlo salvifico per me e i miei fratelli. Gesù, portando la tua croce giorno per giorno, sei riuscito ad andare fino in fondo nel Getsemani e nel Calvario.
Anche a me, Signore, chiedi di portare ogni giorno la mia Croce piccola o grande perché, pian piano, mi trasformerà in Te. Le mie continue domande: “Perché?” Spesso rimangono senza risposta, ma guardando Te sulla croce, posso dire: “ La sofferenza non è inutile è un dono prezioso perché Tu ci hai riscattato a caro prezzo donando tutta la Tua vita fino all’ultima respiro per la nostra salvezza” . Questo è il mio grande desiderio poterti dire con gioia: “Non la mia ma la Tua volontà si compia fino alla fine dei miei giorni”.
Signore desidero poterti dire. “Signore io amo la Tua croce,grazie perché mi rendi degno di soffrire un po’ con Te”.
O Croce indicibile amore di Dio; Croce gloria del cielo, Croce salvezza eterna. Croce terrore dei malvagi. Sostegno dei giusti, luce dei cristiani. O Croce per te sulla terra Dio nella carne si è fatto schiavo; per Te e nel cielo lì l’uomo in Dio si è fatto re, per Te la luce vera è sorta, fu vinta la maledetta notte. (S. Paolino da Nola)

Comunione spirituale – Conclusione
Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.
Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave.

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VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA  

LA VISITA AI MALATI (S. Vincenzo de’ Paoli)
1 – Come provvedere alle necessità spirituale dei poveri. Occorre portare ai poveri due specie di cibo: il materiale e lo spirituale.
È necessario che facciate l’ufficio di pastori e di madri. I pastori hanno cura delle anime; i principi e magistrati dei corpi; ma voi dovete servire ai poveri malati da pastori, da padri e da madri, procurando loro, per l’anima e per il corpo, tutto il bene che potete, perché non hanno nessuno che abbia cura di loro, all’infuori di voi.
Nostro Signore non ebbe cura solo delle persone malate quanto al corpo, ma anche delle anime. Voi gli succedete; dovete cercare di imitarlo come gli apostoli, i quali ebbero cura dei corpi e delle anime. Quando andate a visitare un malato, dite tra voi: “Dio mi ha dato cura di questo malato, non solo del suo corpo, ma anche della sua anima”. Per conseguenza, dopo il primo saluto dato ai malati con modesta allegrezza, dopo esservi informati dello stato della loro infermità, compatendoli e dicendo loro che Dio vi manda ad essi per servirli, interrogateli riguardo all’anima, spiegate loro come devono accogliere dalla mano di Dio e per loro maggior bene, quelle malattie che nel suo eterno amore Egli permette per ricondurci a se.
… I servizi spirituali ai malati non devono pregiudicare quelli materiali. Una suora che rimanesse troppo tempo ad istituire un malato a danno di un altro farebbe male. Deve misurare il tempo in modo di non dare a Pietro il tempo dovuto a Giovanni.

2- Occorre avere cura che i malati non muoiano senza i Sacramenti.
Abbiate cura, soprattutto, di aiutarli a conseguire la loro eterna salvezza e a non morire senza Sacramenti.
Insegnate loro a ben morire. Quale consolazione aiutare quella buona gente ad andare in paradiso! Sì, davvero, voi la condurrete in paradiso.
Dovete parlare ai malati con tanta carità e affabilità da far vedere, nella vostra proposta, unicamente l’interesse della gloria di Dio e della loro salvezza. Spiegate loro quanto sia importante ricevere i Sacramenti con quelle disposizioni che recano vantaggio alle anime loro, e dopo riconciliati con Dio, dite loro che non vi sarà un istante della loro vita, per quanto lunga possa essere, né una sofferenza qualsiasi che Dio non gradisca e ricompensi.
Se i malati sono in convalescenza e poi ricadono una o due volte, esse avranno cura di esortarli a ricevere nuovamente i Sacramenti, anche quello della Unzione degli infermi, e di procurare loro questo gran bene.
Abbiamo parlato poc’anzi degli atti che dovete suggerire loro, pregando per essi, e aspergendoli con acqua benedetta, facendo loro ricevere l’indulgenza plenaria annessa a qualche medaglia, e, se sono al punto di morte, facendo loro pronunziare il nome di Gesù con le labbra o con il cuore, non potendolo fare diversamente.