Le tre tappe del cammino della fede

CELLULA NOVEMBRE 2018     

     “La fede è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza.

     L’esperienza dell’incontro di Bartimeo con Gesù insegna i tre passi da fare nel cammino della fede: ascoltare  – farci prossimi agli altri  – testimoniare andando incontro ai fratelli per portare loro Gesù.        I) DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

– PREGHIERA DELLA CELLULA

– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO Signore Gesù, rendici non solo predicatori del tuo amore, ma anche tuoi testimoni. Testimoni della tua bontà compassionevole. Testimoni della benevolenza del tuo insegnamento, interamente orientato verso la felicità degli uomini. (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)
– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO Spirito Santo, tu che facesti sobbalzare i tuoi primi discepoli scuotendo la loro dimora col soffio potente della Pentecoste, fa sobbalzare anche noi perché possiamo, come loro, cantare le meraviglie di Dio e manifestarle con la nostra vita. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)
II – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
La fede è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza.
La fede è questione di incontro, non di teoria”: questa è la sintesi esaustiva di questo Sinodo dei vescovi sul tema ‘I giovani
Bartimeo da mendicante diventa discepolo che sale con Gesù verso Gerusalemme. Questo Vangelo suggella tre passi fondamentali per il cammino della fede.
1 – Ascoltare prima di parlare. Anzitutto guardiamo Bartimeo (Marco 10 ss.):  Egli 
 giace solo lungo la strada, non è amato, ma abbandonato. È cieco e non ha chi lo ascolti. Al contrario, Gesù ascolta il suo grido. Ecco il primo passo per aiutare il cammino della fede: ascoltare prima di parlare.
Per Gesù è importante ascoltare con amore. Dio non si stanca mai di ascoltarci, gioisce sempre quando lo cerchiamo.
Adoriamo in silenzio
2 – Dopo l’ascolto, un secondo passo per accompagnare il cammino di fede: farsi prossimi. Guardiamo Gesù incontra Bartimeo di persona. Gli dice: «Che cosa vuoi che io faccia per te?» (v. 51). Che cosa vuoi: Gesù si immedesima in Bartimeo, non prescinde dalle sue attese; che io faccia: fare, non solo parlare; per te: nella tua situazione.
La fede è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza. Prossimità: ecco il segreto per trasmettere il cuore della fede.
Farsi prossimi è portare la novità di Dio nella vita del fratello. Farsi prossimi. Noi vogliamo imitare Gesù, e come lui sporcarci le mani. Egli, la via (cfr Gv 14,6), si è fermato lungo la strada; Egli, la luce del mondo (cfr Gv 9,5), si è chinato su un cieco.
Adoriamo in silenzio
3 -Testimoniare è il terzo passo. Guardiamo i discepoli che chiamano Bartimeo: non vanno da lui; vanno nel nome di Gesù. Gli rivolgono solo tre parole, tutte di Gesù: «Coraggio! Alzati. Ti chiama» (v. 49). Solo Gesù nel resto del Vangelo dice coraggio! Solo Gesù dice alzati. Solo Gesù chiama, cambiando la vita. Tanti figli, come Bartimeo cercano una luce nella vita.
Non è cristiano aspettare che i fratelli bussino alle nostre porte; dovremo andare da loro, non portando noi stessi, ma Gesù. Egli ci manda a incoraggiare e rialzare nel suo nome. Ci manda a dire ad ognuno: “Dio ti chiede di lasciarti amare da Lui”.
Ascoltare, farsi prossimi, testimoniare. Il cammino di fede nel Vangelo termina in modo bello e sorprendente, con Gesù che dice: «Va’, la tua fede ti ha salvato» (v. 52). Eppure Bartimeo non ha fatto professioni di fede, non ha compiuto alcuna opera; ha solo chiesto pietà. Sentirsi bisognosi di salvezza è l’inizio della fede. È la via diretta per incontrare Gesù. La fede che ha salvato Bartimeo non stava nelle sue idee chiare su Dio, ma nel cercarlo, nel volerlo incontrare. La fede è questione di incontro, non di teoria. Nell’incontro Gesù passa, nell’incontro palpita il cuore della Chiesa. Allora non le nostre prediche, ma la testimonianza della nostra vita sarà efficace. la strada, non è amato, ma abbandonato. È cieco e non ha chi lo ascolti. Adoriamo in silenzio
– PADRE NOSTRO CHINIAMO IL CAPO E RICEVIAMO LA BENEDIZIONE DI GESU’
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PENSIERO SPIRITUALE
CHIAMATI A COSTRUIRE UNA CHIESA GIOVANE
Aprendo il Sinodo dei Vescovi sui giovani, Papa francesco dice:«La speranza ci interpella, ci smuove e rompe il conformismo del “si è sempre fatto così”, e ci chiede di alzarci per guardare la situazioni della Chiesa”. La stessa speranza è riposta sui giovani e a favore dei giovani.
I giovani, ci chiamano a farci carico insieme a loro del presente con maggior impegno e a lottare contro ciò che in ogni modo impedisce alla loro vita e a quella della Chiesa di svilupparsi con dignità. Chiesa e giovani ci chiedono ed esigono una dedizione creativa, nessuno sia “lasciato solo nelle mani di tanti mercanti di morte che opprimono la vita e oscurano la loro visione”.
«Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri». Con questo spirito cercheremo di metterci in ascolto gli uni degli altri per discernere insieme quello che il Signore sta chiedendo alla sua Chiesa. Il dono dell’ascolto sincero, orante e il più possibile privo di pregiudizi e condizioni ci permetterà di entrare in comunione con le diverse situazioni che vive il Popolo di Dio».
Come Bartimeo guarito che segue Gesù, anche noi dobbiamo camminato insieme, nelcammino della fede. Questo incomincia con l’ascolto.
Quant’è importante per noi ascoltare la vita!”. L’apostolato dell’orecchio è il primo passo da compiere per accompagnare alla fede; il Vangelo sottolinea che i discepoli, invece, “preferivano i loro tempi a quelli del Maestro, le loro parole all’ascolto degli altri: seguivano Gesù, ma avevano in mente i loro progetti. Questo è un rischio da cui guardarci sempre”. Quando la fede si concentra puramente sulle formulazioni dottrinali, rischia di parlare solo alla testa, senza toccare il cuore”. “E quando si concentra solo sul fare, rischia di diventare moralismo e di ridursi al sociale. Bartimeo ci insegna che La fede invece è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza. Non possiamo essere dottrinalisti o attivisti; siamo chiamati a portare avanti l’opera di Dio al modo di Dio, nella prossimità: stretti a Lui, in comunione tra noi, vicini ai fratelli”.
La prossimità! Essa è “l’antidoto contro la tentazione delle ricette pronte”. “Chiediamoci se siamo cristiani capaci di diventare prossimi, di uscire dai nostri circoli per abbracciare quelli che ‘non sono dei nostri’ e che Dio ardentemente cerca”. L’altra tentazione che ricorre nella Scrittura è quella di “lavarsi le mani”. “Noi invece vogliamo imitare Gesù, e come lui sporcarci le mani”, assicura Francesco.
Tanti figli, tanti giovani, come Bartimeo cercano una luce nella vita. Cercano amore vero. E come Bartimeo, nonostante la molta gente contraria, invoca solo Gesù, così anch’essi invocano vita; ma sovente trovano solo promesse fasulle e pochi che si interessano davvero a loro”, la denuncia.
La fede che ha salvato Bartimeo non stava nelle sue idee chiare su Dio, ma nel cercarlo, nel volerlo incontrare”, commenta Francesco: “La fede è questione di incontro, non di teoria. Nell’incontro Gesù passa, nell’incontro palpita il cuore della Chiesa”. Allora “non le nostre prediche, ma la testimonianza della nostra vita sarà efficace”.
Francesco ha citando il Concilio Vaticano II: «Padri sinodali – ha detto – molti di noi eravamo giovani o muovevamo i primi passi nella vita religiosa mentre terminava il Concilio Vaticano II. Ai giovani di allora venne indirizzato l’ultimo messaggio dei Padri conciliari. Ciò che abbiamo ascoltato da giovani ci farà bene ripassarlo di nuovo con il cuore ricordando le parole del poeta (Friederich Hoelderlin, ndr): “L’uomo mantenga quello che da bambino ha promesso”». Già Paolo VI rivolgendosi ai giovani diceva: « Lottate contro ogni egoismo. Rifiutate di dare libero corso agli istinti della violenza e dell’odio, che generano le guerre e il loro triste corteo di miserie. Siate generosi, puri, rispettosi, sinceri. E costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!».
Costruire un mondo migliore, una Chiesa migliore! È compito di ogni cristiano. Come possiamo, noi Cellule chiamate, scelte ad una particolare intimità con Gesù Eucaristia, sottrarci a questo impegno così gradito a Lui?
GESU’ E MARIA BENEDICANO VOI E LE VOSTRE FAMIGLIE.
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