Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia (prima parte)

      MES GENNAIO 2020
        Signore abbiamo concluso il periodo d’avvento protesi verso la Tua nuova venuta. Ti abbiamo aspettato con ansia, desiderosi di accoglierti nel nostro cuore, affinché Tu potessi, ancora una volta, mettere la Tua dimora in mezzo a noi. Signore anch’io ti ho aspettato tanto.
        A chi viene inviato l’angelo? Ai pastori. Dio sceglie queste persone per la loro semplicità povertà, umiltà Essi sono gli unici capaci di accogliere questa notizia. Sono i primi che credono alla Parola, si fidano ciecamente dell’angelo e vanno, senza indugio, accogliendo il segno che è stato loro indicato: “Un Bambino fasciato e adagiato in una mangiatoia” lo riconoscono come Salvatore e lo annunciano.
I pastori ripartono felici. Sono i primi annunciatori del vangelo, della buona notizia. Sono stupiti perché il Signore ha scelto loro per testimoniarlo al mondo, proprio loro che sono fuori dalla società, loro che non potevano neppure entrare nel tempio, sono i primi a vedere Gesù, il nuovo Tempio. Gesù sceglie coloro che nel mondo sono nulla per i suoi progetti.
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DAI QUADERNI DELLA VALTORTA

la sofferenza: diventa soave se affrontata con Gesù

Dice Gesù a Maria Valtorta sempre rispondendo ad un mio lamento per le prospettive dolorose (sul domani nostro) che mi illumina:
«Ma, Maria, alle piccole amiche di Gesù non è concesso sottrarsi alla pena.
Il povero vostro Gesù, quando era nella sua Passione, ebbe l’unico conforto dalla assistenza della Madre sua. Maria non ha perduto un gemito mio, non le è sfuggita una mia lacrima, non un corrugamento di epidermide, un trasalimento di muscoli, una contrazione di volto, un singulto, un rantolo. Erano tante lanciate per il suo cuore di Mamma, ma non si è sottratta ad esse perché sapeva che la sua presenza era l’unico conforto del suo Gesù.
La piccola Maria non deve essere dissimile dalla grande Maria. Anche ora Io soffro, soffro tanto davanti alla pervicacia umana. Lo ripeto: verrei di nuovo a morire per salvarvi, o uomini che precipitate nel baratro di mille colpe. Soffro tanto… non posso tacere il mio dolore. E parlarne vuol dire condurre chi mi ascolta alla visione di un ben triste futuro.
Ma è così dolce piangere insieme. Non mi sottrarre la tua spalla perché Io vi appoggi il mio Capo sul quale l’Umanità ribadisce corone di spine. Le stesse spine pungeranno anche te. Ma pensa: il nostro pianto e il nostro sangue verranno offerti insieme per tentare di arrestare il castigo.
Di questo c’è bisogno, Maria. Le altre cose lasciano ciò che trovano e vi uniscono nuove potenze di male. Ma il sacrificio salva. Se dalla Terra divenuta inferno nascessero molte anime i sacrificio!…
Non ripeto per mancanza di argomenti, ripeto perché in queste parole è la chiave della salvezza.»
Creda, Padre, che soffro tanto. Le intuizioni che mi vengono sono più torturanti del mio male fisico ed accrescono il medesimo. Confesso che umanamente vorrei sfuggire ad esse con la morte. Ma, come vede, anche questo rientra nel campo di dolore che Dio ha seminato per me e che io devo cogliere e mangiare come pane della mia vita.
E allora… avanti. Sono fra le spine di ogni genere, perché il buon Gesù mi svela orizzonti di sangue e fuoco, e Lucifero tenta di sconvolgermi prospettandomi che presto resterò sola (senza Maestro) e che Egli è già stanco di me. Lo lascio dire, ma certo soffro.
Meno male che perdura viva la invisibile Presenza, e questo dà tutto nel mio nulla.
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 LA MIA ORA CON GESU’
MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Signore abbiamo concluso il periodo d’avvento protesi verso la Tua nuova venuta. Ti abbiamo aspettato con ansia, desiderosi di accoglierti nel nostro cuore, affinché Tu potessi, ancora una volta, mettere la Tua dimora in mezzo a noi. Signore anch’io ti ho aspettato tanto.
Tu conosci la mia povertà e sai, che , nonostante sia grande il desiderio di conversione, mi ritrovo sempre a cadere nel peccato. Gesù, quest’anno ho deciso di impegnarmi un po’ di più nella mia vita spirituale e sto cercato di pregare di più, di ascoltare e meditare la Tua Parola affinché possa penetrare nel mio cuore per farmi comprendere la Tua volontà. Signore è bello stare con te!.
Per questo medito sul Tuo amore per me, su tutto quanto hai operato nella mia vita per poterti adorare e ringraziare nel silenzio della mia camera aspettando che Tu, ancora una volta cambi il mio cuore possa trovare un luogo dove riposare.
ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, non so come il mondo abbia atteso la Tua venuta. Il frastuono, le distrazioni certamente non creano un clima di serenità, di pace, ma Tu, squarci le tenebre e vuoi venire fra di noi per rivelarci il volto di Dio.
Tutta l’umanità, nonostante sembri tanto lontana da Te, porta in se il desiderio di vedere la salvezza di Dio. Gesù, tu sei veramente fra di noi, Hai sentito il nostro anelito a contemplare le meraviglie del Tuo amore. Signore Gesù, mi prostro con tutta l’umanità davanti a te per lasciarmi penetrare dal Tuo sguardo pieno d’amore che vuole trasformarmi e inviarmi dai miei fratelli per testimoniare che solo Tu puoi essere la nostra vita, la nostra pace, il nostro amore.
Gesù è Natale e vogliamo ringraziarti perché continui a nascere in noi ad illuminare la nostra vita. “ Un giorno santo è spuntato per noi: venire tutti ad adorare il Signore. Oggi una splendida luce è discesa sulla terra”.
LEGGO LA PAROLA DI DIO
Lc.2,8-20       8 C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.
12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 13 E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».
15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.
17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.RICOSTRUISCO LA SCENA
Gesù nasce nel silenzio della notte. Nella povertà, ma la sua nascita è la nascita di un re speciale, e quindi deve essere rivelata da un personaggio speciale. Dal cielo Dio invia un Angelo.
A chi viene inviato l’angelo? Ai pastori. Dio sceglie queste persone per la loro semplicità povertà, umiltà Essi sono gli unici capaci di accogliere questa notizia. Sono i primi che credono alla Parola, si fidano ciecamente dell’angelo e vanno, senza indugio, accogliendo il segno che è stato loro indicato: “Un Bambino fasciato e adagiato in una mangiatoia” lo riconoscono come Salvatore e lo annunciano.
Dio non sì rivela ai potenti ma “ Ha scelto ciò che nel mondo e ignobile.” Con la nostra ragione noi vorremmo un Dio grande, potente e glorioso, il Dio che incute paura. Dio ci stupisce sempre; Egli si presenta come un Dio piccolo, tremante, bisognoso di tutto che da tutto se stesso anche come cibo; un Dio che si annienta per elevarci alla Sua dignità. I pastori non si pongono domande, ubbidiscono, vanno vedono, testimoniano. Questa è la semplicità dei pastori. Gesù la chiede anche noi.
MEDITO LA SCENA
“ Vi annuncio una buona notizia di una grande gioia che sarà per tutto il popolo”. Ecco l’annuncio dell’angelo. Il Signore invia sempre buone notizie e, soprattutto, porta la gioia. Spesso, siamo chiusi in noi stessi e non siamo capaci di accogliere buone notizie in modo particolare la gioia grande che il Signore vuole darci.
Ci vuole un cuore libero, docile, pronto a percepire la grandezza di quell’annuncio. IL Vangelo è dato a pochi ma mediante questi pochi deve arrivare a tutto il popolo. I pastori hanno compreso che il dono che è stato dato loro, non poteva essere tenuto per se ma doveva essere portato a tutti e vanno, senza indugio, anche se sono coscienti della loro povertà della loro esclusione dalla società, della grandezza del messaggio che devono portare. Forse non saranno creduti, saranno anche perseguitati, ma la gioia è troppo grande e deve essere comunicata. “
E’ nato il Signore, il Salvatore, Colui che porterà la pace che tutti desideriamo perché Dio ama tutti i Suoi figli e vuole che tutti siamo felici. I pastori sono poveri, ma vogliono portare i loro doni a quel Bambino che è più povero di loro. Vanno a cercare quel bambino. Quale stupore davanti al Bambino che sorride e tende loro lo mani! Sentono che la loro vita cambierà totalmente, anzi è già cambiata e tutti devono sapere che c’ è un speranza per ogni uomo: la speranza di essere felici se accettano Gesù
AMO CONTEMPLO ADORO
“ Tutti si stupirono ”.  I pastori ripartono felici. Sono i primi annunciatori del vangelo, della buona notizia. Sono stupiti perché il Signore ha scelto loro per testimoniarlo al mondo, proprio loro che sono fuori dalla società, loro che non potevano neppure entrare nel tempio, sono i primi a vedere Gesù, il nuovo Tempio. Gesù sceglie coloro che nel mondo sono nulla per i suoi progetti.
Il Signore sceglie i poveri per far risaltare la Sua grandezza. La povertà, la piccolezza fanno saltare in aria le fragili sicurezze del nostro io. La piccolezza ci fa diventare bambini, semplici. Tutto emana luce nei piccoli perché tutto in loro è riflesso della bontà e delle perfezioni di Dio.
Per i piccoli solo Dio basta e non si meravigliano della loro debolezza perché sanno che Dio ama tanto la piccolezza, la semplicità, l’umiltà e quelli che le vivono. Sono docili e si lasciano forgiare e portare da Colui che fa cose grandi con gli ultimi. Questi pastori devono diventare i nostri modelli perché il Signore vuole servirsi di anime piccole povere: le uniche disposte a lasciarsi amare, plasmare per costruire il nuovo regno.
Cerchiamo la semplicità, l’umiltà, la piccolezza per poter essere pronti a rispondere il nostro “ Eccomi” quando il Signore ci chiamerà per lavorare nella Sua vigna.
O Emanuele Tu sei il Dio con noi, adoriamo il Dio della vita inginocchiamoci dinanzi al presepe contempliamo il divino mistero. Le antiche promesse sono avverate. Questa è la Tua fedeltà o Dio, questo è il Tuo amore per noi.
E’ Natale nel mondo, è Natale di vita, di pace di bontà. E’ Natale nel cuore di tutti ad ognuno la sua luce, ad ognuno la sua stella. Tutti insieme a cantare : “ Emmanuele Tu sei il Dio con noi.
Comunione spirituale – Conclusione
Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.
Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria.
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VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA
“NON TEMETE: IO SONO CON VOI”
1°- “La vita dell’uomo sulla terra è una continua lotta”. Siamo combattuti da nemici fortissimi,
(“il demonio, il mondo e la carne “), che appaiono sempre più agguerriti e minacciosi.
I demoni sembrano “infuriati “ soprattutto contro i `fedeli di Gesù “:
Li stritolerebbero, li annienterebbero, se potessero… e allora cercano in tutti i modi di bloccarli e scoraggiarli, suscitando contro di loro tentazioni, lotte e persecuzioni senza tregua: “Battaglie all’esterno, timori al di dentro “.
Viene da pensare ad “Apocalisse”12:
“Il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che non gli resta più molto tempo…
Infuriato contro la donna, andò a fare guerra contro gli altri figli di lei: quelli che mettono in pratica i comandamenti di Dio, e rimangono fedeli a ciò che Gesù ha annunziato “. (Apoc. 12,12).
“Noi conosciamo le macchinazioni di satana, e non vogliamo essere le sue vittime “.(11 Cor.2,11).
A volte la battaglia si fa così furibonda e insistente, che verrebbe da pensare che non ci sia più scampo… e che non ci rimane altro che rassegnarci a subire i colpi.
Cosa fare allora? (“Nulla… non c’è proprio nulla da fare“). Questo ci insinua “l’avversario, il diavolo “, (che è il “maestro” della menzogna e lo specialista nell’anestesia delle coscienze).
2°- No, non è vero, non è così.
Non possiamo arrenderci o cedere alla tentazione, in nessun caso, perché “Dio è con noi “, è sempre con noi: “Non temete, non vi smarrite… perché il Signore vostro Dio cammina con voi, contro i vostri nemici per salvarvi”. (Dt. 20,4).
E, se “il Signore è con noi “, chi potrà farci paura? `Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò timore?…
“Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia “. (Salmo 26)
3°- Coraggio dunque!
Non possiamo avere più dubbi né paure: Con noi c’è “Cristo “, “il trionfatore “, il “dominatore “ della storia:
“Io ho vinto “! “Io ero morto, ma ora vivo per sempre e h o potere sopra la morte e sopra gli inferi “ (cioè sopra tutte le potenze visibili e invisibili). (Apoc.1,18).
“Per questo mi affatico e m’impegno nella lotta, sostenuto dalla forza che egli mi dà”. (Col.1,29).
“Non abbiate paura” ci grida “il Signore “.
— “Non abbiate paura” ci ripete il suo “Vicario” Giovanni-Paolo II:
“Non abbiate paura”… nemmeno di ciò che l’uomo ha prodotto, e che sta diventando ogni giorno di più, un pericolo per lui… Perché “non dobbiamo avere paura “?
Perché l’uomo è stato redento da Dio. “Dio ha amato tanto il mondo “,fino a dare il suo Figlio “…
La potenza della Croce di Cristo e della sua Risurrezione è più grande di ogni male, di cui l’uomo potrebbe avere “Paura “.
Abbiamo, (forse più che mai), bisogno delle parole del Cristo Risorto: “Non abbiate paura “!
Occorre che nella nostra coscienza riprenda vigore la certezza che esiste Qualcuno che tiene in mano le sorti di questo mondo, che ha “le chiavi “ della morte e degli “inferi”… “Qualcuno” che è “l Alfa” e “l’Omega” della storia dell’uomo.. .
E questo Qualcuno è “Amore”:
Amore fatto Uomo , Amore Crocifisso e Risorto, Amore incessantemente Presente tra gli “uomini, Amore Eucaristico, fonte di “comunione “…
E’ solo Lui a dare la piena garanzia delle parole: “Non abbiate paura “!
Così ha scritto Giovanni Paolo II:
A lui il nostro grazie !