Avvento: attesa, speranza, conversione

AVVENTO – ATTESA
          L’Avvento è   tempo di conversione, alla quale
la liturgia di questo momento forte invita con la voce dei profeti,
soprattutto con quella di Giovanni Battista:
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3, 2).
          Convertirsi è anche camminare insieme verso una meta comune.
Quale?:  l’oggetto specifico della Speranza: la vita eterna.    

 CELLULA DICEMBRE 2018

I) DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO Signore Gesù, luce che vieni nel mondo, guida i passi di chi, inquieto, cerca il senso della vita; possa questo tempo di Avvento favorire l’ascolto della Parola di Vita che attende di rivelarsi e incarnarsi nell’esistenza di ogni uomo. (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)
– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO O Spirito Santo, passi il tuo alito sul nostro sguardo per volgerlo su orizzonti più lontani e più vasti., e nel nostro cuore per infiammarlo di ardore avido di irradiarsi. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)
II – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
1 – ATTESA Con la parola adventus si intendeva sostanzialmente dire: Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli. Quali sono le qualità che devono caratterizzare ogni cristiano in questo tempo di grazia spirituale:
  • la vigilanza, virtù di chi vive in fervorosa attesa del Messia Salvatore;

  • la fede, sostegno per accogliere il mistero di Gesù incarnato

  • la speranza, di chi confida nell’amore misericordioso di Dio;

  • la conversione, l’impegno urgente di chi si prepara all’incontro con Cristo;

  • la preghiera, affettuosa invocazione all’Atteso: Vieni, Signore Gesù 

  • la gioia, espressione di un’attesa che si concretizza in Gesù

  • La Sobrietà: necessaria per non essere dominati dalle cose di questo mondo, dalle realtà materiali, ma a governarle».

L’Avvento è il tempo dell’attesa di Dio che viene. Nella società attuale, contrassegnata da efficienza, produttività e attivismo, attendere sembra impopolare e irresponsabile. Eppure è la chiave di volta del senso del Natale.
L’attesa non è segno di debolezza, ma di forza, stabilità, convinzione. È responsabilità.
Adorazione silenziosa
2 – SPERANZA
L’Avvento è il tempo della speranza gioiosa che la salvezza già operata dona e le realtà di grazia già presenti nel mondo giungano alla loro maturazione e pienezza, per cui la promessa si tramuterà in possesso, la fede in visione, e «noi saremo simili a lui e lo vedremo così come egli è» (1 Gv 3, 2).
La meta che il Signore indica a noi in Avvento, è quella che Egli da sempre ha indicato e promesso al suo popolo. Infatti Ciò che Dio ha rivelato, Gesù lo ha compiuto; e Lui stesso è diventato il Verbo fatto Carne: Lui stesso è la guida ed insieme la meta del nostro pellegrinaggio; e alla sua luce anche gli altri popoli possono camminare verso il Regno della giustizia, verso il Regno della pace».
Il profeta Isaia, profetizza un giorno in cui gli uomini «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra». «Quando accadrà questo? Che bel giorno sarà quello! Noi vogliamo scommettere sulla speranza di questa pace promessa».
Adorazione silenziosa
3 – CONVERSIONE
Tenere presente l’oggetto meraviglioso della nostra Speranza, ci motiva e ci stimola ad un impegno serio: una lotta e un impegno di conversione.
L’Avvento è appunto tempo di conversione, alla quale la liturgia di questo momento forte invita con la voce dei profeti e soprattutto di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3, 2).
Oltre che al cammino verso Dio, l’Avvento ci invita a intraprendere anche il cammino con tutti gli uomini e verso gli uomini.
Camminare insieme verso una meta comune. Quale? Come abbiamo detto: quella che è l’oggetto specifico della Speranza: la vita eterna.
Adorazione silenziosa
PADRE NOSTRO
– CHINIAMO IL CAPO E RICEVIAMO LA BENEDIZIONE DI GESU’                                                         
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PENSIERO SPIRITUALE
Davanti al SS. Sacramento (scritto da Rosetta ancora molto giovane)
Mi prostro dinanzi a Te mio Dio nascosto;
vorrei dirTi tutte le ferite di questo cuore,
ma forse il mio silenzio e il mio sguardo
ti dicono più di ogni parola.
Quando sono davanti a Te
e penso a Te realmente presente,
allora dimentico gli affanni della vita,
le viltà, le ingratitudini degli uomini;
persino questo misero mondo
mi sembra cambiato in un Tabor delizioso.
L’anima davanti al Tabernacolo
prende senza accorgersene il posto di Maria Maddalena;
Ti sta ad ascoltare in silenzio
e gusta una pace di Paradiso.
Nella chiesa tutto è silenzio; eppure, intorno a quell’altare,
vi sono certo miriadi di angeli che adorano il loro Sovrano
e cantano inni di lode a Dio nascosto.
Perché non mi è dato di ascoltarli?
Il mondo degli insensati passa e non si degna di uno sguardo;
qualche anima devota se ne sta forse ai piedi di un’immagine,
ma io preferisco la realtà, il mio Dio vivente nel Tabernacolo.
qui trovo la mia delizia.
Vorrei gridare forte a tutti quelli che passano:
venite a dissetarvi alla sorgente della vera felicità.
qui è il Paradiso in terra.
La vita mi chiama alle occupazioni materiali;
come potrò allontanarmi da Te che sai incatenare sì dolcemente l’anima?
Partirò, o Gesù, ma Ti porterò con me nella mente e nel cuore.
Ti porterò con me in mezzo ai miei discorsi, nei miei dolori, nelle mie gioie; Ti guarderò anche da lontano come se fossi da vicino.
Tu, accompagnami lungo il sentiero della vita,
tienimi per mano, sorreggimi, assediami da ogni parte perch’io non possa fuggire.
Fa’, o Signore, che io sia una lampada vivente che si consuma davanti a Te. Anche se col mio corpo devo vivere molte ore della giornata
lontana dal tuo Tabernacolo,
ritornerò presto perché senza di re sono nulla con Te sono tutto.
Lungi da te non troverò altro che amarezze
con Te troverò ogni soavità.
Grazie, o Signore, della dolce prigionia
in cui Ti piace tenere questa povera anima.
Un solo istante di questa schiavitù è assai più prezioso
della falsa libertà dei figli del mondo.
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Comunichiamo i due indirizzi di posta elettronica:
begallistru@gmail.com oppure erem.eucarestia@gmail.com