«Beati i miti, perché avranno in eredità la terra».

             Venerdì 31 Per Anno 2018
        “La mitezza. È quello che Gesù praticava con i suoi discepoli e che contempliamo nel suo ingresso in Gerusalemme: «Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro»
         La mitezza è un frutto dello Spirito Santo
         La mitezza è  espressione della povertà interiore, di chi ripone la propria fiducia solamente in Dio.
I – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
    METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO Signore Gesù, donami di diventare una persona mite. Fa’ che il mio cuore non sia mai indurito, incapace di accogliere e di perdonare ma si dilati per contenere tutti e benedire il mondo intero.
INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO  Spirito Santo, effuso nei nostri cuori perché la dolcezza diventi il nostro segno distintivo, e la soavità lo stile della nostra vita e l’anima del nostro gruppo di spiritualità
II – ASCOLTIAMO LA PAROLA
La mitezza. È quello che Gesù praticava con i suoi discepoli e che contempliamo nel suo ingresso in Gerusalemme: «Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro» (Mt 21,5; cfr Zc 9,9).
1 Egli disse: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita» (Mt 11,29).
 72 -Se viviamo agitati, arroganti di fronte agli altri, finiamo stanchi e spossati. Ma quando vediamo i loro limiti e i loro difetti con tenerezza e mitezza, senza sentirci superiori, possiamo dar loro una mano ed evitiamo di sprecare energie in lamenti inutili. Per santa Teresa di Lisieux «la carità perfetta consiste nel sopportare i difetti altrui, non stupirsi assolutamente delle loro debolezze».[69]
Adoriamo in silenzio
 2 – La mitezza come un frutto dello Spirito Santo   
73 – Paolo menziona la mitezza come un frutto dello Spirito Santo (cfr Gal 5,23). Propone che, se qualche volta ci preoccupano le cattive azioni del fratello, ci avviciniamo per correggerle, ma «con spirito di dolcezza» (Gal 6,1), e ricorda: «e tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu» (ibid.). Anche quando si difende la propria fede e le proprie convinzioni, bisogna farlo con mitezza (cfr 1 Pt 3,16), e persino gli avversari devono essere trattati con mitezza (cfr 2 Tm 2,25). Nella Chiesa tante volte abbiamo sbagliato per non aver accolto questo appello della Parola divina.
Adoriamo in silenzio
3 –  74. La mitezza è un’altra espressione della povertà interiore, di chi ripone la propria fiducia solamente in Dio. Di fatto nella Bibbia si usa spesso la medesima parola anawim per riferirsi ai poveri e ai miti. Qualcuno potrebbe obiettare: “Se sono troppo mite, penseranno che sono uno sciocco, che sono stupido o debole”. Forse sarà così, ma lasciamo che gli altri lo pensino. E’ meglio essere sempre miti, e si realizzeranno le nostre più grandi aspirazioni: i miti «avranno in eredità la terra», ovvero, vedranno compiute nella loro vita le promesse di Dio. Perché i miti, al di là di ciò che dicono le circostanze, sperano nel Signore e quelli che sperano nel Signore possederanno la terra e godranno di grande pace (cfr Sal 37,9.11). Nello stesso tempo, il Signore confida in loro: «Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi trema alla mia parola» (Is 66,2).
Reagire con umile mitezza, questo è santità.
Adoriamo in silenzio
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III – Segue un lungo silenzio (Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta)
Ascolta! – Medita! – Prega!
o Padre Nostro
o Canto eucaristico – Incenso – Preghiamo
o BENEDIZIONE EUCARISTICA – Dio sia benedetto.