«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli»

Venerdì 29 per anno 2018 

      Gesù chiama beati i poveri in spirito, che hanno il cuore povero, in cui può entrare il Signore con la sua novità.
     La povertà di spirito produce la libertà interiore.
     La povertà di spirito porta ad una esistenza povera in cui si condivide la vita dei poveri.


I – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

  • METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO Signore Gesù, tu che ci hai insegnato le Beatitudini, degnati ora, in questa Eucarestia, di imprimerle nel nostro cuore. Dacci un cuore povero che non cerchi i beni terreni e aspiri soltanto a possedere te.
  • INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO Spirito Santo, tu fai dell’anima nostra e del nostro corpo il tuo santuario, una dimora che tu consacri a te e santifichi con la tua presenza. Tu trasformi tutto il nostro essere in puro possesso di Dio. Che tutto in noi sia un tempio nel quale tu possa trovare le tue compiacenze.

II – ASCOLTIAMO LA PAROLA

1 – Gesù chiama beati i poveri in spirito, che hanno il cuore povero, in cui può entrare il Signore con la sua novità.

67. Il Vangelo ci invita a riconoscere la verità del nostro cuore, per vedere dove riponiamo la sicurezza della nostra vita. Normalmente il ricco si sente sicuro con le sue ricchezze, e pensa che quando esse sono in pericolo, tutto il senso della sua vita sulla terra si sgretola. Gesù stesso ce l’ha detto nella parabola del ricco stolto, parlando di quell’uomo sicuro di sé che, come uno sciocco, non pensava che poteva morire quello stesso giorno (cfr Lc 12,16-21). 68. Le ricchezze non ti assicurano nulla. Anzi, quando il cuore si sente ricco, è talmente soddisfatto di sé stesso che non ha spazio per la Parola di Dio, per amare i fratelli, né per godere delle cose più importanti della vita. Così si priva dei beni più grandi. Per questo Gesù chiama beati i poveri in spirito, che hanno il cuore povero, in cui può entrare il Signore con la sua costante novità. Adoriamo in silenzio

2 – La povertà di spirito produce la libertà interiore. 69. Questa povertà di spirito è molto legata con quella “santa indifferenza” che proponeva sant’Ignazio di Loyola, nella quale raggiungiamo una bella libertà interiore: «Per questa ragione è necessario renderci indifferenti verso tutte le cose create (in tutto quello che è permesso alla libertà del nostro libero arbitrio e non le è proibito), in modo da non desiderare da parte nostra più la salute che la malattia, più la ricchezza che la povertà, più l’onore che il disonore, più la vita lunga piuttosto che quella breve, e così in tutto il resto».[68] Adoriamo in silenzio

3 – La povertà di spirito porta ad una esistenza povera in cui si condivide la vita dei poveri. 70. Luca non parla di una povertà “di spirito” ma di essere «poveri» e basta (cfr Lc 6,20), e così ci invita anche a un’esistenza austera e spoglia. In questo modo, ci chiama a condividere la vita dei più bisognosi, la vita che hanno condotto gli Apostoli e in definitiva a conformarci a Gesù, che «da ricco che era, si è fatto povero» (2 Cor 8,9). Essere poveri nel cuore, questo è santità (Papa Francesco “Gaudete et Exultate”) Adoriamo in silenzio ——————————————–

III – Segue un lungo silenzio (Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta) – Ascolta! – Medita! – Prega!

    • Padre Nostro
    • Canto eucaristico – Incenso – Preghiamo
    • BENEDIZIONE EUCARISTICA – Dio sia benedetto.