ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Dicembre 9, 2017

Dio ci ama e si avvicina a noi ogni giorno.

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 CELLULA DICEMBRE 2017     –      
       Dio si avvicina con la sua grazia per entrare nella nostra vita e per offrirci in dono il suo Figlio.
       Accogliendo Gesù e cercando di seguirlo ogni giorno, possiamo cooperare al suo disegno di salvezza su noi stessi e sul mondo.
       Maria ci aiuta a metterci in atteggiamento di disponibilità per accogliere il Figlio di Dio nella nostra vita concreta, nella nostra carne.

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Novembre 20, 2017

“La strada di Emmaus simbolo del nostro  cammino di fede  

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    CELLULA Novembre 2017      
    La solennità di Tutti i Santi è la “nostra” festa perché la santità di Dio ha toccato la nostra vita. I santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria “tonalità”. Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio.    (more…)

Novembre 15, 2017

Educare alla Speranza

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 Venerdì XXX per Anno 2017
 Non avere paura di sognare, “vivi, ama, sogna, credi” e se sbagli, rialzati.
  Non ascoltare  la voce di chi semina odio e divisioni. E, nei contrasti, pazienta perché “ognuno è depositario di un frammento di verità”.   
Ricorda che il dono del coraggio bisogna chiederlo a Dio, perché Gesù ha vinto la paura, “la nostra nemica più infida”.      
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Luglio 1, 2017

Adorare, Annunciare,  Testimoniare (Predicare con la vita)                                                                  

Filed under: Cellule 2017 — Tag:, , — admin @ 6:19 pm

TRACCIA  Luglio – Agosto 2017 “  –   Adorare, Annunciare,                                                                     Testimoniare (Predicare con la vita)

– DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

– PREGHIERA DELLA CELLULA

– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, per la salvezza del mondo tu hai voluto prendere una carne simile alla nostra, e per continuare a salvarlo ci dai la tua carne come cibo. Accresci in noi lo zelo apostolico, comunicaci un ardore instancabile per la salvezza delle anime, il desiderio di offrirti tutto con questa intenzione. (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia).

– INVOCHIAMO LO SPIRITO
Spirito Santo, che rendi testimonianza a Cristo, fa di noi dei testimoni autentici del Signore! Fa che tutto il nostro essere sia un richiamo vivente al Salvatore, in modo che possiamo rivelarlo agli altri. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli).

 

ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
1 – “Predicate il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole” (S. Francesco d’Assisi). Predicare con la vita! Infatti annunciare e testimoniare è possibile solo se c’è una vicinanza quotidiana con Lui, e lo conosciamo.
Questo è un punto importante per noi: vivere un rapporto intenso con Gesù, un’intimità di dialogo e di vita, così da riconoscerlo come “il Signore” e adorarlo! L’Apocalisse ci parla dell’adorazione: le miriadi di angeli, tutte le creature, gli Esseri viventi, gli Anziani, si prostrano in adorazione davanti al Trono di Dio e all’Agnello immolato, che è Cristo, a cui va la lode, l’onore e la gloria (cfr Ap 5,11-14).
Domandiamoci tutti: lo adoriamo il Signore? Andiamo da Dio solo per chiedere, per ringraziare, o andiamo da Lui anche per adorarlo? Che cosa vuol dire allora adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte. Ognuno di noi ha delle cose ritenute più o meno importanti. Adoriamo in silenzio!

2 – Adorare il Signore. Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, e non solo a parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti che Lui è il solo Dio, il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia.
Che cosa ne deriva per la nostra vita? Spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo, nei quali riponiamo la nostra sicurezza. Sono idoli che spesso teniamo ben nascosti; possono essere l’ambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita, qualche peccato a cui siamo legati, e molti altri. Adoriamo in silenzio!

3 – Mettere il Signore al centro della vita. Quanto sarebbe gradito al Signore se lasciassimo risuonare questa domanda nel nostro cuore e se vi rispondessimo con sincerità: ho pensato io a quell’idolo nascosto ho nella mia vita e che mi impedisce di adorare il Signore? Adorare è spogliarci dei nostri idoli, anche di quelli più nascosti, e scegliere il Signore come centro, come via maestra della nostra vita.
Carissimi, il Signore ci chiama ogni giorno a seguirlo con coraggio e fedeltà; ci ha fatto il grande dono di sceglierci come suoi discepoli; ci invita ad annunciarlo con gioia come il Risorto, ma ci chiede di farlo non solo con la parola, ma anche con la testimonianza della nostra vita, nella quotidianità. Il Signore è l’unico, l’unico Dio della nostra vita e ci invita a spogliarci dei tanti idoli e ad adorare Lui solo. Annunciare, Testimoniare, Adorare. La Beata Vergine Maria e l’Apostolo Paolo ci aiutino in questo cammino e intercedano per noi. Così sia. Adoriamo in silenzio!

1 – PADRE NOSTRO
2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESU’

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PENSIERO SPIRITUALE

IL VERO CRISTIANO SI FIDA DI DIO
Sentiamo rivolti a noi questi pensieri di papa Francesco.
Riguardo al futuro, il vero cristiano si fida di Dio e si lascia guidare in un cammino aperto alle sorpre-se del Signore. Così Papa Francesco in una delle ul-time messe celebrate a Santa Marta prima della pausa estiva.

Il cristiano non deve rimanere fermo, perché chi rimane fermo non è un vero cristiano. Per capire come deve comportarsi un cristiano prendiamo come riferimento la figura di Abramo, la cui vita si è basata su tre dimensioni: lo spogliamento, la pro-messa e la benedizione.

“Essere cristiano porta a una dimensione di spo-gliamento che trova la sua pienezza nello spoglia-mento di Gesù nella Croce”, ha detto il Pa-pa. Ebbene, i cristiani devono essere capaci di spo-gliarsi, altrimenti non sono cristiani autentici.

Abramo d’altronde obbedì per fede a Dio, non chiedendosi cosa avrebbe trovato alla fine del suo percorso, perché “il cristiano non ha un oroscopo che gli permette di vedere il futuro, né va dalla negromante che ha la sfera di cristallo”. Il cristiano, ha detto il Papa, “non sa dove va”. “Noi – ha poi aggiunto – siamo uomini e donne che camminano verso una promessa, verso un incontro, verso qual-cosa che dobbiamo ricevere in eredità”.

Bisogna quindi camminare, camminare e ancora camminare. Alzarsi al mattino e prepararsi al cam-mino. A un cammino “aperto alle sorprese del Si-gnore, che possono essere buone o brutte, ma a un cammino del quale ci fidiamo, perché sappiamo che il Signore ci porterà in un posto sicuro, in una terra che avrà preparato per noi”.

Lo schema della vita cristiana, alla luce di tutto ciò, poggia sulla benedizione da e verso Dio e da e verso gli altri. Perché tutti noi dobbiamo parlar bene degli altri: “La lingua – ha detto Francesco – spesso si muove un po’ come vuole anziché lasciare che la persona si lasci semplicemente spogliare dal Signore, fidandosi delle Sue promesse”.

BUONA PREGHIERA E BUONE VACANZE!

Vi saluto e vi benedico tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito San-to”. Vi affido a Maria!

 

Maggio 29, 2017

L’Ascensione: il cristiano ha lo sguardo in cielo e i piedi nel mondo

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TRACCIA Giugno 2017

        –     DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

–     PREGHIERA DELLA CELLULA

–      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO

Signore Gesù, dal tabernacolo tu chiedi la mia fede e veli il tuo splendore sotto le apparenze di una piccola ostia. Io credo alla tua presenza; voglio crederci con tutta la mia anima, essere pronto a dare la mia vita per la testimonianza di questa fede. Credo che tu sia Gesù di Nazareth, Figlio della Vergine Maria, colui che gli Apostoli hanno veduto coi loro occhi, ascoltato con le loro orecchie, amato come maestro ed Amico.

(In silenzio  creiamo  un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

–       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, dona a noi tuoi discepoli di sapere incontrare Gesù e riconoscerlo quando Lui ci svela le Scritture e spezza il pane per noi.

(In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 

  • ASCOLTIAMO E  PREGHIAMO  LA  PAROLA    

Il posto del cristiano è il mondo per annunciare Gesù, ma il suo sguardo è rivolto al Cielo per essere unito a Lui.

1 – La Scrittura ci indica, come riferimento del nostro cammino cristiano, tre luoghi: Galilea, Cielo e mondo e tre  parole: la memoria, la preghiera, la missione.

   La Galilea (luogo del primo incontro con Gesù) e la Memoria.
“Ognuno di noi ha la propria Galilea”, laddove Gesù si è manifestato per la prima volta, lo abbiamo conosciuto e “abbiamo avuto questa gioia, questo entusiasmo di seguirlo”. “Per essere un buon cristiano è necessario sempre avere la memoria del primo incontro con Gesù o dei successivi incontri”. E’ la grazia della memoria che nel momento della prova mi dà certezza.

Il  Cielo e  Preghiera.     Quando Gesù ascende al non si stacca da noi: “Fisicamente sì, ma è sempre collegato con noi per intercedere per noi. Fa vedere al Padre le piaghe, il prezzo che ha pagato per noi, per la nostra salvezza”. Dunque, “dobbiamo chiedere la grazia di contemplare il Cielo, la grazia della preghiera, il rapporto con Gesù nella preghiera che in questo momento ci ascolta, è con noi”:

–  i piedi nel mondo e la Missione.    Gesù prima di andarsene  dice ai discepoli: ‘Andate nel mondo e fate discepoli’. Andate: il posto del cristiano è il mondo per annunciare la Parola di Gesù, per dire che siamo salvati, che Lui è venuto per darci la grazia, per portarci tutti con Lui davanti al Padre”.

 

2 – Memoria, preghiera e missione
“Un cristiano deve muoversi in queste tre dimensioni e chiedere la grazia della memoria e dire al Signore: ‘Che non mi dimentichi del momento che tu mi hai eletto, che non mi dimentichi dei momenti che ci siamo incontrati’.

Poi, pregare, guardare il Cielo perché Lui è lì per intercedere. Lui intercede per noi.

E poi andare in missione: non vuol andare all’estero; andare in missione è vivere e dare testimonianza del Vangelo, è fare sapere alla gente come è Gesù. E questo, con la testimonianza e con la Parola; ma se io mi limito a dire come Gesù è, come è la vita cristiana e poi vivo come un pagano, a che serve?  La missione non va”.

 

3 – La vita cristiana è gioiosa
Se invece viviamo nella memoria, nella preghiera e in missione  la vita cristiana sarà bella e sarà anche gioiosa.

“E’ questa l’ultima frase che Gesù ci dice: ‘Quel giorno, il giorno nel quale voi vivrete la vita cristiana così, saprete tutto e nessuno potrà togliervi la vostra gioia’. Nessuno, perché io ho la memoria dell’incontro con Gesù, ho la certezza che Gesù è in Cielo in questo momento e intercede per me, è con me, e io prego e ho il coraggio di uscire da me e dire agli altri e dare testimonianza con la mia vita che il Signore è risorto, è vivo. Memoria, preghiera, missione. Che il Signore ci dia la grazia di capire questo nella vita cristiana e andare avanti con gioia, con quella gioia che nessuno potrà toglierci”.

          1   – PADRE  NOSTRO

          2     –   CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESU’

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PENSIERO SPIRITUALE

La tenerezza del cuore di Gesù

         Sentiamo rivolti a noi questi pensieri di papa Francesco.

Nel Vangelo Gesù dice così: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28).

Quando Gesù dice questo, ha davanti agli occhi le persone che incontra ogni giorno per le strade della Galilea: tanta gente semplice, poveri, malati, peccatori, emarginati…

Questa gente lo ha sempre rincorso per ascoltare la sua parola. Le parole di Gesù danno sempre speranza!  Egli stesso cercava queste folle stanche e sfinite come pecore senza pastore (cfr Mt 9,35-36) e le cercava per annunciare loro il Regno di Dio e per guarire molti nel corpo e nello spirito.

Ora li chiama tutti a sé: «Venite a me», e promette loro sollievo e ristoro.

Questo invito di Gesù si estende fino ai nostri giorni, per raggiungere tanti fratelli e sorelle oppressi da condizioni di vita precarie, da situazioni esistenziali difficili e a volte prive di validi punti di riferimento. Nei Paesi più poveri, ma anche nelle periferie dei Paesi più ricchi, si trovano tante persone stanche e sfinite sotto il peso insopportabile dell’abbandono e dell’indifferenza.

L’indifferenza: quanto male fa ai bisognosi l’indifferenza umana! E peggio, l’indifferenza dei cristiani! Ai margini della società sono tanti uomini e donne provati dall’indigenza, ma anche dall’insoddisfazione della vita e dalla frustrazione.

A ciascuno di questi figli del Padre che è nei cieli, Gesù ripete: «Venite a me, voi tutti». Ma lo dice anche a coloro che possiedono tutto, ma il cui cuore è vuoto e senza Dio. Anche a loro, Gesù indirizza questo invito: “Venite a me”.

L’invito di Gesù è per tutti. Ma in modo speciale per questi che soffrono di più.

Gesù promette di dare ristoro a tutti, ma ci fa anche un invito, che è come un comandamento: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). I

Il “giogo” del Signore consiste nel caricarsi del peso degli altri con amore fraterno. Una volta ricevuto il ristoro e il conforto di Cristo, siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile, ad imitazione del Maestro.

La mitezza e l’umiltà del cuore ci aiutano non solo a farci carico del peso degli altri, ma anche a non pesare su di loro con le nostre vedute personali, i nostri giudizi, le nostre critiche o la nostra indifferenza.

Invochiamo Maria Santissima, che accoglie sotto il suo manto tutte le persone stanche e sfinite, affinché attraverso una fede illuminata, testimoniata nella vita, possiamo essere di sollievo per quanti hanno bisogno di aiuto, di tenerezza, di speranza.

Carissimi, siamo ormai nel mese di Giugno, il mese dedicato al Sacro cuore di Gesù.

Viviamo intensamente questo tempo; fermiamoci sovente a leggere, meditare e pregare queste parole divine. Esse pian piano scendono in noi, agiscono e trasformano la nostra vita.

 

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro».

Da dove vengono queste parole così consolanti? Vengono dal CUORE del Figlio di Dio Incarnato che è il Volto visibile del Padre nostro che è nei cieli; questo Padre che è tenerezza, compassione, amore e misericordia infinita.

Ascoltiamole con grande interesse queste parole, noi che viviamo la sofferenza fisica, morale, spirituale. Ascoltiamole con sentimenti di ringraziamento e di adorazione.

«Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore”.

Queste parole sono rivolte  sia ai noi malati, sia ai sani.

Ai sani ricordano la necessità di intenerirsi, come Gesù, della sofferenza dei fratelli bisognosi.

Gesù cerca chi poter mandare in missione nel mondo della sofferenza.

Vi saluto e vi benedico tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.   Vi affido a Maria!            Beniamino  e Suor Bonaria

Maggio 15, 2017

“La strada di Emmaus simbolo del nostro cammino di fede”

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TRACCIA Maggio 2017 “   “La strada di Emmaus simbolo del nostro  cammino di fede”

 – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Signore Gesù, dal tabernacolo tu chiedi la mia fede e veli il tuo splendore sotto le apparenze di una piccola ostia. Io credo alla tua presenza; voglio crederci con tutta la mia anima, essere pronto a dare la mia vita per la testimonianza di questa fede. Credo che tu sia Gesù di Nazareth, Figlio della Vergine Maria, colui che gli Apostoli hanno veduto coi loro occhi, ascoltato con le loro orecchie, amato come maestro ed Amico.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, dona a noi tuoi discepoli di sapere incontrare Gesù e riconoscerlo quando Lui ci svela le Scritture e spezza il pane per noi.
In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)
 ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

1 – I discepoli di Emmaus
il Vangelo è quello dei discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35). Questi erano due discepoli di Gesù, i quali, dopo la sua morte e passato il sabato, lasciano Gerusalemme e ritornano, tristi e abbattuti, verso il loro villaggio, chiamato appunto Emmaus. Lungo la strada Gesù risorto si affiancò ad essi, ma loro non lo riconobbero. Vedendoli così tristi, Egli dapprima li aiutò a capire che la passione e la morte del Messia erano previste nel disegno di Dio e preannunciate nelle Sacre Scritture; e così riaccese un fuoco di speranza nei loro cuori.
Adorazione silenziosa
2 – Gesù Risorto è riconosciuto nello spezzare il pane. A quel punto, i due discepoli avvertirono una straordinaria attrazione verso quell’uomo misterioso, e lo invitarono a restare con loro quella sera. Gesù accettò ed entrò con loro in casa. E quando, stando a mensa, benedisse il pane e lo spezzò, essi lo riconobbero, ma Lui sparì dalla loro vista, lasciandoli pieni di stupore. Dopo essere stati illuminati dalla Parola, avevano riconosciuto Gesù risorto nello spezzare il pane, nuovo segno della sua presenza. E subito sentirono il bisogno di ritornare a Gerusalemme, per riferire agli altri discepoli questa loro esperienza, che avevano incontrato Gesù vivo e lo avevano riconosciuto in quel gesto della frazione del pane.
Adorazione silenziosa

3 – La strada di Emmaus diventa così simbolo del nostro cammino di fede: le Scritture e l’Eucaristia sono gli elementi indispensabili per l’incontro con il Signore. Anche noi arriviamo spesso alla Messa domenicale con le nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà e delusioni… La vita a volte ci ferisce e noi ce ne andiamo tristi, verso la nostra “Emmaus”, voltando le spalle al disegno di Dio, ci allontaniamo da Dio. Ma ci accoglie la Liturgia della Parola: Gesù ci spiega le Scritture e riaccende nei nostri cuori il calore della fede e della speranza. Poi, nella Liturgia eucaristica, Gesù ci dona Se stesso, il Pane della vita eterna. La Messa, presenza viva di Gesù risorto – una presenza che si esprime nella Parola e nell’Eucaristia – ci illumina e ci riporta verso Gerusalemme, cioè verso la comunità dei fratelli e la comunità degli uomini, dove vivere la condivisione e la missione. (Papa Francesco)
Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO
2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DÌ GESU’

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PENSIERO SPIRITUALE

FATIMA E LA SOFFERENZA
Il Mese di maggio è dedicato alla nostra Mamma celeste. Questo sarà un anno speciale perché celebreremo il centesimo anniversario dell’apparizione di Maria a Fatima a tre piccoli pastorelli, Francesco e Giacinta Marto di 9 e 7 anni, Lucia de Jesus 10 anni. Tre piccoli pastorelli, ma con un’adulta spiritualità formata dal cielo: si sono lasciati guidare dall’Angelo che apparve loro nel 1916 e poi da Maria che apparve nel 1917.
La loro guida li portò alle alte vette della santità in poco tempo. Nella prima-vera del 1916 appare loro un angelo che disse di essere l’angelo della pace, li invitò a pregare e insegnò loro questa preghiera: “Mio Dio io credo! Adoro spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano non spera-no e non vi amano”. L’angelo li invitò a pregare spesso questa preghiera dicendo che Gesù e Maria sarebbero sempre stati attenti alle loro suppliche.
Qualche mese dopo l’angelo riapparve, presentandosi come l’Angelo del Por-togallo e li invitò pregare molto questa preghiera e soprattutto a offrire a Dio piccoli sacrifici in riparazione dei peccati dell’umanità. Il loro impegno avrebbe procurato la pace alla loro patria. Queste parole illuminarono il cuore dei bam-bini e capirono quanto Dio li amava, per questo pregavano di più e facevano sa-crifici. Maria così li stava preparando ad accogliere la Sua venuta.
Il 13 maggio 1917 apparve ai tre pastorelli ed essi si sentirono avvolti in un caldo abbraccio di tenerezza. Chiesero se sarebbero andati in cielo e Maria li ras-sicurò. Dopo questa promessa fece loro una proposta molto speciale e faticosa: “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che avrete in riparazione per i peccati e per la conversione dei peccatori?”. I bambini senza esitare dissero: “Si lo vogliamo”.
Da quel momento, offrivano tutTi i loro sacrifici, le preghiere e, desiderosi di salvare tante anime, inventavano tanti sacrifici che facevano con gioia. Volevano solo far contenti Gesù e Maria e salvare anime. Le apparizioni Maria (sei in tutto) portavano molta gioia ai bambini ma, a causa di queste dovettero soffrire persecuzioni, minacce anche di morte e il carcere.

Tutto accettavano perché il cuore di Maria potesse trionfare e perché avrebbero potuto salvare anime e arrivare presto in cielo. Quanta forza e quanto amore! Trascorrevano tante ore davanti a Gesù Eucaristia perché non volevano lasciarlo solo e niente sembrava loro troppo doloroso da offrire al Signore. Erano pronti a dare la vita e il martirio era per loro prospettiva di grande gioia.
Maria lì incoraggiò dicendo che Dio era molto contento di loro e con delicatezza vietava loro l’esagerazione di alcune penitenze corporali non adatte alla loro tenera età.
Nell’ultima apparizione avvenuta il13 ottobre Maria si presenta come la Madonna del Rosario e conferma la sua presenza con un fenomeno molto impressionante, Il sole gira vorticosamente e poi sembra che si precipiti sulla terra creando spavento e stupore anche in coloro che erano atei.
Come Maria aveva promesso Francesco arrivò in cielo presto il 4 aprile 1919 In casa. Giacinta andò in cielo il 20 febbraio1920 da sola in un ospedale di Lisbona, dopo aver tanto sofferto anche fisicamente ma sempre visitata da Maria. Lucia, secondo il progetto di Maria, rimarrà nella terra fino al 13 febbraio 2005, dopo aver tanto operato per la diffusione del Cuore immacolato di Maria, nonostante fosse in un monastero di clausura. Il tredici maggio papa Francesco farà alla chiesa un grande dono: la canonizzazione di Francesco e Giacinta.
La Chiesa ce li presenta come modelli da imitare. Carissimi fratelli e sorelle del Mes, guardiamo a questi bambini chiedendo loro di ottenerci il dono di saper accettare le nostre sofferenze, la solitudine e le difficoltà per amore di Gesù e di Maria offrendo tutto per la conversione del mondo per la salvezza di tante anime che come dice Maria: “Si perdono perché nessuno prega e offre sacrifici per loro”.

 

       

Marzo 29, 2017

La Croce: “la porta della Risurrezione”

Filed under: Cellule 2017 — Tag:, — admin @ 2:43 pm

TRACCIA Marzo 2017  “la Croce cristiana non è una  suppelletile”,  ma “la porta della Resurrezione”
– DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO                                                                                                      Signore Gesù, presente in mezzo a noi con Eucaristia, stimola e sostieni la nostra fiducia in Te. Poiché la tua presenza non può venire meno, fa che la nostra fiducia non vacilli. Poiché nessuna tempesta riesce a spegnere la lampada del Tabernacolo, preserva la nostra fiducia nei turbamenti e nelle difficoltà.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, riempici della tua presenza, e fa’ del nostro essere il tuo santuario. Riempici della tua vita, in modo che possiamo vivere nella nostra esistenza umana la vita divina.
(In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)
ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

1 – La croce, Segno dell’amore di Cristo
“La Croce cristiana non è una suppellettile della casa o un ornamento da indossare, ma è un richiamo all’amore con cui Gesù si è sacrificato per salvare l’umanità dal male e dal peccato”. Lo ha ricordato il Papa, che durante l’Angelus ha esortato i fedeli presenti, in questo tempo di Quaresima, a contemplare “con devozione l’immagine del crocifisso, Gesù in croce: essa è il simbolo della fede cristiana, è l’emblema di Gesù, morto e risorto per noi”.
Adorazione silenziosa

2 – Gesù servo umile e disarmato
“Facciamo in modo che la Croce segni le tappe del nostro itinerario quaresimale per comprendere sempre di più la gravità del peccato e il valore del sacrificio col quale il Redentore ha salvato tutti noi”. E’ l’invito di Francesco, che partendo dall’episodio della trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor, ha osservato come, sulla strada verso Gerusalemme, “Gesù si stava dimostrando un Messia diverso rispetto alle attese, rispetto a quello che loro immaginavano sul Messia. Il vero Messia, Gesù, non un re potente e glorioso, ma un servo umile e disarmato; non un signore di grande ricchezza, segno di benedizione, ma un uomo povero che non ha dove posare il capo; non un patriarca con numerosa discendenza, ma un celibe senza casa e senza nido”.
Adorazione silenziosa
3 – La Croce è la porta è la porta della Risurrezione
“È davvero una rivelazione di Dio capovolta; e il segno più sconcertante di questo scandaloso capovolgimento è la croce”, ha commentato il Papa: “Ma proprio attraverso la croce Gesù giungerà alla gloriosa risurrezione, che sarà definitiva, non come questa trasfigurazione che è durata un momento, un istante”. “Gesù trasfigurato sul monte Tabor ha voluto mostrare ai suoi discepoli la sua gloria non per evitare a loro di passare attraverso la croce, ma per indicare dove porta la croce”, ha concluso Francesco: “Chi muore con Cristo, con Cristo risorgerà. E la croce è la porta della risurrezione. Chi lotta insieme a lui, con lui trionferà. Questo è il messaggio di speranza che la croce di Gesù contiene, esortando alla fortezza
nella nostra esistenza”. (Papa Francesco, 13 marzo 2017)
Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO
2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DÌ GESU’


PENSIERO SPIRITUALE

LA MADDALENA AL SEPOLCRO

1 – La Maddalena senza Gesù non può stare. Perciò di prima mattina si precipita al sepolcro. Il sepolcro è chiuso da un grosso masso; e che può fare una debole donna? Ma l’amore è una forza che va avanti senza curarsi di osta¬coli e barriere. Quando ella giunge trova che la pietra è stata rovesciata, e il sepolcro è vuoto.
Senza Gesù, che cosa le resta nella sua vita? Ormai è lui solo il segreto e l’anima di tutta la sua esistenza. Perciò rimane lì a piangere desolata. Colui che ha compreso sul serio chi sia Cristo, non può più farne a meno. Senza di lui tutto appare grigio, vuoto, insignificante.

Milioni di uomini vivono senza Cristo. Non hanno capito, né sperimentato che cosa significhi vivere con lui; non si rendono conto del vuoto della propria esistenza quando lui è assente. Fuggono aggrappandosi a dei surrogati, per tentar di riempire tale vuoto. Ma chi ha provato e compreso che cosa è l’Uomo Dio, non può più rallegrarsi né saziarsi d’altro. Perciò l’esistenza del credente divenuto incredulo è la più triste che ci sia. È come un fiore appassito, una lampada spenta.

2 – Ma ecco la Maddalena ritrova Gesù. Gesù si mostra a lei con il suo corpo glorificato. Il dolore della donna è tanto grande che, a tutta prima, non riconosce il Signore; ma basta che questi pronunci il nome di lei, per far cadere il velo che lo nascondeva ai suoi occhi. Perché solo lui parla così; solo lui può chiamarla per nome a quel modo. La chiamata di Dio è irresistibile, in quanto attrae ed esige nello stesso tempo. Non si può non sentire la sua voce col suo timbro d’amore che alle volte scuote, ma più spesso colma il cuore di gioia.

Anche la risposta di Maria Maddalena è uno slancio amoroso. Ella si getta ai piedi del Signore e lo abbraccia strettamente per non lasciarselo più sfuggire.
Anche per Maria Maddalena la chiamata è legata ad una missione. Aderire a Cristo significa aderire ai fratelli. Non c’è posto per l’egoismo: quel che l’uomo riceve deve diffonderlo. Ciascuno deve essere guida nei confronti di Gesù. La missione è essenziale.
Così è la donna che per prima vede il Risorto e gusta la felicità di un nuovo mondo; e porta il messaggio agli Apostoli, affidando loro il compito di annunciare Gesù.

Tutto questo è detto per noi malati del Movimento Eucaristico della Sofferenza; e vale anche per noi, soprattutto per noi Cellule Eucaristiche. Carissimi, dopo quanto detto, penso che sia bene interrogarci continuamente: “nella mia malattia, nell’anzianità, nella solitudine, nella sofferenza, nella sequela di Gesù, nelle difficoltà della vita, quando tocco con mano la mia piccolezza e debolezza, mi viene spontaneo dire: senza di te, o Gesù, che cosa posso fare? Che cosa mi resta? Sei tu l’unico necessario?”.
Certamente questa mancanza di Gesù e la consapevolezza della nostra esigenza di lui, non si improvvisano; vanno coltivate ogni giorno, finché non nasca spontaneamente dal cuore il bisogno di gridare a lui. E lui, senz’altro risponderà. Ed è allora che nascerà in noi la gioia e la pace profonda che ci permettono di fare l’esperienza della presenza di Gesù e del suo amore.
Possa Cristo risorto concederci questo, e permettere che la nostra vita rinasca trasformata.
Vi saluto e vi benedico tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Vi affido a Maria!
AUGURI DI BUONA PASQUA Da parte di p. Beniamino e Suor Bonaria

Marzo 8, 2017

La fiducia in Dio

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TRACCIA Marzo 2017 La fiducia in Dio

– DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, presente in mezzo a noi con Eucaristia, stimola e sostieni la nostra fiducia in Te. Poiché la tua presenza non può venire meno, fa che la nostra fiducia non vacilli. Poiché nessuna tempesta riesce a spegnere la lampada del Tabernacolo, preserva la nostra fiducia nei turbamenti e nelle difficoltà.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, riempici della tua presenza, e fa’ del nostro essere il tuo san-tuario. Riempici della tua vita, in modo che possiamo vivere nella nostra esi-stenza umana la vita divina.
In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
1 – Fidarci di Dio nostro Padre
Il Vangelo (Mt 6,24-34) ci invita a fidarci di Dio che si prende cura degli esseri viventi nel creato. Egli provvede il cibo a tutti gli animali, si preoccupa dei gigli e dell’erba del campo (cfr vv. 26-28). Veglia sulla nostra vita piena di tante preoccupazioni, priva di serenità ed equilibrio; continuamente preoccupata del domani (cfr vv. 25.28.31). Non resta che affidarci a Lui, anche se ciò non risolve magicamente i problemi, ma permette di affrontarli con l’animo giusto, coraggiosamente.
Dio non è un essere lontano e anonimo: è il nostro rifugio, la sorgente della nostra serenità e della nostra pace. È la roccia della nostra salvezza, a cui possiamo aggrapparci. Dio è per noi il grande amico, l’alleato, il padre, ma non sempre ce ne rendiamo conto e preferiamo appoggiarci ai beni terreni, dimenticando, e a volte rifiutando il bene supremo: l’amore paterno di Dio.
Adorazione silenziosa
2- Cercare anzitutto il Regno di Dio
Gesù ci dice che questa ricerca affannosa è illusoria e motivo di infelicità. E dona ai suoi discepoli una regola di vita fondamentale: «Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio» (v. 33). Si tratta di realizzare il progetto che Gesù ha annunciato nel Discorso della montagna, fidandoci di Dio: gli uomini, anche gli amici, deludono, ma Dio non delude! Noi non siamo del mondo, ma nel modo; perciò possiamo e dobbiamo darci da fare come amministratori fedeli dei beni che Lui ci ha donato, anche quelli terreni, ma senza “strafare” come se tutto, anche la nostra salvezza, dipendesse solo da noi. Questo atteggiamento evangelico richiede una scelta chiara, che il brano odierno indica con precisione: «Non potete servire Dio e la ricchezza» (v. 24). O il Signore, o gli idoli affascinanti ma illusori. Questa scelta che siamo chiamati a compiere si ripercuote poi in tanti nostri atti, programmi e impegni. E’ una scelta da fare in modo netto!
Adorazione silenziosa

3 – Scegliere Dio e il Regno nella Speranza
Mentre onorare questi idoli porta a risultati umani e materiali, scegliere per Dio e per il suo Regno non sempre mostra immediatamente i suoi frutti. È una decisione che si prende nella speranza e che lascia a Dio la piena realizzazione. La speranza cristiana è tesa al compimento futuro della promessa di Dio e non si arresta di fronte ad alcuna difficoltà, perché è fondata sulla fedeltà di Dio, che mai viene meno. È fedele, è un padre fedele, è un amico fedele, è un alleato fedele.
La Vergine Maria ci aiuti ad affidarci all’amore e alla bontà del Padre celeste, a vivere in Lui e con Lui. Questo è il presupposto per superare i tormenti e le avversità della vita, e anche le persecuzioni, come ci dimostra la testimonianza di tanti nostri fratelli e sorelle. (Papa Francesco, 26 febbraio 2017
Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO
2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DÌ GESU’                                                                                ————————————

PENSIERO SPIRITUALE                                                                                                                                                                LA NOSTRA QUARESIMA

“Dice il Profeta Isaia: Sion ha detto: Il Signore mi ha abbandonato, il Signo-re mi ha dimenticato”.
Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai”.

Noi malati, poveri, sofferenti, abbandonati, stanchi… – e chi di noi non lo è in qualche modo? – siamo i destinatari di questo messaggio che viene da Dio!

Un messaggio stupendo che porta consolazione e vera pace, facendoci uscire dal buio, dalla paura, dallo scoraggiamento e dallo sconforto.

Chi di noi non vive quei momenti vissuti da Sion, e non sente la voglia di gridare: Il Signore, mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato?
Sono momenti di smarrimento!
Forse allora nasce in noi la ribellione o la sfiducia nei confronti di Dio.

Sono momenti di disorientamento che diventano pericolosi per la persona, se non sono ben gestiti.

Cari fratelli e sorelle, noi tutti conosciamo la fatica nel portare ogni giorno la nostra croce, e desideriamo perciò essere vicini gli uni agli altri con l’affetto e con la preghiera. Nello stesso tempo, però, ci auguriamo di gioire, perché il Signore è con noi, cii vuole tanto bene.

Voglio dare forza alle mie parole con quelle di Papa Francesco pronunciate all’Angelus del 26 Febbraio.
Dice il Papa: “La Parola di Dio è un forte richiamo a fidarsi di Dio. Il suo sguardo veglia sulla nostra vita. Ricordiamo che al di sopra di tutto c’è un Pa-dre amoroso che non si dimentica mai dei suoi figli; affidarsi a Lui non risolve magicamente i problemi, ma permette di affrontarli con l’animo giusto, co-raggiosamente, sono coraggioso perché mi affido al mio Padre che ha cura di tutto e che mi vuole tanto bene.
Dio non è un essere lontano e anonimo: è il nostro rifugio, la sorgente della nostra serenità e della nostra pace. Egli è la nostra difesa dal male sempre in agguato.
Dio mai delude! La speranza cristiana è tesa al compimento futuro della promessa di Dio e non si arresta di fronte ad alcuna difficoltà, perché è fonda-ta sulla fedeltà di Dio, che mai viene meno. È fedele, è un padre fedele, è un amico fedele, è un alleato fedele”.
Il nostro lavoro in questa quaresima sia proprio questo: nelle nostre soffe-renze vogliamo il nostro sguardo al nostro Padre fedele e amico.

Vi saluto e vi benedico tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Vi affido a Maria! P. Beniamino

    

 

Gesù guarda ciascuno di noi

Gesù guarda ciascuno di noi

Ø  DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

        PREGHIERA DELLA CELLULA

  –      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO                                                                                                                 Gesù Eucaristia, tu hai voluto venirmi così vicino! Perciò avvolgimi con la tua presenza e fa’ che io rimanga sempre una sola cosa con te. Opera questa fusione con la forza del tuo amore. (In silenzio  creiamo  un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

–       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO                                                                                                                           Spirito Santo, Spirito di amore, donaci di amare e di crescere sempre più nell’amore. Donaci di trovare la nostra gioia nell’amore e di trovare la nostra vera felicità solo in te.  (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  Ø ASCOLTIAMO  E  PREGHIAMO  LA  PAROLA    

Gesù ci guarda uno per uno. (cfr. Ebrei (2, 1-4; Marco, 5 21-43).

«Gesù è sempre in mezzo alla folla». E’ una folla che lo avvolge, che «lo stringe». E lui «rimaneva lì». E, anzi, «ogni volta che Gesù usciva, c’era più folla». «Lui cercava la gente. E la gente cercava lui: la gente aveva gli occhi fissi su di lui e lui aveva gli occhi fissi sulla gente», su ognuno». Questo lo vediamo in vari episodi del Vangelo, come: quello di Giairo, della vedova di Naim dell’emorroissa e del cieco di Gerico.

1 – L’episodio di Giàiro, al quale dicono che la figlia è morta. Gesù lo rassicura: «Non temere! Soltanto abbi fede!». Anche in questa situazione Gesù si ritrova in mezzo alla folla, e a loro Gesù dice: «State tranquilli. La bambina dorme». Gesù entra e «risuscita la bambina». La cosa che salta agli occhi è che Gesù in quel trambusto, con «le donne che urlavano e piangevano», si preoccupa di dire «al papà e alla mamma “Datele da mangiare!”». È l’attenzione al «piccolo», è «lo sguardo di Gesù sul piccolo. Ma non aveva altre cose di cui preoccuparsi? No, di questo».

Il Signore predicava per ore e «la gente lo ascoltava, lui parlava ad ognuno». E come «sappiamo che parlava ad ognuno?». Perché si è accorto, ha osservato, che la bimba «aveva fame» e ha detto: «Datele da mangiare!».

L’Emorroissa Nel vangelo si legge che Gesù, mentre «era in mezzo alla gente, che lo stringeva», chiese: «Chi mi ha toccato?». Stupore! Eppure Gesù era sicuro: «Qualcuno mi ha toccato!». Infatti, «in mezzo a quella folla Gesù si accorse di quella vecchietta che lo aveva toccato. E la guarì». C’era «tanta gente», ma lui prestò attenzione proprio a lei, «una signora, una vecchietta. Adorazione silenziosa

2 – L’episodio di Naim. Anche lì «c’era la folla che lo seguiva». Gesù «vede che esce un corteo funebre: un ragazzo, figlio unico di madre vedova». Ancora una volta il Signore si accorge del «piccolo». In mezzo a tanta gente «va, ferma il corteo, resuscita il ragazzo e lo consegna alla mamma».

Il Cieco di Gerico. Quando Gesù entra a Gerico, c’è la gente che «grida: “Viva il Signore! Viva Gesù! Viva il Messia!”. C’è tanto chiasso… Anche un cieco si mette a gridare; e lui, Gesù, con tanto chiasso che c’era, sente il cieco». Il Signore «si accorse del piccolo, in questo caso del cieco».

Tutto questo per dire che «lo sguardo di Gesù va al grande e al piccolo, ai molti e al singolo». Egli «guarda a noi tutti, e guarda ognuno di noi. Guarda i nostri grandi problemi, le nostre grandi gioie; e guarda anche le cose piccole di noi, perché è vicino. Così ci guarda Gesù». Adorazione silenziosa

3 – «Cosa fa Gesù?». Riprendendo a questo punto l filo della meditazione, il Papa ha ricordato come l’autore della lettera agli Ebrei suggerisca «di correre con perseveranza, tenendo fisso lo sguardo su Gesù». Ma, si è chiesto, «cosa succederà, a noi, se avremo fisso lo sguardo su Gesù?». Ci accadrà quanto è capitato alla gente dopo la resurrezione della ella figlia di Giairo: «Essi furono presi da grande stupore». Accade infatti che «io vado, cammino, fisso lo sguardo su Gesù; e cosa trovo? Che lui ha fisso il suo sguardo su di me». E questo mi fa sentire «grande stupore. È lo stupore dell’incontro con Gesù». Per sperimentarlo, però, non bisogna avere paura, «come non ha avuto paura quella vecchietta di andare a toccare l’orlo del manto di Gesù». Perciò «Non abbiamo paura! Corriamo su questa strada, sempre fisso lo sguardo su Gesù. E avremo questa bella sorpresa: saremo riempiti di stupore. Infatti sperimenteremo che anche Gesù ha fisso il suo sguardo su di noi». Adorazione silenziosa (Papa Francesco,Martedì, 31 gennaio 2017 )

 

Gennaio 14, 2017

“Questi è il figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento”.

Filed under: Cellule 2017 — admin @ 9:14 pm

 

TRACCIA  I Per Anno 2017      Battesimo di Gesù: il cielo si aprì.

– CANTO

– I – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA

– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
– Signore Gesù, poiché tu sei voluto così vicino a me, facendoti Uomo, prima, e poi per mezzo della Eucaristia, io non voglio rimanere a distanza, né semplicemente adorarti come la creatura adora il suo Creatore. Io vengo a te perché si effettui l’unione più completa, la fusione del mio essere col tuo. Poiché ne sono incapace, compi tu stesso questa unione, opera questa fusione con la forza del tuo amore.

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO Spirito Santo, tu che ci fai conoscere e amare Gesù, donaci di scoprirlo nella sua presenza eucaristica. Facci gustare questa presenza così povera, così semplice, ma così ricca di vita.
 II – ASCOLTIAMO LA PAROLA

1 – Mentre Gesù pregava, ecco il cielo si aprì. Che significa? Significa che il Padre ha deciso di far discendere dal cielo la salvezza, la vita, l’amore sulle sue povere creature. Finalmente il cielo si apre perché scenda la vita e la morte sia vinta.
E’ la risposta al grido dei poveri della terra: “Oh! Lacerassi tu i cieli e scen-dessi tra noi … Si apra la terra e germogli il Salvatore”
E il cielo si è aperto. Ed è sceso Gesù. Si è fatto uno di noi e si è caricato dei nostri peccati. E ha chiesto di essere battezzato da Giovanni Battista.

E’ allora che venne dal cielo una voce che diceva: “questi è il figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento”. Queste tre affermazioni, se le comprendessimo bene, ci farebbero andare in estasi; primo perché ci dicono il rapporto del Padre con il Figlio; e poi perché ci riguardano personalmente in quanto Il Padre le ha dette anche a noi nel giorno del Battesimo e ce le ripete ogni giorno. Meditiamole queste tre Parole:

FIGLIO! Il Padre genera figli. Noi siamo suoi figli; Dio è nostro Padre; in noi c’è la vita divina. “Figlio mio”. Questo ha fatto; e così ci vede e ci chiama continuamente il nostro Dio.
Adoriamo in silenzio

2 – “L’AMATO”. L’avevamo pensato, programmato, voluto, questo nome, questo titolo, questo onore? No! Dio solo ha fatto questo senza alcun nostro merito, di sua iniziativa.
Tutte le volte che dimentichiamo questo, o pretendiamo di meritare l’amore di Dio per le nostre opere e i nostri sforzi nell’esercizio delle virtù, noi siamo fuori strada. Dio ci ama perché è amore e noi siamo figli suoi. Ci ama anche perché Gesù stesso glielo ha chiesto: “Sappiano, Padre, che li hai amati come hai amato me”. Dio ci ama proprio come ha amato suo Figlio Gesù.
Adoriamo in silenzio

3 – “MIO COMPIACIMENTO”. Dio prova piacere nel guardarci. Ci dice: “ Figlio, tu mi piaci”. Noi siamo la gioia di Dio. Ma io, o Padre, mi sono allontanato, ti do abbandonato, ti ho tradito! Che gioia puoi trovare nel guardarmi? Il tuo amore per me è un mistero! Solo tu puoi essere e agire così, dopo che il cielo si è aperto.
Il nostro cuore, o Padre, si dilata e si apre alla lode che vogliamo elevare a te insieme a quella di Maria, degli Angeli e dei Santi.
Adoriamo in silenzio

1 – PADRE NOSTRO
2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DÌ GESU’

Carissime Cellule,

abbiamo celebrato il Santo Natale, che ricorda il tempo in cui il cielo si è aperto ed è disceso Gesù Figlio di Dio, nostro Salvatore, mandato dal Padre. Quante cose meravigliose abbiamo celebrato e contemplato! Gesù che si è fatto uomo, Bambino, povero; i Pastori e i Magi che si prostrano davanti a un bambino e lo adorano; Gesù che si fa battezzare… e infine il Padre che lo presenta al mondo come suo figlio e Salvatore dell’umanità con quella stupenda frase: “Questi è Mio Figlio, l’amato, il mio compiacimento!”.
Parole che ci indicano chi siamo noi per il Padre, perché la scena del Battesimo di Gesù è anche la scena del nostro Battesimo nel quale il Padre ha detto che noi siamo: suoi figli, amati, la gioia di Dio.
Tutto quello che abbiamo contemplato è un dono del Padre; dono a cui è legato questo suo messaggio: “vi ho detto chi sono, quello che ho fatto per voi, chi siete voi per me, cosa vi ho promesso; non dimenticate mai tutto questo nel corso della vostra vita, nei momenti belli, ma soprattutto quelli dove croce, sofferenza, insuccessi, malattia, solitudine, abbandono degli amici e… persino, a volte, anche dei figli, della famiglia. Sapete che sono vostro Padre, e perciò non posso abbandonarvi. Abbiate fiducia in me. State con me, tra le mie braccia e in quelle della vostra Madre celeste; e la vostra vita scorrerà serenamente”.
Siamo appena entrati nel tempo liturgico ORDINARIO. Questa parola “ordinario” la vogliamo riferire alla nostra vita di tutti i giorni, fatta di tante piccole cose, sempre le stesse, ma vissute con spirito di fede, di fiducia e di abbandono, sorretti dalle parole e dalle promesse che Dio ci ha fatto nel giorno del nostro Battesimo.

Quante volte ci è stato rivolto l’invito a “vivere il Battesimo”. E come si vive il Battesimo? Proprio come abbiamo appena detto. Se noi, a incominciare dal mattino, appena ci alziamo, lasciamo risuonare dentro di noi quelle dolci parole del Padre: “Tu sei mio figlio, io ti amo, quando ti guardo, in te io provo piacere”, e allora nasce in noi un senso di pace e di serenità; questo darà il tono a tutta la nostra giornata.
Ci sentiremo avvolti dall’amore del Padre; e questo produrrà un senso di benessere interiore che fa nascere il sorriso e rende luminoso il nostro volto.
La paura sarà sconfitta se penso che Dio, che è onnipotente e insieme è Padre mio, mi ama, mi protegge, mi consola, è al mio fianco, anzi è dentro di me.

“Questi è il figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento”. Sono parole, ma soprattutto è realtà che oltre a infondere in noi coraggio, ci dona ali per volare in alto ed entrare in comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo.
La pace del cuore, la gioia dello spirito creeranno armonia dentro di noi e poi con fratelli.
Se a questo si arriva facendo memoria durante il giorno delle parole del Padre pronunciate in occasione del Battesimo di Gesù, quanto più grande diventeranno nell’adorazione prolungata, di cui il Padre ci ha fatto dono, la pace, l’armonia e la comunione con Dio con gli uomini e con il creato.
Ancora grazie, o Padre per quello che hai fatto per noi e dentro di noi!

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Auguri di Buon Anno!

La nostra patria è nei cieli.
E di là aspettiamo un Salvatore, Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo, per conformarlo al suo corpo glorioso.

Vi saluto e vi benedico tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Vi affido a Maria! P. Beniamino

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