ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Dicembre 4, 2016

Santi e Defunti

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MES NOVEMBRE 2016

 

 PAPA FRANCESCO

Commemorazione dei fedeli defunti

Ieri abbiamo celebrato la Solennità di tutti i Santi, e oggi la liturgia ci invita a commemorare i fedeli defunti. Queste due ricorrenze sono intimamente legate fra di loro, così come la gioia e le lacrime trovano in Gesù Cristo una sintesi che è fondamento della nostra fede e della nostra speranza. Da una parte, infatti, la Chiesa, pellegrina nella storia, si rallegra per l’intercessione dei Santi e dei Beati che la sostengono nella missione di annunciare il Vangelo; dall’altra, essa, come Gesù, condivide il pianto di chi soffre il distacco dalle persone care, e come Lui e grazie a Lui fa risuonare il ringraziamento al Padre che ci ha liberato dal dominio del peccato e della morte.

Tra ieri e oggi tanti fanno una visita al cimitero, che, come dice questa stessa parola, è il “luogo del riposo”, in attesa del risveglio finale. È bello pensare che sarà Gesù stesso a risvegliarci. Gesù stesso ha rivelato che la morte del corpo è come un sonno dal quale Lui ci risveglia. Con questa fede sostiamo – anche spiritualmente – presso le tombe dei nostri cari, di quanti ci hanno voluto bene e ci hanno fatto del bene. Ma oggi siamo chiamati a ricordare tutti, anche quelli che nessuno ricorda. Ricordiamo le vittime delle guerre e delle violenze; tanti “piccoli” del mondo schiacciati dalla fame e della miseria; ricordiamo gli anonimi che riposano nell’ossario comune. Ricordiamo i fratelli e le sorelle uccisi perché cristiani; e quanti hanno sacrificato la vita per servire gli altri. Affidiamo al Signore specialmente quanti ci hanno lasciato nel corso di quest’ultimo anno.

La tradizione della Chiesa ha sempre esortato a pregare per i defunti, in particolare offrendo per essi la Celebrazione eucaristica: essa è il miglior aiuto spirituale che noi possiamo dare alle loro anime, particolarmente a quelle più abbandonate. Il fondamento della preghiera di suffragio si trova nella comunione del Corpo Mistico. Come ribadisce il Concilio Vaticano II, «la Chiesa pellegrinante sulla terra, ben consapevole di questa comunione di tutto il Corpo Mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti» (Lumen gentium, 50).

 

Il ricordo dei defunti, la cura dei sepolcri e i suffragi sono testimonianza di fiduciosa speranza, radicata nella certezza che la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio. A Dio rivolgiamo questa preghiera: «Dio di infinita misericordia, affidiamo alla tua immensa bontà quanti hanno lasciato questo mondo per l’eternità, dove tu attendi l’intera umanità, redenta dal sangue prezioso di Cristo, tuo Figlio, morto in riscatto per i nostri peccati. Non guardare, Signore, alle tante povertà, miserie e debolezze umane, quando ci presenteremo davanti al tuo tribunale, per essere giudicati per la felicità o la condanna. Volgi su di noi il tuo sguardo pietoso, che nasce dalla tenerezza del tuo cuore, e aiutaci a camminare sulla strada di una completa purificazione. Nessuno dei tuoi figli vada perduto nel fuoco eterno dell’inferno, dove non ci può essere più pentimento. Ti affidiamo Signore le anime dei nostri cari, delle persone che sono morte senza il conforto sacramentale, o non hanno avuto modo di pentirsi nemmeno al temine della loro vita. Nessun abbia da temere di incontrare Te, dopo il pellegrinaggio terreno, nella speranza di essere accolto nelle braccia della tua infinita misericordia. Sorella morte corporale ci trovi vigilanti nella preghiera e carichi di ogni bene fatto nel corso della nostra breve o lunga esistenza. Signore, niente ci allontani da Te su questa terra, ma tutto e tutti ci sostengano nell’ardente desiderio di riposare serenamente ed eternamente in Te. Amen» (P. Antonio Rungi, passionista, Preghiera dei defunti).

Con questa fede nel destino supremo dell’uomo, ci rivolgiamo ora alla Madonna, che ha patito sotto la Croce il dramma della morte di Cristo ed ha partecipato poi alla gioia della sua risurrezione. Ci aiuti Lei, Porta del cielo, a comprendere sempre più il valore della preghiera di suffragio per i defunti. Loro ci sono vicini! Ci sostenga nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra e ci aiuti a non perdere mai di vista la meta ultima della vita che è il Paradiso. E noi con questa speranza che non delude mai, andiamo avanti!

 

Offerta della giornata

 Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

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Intenzioni mese di  Ottobre

  –   Generale     Perché i Paesi che accolgono un grande numero di profughi e rifugiati siano sostenuti nel loro impegno di solidarietà.

 – Evangelizzazione  Perché nelle parrocchie sacerdoti e laici collaborino nel servizio alla comunità senza cedere alla tentazione dello scoraggiamento.

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MI PREPARO ALLA PREGHIERA

Signore Gesù, ti ringrazio per i Tuoi innumerevoli doni. Ti ringrazio per il giubileo che ci hai fatto vivere  e, con il quale,  hai voluto purificarci dai residui del peccato.

Abbiamo fatto un’esperienza di cielo  e ti chiedo di far si che questa grazia veramente riporti il nostro sguardo verso il cielo dove tu c i aspetti, per celebrare la festa che non avrà fine.

Desidero contemplare in questo momento di preghiera la Gerusalemme celeste e le schiere immense di angeli e santi  che ti fanno corona e questa contemplazione,   anche se solo con gli occhi della fede aumenta il desiderio di preparare bene l’abito nuziale per le nozze eterne. Desidero ripensare al mio battesimo  alla veste bianca che mi hai donato, che spesso ho macchiato con il peccato ma che Tu, con la Riconciliazione,  ogni volta hai ripulito

Signore grazie  per la Tua continua misericordia verso di me. Quante confessioni  ho celebrato nella mia vita e ogni volta sono tornato gioioso, purificato, lavato dal Tuo Prezioso Sangue. Signore aiutami a comprendere sempre più il Tuo amore e a ricambiarlo con tanta generosità, anche se sono tanto povero.

 

MI METTO ALLA PRESENZA DI  DIO

Signore Gesù,  sono ai tuoi piedi prostrato davanti a Te con tutta l’umanità. Ti chiedo di aprire il mio cuore alla gioia, all’accoglienza sempre più generosa dei fratelli più bisognosi.  Oltre la solidarietà che desidero vivere verso  questi miei fratelli so che posso dare un aiuto  molto importate con le mie croci e le mie preghiere.

Fammi sentire, Gesù, il Tuo desiderio profondo di  portarti sempre più anime da consolare, da convertire ,sui quali effondere il Tuo amore e la Tua misericordia.

Signore, in questo mondo così disorientato dove tanti cercano risposte in piccoli o grandi idoli, io voglio

rivolgermi a Te chiedendoti di aprire il cuore di tutti gli uomini perché comprendano che solo Tu sei la Via, la Verità e la Vita e solo Tu puoi saziare la nostra fame e sete di felicità.

Fà o Signore ,che ti accettiamo come l’unico Signore della nostra vita

 

 

LEGGO LA PAROLA DI DIO

Apoc.21,1-2    4-6

1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii allora una voce potente che usciva dal trono:

«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popoloed egli sarà il “Dio-con-loro”.

4 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;

non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno,

perché le cose di prima sono passate».

5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.

6 Ecco sono compiute!

Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine.

A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita.

 

RICOSTRUISCO LA SCENA

  1. Giovanni, in questi versi, ci presenta  una realtà stupenda:  ci fa intravedere la Gerusalemme celeste dove vivono tutti i santi in adorazione perenne della  Trinità e nella venerazione di Maria Ss.ma

Lì vediamo l’umanità di ognuno trasfigurata ,risplendente della gloria di Dio.

Le cose vecchie sono passate non c’è più nè dolore ,né lutto, né lamento. Dio ha asciugato le lacrime dai volti sofferenti. Vediamo uscire dalle nostre croci solo il bene che hanno prodotto perché  abbiamo offerto la nostra sofferenza  unendola  a quella di Gesù. Le promesse di Dio si sono realizzate. Ognuno occupa il posto preparato da Gesù. Tutto è stato trasfigurato e glorificato.. Gesù ha consegnato tutto al Padre, che accoglie con gioia, tutti i Suoi figli. Niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore di Dio. Contempliamo con gioia questa realtà.

 

MEDITO LA SCENA

Signore, in questo mese, dedicato ai santi e ai defunti, mi chiami a ripetere  il mio atto di fede: “ Credo nella comunione dei santi, la risurrezione della carne, la vita eterna”.

Questa realtà deve farmi meditare sulla morte con animo sereno, questa è la porta per entrare in paradiso. Tutta la vita è un pellegrinaggio verso la vita eterna e questo deve farmi sempre tenere presente la meta finale: L’incontro con Te.  “Questa è la volontà del Padre celeste: che chiunque crede nel Figlio abbia la vita eterna ed Io lo risusciti nell’Ultimo giorno”

Signore Gesù io credo nel Tuo amore, nella Tua presenza nella mia vita e nel Tuo progetto di trasformarmi in Te. Signore voglio affidarmi a Te ripetendomi: “Per chi ha creduto in Dio e lo ha servito la morte non è un salto nel buio, ma nelle braccia di Dio per vivere presso di Lui nell’amore  e nella gioia della Sua amicizia

 

CONTEMPLO AMO ADORO

Signore Gesù rileggo continuamente questo brano per gustare tutta la bellezza e la gioia che da esso traspare.

Immagino questa innumerevole schiera di fratelli e sorelle che continuamente dietro all’Agnello immolato cantano le Tue  lodi di adorazione, di ringraziamento di felicità piena. Che cosa ho mai fatto pe meritare tanta grazia? Solo la Tua immensa misericordia e il  Tuo grande amore poteva pensare a me da tutta l’eternità e progettare la mia vita con Te per sempre.

Questo mio corpo, tanto fragile dolorante sta per cambiare nella trasformazione gloriosa ; solo gioia piena e canti guideranno la mia vita eterna. Signore come non lasciar sgorgare dal cuore il desiderio profondo di abitare nella Gerusalemme celeste? Quanti fratelli mi aspettano, quanti che non ho mai conosciuto ma che forse ho aiutato con la preghiera e la sofferenza a ritrovare la Tua strada. “Ecco, dice Gesù, io verrò e avrò con me la mia ricompensa per rendere a ciascuno secondo le sue opere”.

Gesù caro aiutami a non temere la morte.  Chiudendo gli occhi  a questo mondo mi sveglierò felice nella casa del Padre mio dove Tu Signore da tempo mi aspetti. Attraverso la fede cerco di contemplare la mia nuova casa e un canto gioioso sgorga dal mio cuore: “ Bontà e grazia mi sono compagne  tutti i giorni della mia vita. Io starò nella casa di Dio per tutta l’eternità”.

Con gioia desidero dirti: “ Vieni Signore Gesù, io Ti aspetto Signore”.

 

“Signore fa che non lasciamo con pena le cose della terra, fa che ci muoviamo decisi e felici verso la vita lunga e beata che è nel Cristo Gesù, Signore nostro, al quale spetta la gloria ne secoli dei secoli” (Gregorio Nazianzeno).

  ———–

Comunione spirituale  –              Conclusione

Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.

Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.

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“Servi di Gesù Eucaristia”

GIUBILEO DELLA MISERICORDIA 2016

 Sabato 1° ottobre abbiamo celebrato nel Santuario della Madonna di Bonaria il nostro  Giubileo come Associazione dei Servi di Gesù Eucaristia. La partecipazione è stata numerosa. Fin dalle 15.30 sul sagrato i volontari hanno accolto i pellegrini, permettendo con la loro disponibilità, lo svolgimento ordinato della celebrazione. Prima dell’ingresso nel Santuario, P. Beniamino ci ha spiegato il significato dell’ingresso attraverso la Porta Santa, che, per quanti hanno lucrato l’Indulgenza con la confessione e la successiva Comunione e preghiera secondo le intenzioni del Papa, rappresenta Gesù in persona, la Porta attraverso la quale si accede a Dio Padre per ottenere la Misericordia del perdono completo dei peccati (Indulgenza), purchè accompagnata dalle disposizioni d’animo richieste dalla Chiesa (sincero proposito di conversione).

Quindi, varcata la Porta Santa, siamo entrati nel Santuario, dove ci siamo preparati alla liturgia Eucaristica, accompagnati dai canti del nostro piccolo coro. Nel frattempo qualche fratello e sorella continuava ad arrivare al Santuario con i mezzi di trasporto messi a disposizione da alcuni benefattori.

  Alle 16 ha avuto inizio la celebrazione eucaristica. Durante l’omelia, P. Beniamino ci ha ancora parlato della misericordia di Dio, che attraverso il sacramento della riconciliazione perdona i nostri peccati e che mediante l’Indulgenza Plenaria, “libera il peccatore perdonato da ogni residuo delle conseguenze del peccato” (Misericordiae Vultus, 22). Successivamente P. Beniamino è passato tra i banchi, impartendo ai malati il sacramento dell’Olio degli Infermi, attraverso il quale “tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi” (Catechismo della Chiesa Cattolica 1499).

Alla fine della Messa abbiamo pregato insieme secondo le intenzioni del Sommo Pontefice e P. Beniamino, a nome di tutta l’assemblea, ha letto l’atto di consacrazione alla Madonna, suggellando così un’intensa serata di preghiera.

Ognuno tornando a casa avrà portato un dono particolare del Signore; per tutti penso sia stato principalmente la gioia per l’incontro con Gesù e sua Madre, Maria Santissima, ma anche ad un livello più personale, quella pienezza e pace dell’animo che solo loro ci sanno dare.                                                                                                               Sandro Pisano

Dicembre 3, 2016

Cieli nuovi e terra nuova

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 MES Ottobre 2016

O Croce di Cristo!

O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli e danno ai loro figli da mangiare il pane insanguinato.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri familiari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.

O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati – i buoni samaritani – che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto.

In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.

O Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.

O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire. Amen!

           Papa   Francesco

 

 

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Offerta della giornata

 

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

 

 

Intenzioni mese di  Ottobre 2016

–   Generale   Perché i giornalisti, nello svolgimento della loro professione, siano sempre animati dal rispetto per la verità e da un forte senso etico.

 

Per l’evangelizzazione: Perché la Giornata Missionaria Mondiale rinnovi in tutte le comunità cristiane la gioia e la responsabilità di annunciare il Vangelo. 

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MI PREPARO ALLA PREGHIERA

Signore Gesù, ti ringrazio per i Tuoi innumerevoli doni. Ti ringrazio per il giubileo che ci hai fatto vivere  e, con il quale,  hai voluto purificarci dai residui del peccato.

Abbiamo fatto un’esperienza di cielo  e ti chiedo di far si che questa grazia veramente riporti il nostro sguardo verso il cielo dove tu c i aspetti, per celebrare la festa che non avrà fine.

Desidero contemplare in questo momento di preghiera la Gerusalemme celeste e le schiere immense di angeli e santi  che ti fanno corona e questa contemplazione,   anche se solo con gli occhi della fede aumenta il desiderio di preparare bene l’abito nuziale per le nozze eterne. Desidero ripensare al mio battesimo  alla veste bianca che mi hai donato, che spesso ho macchiato con il peccato ma che Tu, con la Riconciliazione,  ogni volta hai ripulito

Signore grazie  per la Tua continua misericordia verso di me. Quante confessioni  ho celebrato nella mia vita e ogni volta sono tornato gioioso, purificato, lavato dal Tuo Prezioso Sangue. Signore aiutami a comprendere sempre più il Tuo amore e a ricambiarlo con tanta generosità, anche se sono tanto povero.

 

ALLA PRESENZA DI DIO

 

Signore Gesù,  sono ai tuoi piedi prostrato davanti a Te con tutta l’umanità. Ti chiedo di aprire il mio cuore alla gioia, all’accoglienza sempre più generosa dei fratelli più bisognosi.  Oltre la solidarietà che desidero vivere verso  questi miei fratelli so che posso dare un aiuto  molto importate con le mie croci e le mie preghiere.

Fammi sentire, Gesù, il Tuo desiderio profondo di  portarti sempre più anime da consolare, da convertire ,sui quali effondere il Tuo amore e la Tua misericordia.

Signore, in questo mondo così disorientato dove tanti cercano risposte in piccoli o grandi idoli, io voglio

rivolgermi a Te chiedendoti di aprire il cuore di tutti gli uomini perché comprendano che solo Tu sei la Via, la Verità e la Vita e solo Tu puoi saziare la nostra fame e sete di felicità.

Fà o Signore ,che ti accettiamo come l’unico Signore della nostra vita

 

LEGGO LA PAROLA DI DIO

Apoc.21,1-2    4-6

1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii allora una voce potente che usciva dal trono:

«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popoloed egli sarà il “Dio-con-loro”.

4 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;

non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno,

perché le cose di prima sono passate».

5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.

6 Ecco sono compiute!

Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine.

A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita.

 

RICOSTRUISCO LA SCENA

 

 

  1. Giovanni, in questi versi, ci presenta  una realtà stupenda:  ci fa intravedere la Gerusalemme celeste dove vivono tutti i santi in adorazione perenne della  Trinità e nella venerazione di Maria Ss.ma

Lì vediamo l’umanità di ognuno trasfigurata ,risplendente della gloria di Dio.

Le cose vecchie sono passate non c’è più nè dolore ,né lutto, né lamento. Dio ha asciugato le lacrime dai volti sofferenti. Vediamo uscire dalle nostre croci solo il bene che hanno prodotto perché  abbiamo offerto la nostra sofferenza  unendola  a quella di Gesù. Le promesse di Dio si sono realizzate. Ognuno occupa il posto preparato da Gesù. Tutto è stato trasfigurato e glorificato.. Gesù ha consegnato tutto al Padre, che accoglie con gioia, tutti i Suoi figli. Niente e nessuno potrà mai separarci dall’amore di Dio. Contempliamo con gioia questa realtà.

 

MEDITO LA SCENA

 

Signore, in questo mese, dedicato ai santi e ai defunti, mi chiami a ripetere  il mio atto di fede: “ Credo nella comunione dei santi, la risurrezione della carne, la vita eterna”.

Questa realtà deve farmi meditare sulla morte con animo sereno, questa è la porta per entrare in paradiso. Tutta la vita è un pellegrinaggio verso la vita eterna e questo deve farmi sempre tenere presente la meta finale: L’incontro con Te.  “Questa è la volontà del Padre celeste: che chiunque crede nel Figlio abbia la vita eterna ed Io lo risusciti nell’Ultimo giorno”

Signore Gesù io credo nel Tuo amore, nella Tua presenza nella mia vita e nel Tuo progetto di trasformarmi in Te. Signore voglio affidarmi a Te ripetendomi: “Per chi ha creduto in Dio e lo ha servito la morte non è un salto nel buio, ma nelle braccia di Dio per vivere presso di Lui nell’amore  e nella gioia della Sua amicizia

 

CONTEMPLO AMO ADORO

Signore Gesù rileggo continuamente questo brano per gustare tutta la bellezza e la gioia che da esso traspare.

Immagino questa innumerevole schiera di fratelli e sorelle che continuamente dietro all’Agnello immolato cantano le Tue  lodi di adorazione, di ringraziamento di felicità piena. Che cosa ho mai fatto pe meritare tanta grazia? Solo la Tua immensa misericordia e il  Tuo grande amore poteva pensare a me da tutta l’eternità e progettare la mia vita con Te per sempre.

Questo mio corpo, tanto fragile dolorante sta per cambiare nella trasformazione gloriosa ; solo gioia piena e canti guideranno la mia vita eterna. Signore come non lasciar sgorgare dal cuore il desiderio profondo di abitare nella Gerusalemme celeste? Quanti fratelli mi aspettano, quanti che non ho mai conosciuto ma che forse ho aiutato con la preghiera e la sofferenza a ritrovare la Tua strada. “Ecco, dice Gesù, io verrò e avrò con me la mia ricompensa per rendere a ciascuno secondo le sue opere”.

Gesù caro aiutami a non temere la morte.  Chiudendo gli occhi  a questo mondo mi sveglierò felice nella casa del Padre mio dove Tu Signore da tempo mi aspetti. Attraverso la fede cerco di contemplare la mia nuova casa e un canto gioioso sgorga dal mio cuore: “ Bontà e grazia mi sono compagne  tutti i giorni della mia vita. Io starò nella casa di Dio per tutta l’eternità”.

Con gioia desidero dirti: “ Vieni Signore Gesù, io Ti aspetto Signore”.

 

“Signore fa che non lasciamo con pena le cose della terra, fa che ci muoviamo decisi e felici verso la vita lunga e beata che è nel Cristo Gesù, Signore nostro, al quale spetta la gloria ne secoli dei secoli” (Gregorio Nazianzeno).

 

Comunione spirituale  –

            Conclusione

Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.

Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.

 

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 GIUBILEO DELLA MISERICORDIA 2016

 Sabato 1° ottobre abbiamo celebrato nel Santuario della Madonna di Bonaria il nostro  Giubileo come Associazione dei Servi di Gesù Eucaristia. La partecipazione è stata numerosa. Fin dalle 15.30 sul sagrato i volontari hanno accolto i pellegrini, permettendo con la loro disponibilità, lo svolgimento ordinato della celebrazione. Prima dell’ingresso nel Santuario, P. Beniamino ci ha spiegato il significato dell’ingresso attraverso la Porta Santa, che, per quanti hanno lucrato l’Indulgenza con la confessione e la successiva Comunione e preghiera secondo le intenzioni del Papa, rappresenta Gesù in persona, la Porta attraverso la quale si accede a Dio Padre per ottenere la Misericordia del perdono completo dei peccati (Indulgenza), purchè accompagnata dalle disposizioni d’animo richieste dalla Chiesa (sincero proposito di conversione).

Quindi, varcata la Porta Santa, siamo entrati nel Santuario, dove ci siamo preparati alla liturgia Eucaristica, accompagnati dai canti del nostro piccolo coro. Nel frattempo qualche fratello e sorella continuava ad arrivare al Santuario con i mezzi di trasporto messi a disposizione da alcuni benefattori.

Alle 16 ha avuto inizio la celebrazione eucaristica. Durante l’omelia, P. Beniamino ci ha ancora parlato della misericordia di Dio, che attraverso il sacramento della riconciliazione perdona i nostri peccati e che mediante l’Indulgenza Plenaria, “libera il peccatore perdonato da ogni residuo delle conseguenze del peccato” (Misericordiae Vultus, 22). Successivamente P. Beniamino è passato tra i banchi, impartendo ai malati il sacramento dell’Olio degli Infermi, attraverso il quale “tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi” (Catechismo della Chiesa Cattolica 1499).

Alla fine della Messa abbiamo pregato insieme secondo le intenzioni del Sommo Pontefice e P. Beniamino, a nome di tutta l’assemblea, ha letto l’atto di consacrazione alla Madonna, suggellando così un’intensa serata di preghiera.

Ognuno tornando a casa avrà portato un dono particolare del Signore; per tutti penso sia stato principalmente la gioia per l’incontro con Gesù e sua Madre, Maria Santissima, ma anche ad un livello più personale, quella pienezza e pace dell’animo che solo loro ci sanno dare.                                                                                                               Sandro Pisano

Novembre 29, 2016

MARIA, Madre della Misericordia.

Filed under: Foglio Mes 2016 — Tag: — admin @ 11:31 am

 

MES Dicembre 2016     –   

MISERICORDIA

GIOVANNI PAOLO II       MARIA, Madre della Misericordia.

Maria è colei che, in modo particolare ed eccezionale – come nessun altro – ha sperimentato la misericordia e al tempo stesso, sempre in modo eccezionale, ha reso possibile col sacrificio del cuore la propria partecipazione alla rivelazione della misericordia divina. Tale sacrificio è strettamente legato alla croce del Figlio, ai piedi della quale ella doveva trovarsi sul Calvario. Questo suo sacrificio è una singolare partecipazione al rivelarsi della misericordia, cioè alla fedeltà assoluta di Dio al proprio amore, all’alleanza che egli ha voluto fin dall’eternità ed ha concluso nel tempo con l’uomo, con il popolo, con l’umanità; è la partecipazione a quella rivelazione che si è definitivamente compiuta attraverso la croce. Nessuno ha sperimentato, al pari della Madre del Crocifisso, il mistero della croce, lo sconvolgente incontro della trascendente giustizia divina con l’amore: quel “bacio” dato dalla misericordia alla giustizia. Nessuno al pari di lei, Maria, ha accolto col cuore quel mistero: quella dimensione veramente divina della redenzione che ebbe attuazione sul Calvario mediante la morte del Figlio, insieme al sacrificio del suo cuore di madre, insieme al suo definitivo fiat.

Maria quindi è colei che conosce più a fondo il mistero della misericordia divina. Ne sa il prezzo, e sa quanto esso sia grande. In questo senso la chiamano anche Madre della misericordia: Madonna della misericordia o Madre della divina misericordia; in ciascuno di questi titoli c’è un profondo significato teologico, perché essi esprimono la particolare preparazione della sua anima, di tutta la sua personalità, nel saper vedere, attraverso i complessi avvenimenti di Israele prima, e di ogni uomo e dell’umanità intera poi, quella misericordia di cui “di generazione in generazione” si diviene partecipi secondo l’eterno disegno della SS. Trinità.

 

PAPA BENEDETTO                       L’uomo è in attesa della misericordia

La misericordia è l’unica vera e ultima reazione efficace contro la potenza del male. Solo là dove c’è misericordia finisce la crudeltà, finiscono il male e la violenza. Papa Francesco si trova del tutto in accordo con questa linea. La sua pratica pastorale si esprime proprio nel fatto che egli ci parla continuamente della misericordia di Dio. È la misericordia quello che ci muove verso Dio, mentre la giustizia ci spaventa al suo cospetto. A mio parere ciò mette in risalto che sotto la patina della sicurezza di sé e della propria giustizia l’uomo di oggi nasconde una profonda conoscenza delle sue ferite e della sua indegnità di fronte a Dio. Egli è in attesa della misericordia. Non è di certo un caso che la parabola del buon samaritano sia particolarmente attraente per i contemporanei. E non solo perché in essa è fortemente sottolineata la componente sociale dell’ esistenza cristiana, né solo perché in essa il samaritano, l’uomo non religioso, nei confronti dei rappresentanti della religione appare, per così dire, come colui che agisce in modo veramente conforme a Dio, mentre i rappresentanti ufficiali della religione si sono resi, per così dire, immuni nei confronti di Dio. È chiaro che ciò piace all’ uomo moderno. Ma mi sembra altrettanto importante tuttavia che gli uomini nel loro intimo aspettino che il samaritano venga in loro aiuto, che egli si curvi su di essi, versi olio sulle loro ferite, si prenda cura di loro e li porti al riparo. In ultima analisi essi sanno di aver bisogno della misericordia di Dio e della sua delicatezza. Nella durezza del mondo tecnicizzato nel quale i sentimenti non contano più niente, aumenta però 1’ attesa di un amore salvifico che venga donato gratuitamente.

 

PAPA FRANCESCO        La Misericordia è la via che unisce Dio all’uomo

Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato

                      (Tratto da “Informazione Vincenziana”)

 

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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA  PREGHIERA

Offerta della giornata

 Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

 

 –  Generale    Intenzioni mese di  Dicembre 2016

–   Generale  Perché sia eliminata in ogni parte del mondo la piaga dei bambini-soldato.

   

– Evangelizzazione  

Per l’evangelizzazione: Perché i popoli europei riscoprano la bellezza, la bontà e la verità del Vangelo, che dona gioia e speranza alla vita

 

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LA MIA ORA CON GESU’

   MI PREPARO ALLA PREGHIERA

Signore Gesù,  mi offri un nuovo anno  per stare con Te e  rivivere i Tuoi misteri , per prepararmi sempre più profondamente al mio incontro con Te. Sto ancora contemplando, con gioia,  tutte le grazie che in quest’anno di misericordia hai elargito su tutta l’umanità. Quante esperienze stupende!  Desidero fermarmi a meditare con più calma,  i doni e le cerimonie che ho vissuto e che continuamente mi fanno ripetere: “Veramente il mio Signore è grande, è misericordioso”. Adesso, in questo tempo di avvento, desideri che metta in pratica quanto ti ho promesso. Meditando sulla tua Incarnazione, desidero vivere  in modo particolare, con umiltà  e semplicità, il momento del Natale. Desidero fare anche piccoli gesti che possano ricordarmi maggiormente la luce che vieni a portare e la misericordia che hai elargito. Ogni domenica accenderò un piccolo cero che farò brillare nei miei momenti di preghiera per attendere più gioiosamente la Tua venuta e il m io impegno cristiano nell’accoglierti.

 

ALLA PRESENZA DI DIO

 

Signore, mi inginocchio con tutto il mio amore davanti Te vivo e presente nell’Eucaristia dove ogni giorno celebriamo la Tua nascita, Passione e Risurrezione.  Lì mi chiami continuamente dicendomi : “Ho sete, portami i tuoi fratelli.  Nell’anno della misericordia, con le tue preghiere hai contribuito  affinché tanti tornassero  a me attraverso la Riconciliazione e questo  rimarrà per sempre”. Gesù,

In questo periodo d’avvento, vuoi che mi commuova davanti a Te, Bambino, che hai bisogno di tenerezza e mi chiedi di accoglierti fra le mie braccia. Per accoglierti devo farmi piccolo come Te, stare ai tuoi piedi  affinché possa lasciarmi avvolgere dalla Tua bontà. Gesù ti apro le mie braccia, il mio cuore  affinché Tu possa trovarvi dimora

LEGGO LA PAROLA DI DIO  Is. 2,1-5

1 Ciò che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme.

2 Alla fine dei giorni,

il monte del tempio del Signore

sarà eretto sulla cima dei monti

e sarà più alto dei colli;

ad esso affluiranno tutte le genti.

3 Verranno molti popoli e diranno:

«Venite, saliamo sul monte del Signore,

al tempio del Dio di Giacobbe,

perché ci indichi le sue vie

e possiamo camminare per i suoi sentieri».

Poiché da Sion uscirà la legge

e da Gerusalemme la parola del Signore.

4 Egli sarà giudice fra le genti

e sarà arbitro fra molti popoli.

Forgeranno le loro spade in vomeri,

le loro lance in falci;

un popolo non alzerà più la spada

contro un altro popolo,

non si eserciteranno più nell’arte della guerra.

5 Casa di Giacobbe, vieni,

camminiamo nella luce del Signore.

 

 

RICOSTRUISCO LA SCENA

Il profeta Isaia annuncia la venuta del Signore. Per tanti secoli i profeti  hanno annunciato  la venuta del Messia invitando a preparare le vie al Signore. La venuta del Signore sarà preparata da un grande raduno di popoli  sul monte del Signore: Gerusalemme.  Il profeta invita a camminare verso il Signore. Egli ci darà la pace tanto desiderata. Tutti i popoli cercano la pace, ma la cercano male e con mezzi sbagliati. La vera pace verrà da Gerusalemme perché lì Gesù compirà il Suo disegno di salvezza. Lì il Signore realizzerà il suo sogno: che tutti gli uomini diventino una sola famiglia.  Tutti siamo invitati a realizzare questa promessa di pace camminando verso la luce e accendendo le nostre piccole luci alla vera luce che è Gesù. Siamo invitati tutti a  recarci a Betlemme;  lì potremo vedere la salvezza del Signore. Camminiamo spediti; tutti affluiremo nel tempio del Signore.  Sarà un cammino faticoso, lungo, ma si costruirà la pace perché Gesù la costruirà per noi e anche con noi. Alziamoci e, spediti, andiamo incontro a Gesù che viene.

MEDITO LA SCENA

Signore,  quale visione c i presenti!  Una nuova terra dove tutti desideriamo  vivere ma che  facciamo fatica a realizzare. Il dolore, la fatica spesso ci bloccano. E’ tempo di svegliarci dal sonno e aprirci  al tempo nuovo che Tu desideri realizzare. Non sono solo perché Tu chiami tutti i popoli a camminare verso di Te. Quante volte, in quest’anno della misericordia, tutti i popoli sono stati chiamati a questo! Tutti desiderano la pace,  ma dobbiamo comprendere che solo tu puoi dare la vera pace . In quest’anno ci hai concesso tanta grazia. Dobbiamo farla fruttificare  e offrirti i nostri gesti concreti per costruire la pace.

“Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri….non impareranno più l’arte della guerra”.  Questa è la Tua  promessa  e siamo certi che Tu la manterrai. Dobbiamo lavorare, pazientare e affidarci totalmente a Te, Principe della pace, che fra poco  tornerai da noi per riempirci della Tua tenerezza, della Tua pace, del Tuo amore. L’avvento è un altro tempo privilegialo che mi offri, tempo di risveglio per rileggere la mia vita alla Tua presenza , testimoniando la mia fede con le opere di misericordia che ci inviti a compiere. Signore mi metto in cammino verso Betlemme per  offrirti anch’io i miei poveri  doni che sono i miei propositi.

AMO CONTEMPLO ADORO

“Vieni Signore Gesù” Questa è la continua invocazione che la Chiesa ci fa ripetere in questo periodo.

Signore desidero accoglierti nel mio cuore. Anch’io ho tanto bisogno di pace e Tu desideri darmela. Tu desideri una umanità nuova e  chiedi anche la mia collaborazione. Signore voglio impegnarmi a vivere unito a Te, in questo periodo, con qualche piccolo sacrificio, con momenti più intensi di preghiera affinché tutti gli uomini sentano il desiderio di venire a  Betlemme e prostrarsi davanti a Te per adorarti, che tutti  accettino di tornare nella Tua Chiesa che, con i sacramenti,  ci offre tutti i mezzi  per la nostra salvezza e per la nostra santificazione. Signore  fà che possa anch’io andare dai miei fratelli annunciando la gioia e dire con il profeta: “Rivestiti di luce, perché viene la tua luce e la gloria del Signore brillerà su di te”.  Che anch’io  possa dire: “ Venite camminiamo nella luce del Signore, usciamo dalle tenebre che cercano di avvolgerci per impaurirci. Il Signore squarcerà quelle tenebre  e noi con Lui.

Fratelli il Signore viene, sta compiendo tante cose belle e grandi ,tante cose nuove, non ve ne accorgete? Solleviamo  in alto lo sguardo e vedremo anche noi  il nuovo mondo che Gesù ci prepara. Viviamo tutto questo nella gioia, quella di Gesù.

 

La gioia è preghiera. La gioia è forza. Dio ama il donatore gioioso. Chi dona gioiosamente dona di più. Non c’è migliore maniera per manifestare la nostra gratitudine a Dio e agli uomini dell’accettare tutto con gioia. Non lasciate mai che la tristezza vi invada al punto di farvi dimenticare la gioia del Cristo risorto. Continuate a dare Gesù agli altri, non in parole ma in esempi, irraggiando la Sua santità e diffondendo il Suo profumo d’amore. Siate felici e in pace. Accettate tutto quello che Egli dona e donate tutto ciò che Egli prende con un grande sorriso (Madre Teresa)

UNA PREGHIERA

Il Dio della speranza riempia di ogni consolazione la famiglia di Mariano. Egli continuerà a servire Messa con la stessa gioia e dedizione nel servizio, non più visibile perché ad Altezze insondabili mentre noi tra i banchi continueremo a vederlo con gli occhi del cuore e a pregare insieme nella comunione dei santi.

 

_________________________

Comunione spirituale  –   Conclusione

Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.

Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.

 ——————

VITA DELLA NOSTRA  FAMIGLIA

    IN Memoria DI  MARIANO

La sua figlia lo ricorda così:

“II 16 novembre mi sono sentita di nuovo una.sposa, ma non eri più tu papà ad accompagnare me all’altare, ma io ho accompagnato te per ricevere l’ultima benedizione.

Fino all’ultimo sei stato un maestro con i tuoi sguardi, i tuoi silenzi, le tue carezze, il tuo senso di ospitalità e rispetto, il tuo accettare ii dolore senza un lamento.

Avvicinarti al Signore ti ha reso una persona diversa, migliore e quando hai fattola scelta, l’hai fatta con grande coerenza mettendo la tua vita a servizio delle persone più bisognose.

Ricordo con gioia i momenti trascorsi a preparare e servire dei pasti caldi per i senza dimora e sorrido quando ricordo le volte che avevamo necessità a casa di te e tu a distribuire I viveri ai poveri della comunità.

Quante vedove avrai accompagnato in macchina a casa dopo la SS Messa o il Rosario e a quanti ammalati e dializzati hai impartito a domicilio la Comunione.

Tanti però, hanno anche riso di te.

Ti consideravano Pio, Don ma tu come Gesù stesso ha fatto sei andato avanti porgendo persino l’altra guancia.

Grazie per avermi insegnato ad essere umile e a guadagnarmi la vita, ad essere rispettosa e mai litigiosa. Ora che sono ripartita a Milano, dove vivo e lavoro, mi accorgo di aver riportato un bagaglio ricco di tante belle cose.

Io pregherò per te papà, tu veglia sempre su di noi”.

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Di Mariano, a ragione si  possono dire queste e tante altre cose.

Il segreto del bel ricordo che ha lasciato in tutti noi, a noi piace trovarlo nella sua semplicità  e nella sua  serenità.

Si sa che più che le grandi opere, sono queste le cose che  generano in noi tanta ammirazione e simpatia.

Che cosa, soprattutto,  l’ha portato a essere una persona  da ricordare? Noi siamo convinti che sia la grazia di Dio e la preghiera, in maniera particolare l’Adorazione alla quale era fedelissimo

Lì incontrava Gesù che parlava al suo cuore e lo spingeva ad essere generoso nell’amore verso tutti, e in particolare verso i malati.

 

 

UNA PREGHIERA

“Il Dio della speranza riempia di ogni consolazione la famiglia di Mariano.

Egli continuerà a servire Messa con la stessa gioia e dedizione nel servizio, non più visibile perché ad Altezze insondabili mentre noi tra i banchi continueremo a vederlo con gli occhi del cuore e a pregare insieme nella comunione dei santi”.  (Cenza)

 

 

 

Giugno 27, 2016

La trasfigurazione di Gesù sul Tabor

Filed under: Foglio Mes 2016 — Tag:, — admin @ 10:42 pm

MES LUGLIO SETTEMBRE 2016 – Il Sacro cuore  (Papa Francesco)

«Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,19). Oggi, nella giornata giubilare dedicata a quanti portano i segni della malattia e della disabilità, questa Parola di vita trova nella nostra Assemblea una particolare risonanza.
In realtà, tutti prima o poi siamo chiamati a confrontarci con le fragilità e le malattie nostre e altrui.
La natura umana, ferita dal peccato, porta inscritta in sé la realtà del limite. Oggi si ritiene che una persona malata o disabile non possa essere felice, perché incapace di realizzare lo stile di vita imposto dalla cultura del piacere e del divertimento.
Meglio tenere queste persone separate, in qualche “recinto” o nelle “riserve” del pietismo e dell’assistenzialismo, perché non intralcino il ritmo del falso benessere. In alcuni casi, addirittura, si sostiene che è meglio sbarazzarsene quanto prima, perché diventano un peso economico insostenibile in un tempo di crisi. L’uomo di oggi non comprende il vero senso della vita, che comporta anche l’accettazione della sofferenza e del limite. Il mondo non diventa migliore perché composto soltanto da persone apparentemente “perfette”, per non dire “truccate”, ma quando crescono la solidarietà tra gli esseri umani, l’accettazione reciproca e il rispetto. Come sono vere le parole dell’apostolo: «Quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti» (1 Cor 1,27)!
Anche la donna peccatrice (Lc 7,36–8,3) viene giudicata ed emarginata, mentre Gesù la accoglie e la difende: «Ha molto amato» (v. 47). E’ questa la conclusione di Gesù, attento alla sofferenza e al pianto di quella persona. La sua tenerezza è segno dell’amore che Dio riserva per coloro che soffrono e sono esclusi. Non esiste solo la sofferenza fisica; oggi, una delle patologie più frequenti è anche quella che tocca lo spirito. E’ una sofferenza che coinvolge l’animo e lo rende triste perché privo di amore. La patologia della tristezza.
Quando si fa esperienza della delusione o del tradimento nelle relazioni importanti, allora ci si scopre vulnerabili, deboli e senza difese. La tentazione di rinchiudersi in sé stessi si fa molto forte, e si rischia di perdere l’occasione della vita: amare nonostante tutto. Amare nonostante tutto!
E’ sempre una questione di amore, non c’è un’altra strada. La vera sfida è quella di chi ama di più. Quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate! E quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso! Allora la fragilità stessa può diventare conforto e sostegno alla nostra solitudine.
Gesù, nella sua passione, ci ha amato sino alla fine (cfr Gv 13,1); sulla croce ha rivelato l’Amore che si dona senza limiti. Che cosa potremmo rimproverare a Dio per le nostre infermità e sofferenze che non sia già impresso sul volto del suo Figlio crocifisso? Al suo dolore fisico si aggiungono la derisione, l’emarginazione e il compatimento, mentre Egli risponde con la misericordia che tutti accoglie e tutti perdona: «per le sue piaghe siamo stati guariti» (Is 53,5; 1 Pt 2,24). Gesù è il medico che guarisce con la medicina dell’amore, perché prende su di sé la nostra sofferenza e la redime. Noi sappiamo che Dio sa comprendere le nostre infermità, perché Lui stesso le ha provate in prima persona (cfr Eb 4,15).
Il modo in cui viviamo la malattia e la disabilità è indice dell’amore che siamo disposti a offrire. Non lasciamoci turbare, pertanto, da queste tribolazioni (cfr 1 Ts 3,3). Sappiamo che nella debolezza possiamo diventare forti (cfr 2 Cor 12,10), e ricevere la grazia di completare ciò che manca in noi delle sofferenze di Cristo, a favore della Chiesa suo corpo (cfr Col 1,24); un corpo che, ad immagine di quello del Signore risorto, conserva le piaghe, segno della dura lotta, ma sono piaghe trasfigurate per sempre dall’amore.

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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

 Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di  Luglio  – Settembre 2016

 –          Generale   Perché vengano rispettati i popoli indigeni, minacciati nella loro identità e nella stessa esistenza.

–    Dei Vescovi: Perché la Chiesa dell’America Latina e nei Caraibi, mediante la sua missione continentale, annunci con rinnovato slancio ed entusiasmo il Vangelo.

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LA MIA ORA CON GESU’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Gesù, ho tanto bisogno di incontrarmi con te per amarti e sentirmi amato da te; soprattutto desidero ascoltare le Tue parole di consolazione, di incoraggiamento per continuare il mio cammino sulla Tua strada. Desidero creare un po’ di silenzio per poter percepire la Tua voce che è tanto delicata e dolce. Cerco di allontanare tutti i pensieri che affollano la mia mente e tutte le preoccupazioni che mi allontanano da Te ed appesantiscono il mio cuore. Voglio fermarmi a contemplare Te , la tua Gloria. Questo, mi porterà a leggere tutto con i Tuoi occhi e vedere tutto il bene che c’è nel mondo, nonostante ci sia tanto male. Desidero riflettere sulla Tua attenzione verso ciascuno di noi e su ciò che operi per trasformare la nostra vita e renderla un capolavoro di bontà. Signore vieni nel mio cuore e illuminami in questo momento di preghiera.

MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO
Signore, abbiamo celebrato il giubileo dei malati che mi ha dato tanta consolazione perché mi sento più unito a Te nella Tua Passione. Mi sembra di percepire la voce del Padre che dice anche a me: “Questi è il mio figlio prediletto”. Questo mi dona forza per affrontare questo tempo di vacanza” che forse pe me, sarà segnato da maggior solitudine. Per questo chiedo a te a Maria Santissima di starmi vicino in modo più intenso. So che comunque non sono solo perché porto con me tutta l’umanità. Con tutti i fratelli desidero salire sul monte, perché lì spero di poter assistere alla Tua trasfigurazione. Le Tue manifestazioni avvengono sempre nel silenzio e nella preghiera. Lì, soprattutto, possiamo percepire la Tua divinità. Mi prostro ai Tuoi piedi, nel piccolo monte dell’adorazione, e aspetto la Tua manifestazione

LEGGO LA PAROLA Lc. 9,28b-36

Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare. 29 Mentre pregava, l’aspetto del suo volto fu mutato e la sua veste divenne di un candore sfolgorante. 30 Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 i quali, apparsi in gloria, parlavano della sua dipartita che stava per compiersi in Gerusalemme. 32 Pietro e quelli che erano con lui erano oppressi dal sonno; e, quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che erano con lui. 33 Come questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nuvola che li avvolse; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola. 35 E una voce venne dalla nuvola, dicendo: «Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo». 36 Mentre la voce parlava, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero e in quei giorni non riferirono nulla a nessuno di quello che avevano visto.

RICOSTRUISCO LA SCENA
Gesù deve recarsi a Gerusalemme, dove compirà la Sua missione, la Sua Pasqua. Gesù ha già parlato di croce: “ Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce e mi segua”. I suoi non comprendonio, hanno bisogno di un po’ di luce e Lui li chiama con sé sul Tabor.
La croce è pesante, dura, sembra che tutto debba finire sotto il suo peso. Gesù non vuole lasciarli nella tristezza e fa vedere loro un’anticipazione della gloria che seguirà la croce. Gesù prega e, nella preghiera, si trasfigura. Nella preghiera possiamo percepire la gloria di Dio. La luce di Gesù investe anche i discepoli.
Tutti i profeti hanno preparato il momento della Passione di Gesù. Mosè ed Elia parlavano dell’esodo di Gesù che sta per compiersi in Gerusalemme”.
Il Padre illumina il loro cuore: “Questi è il mio Figlio prediletto, ascoltatelo”. Anch’essi devono entrare nel progetto del Padre.
Pietro chiede di poter stare lì, ma non è ancora il momento, questo avverrà quando tutto sarà compiuto per Gesù e per ciascuno di loro. Solo allora si potrà godere la beatitudine eterna.

MEDITO LA SCENA
Gesù ha chiamato i tre discepoli che lo seguiranno anche nell’orto degli ulivi: Pietro Giacomo Giovanni. Pietro il capo della chiesa, Giovanni il discepolo prediletto, il discepolo dell’amore e Giacomo che seguirà Gesù nel martirio dopo pochi anni. Come tutti gli altri, non hanno capito chi sia Gesù e non accolgono le parole di Gesù quando parla di croce . Gesù fa fare loro un’esperienza speciale perché vuole aprire i loro occhi e far comprendere quanto sia importante la Sua passione, confermata anche da Mosè ed Elia, i due grandi dell’Antico Testamento” . Gesù vuole far comprendere che la croce non è l’ultima parola perché c’è qualcosa di grande che va oltre, d’infinito: la gloria che seguirà. Per arrivare là è importante ascoltare Gesù. Il Padre c’invita, con decisione, a farlo. Siamo capaci di ascoltare Gesù fino in fondo? Di non abbandonarlo da solo nel portare la croce? L a vera fede si mostra nell’accettazione del venerdì santo.
Meditando sulla trasfigurazione di Gesù siamo invitati ad aprire il cuore alla speranza. Anche noi saremo trasfigurati e tutto il nostro dolore svanirà.

CONTEMPLO AMO ADORO
Gesù, anche oggi mi chiami a salire sul monte, nel silenzio, per farmi fare un’esperienza profonda di Te. Oggi nel nostro tempo, non si riesce ad incontrarti perché siamo immersi nella confusione e non si ha il coraggio di allontanarsi dal frastuono per salire sul monte per cercarti, per vedere il Tuo Volto. Il Tuo Volto è già impresso in ciascuno di noi, ma dobbiamo riscoprirlo. Anche se affaticato, devo avere la forza di fare i pochi passi che mi separano da Te. Gesù, devo sollevare lo sguardo verso l’alto, per vedere la luce che emana da Te, nella quale mi vuoi avvolgere. Fissando gli occhi su di Te posso, attraverso questo sguardo, percepire la vita come Tu la vedi: una vita che mi hai donato per ricolmarla di grazie, di benedizioni, per vedere nelle mie croci la Tua. Signore anche a me dici :” Non fermarti a pianger e sulla tua croce tieni alto lo sguardo guarda oltre. Se guardi bene vedrai una grande luce nascere dalla Tua croce: la luce della risurrezione, della gloria”. Guardando il tuo volto Signore, posso, estasiato, ripetere: “E’ bello per me stare qui” Si è bello perché solo davanti a Te, Gesù, posso trovare pace, consolazione, speranza. Non ti vedrò fisicamente, ma la pace che sentirò mi farà percepire la Tua bellezza la Tua divinità. Gesù, chiami anche me a contemplarti, in modo speciale nell’Eucaristia. Lì avviene oggi la tua Trasfigurazione. Se fisso intensamente il mio sguardo su di Te, pian piano, mi sentirò avvolto anch’io nella Tua luce, anche il mio sguardo sarà trasfigurato e così la mia vita. Tu Gesù sei veramente presente, nell’Eucaristia sei vivo continui ad agire beneficando e, se ti lasciamo agire presto ci trasformi in Te

“ Rimane, continua è più forte, la potenza dell’amore; Anche se non ho niente, svuotato dalla tristezza, mani inchiodate dal dolore rimane la potenza dell’amore. Rimane Cristo vivo e questo mi fa dolce e fortissima compagnia, io non appartengo a un Dio da piangere, a un Dio compianto io appartengo a un Dio vivo. Mietitore di lacrime e, in me come in Lui, ogni ferita può diventare feritoia ogni piaga una fessura di luce” .

 

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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di Luglio – Settembre 2016

– Generale Perché vengano rispettati i popoli indigeni, minacciati nella loro identità e nella stessa esistenza.

– Dei Vescovi: Perché la Chiesa dell’America Latina e nei Caraibi, mediante la sua missione continentale, annunci con rinnovato slancio ed entusiasmo il Vangelo.

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LA MIA ORA CON GESU’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Gesù, ho tanto bisogno di incontrarmi con te per amarti e sentirmi amato da te; soprattutto desidero ascoltare le Tue parole di consolazione, di incoraggiamento per continuare il mio cammino sulla Tua strada. Desidero creare un po’ di silenzio per poter percepire la Tua voce che è tanto delicata e dolce. Cerco di allontanare tutti i pensieri che affollano la mia mente e tutte le preoccupazioni che mi allontanano da Te ed appesantiscono il mio cuore. Voglio fermarmi a contemplare Te , la tua Gloria. Questo, mi porterà a leggere tutto con i Tuoi occhi e vedere tutto il bene che c’è nel mondo, nonostante ci sia tanto male. Desidero riflettere sulla Tua attenzione verso ciascuno di noi e su ciò che operi per trasformare la nostra vita e renderla un capolavoro di bontà. Signore vieni nel mio cuore e illuminami in questo momento di preghiera.

MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO
Signore, abbiamo celebrato il giubileo dei malati che mi ha dato tanta consolazione perché mi sento più unito a Te nella Tua Passione. Mi sembra di percepire la voce del Padre che dice anche a me: “Questi è il mio figlio prediletto”. Questo mi dona forza per affrontare questo tempo di vacanza” che forse pe me, sarà segnato da maggior solitudine. Per questo chiedo a te a Maria Santissima di starmi vicino in modo più intenso. So che comunque non sono solo perché porto con me tutta l’umanità. Con tutti i fratelli desidero salire sul monte, perché lì spero di poter assistere alla Tua trasfigurazione. Le Tue manifestazioni avvengono sempre nel silenzio e nella preghiera. Lì, soprattutto, possiamo percepire la Tua divinità. Mi prostro ai Tuoi piedi, nel piccolo monte dell’adorazione, e aspetto la Tua manifestazione

LEGGO LA PAROLA Lc. 9,28b-36

Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare. 29 Mentre pregava, l’aspetto del suo volto fu mutato e la sua veste divenne di un candore sfolgorante. 30 Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 i quali, apparsi in gloria, parlavano della sua dipartita che stava per compiersi in Gerusalemme. 32 Pietro e quelli che erano con lui erano oppressi dal sonno; e, quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che erano con lui. 33 Come questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nuvola che li avvolse; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola. 35 E una voce venne dalla nuvola, dicendo: «Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo». 36 Mentre la voce parlava, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero e in quei giorni non riferirono nulla a nessuno di quello che avevano visto.

RICOSTRUISCO LA SCENA
Gesù deve recarsi a Gerusalemme, dove compirà la Sua missione, la Sua Pasqua. Gesù ha già parlato di croce: “ Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce e mi segua”. I suoi non comprendonio, hanno bisogno di un po’ di luce e Lui li chiama con sé sul Tabor.
La croce è pesante, dura, sembra che tutto debba finire sotto il suo peso. Gesù non vuole lasciarli nella tristezza e fa vedere loro un’anticipazione della gloria che seguirà la croce. Gesù prega e, nella preghiera, si trasfigura. Nella preghiera possiamo percepire la gloria di Dio. La luce di Gesù investe anche i discepoli.
Tutti i profeti hanno preparato il momento della Passione di Gesù. Mosè ed Elia parlavano dell’esodo di Gesù che sta per compiersi in Gerusalemme”.
Il Padre illumina il loro cuore: “Questi è il mio Figlio prediletto, ascoltatelo”. Anch’essi devono entrare nel progetto del Padre.
Pietro chiede di poter stare lì, ma non è ancora il momento, questo avverrà quando tutto sarà compiuto per Gesù e per ciascuno di loro. Solo allora si potrà godere la beatitudine eterna.

MEDITO LA SCENA
Gesù ha chiamato i tre discepoli che lo seguiranno anche nell’orto degli ulivi: Pietro Giacomo Giovanni. Pietro il capo della chiesa, Giovanni il discepolo prediletto, il discepolo dell’amore e Giacomo che seguirà Gesù nel martirio dopo pochi anni. Come tutti gli altri, non hanno capito chi sia Gesù e non accolgono le parole di Gesù quando parla di croce . Gesù fa fare loro un’esperienza speciale perché vuole aprire i loro occhi e far comprendere quanto sia importante la Sua passione, confermata anche da Mosè ed Elia, i due grandi dell’Antico Testamento” . Gesù vuole far comprendere che la croce non è l’ultima parola perché c’è qualcosa di grande che va oltre, d’infinito: la gloria che seguirà. Per arrivare là è importante ascoltare Gesù. Il Padre c’invita, con decisione, a farlo. Siamo capaci di ascoltare Gesù fino in fondo? Di non abbandonarlo da solo nel portare la croce? L a vera fede si mostra nell’accettazione del venerdì santo.
Meditando sulla trasfigurazione di Gesù siamo invitati ad aprire il cuore alla speranza. Anche noi saremo trasfigurati e tutto il nostro dolore svanirà.

CONTEMPLO AMO ADORO
Gesù, anche oggi mi chiami a salire sul monte, nel silenzio, per farmi fare un’esperienza profonda di Te. Oggi nel nostro tempo, non si riesce ad incontrarti perché siamo immersi nella confusione e non si ha il coraggio di allontanarsi dal frastuono per salire sul monte per cercarti, per vedere il Tuo Volto. Il Tuo Volto è già impresso in ciascuno di noi, ma dobbiamo riscoprirlo. Anche se affaticato, devo avere la forza di fare i pochi passi che mi separano da Te. Gesù, devo sollevare lo sguardo verso l’alto, per vedere la luce che emana da Te, nella quale mi vuoi avvolgere. Fissando gli occhi su di Te posso, attraverso questo sguardo, percepire la vita come Tu la vedi: una vita che mi hai donato per ricolmarla di grazie, di benedizioni, per vedere nelle mie croci la Tua. Signore anche a me dici :” Non fermarti a pianger e sulla tua croce tieni alto lo sguardo guarda oltre. Se guardi bene vedrai una grande luce nascere dalla Tua croce: la luce della risurrezione, della gloria”. Guardando il tuo volto Signore, posso, estasiato, ripetere: “E’ bello per me stare qui” Si è bello perché solo davanti a Te, Gesù, posso trovare pace, consolazione, speranza. Non ti vedrò fisicamente, ma la pace che sentirò mi farà percepire la Tua bellezza la Tua divinità. Gesù, chiami anche me a contemplarti, in modo speciale nell’Eucaristia. Lì avviene oggi la tua Trasfigurazione. Se fisso intensamente il mio sguardo su di Te, pian piano, mi sentirò avvolto anch’io nella Tua luce, anche il mio sguardo sarà trasfigurato e così la mia vita. Tu Gesù sei veramente presente, nell’Eucaristia sei vivo continui ad agire beneficando e, se ti lasciamo agire presto ci trasformi in Te

“ Rimane, continua è più forte, la potenza dell’amore; Anche se non ho niente, svuotato dalla tristezza, mani inchiodate dal dolore rimane la potenza dell’amore. Rimane Cristo vivo e questo mi fa dolce e fortissima compagnia, io non appartengo a un Dio da piangere, a un Dio compianto io appartengo a un Dio vivo. Mietitore di lacrime e, in me come in Lui, ogni ferita può diventare feritoia ogni piaga una fessura di luce” .

Comunione spirituale – Conclusione
Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.
Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.

 


 

VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA
Carissimi fratelli e sorelle,
il Signore ci ha concesso di portare a termine un altro anno Eucaristico.
Comprenderemo mai quali doni il Signore ci mette tra le mani per noi e per i nostri fratelli?
Dio ci ha affidato il dono più grande: Gesù Eucaristia, e ci diede di metterlo al centro della nostra vita.
Gesù ci diede di accogliere il suo invito: “Venite a me e portate qui tutti i miei fratelli affinché possano gustare quanto buono e grande è il Signore.
Anche quest’anno avete offerto a Gesù nel silenzio le vostre croci che il Signore ha permesso, ma che Lui ha portato per primo su di sé per renderle preziose dimostrandogli così il vostro amore per Lui e per i fratelli.
Il Signore come sempre ci supera nei suoi doni e ci ha concesso uno straordinario anno di misericordia.
Spero che tutti abbiate potuto vivere il Giubileo nelle varie realtà che la Chiesa, nostra Madre, ha concesso.
Così il Signore ha purificato tutte le nostre fragilità preparandoci ad incontrarlo subito alla fine della nostra vita. Quale dono stupendo!
Il Signore ci ha concesso, quest’anno di vive quest’anno un momento più intenso di fraternità con il Convegno di Maggio; e anche se non tutti potevate essere presenti fisicamente, ,o siete stai spiritualmente.
Veramente ci siamo sentiti una grande famiglia che condivide lo stesso carisma, ma soprattutto si sente unita da Gesù Eucaristia.
Ci avviciniamo alle “ferie estive”. Speriamo che la vostra solitudine sia colmata da parenti, dagli amici e dagli Apostoli di Gesù Eucaristia.
Non sentitevi soli, perché vi potiamo sempre nelle nostre preghiere.
Soprattutto Gesù, Maria, i Santi vegliano su di voi e desiderano ricolmare il vostro cuore di serenità e di pace.

Giugno 1, 2016

Il Sacro Cuore

Filed under: Foglio Mes 2016 — Tag:, — admin @ 10:55 am

MES GIUGNO 2016        Papa Francesco: Il Sacro cuore

«Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti» (Dt 7,7). Questo legame è per sempre, non tanto perché noi siamo fedeli, ma perché il Signore è fedele e sopporta le nostre infedeltà, le nostre lentezze, le nostre cadute.
Dio non ha paura di legarsi. Questo ci può sembrare strano: noi a volte chiamiamo Dio “l’Assoluto”, che significa letteralmente “sciolto, indipendente, illimitato”; ma in realtà, il nostro Padre è “assoluto” sempre e soltanto nell’amore: per amore stringe alleanza con Abramo, con Isacco, con Giacobbe e così via. Ama i legami, crea legami; legami che liberano, non costringono.
Il Salmo 103 dice: «L’amore del Signore è per sempre». Invece, di noi uomini e donne un altro Salmo afferma: “E’ scomparsa la fedeltà tra i figli dell’uomo” (cfr Sal 12,2). Oggi in particolare la fedeltà è un valore in crisi perché siamo indotti a cercare sempre il cambiamento, una presunta novità, negoziando le radici della nostra esistenza, della nostra fede. Senza fedeltà alle sue radici, però, una società non va avanti: può fare grandi progressi tecnici, ma non un progresso integrale, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini.
L’amore fedele di Dio per il suo popolo si è manifestato e realizzato pienamente in Gesù Cristo, il quale, per onorare il legame di Dio con il suo popolo, si è fatto nostro schiavo, si è spogliato della sua gloria e ha assunto la forma di servo. Nel suo amore non si è arreso davanti alla nostra ingratitudine e nemmeno davanti al rifiuto. Ce lo ricorda san Paolo: «Se noi siamo infedeli, lui – Gesù – rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso» (2 Tm 2,13). Gesù rimane fedele, non tradisce mai: anche quando abbiamo sbagliato, Egli ci aspetta sempre per perdonarci: è il volto del Padre misericordioso.
Questo amore, questa fedeltà del Signore manifesta l’umiltà del suo cuore: Gesù non è venuto a conquistare gli uomini come i re e i potenti di questo mondo, ma è venuto ad offrire amore con mitezza e umiltà. Così si è definito Lui stesso: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). E il senso della festa del Sacro Cuore di Gesù, che celebriamo oggi, è quello di scoprire sempre più e di farci avvolgere dalla fedeltà umile e dalla mitezza dell’amore di Cristo, rivelazione della misericordia del Padre. Noi possiamo sperimentare e assaporare la tenerezza di questo amore in ogni stagione della vita: nel tempo della gioia e in quello della tristezza, nel tempo della salute e in quello dell’infermità e della malattia.
La fedeltà di Dio ci insegna ad accogliere la vita come avvenimento del suo amore e ci permette di testimoniare questo amore ai fratelli in un servizio umile e mite. È quanto sono chiamati a fare specialmente i medici e il personale paramedico. Ciascuno di noi porta ai malati un po’ dell’amore del Cuore di Cristo.
Cari fratelli, in Cristo noi contempliamo la fedeltà di Dio. Ogni gesto, ogni parola di Gesù lascia trasparire l’amore misericordioso e fedele del Padre. E allora dinanzi a Lui ci domandiamo: com’è il mio amore per il prossimo? So essere fedele? Oppure sono volubile, seguo i miei umori e le mie simpatie? Ciascuno di noi può rispondere nella propria coscienza. Ma soprattutto possiamo dire al Signore: Signore Gesù, rendi il mio cuore sempre più simile al tuo, pieno di amore e di fedeltà.

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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
Offerta della giornata
Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di Giugno
– Generale “Perché gli anziani, i marginati e le persone sole trovino, anche nelle grandi città, opportunità d’incontro e di solidarietà.
– Dei Vescovi: Perché ci impegniamo a riportare la fraternità al centro della nostra società, troppo condizionata dalla cultura dello scarto.


LA MIA ORA CON GESU’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Signore Gesù ti ringrazio per i doni dello spirito Santo che hai voluto elargire su di me, in modo particolare il dono della consolazione per vivere con più serenità le mie difficoltà. Riprendo il mio cammino nel tempo ordinario nel quale, momento per momento, m’inviti a vivere con Te a percorrere insieme a Te la mia strada che porta al cielo. Dopo tante festività che mi hanno fatto gioire desidero impegnarmi per vivere quanto ho celebrato. ” Lo Spirito Santo mi insegnerà ogni cosa” ha detto Gesù. lo voglio essere un buon discepolo, attento a tutte le Sue ispirazioni. Nel mio angolo di preghiera, cerco il mio spazio di silenzio per meditare e lasciarmi trasformare dalla Tua Parola. Anche oggi desideri parlare al mio cuore e farmi dono del Tuo amore, del Tuo ristoro. Gesù m’immergo nel silenzio lasciando che Tu parli. “Parla, Signore, che il tuo servo ascolta”.

MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, dalla mia camera, mi trasferisco con la mente e con il cuore davanti a Te esposto nell’Eucaristia e ti sento più vicino a me, presente nella mia vita. Sento che mi dici: “Venite a me e io vi ristorerò”. Ho bisogno di ristoro, di sentire che Tu sei con me, che mi sostieni, mi dai forza. Gesù non sono solo davanti a Te, ma ti porto tutta l’umanità col oppressa da tante realtà che, troppo spesso, vogliono allontanarla da Te. Porto con me tutti gli uomini, perché sentano la Tua presenza e accolgano la Tua luce. Nonostante la mia povertà, Tu vuoi affidare anche a me l’umanità affinché possa presentarla a Te e ottenere la sua conversione. Grazie Gesù perché ti fidi di me e mi chiedi di aiutarti.

LEGGO LA PAROLA DI DIO Lc. 15,3-7
3 Ed egli disse loro questa parabola:4 «Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? 5 E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; 6 e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta”. 7 Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.

RICOSTRUISCO LA SCENA
Mentre tanti pubblicani e peccatori si avvicinano a Gesù per ascoltarlo i farisei e gli scribi brontolano perché Gesù li accetta. Gesù racconta una parabola perché anch’essi possano aprire il loro cuore e aprirsi a tutti gli uomini. Gesù è il buon Pastore che non ha paura di lasciare le novantanove pecore per cercare l’unica che si è smarrita. La misericordia di Dio è infinita. Nessuno rischierebbe di mettere in pericolo novantanove pecore per cercarne una. Per Dio ogni persona è importante. Gesù s’incammina verso il calvario per salvare anche una sola delle Sue pecore. Luca è l’evangelista della misericordia di Dio e, ogni volta che un peccatore si converte, mette in risalto la festa che Gesù fa invitando tutti gli uomini a parteciparvi Ma per la conversione anche di un solo fratello. Gesù non esclude nessuno dal Suo cuore, né i peccatori né coloro che si ritengono giusti e non condividono la misericordia di Gesù per chi sbaglia. II cuore di Gesù è aperto a tutti e così deve esserlo anche il nostro.

MEDITO LA PAROLA
Nella festa del Cuore di Gesù siamo invitati a meditare ancora una volta, sull’amore di Dio per ciascuno di noi. Gesù si china su di me, con premura, attento a tutte le mie necessità fisiche, ma soprattutto a quelle spirituali. S. Paolo dice: ” Mentre eravamo ancora peccatori Gesù ha dato la vita per ciascuno di noi” Mentre eravamo avvolti dal peccato Gesù ci amava di amore eterno e pensava a noi, a come avrebbe potuto non solo salvarci ma mostrarci di quale amore ci amava. Ne ha trovato uno stupendo, inconcepibile per l’uomo: dare la sua vita per noi sulla croce. Va in cerca di ciascuno di noi rischiando anche lui di essere preda dei banditi; la pecora viene salvata, ma Lui cadrà al suo posto nelle mani dei suoi nemici senza risparmiarsi nessuna sofferenza. Gesù il buon Pastore che manifesta la sua onnipotenza nella compassione e nel perdono, nonostante non lo meritassimo, ci ha amato per primo, fino a donarci tutto il suo sangue e a mostrarci attraverso lo squarcio del costato, il Suo cuore, pieno d’amore cercando di suscitare in noi una riposta d’amore al suo richiamo. “Venite a me, perché sono mite ed umile di cuore e vi amo al di sopra di ogni vostro peccato”.

AMO CONTEMPLO ADORO INTERCEDO.
Signore Gesù, sono certo che Tu mi ami, anche se, talvolta, davanti al dolore non comprendo fino il fondo il Tuo amore. Spesso penso, che se Tu mi amassi non mi faresti soffrire, ma questo non sarebbe vero amore. L’amore vero desidera il bene per colui che si ama e, attraverso il dolore, tu mi rendi simile a Te, mi purifichi e mi fai capire che, con il mio dolore, posso aiutare anche i miei fratelli. Nel mio dolore nella mia fatica Tu mi chiami a Te, mi chiedi di penetrare nel Tuo cuore squarciato per poter attingere forza, amore, consolazione. Gesù mi sento una povera pecorella che, talvolta, si allontana da Te e, invece della libertà, si ritrova incastrata in un cespuglio di rovi, ferita dalle spine, nella solitudine e nell’amarezza. Gesù ti chiedo di non stancarti di venirmi a cercare: Prendimi ancora sulle tue spalle, fammi sentire i battiti del Tuo cuore che, ansiosi per il mio allontanamento, diventano più calmi perché sono al sicuro sulle tue spalle, nel tuo cuore.
“Sei sceso dalla tua immensità in nostro aiuto. Misericordia scorre da te su tutti noi! Persi in un mondo di oscurità tu ci ritrovi. Nelle tue braccia ci stringi e poi dai la vita per noi. Solo il perdono riporterà pace nel mondo. Solo il perdono ci svelerà come figli tuoi.
Beato il cuore che perdona! Misericordia riceverà da Dio in cielo”

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VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA

CONVEGNO “SERVI DI GESU’ EUCARISTIA (22 Maggio 2016

Carissimi, la nostra Famiglia “Servi di Gesù Eucaristia il 22 Maggio si è riunita in Convegno a Cagliari, come tutti avete saputo per tempo.
Dobbiamo dire che è stato un sogno realizzato, in quanto è riuscito molto bene per il bel clima che si è creato e per il contenuto e il lavoro che si è svolto serenamente e con grande impegno. Abbiamo passato una bella giornata nella gioia, uniti nella preghiera e nel lavoro. Se Dio vorrà, a suo tempo vi faremo pervenire le conclusioni.
D’altra parte, però, dobbiamo dire che è stato un sogno non realizzato pienamente. Eravamo una settantina; ma per il numero che ci si aspettava, eravamo pochi, molto pochi. Pensate che da fuori Cagliari c’è stata soltanto la rappresentante (che ringraziamo di cuore) di un gruppetto di Cellule.
Noi conosciamo le difficoltà di diversi gruppi, soprattutto là dove non gli si permette di stare, insieme, o singolarmente, davanti a Gesù Eucaristia.
Sappiamo che la perseveranza in un impegno preso è faticosa; è altrettanto vero che il camminare insieme nell’amore, nell’armonia, nella pace è difficile alla natura umana. E potremmo continuare nell’elencare tutti gli ostacoli che si incontrano nel cammino di noi che ci chiamiamo “Servi di Gesù Eucaristia”.
E’ proprio per questo che è necessario che ci incontriamo con fratelli che hanno vissuto le stesse nostre difficoltà e le hanno superate bene.
Conoscendoci e dialogando impariamo dagli altri. E allora si ritorna a casa carichi dentro di noi per il sostegno dei fratelli e della grazia di quel Gesù che ci ha scelti per stare con Lui.
Non vi nascondiamo che ci siete mancati, cari fratelli, e che ci è mancata tutta quella grazia e tutti i doni che Gesù vi aveva consegnato per noi!
I doni, Dio non li dà per noi, ma per gli altri. Ci vuole umiltà, tanta umiltà per servire coloro che Gesù ci affida e per gestire le cose che Lui ci mette in mano per il bene di tutta la comunità.
I carismi dello Spirito vanno gestiti così!
Al riguardo, permettetemi di farvi un invito e di darvi un suggerimento: quando vi riunite davanti a Gesù Eucaristia, fermatevi qualche minuto per una serena riflessione. Da ogni esperienza noi possiamo trarre la luce di Gesù per il futuro.
Quello che il Signore ci ha consentito di vivere il 22 maggio è stata la prima esperienza del nostro essere famiglia; un’esperienza molto bella, anche se “sudata”. Infatti il Convegno è stato preparato con sacrificio da un gruppetto di quindici – venti fratelli che ha lavorato in piena armonia, ciascuno svolgendo il suo ruolo e poi collocando il proprio tassello al suo posto.
A questi generosi fratelli vada il nostro ringraziamento e soprattutto quello di Gesù Eucaristia.
Cari saluti

Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.

Filed under: Foglio Mes 2016 — Tag:, , — admin @ 10:35 am
MES  MAGGIO 2016

Papa Francesco e l’esistenza di Maria.
Una ragazza ebrea che ha in cuore un segreto a lei stessa ignoto, una figlia d’Israele in cui misteriosamente finisce per concentrarsi tutto il cammino di salvezza della storia umana, quando accetta di diventare madre del Redentore e una luce nuova la avvolge. La donna vive immersa in questo mistero e anni dopo, quando si ritroverà sotto la croce del figlio morente, la sua maternità si dilaterà per abbracciare l’umanità intera. La ragazza è Maria!
Papa Francesco poi si ferma sul mistero della Chiesa, con Maria che ne è immagine e modello: la costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium chiama la Vergine «figura della Chiesa nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo». La Madonna è “figura”, modello. Questa parola fa immediatamente pensare alla materia che, plasmata, ha assunto una forma. C’è una realtà concreta nella significato della “figura”. C’è la docilità alla mano che la forgia, il senso di creaturalità.
E nella sua catechesi, Papa Bergoglio presenta la figura della Chiesa che è Maria, riuscendo a materializzare agli occhi dei fedeli tutta la concretezza della Vergine, la sua “esistenza normale”. “Piena di grazia” ma sempre “donna del suo popolo”, “Maria pregava, lavorava, andava alla sinagoga… Però – dice il papa – ogni azione era compiuta sempre in unione perfetta con Gesù”.
E’ questo il cuore di tutta la catechesi del pontefice, per il quale la “realtà” che Maria ci insegna è “l’essere sempre uniti a Gesù”. Questo fa di Maria il triplice modello di fede, di carità e di perfetta unione a Cristo indicato dal Concilio e che papa Bergoglio illustra in tre passaggi.
Maria, modello di fede: all’Annunciazione la giovane risponde “sì” e la sua fede – dice il papa – è “il compimento della fede d’Israele, in lei è proprio concentrato tutto il cammino, tutta la strada di quel popolo che aspettava la redenzione, e in questo senso è il modello della fede della Chiesa, che ha come centro Cristo, incarnazione dell’amore infinito di Dio”.
Per papa Francesco Maria ha vissuto la fede “nella semplicità delle mille occupazioni e preoccupazioni quotidiane di ogni mamma, come provvedere il cibo, il vestito, la cura della casa…” Ma “proprio questa esistenza normale della Madonna – sottolinea – fu il terreno dove si svolse un rapporto singolare e un dialogo profondo tra lei e Dio, tra lei e il suo Figlio”.
Maria è anche un “esempio vivente” di carità. Lo si vede dalla sua disponibilità verso Elisabetta: a lei e a Zaccaria la Vergine non ha mancato di portare “un aiuto materiale”, ma soprattutto “ha portato Gesù”, “la gioia piena”. Così “la Chiesa è come Maria”: “non è un negozio, non è un’agenzia umanitaria, la Chiesa non è una ONG”, ma “è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo”. Qui il papa conclude: “Se per ipotesi, una volta succedesse che la Chiesa non porta Gesù, quella sarebbe una Chiesa morta!”. Perché o l’amore è “l’amore di Gesù che condivide, che perdona, che accompagna”, oppure è “amore annacquato, come si allunga il vino che sembra acqua”.
Infine, Maria è modello di unione con Cristo: “La Madonna ha fatto proprio il dolore del Figlio ed ha accettato con Lui la volontà del Padre, in quella obbedienza che porta frutto, che dona la vera vittoria sul male e sulla morte”

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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di Maggio 2016

– Generale “Perché in tutti i Paesi del mondo le donne siano onorate e rispettate, e sia valorizzato il loro imprescindibile contributo sociale ”.

Per l’evangelizzazione
“Perché si diffonda, in famiglie, comunità e gruppi, la pratica di pregare il santo Rosario per l’evangelizzazione e per la pace”.

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LA MIA ORA CON GESÙ’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA

Signore Gesù, siamo inseriti nel tempo pasquale e continuiamo a vivere nella gioia della Tua risurrezione. Con la Tua risurrezione hai inaugurato una nuova creazione e le cose vecchie sono passate . La luce pasquale sta dando nuovo significato alle mie sofferenze perché le unisco alle Tue. Signore, dopo la Tua risurrezione ,sei rimasto quaranta giorni con i Tuoi per aiutarli a ritrovare la fede che, nella Tua passione, avevano smarrito. Avevano bisogno del Tuo aiuto per iniziare la missione che avevi loro affidato e Tu, come sempre sovrabbondante di grazie, di doni, hai inviato loro il Tuo Spirito. Lo Spirito Santo che Tu hai dato, rivelerà la verità tutta intera e li renderà testimoni coraggiosi della Tua Parola.
Signore oggi vuoi preparare anche me a ricevere questo grande dono e il luogo privilegiato per accoglierlo è la preghiera e il silenzio. Signore, sono qui ,nel mio angolo di preghiera per accogliere le Tue ispirazioni e i Tuoi inviti a togliere dal mio cuore quanto mi distrae dall’accoglierti come desideri.

DAVANTI A DIO
Signore Gesù, mi prostro davanti a Te presente nell’Eucaristia Grazie per questo dono! Salendo al Padre non ci hai lasciati soli ma sei rimasto con noi per sempre. Mi prostro per dirti ancora: “Mio Signore e mio Dio, riempimi di te, del Padre, dello Spirito Santo” . Gesù, ti porto tutti i miei fratelli affinché una nuova effusione dello Spirito possa convertirci e farci diventare veramente una sola famiglia con Te. Signore Tu guardi alla mia piccolezza, alla mia povertà, ma come nei discepoli, tu fai cose grandi con chi è povero, debole ma che confida totalmente in te. Signore, nei piccoli Tu dimostri la Tua grandezza e per questo, voglio essere umile.
Ti ringrazio per la fiducia che riponi in me e, anche se poveramente, desidero offrirti la mia vita per lavorare nella Tua vigna ripiena del Tuo Spirito.

LEGGO LA PAROLA  (Rom.8,8-17)
8 Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.
9 Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. 10 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. 11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
12 Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne; 13 poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l’aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.
14 Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. 15 E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!». 16 Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. 17 E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

RICOSTRUISCO LA SCENA
Paolo ci rivela la condizione di schiavitù dal peccato ma noi non siamo più sotto il peccato . Il battesimo ci cancella il peccato. Lo Spirito che ci è stato dato agisce dentro di noi e il nostro compito è lasciarlo operare senza opporre resistenze. Lo Spirito ci ha reso figli di Dio, inseriti in Gesù. Questa realtà si sviluppa lentamente e, nella misura in cui siamo docili alla Sua guida, noi siamo “I guidati dallo Spirito”. Lo Spirito Santo che continua a gridare dentro di noi: “Abba Padre”, testimonia che siamo figli di Dio e quindi chiamati alla santità: “Siate santi come io sono santo”. Noi siamo di Cristo e suoi coeredi. Quale dono !Come nuove creature dobbiamo ormai vivere da risorti pregando Dio con la stessa fiducia di Gesù, con la sua stessa tenerezza che continuamente si manifesta chiamando Dio “Abba”.
Lo Spirito Santo ci coinvolge in una profonda relazione d’amore. Egli abita in noi e questo ci rende nuovi , spirituali. Il battesimo ci inserisce nella dimensione dello Spirito, lo stesso Spirito che ha risuscitato Gesù vive in noi e questo Spirito apre il cuore alla speranza della Risurrezione. Già fin d’ora iniziamo vivere con una vita da risorti fino alla pienezza definitiva.

MEDITO LA SCENA

Gesù ha promesso : “Non vi lascerò orfani, Manderò lo Spirito che vi infonderà coraggio e vi renderà miei testimoni.” Nonostante l’esperienza di Gesù risorto, gli apostoli hanno paura e, quando Gesù sale al cielo, si sentono nuovamente persi, hanno paura di parlare di Gesù.. Ma Il Signore mantiene le su e promesse e il giorno di Pentecoste ,mentre Gerusalemme e affollata da tanti pellegrini , lo Spirito Santo scende sugli apostoli e li trasforma; da uomini semplici paurosi ignoranti, incapaci di farsi capire diventano coraggiosi e, forti della sapienza di Dio annunciano Gesù senza paura. Tutti posso capirli e vanno gioiosi e lieti anche se questo porterà loro persecuzioni. Gesù ha instaurato la nuova ed eterna alleanza . Gesù è l’unico salvatore del mondo e la sua salvezza passa attraverso la chiesa che da quel momento ha inizio e si diffonde fino i confini della terra. Quale entusiasmo! Quale gioia! Quante conversioni ! La torre di Babele aveva disperso gli uomini ma lo Spirito li riunisce. Il dono dello Spirito Santo non è tanto quello delle lingue quanto l’amore che fa nascere gioioso, entusiasta nelle tremila persone che in quel giorno ricevettero il battesimo. Queste persone hanno incontrato Gesù e accettano la sua Signoria.

AMO CONTEMPLO ADORO

Signore Gesù , grazie per il dono Dello Spirito Santo. Tu non vuoi che ci allontaniamo da Te, ci stringi a te con l’amore profondo del Tuo Spirito che, sempre, hai avuto con Te e ti ha guidato. Oggi lo doni a noi affinché come T e possiamo realizzare il progetto del Padre su di noi e nel Tuo regno. Col Tuo Spirito ci ricolmi dei suoi doni e delle sue virtù. Il Tuo Spirito ci chiama a collaborare e rinnovare il mondo attraverso l’annuncio e la testimonianza della nostra vita. Lo Spirito vuole eliminare tutte le discordie, le separazioni, tutte le barriere, e desidera farci diventare un unico gregge sotto un solo pastore: Te Gesù. Lo Spirito Santo ci rende capaci di testimoniarti, ci da la forza per il martirio, soprattutto quello quotidiano, vissuto momento per momento, accettando tutto ciò che il Signore permette e che, spesso, richiede eroismo, per la sua continuità. Lo Spirito ci da forza ,ci da luce per caprie il senso della nostra vita delle sofferenze. Ci da la gioia attraverso la quale possiamo annunciare che non dobbiamo disperare anche se il futuro sembra catastrofico. La mia vita, la vita di tutti gli uomini è nella mani del Padre celeste che sempre vigila per il nostro bene. Lo Spirito Santo soffia e, come alle origini aleggia sulle acque tumultuose e fa cose nuove, grandi, sante, servendosi di noi ma lasciando anche a noi la responsabilità della conversione nostra e dei fratelli. Vieni Spirito Santo e rinnova la faccia della terra.
“ Scendi, Santo Spirito sulla Chiesa e, toccando con la tua brezza soave le corde del suo cuore ,fanne sprigionare il canto della libertà e della gioia che dia voce a tutti i popoli della terra e li conduca verso un futuro di vera fraternità e di pace.

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VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA

Carissimi,

ancora un poco, ed è Pentecoste! Lo Spirito Santo scenderà su ciascuno di noi e sulla Chiesa perché sia sostenuta e fatta da Lui crescere. Come afferma il prefazio: “Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo”.

Lo Spirito è destinato ad essere in noi. Dobbiamo essere accesi dal fuoco di questo Spirito, che si alimenta a ogni comunione col Corpo e col Sangue del Signore. E’ così che lo Spirito rinnova il prodigio dell’unità che raccoglie gli uomini dispersi e che trasforma le nostre azioni, facendoci agire secondo la volontà di Dio.

Noi desideriamo e ci auguriamo che tutto questo avvenga anche alla nostra famiglia riunita nel giorno del convegno.

Preghiamo con fede e con fiducia questa stupenda preghiera, davvero dettata dallo Spirito santo, perché anche noi riuniti nei nostri Cenacoli, possiamo aprire le porte del nostro cuore ancora un po’ chiuso, ed uscire con il coraggio di Pietro e degli Apostoli, per affrontare il mondo e testimoniare che Gesù è vivo tra di noi.
La nostra Madre celeste ci sostenga e ci accompagni nelle vie del mondo che attende la manifestazione del suo Salvatore, Gesù Cristo!

Vieni, Spirito Santo,
manda a noi dal Cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in Te confidano,
i sette santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona eterna gioia. Amen

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I NOSTRI DEFUNTI

Serra Gabriella   –   Serra Albina

VENERDÌ’ 13 Maggio   –   MESSA PER IL MES      (Ore 18,00)

Assicuriamo le nostre preghiere, e su tutti invochiamo la benedizione e la pace del Signore.
La Santa Messa per i nostri defunti e per tutto il M.E.S. si celebra ogni 2° Venerdì del Mese.

Aprile 11, 2016

Gesù è Risorto!

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MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2016

Nella scena di Cana, oltre a Gesù e a sua Madre, ci sono quelli che vengono chiamati i “servitori”, che ricevono da Lei questa indicazione: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2,5). Naturalmente il miracolo avviene per opera di Cristo; tuttavia, Egli vuole servirsi dell’aiuto umano per compiere il prodigio. Avrebbe potuto far apparire direttamente il vino nelle anfore. Ma vuole contare sulla collaborazione umana, e chiede ai servitori di riempirle di acqua. Come è prezioso e gradito a Dio essere servitori degli altri! Questo più di ogni altra cosa ci fa simili a Gesù, il quale «non è venuto per farsi servire, ma per servire» (Mc 10,45). Questi personaggi anonimi del Vangelo ci insegnano tanto. Non soltanto obbediscono, ma obbediscono generosamente: riempirono le anfore fino all’orlo (cfr Gv 2,7). Si fidano della Madre, e fanno subito e bene ciò che viene loro richiesto, senza lamentarsi, senza calcoli.

In questa Giornata Mondiale del Malato possiamo chiedere a Gesù misericordioso, attraverso l’intercessione di Maria, Madre sua e nostra, che conceda a tutti noi questa disposizione al servizio dei bisognosi, e concretamente dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati. Talvolta questo servizio può risultare faticoso, pesante, ma siamo certi che il Signore non mancherà di trasformare il nostro sforzo umano in qualcosa di divino. Anche noi possiamo essere mani, braccia, cuori che aiutano Dio a compiere i suoi prodigi, spesso nascosti. Anche noi, sani o malati, possiamo offrire le nostre fatiche e sofferenze come quell’acqua che riempì le anfore alle nozze di Cana e fu trasformata nel vino più buono. Con l’aiuto discreto a chi soffre, così come nella malattia, si prende sulle proprie spalle la croce di ogni giorno e si segue il Maestro (cfr Lc 9,23); e anche se l’incontro con la sofferenza sarà sempre un mistero, Gesù ci aiuta a svelarne il senso.

Se sapremo seguire la voce di Colei che dice anche a noi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela», Gesù trasformerà sempre l’acqua della nostra vita in vino pregiato. Così questa Giornata Mondiale del Malato, celebrata solennemente in Terra Santa, aiuterà a realizzare l’augurio che ho espresso nella Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia: «Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con [l’Ebraismo, con l’Islam] e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione» (Misericordiae Vultus, 23). Ogni ospedale o casa di cura può essere segno visibile e luogo per promuovere la cultura dell’incontro e della pace, dove l’esperienza della malattia e della sofferenza, come pure l’aiuto professionale e fraterno, contribuiscano a superare ogni limite e ogni divisione.

Ci sono di esempio in questo le due Suore canonizzate nello scorso mese di maggio: santa Maria Alfonsina Danil Ghattas e santa Maria di Gesù Crocifisso Baouardy, entrambe figlie della Terra Santa. La prima fu testimone di mitezza e di unità, offrendo chiara testimonianza di quanto sia importante renderci gli uni responsabili degli altri, di vivere l’uno al servizio dell’altro. La seconda, donna umile e illetterata, fu docile allo Spirito Santo e divenne strumento di incontro con il mondo musulmano.

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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di Aprile

– Generale “Perché le famiglie in difficoltà ricevano i necessari sostegni e i bambini possano crescere in ambiento sani e sereni ”.

– Per l’evangelizzazione
“Perché i cristiani discriminati o perseguitati a motivo della loro fede rimangano forti e fedeli al Vangelo, grazie all’incessante preghiera di tutta la Chiesa”.

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LA MIA ORA CON GESU’
MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Signore Gesù, come sempre Tu sei fedele. Anche quest’anno, dopo il tempo del digiuno e della penitenza, hai inondato il mio cuore di gioia.
Posso ripetere nuovamente: “ Gesù Tu sei risorto e con Te, rinasce nel mio cuore la speranza di un mondo nuovo perché Tu guidi la mia vita e quella del mondo . Signore, Tu sei il buon Pastore e posso essere tranquillo perché tutti guiderai su pascoli erbosi e fecondi. Signore Gesù, mi lascio avvolgere dalla luce sfolgorante che emana dal Tuo Corpo e che illumina il buio della mia vita e del mondo.
Non dobbiamo più temere perché la Vita ha sconfitto la morte e, nonostante il dolore temporaneo, godremo di una felicità eterna. Già pregustiamo la felicità della patria celeste che ci farà dire: “Cristo mia salvezza è risorto e quindi la nostra festa non avrà fine anche se ancora dobbiamo vivere momenti dolore.

ALLA PRESENZA DI DIO
Gesù, prostrato davanti all’Eucaristia, desidero contemplarti nel Tuo splendore, dopo la Tua risurrezione.
Tu appari felice nella Tua sfolgorante divinità. Nel Tuo corpo, non c’è traccia di tutto quanto hai sofferto, tranne le ferite dei chiodi e della lancia che continuamente mostri al Padre per intercedere per noi.
Tutto è compiuto, la redenzione è realizzata. Tutti siamo stati salvati con il Tuo sangue. Con tutta la corte celeste desidero cantarti il mio grazie e il mio Alleluia!
Tu sei risorto per noi e non ci abbandonerai mai; sarai sempre con noi, soprattutto nel dono più grande che ci hai fatto prima della Tua morte: nell’Eucaristia dove ti offri continuamente come alimento, forza, consolazione nel nostro cammino verso di Te. Signore, il mio cuore trabocca di gioia e ripete continuamente: “Gioia mia Cristo è risorto facciamo festa”.

LEGGO LA PAROLA DI DIO Matteo 28:1-10
1 Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.
2 Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3 Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve.
4 Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. 5 Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. 6 Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. 7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto».
8 Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.
9 Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».

RICOSTRUISCO LA SCENA
L’angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura. So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui è risorto come aveva detto”. Gesù non è più nel sepolcro, ha sconfitto la morte.
La pietra è stata ribaltata. Le donne, nonostante Gesù avesse annunciato la risurrezione, pensano che tutto sia finito e vogliono imbalsamare Gesù.
Non riescono a stare lontano da Lui . L’annuncio dell’angelo allontana la paura, la loro incredulità e lascia spazio solo a una grande gioia. Gesù ha gradito la loro presenza, durante la passione, e le ricambia con un dono grande: “Vederlo per prime risorto.” Dal loro cuore nasce una gioia profonda che si manifesta in una profonda adorazione. Gesù è vivo ed è veramente il Signore . Davanti a Dio il gesto più grande è l’adorazione, il ringraziamento e l’amore.
Tutto partecipa alla morte e risurrezione di Gesù. Anche la natura che si scuote per salutare il suo Salvatore. Gesù si lascia trovare da chi lo cerca con cuore sincero. Quale gioia per le donne! Non possono contenerla e devono condividerla con i fratelli. Gesù non desidera che lo teniamo per noi ma questa esperienza dobbiamo portarla a tutti. Questa è la gioia totale. Andiamo a portare il lieto annuncio.

MEDITO LA SCENA
“All’alba del primo giorno della settimana” Con amore le donne hanno preparato i profumi nel buio della notte e desiderano uscire dal buio per andare da Gesù. Quale luce le attende! Una luce che non conosce tramonto.
Le donne sfidano le guardie, escono dalla città guidate dal loro amore. Non si rassegnano, vogliono stare con Gesù. Nel loro cuore c’è una speranza che non sanno decifrare ma, quando l’angelo annuncia che Gesù è risorto, credono subito e partono gioiose.
Gesù desidera consolarle lui stesso per la loro fedeltà. “ Rallegratevi” La sua voce non può essere confusa con nessun’altra. Cosa avranno provato alla vista del loro Gesù sfolgorante? Non possiamo immaginare! L’unico gesto d’amore che sanno compiere è prostrarsi ai suoi piedi, quei piedi che hanno tanto camminato per annunciare la salvezza ad ogni uomo.
Davanti alla gloria di Gesù possiamo solo manifestare tutta la nostra adorazione e desiderare che questa si prolunghi per tutta l’eternità facendoci stare davanti a Gesù e cantare:
“Santo, Santo è il Signore Dio dell’universo, lode all’Agnello immolato e risorto per noi”.

AMO CONTEMPLO ADORO
Signore Gesù, grazie per la Tua risurrezione, per aver ribaltato i nostri massi.
Spesso le pietre che nascono dal nostro dolore dai nostri peccati tendono a schiacciarci, ma Tu vuoi toglierle e anche questa Pasqua ci dici: “Rallegrati, la pace sia con te, la mia pace che toglie ogni turbamento. Nelle mie sofferenze ci sono anche le tue, le ho portate io e le ho santificate.
Rallegrati, vieni a cercarmi, non cercare un morto ma il Vivente, soprattutto cercami nell’Eucaristia e lì potrai sperimentare anche la tua risurrezione, la tua trasfigurazione. Anche tu muori e risorgi con me. Lì potrai vivere momenti di intima comunione con me.
Mettiti sotto il Mio sguardo e ti trasformerò. Se ti lasci guardare da Me ti dono ogni bellezza. Il buio del venerdì santo è durato tre ore la luce sarà eterna. Va e a annuncia che io sono il Vivente. Tutti i giorni sono con voi, cammino con voi fino alla fine del mondo e vi aspetto nel regno del Padre mio e vostro dove vado a prepararvi un posto”.
Signore, grazie per tutto ciò che hai fatto per me. Desidero che ogni uomo ti conosca, t’incontri e possiamo tutti cantarti per sempre: “E’ il Signor, è il Signore è risorto dalla morte ed è il Signor, ogni ginocchio si pieghi ed ogni lingua professi che Gesù Cristo è il Signore”.

Comunione spirituale – Conclusione
Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.
Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.

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PENSIERO SPIRITUALE

La discesa agli inferi del Signore. (da un’antica omelia sul sabato santo)

Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è disceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia gridò a tutti e disse: “sia con tutti il mio Signore”. E Cristo rispondendo disse ad Abramo: “E con il tuo spirito”. E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: “Tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati!
A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effigie, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra.
Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi sono diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la Lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la Lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli.

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APPUNTAMENTI:

CONVEGNO  ADORAZIONE EUCARISTICA

22 Maggio – Siamo tutti invitati a partecipare e a collaborare
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I NOSTRI DEFUNTI 

Per tutti i defunti del MES – VENERDÌ’ 8 Aprile MESSA PER IL MES (Ore 18,00)

Assicuriamo le nostre preghiere, e su tutti invochiamo la benedizione e la pace del Signore.
La Santa Messa per i nostri defunti e per tutto il M.E.S. si celebra ogni 2° Venerdì del Mese.

Marzo 12, 2016

L’Adultera

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MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2016

Il banchetto di nozze di Cana è un’icona della Chiesa: al centro c’è Gesù misericordioso che compie il segno; intorno a Lui ci sono i discepoli, le primizie della nuova comunità; e vicino a Gesù e ai suoi discepoli c’è Maria, Madre provvidente e orante. Maria partecipa alla gioia della gente comune e contribuisce ad accrescerla; intercede presso suo Figlio per il bene degli sposi e di tutti gli invitati. E Gesù non ha rifiutato la richiesta di sua Madre.
Quanta speranza in questo avvenimento per noi tutti! Abbiamo una Madre che ha gli occhi vigili e buoni, come suo Figlio; il cuore materno e ricolmo di misericordia, come Lui; le mani che vogliono aiutare, come le mani di Gesù che spezzavano il pane per chi aveva fame, che toccavano i malati e li guarivano. Questo ci riempie di fiducia e ci fa aprire alla grazia e alla misericordia di Cristo. L’intercessione di Maria ci fa sperimentare la consolazione per la quale l’apostolo Paolo benedice Dio: «Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione!
Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione» (2 Cor 1,3-5). Maria è la Madre “consolata” che consola i suoi figli.

A Cana si profilano i tratti distintivi di Gesù e della sua missione: Egli è Colui che soccorre chi è in difficoltà e nel bisogno. E infatti nel suo ministero messianico guarirà molti da malattie, infermità e spiriti cattivi, donerà la vista ai ciechi, farà camminare gli zoppi, restituirà salute e dignità ai lebbrosi, risusciterà i morti, ai poveri annunzierà la buona novella (cfr Lc 7,21-22). E la richiesta di Maria, durante il banchetto nuziale, suggerita dallo Spirito Santo al suo cuore materno, fece emergere non solo il potere messianico di Gesù, ma anche la sua misericordia.
Nella sollecitudine di Maria si rispecchia la tenerezza di Dio. E quella stessa tenerezza si fa presente nella vita di tante persone che si trovano accanto ai malati e sanno coglierne i bisogni, anche quelli più impercettibili, perché guardano con occhi pieni di amore.
Quante volte una mamma al capezzale del figlio malato, o un figlio che si prende cura del genitore anziano, o un nipote che sta vicino al nonno o alla nonna, mette la sua invocazione nelle mani della Madonna! Per i nostri cari che soffrono a causa della malattia domandiamo in primo luogo la salute; Gesù stesso ha manifestato la presenza del Regno di Dio proprio attraverso le guarigioni: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano» (Mt 11,4-5).
Ma l’amore animato dalla fede ci fa chiedere per loro qualcosa di più grande della salute fisica: chiediamo una pace, una serenità della vita che parte dal cuore e che è dono di Dio, frutto dello Spirito Santo che il Padre non nega mai a quanti glielo chiedono con fiducia. (Continua)

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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.
Intenzioni mese di Marzo

– Generale “Perché le famiglie in difficoltà ricevano i necessari sostegni e i bambini possano crescere in ambiento sani e sereni ”.

– Per l’evangelizzazione
“Perché i cristiani discriminati o perseguitati a motivo della loro fede rimangano forti e fedeli al Vangelo, grazie all’incessante preghiera di tutta la Chiesa”.

IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.
Intenzioni mese di Marzo

– Generale “Perché le famiglie in difficoltà ricevano i necessari sostegni e i bambini possano crescere in ambiento sani e sereni ”.

– Per l’evangelizzazione
“Perché i cristiani discriminati o perseguitati a motivo della loro fede rimangano forti e fedeli al Vangelo, grazie all’incessante preghiera di tutta la Chiesa”.

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LA MIA ORA CON GESÙ’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Signore Gesù, Sono qui, per il mio incontro con Te. Questo incontro è scandito dalla Tua Parola: “ Va e non peccare più”. Questo è il momento favorevole per tornare a Te e seguirti prendendo la mia croce. Siamo a metà quaresima e desideri farmi percorrere il Tuo cammino che hai realizzato per la mia salvezza, un cammino d’amore profondo che si manifesta soprattutto nella Tua passione e morte.
Non vuoi indicarmi questo cammino per spaventarmi ma per farmi comprendere qual è stato il prezzo del Tuo amore: la donazione totale di Te stesso, per la nostra redenzione. In questo speciale anno giubilare vuoi farmi sperimentare più intensamente la Tua misericordia affinché la accetti con tanta gratitudine.
Desidero rientrare in me stesso, guardare le mie croci con il Tuo sguardo. Ogni croce, per Te, è stata condivisione della mia e prova d’amore supremo. Gesù, desidero dimostrarti il mio povero amore guardando le mie croci con benevolenza e dicendo: “ Gesù tu le hai vissute prima di me e ne hai fatto strumento di salvezza, aiutami ad accettarle con serenità e a saperle offrire unendole a quelle di fratelli, ma in modo speciale alle Tue per renderle sante.

ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù, sono qui davanti all’Eucaristia. Qui rinnovi il Tuo sacrificio e, continuamente, in modo speciale nella quaresima lo presenti al Padre.
Sono qui davanti Te, con le mani alzate per portarti tutta la sofferenza del mondo. Quanta sofferenza! E’ incalcolabile! Tu guardi ciascuno di noi con sguardo di misericordia e ci chiedi di guardare a Te, crocifisso, soprattutto nei momenti di dolore per attingere dalle tue piaghe la forza di accoglierle.
Tu desideri che comprendiamo che noi non siamo mai soli anche se, talvolta, il dolore, il buio , la fatica ci fanno sentire il peso della solitudine. Tua l’hai promesso: “Sarò sempre con voi” è questa la nostra certezza: non siamo soli, Tu hai già preso su di Te tutto il dolore del mondo, comprendi la nostra debolezza e, nella via del calvario, nelle Tue cadute, aspetti che anche noi ci rialziamo.
Signore in questo tempo favorevole ricco di misericordia e perdono aiutaci ad attingere sempre più forza dalle Tue piaghe a portare con Te le nostre croci.

LEGGO LA PAROLA DI DIO Gv. 8,1-11

1 Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. 2 Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. 3 Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, 4 gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5 Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». 6 Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. 7 E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8 E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9 Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10 Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

RICOSTRUISCO LA SCENA
La scena narrata da Giovanni evidenzia un nuovo tentativo dei farisei di tendere un tranello a Gesù. Desiderano dimostrare che Gesù è contro la legge di Mosè che prevedeva, per l’adulterio, la lapidazione.
La legge non prevede il perdono. Gesù il Figlio di Dio porterà questo perdono e ci rifarà nuovi con la Sua grazia. Gesù porta la novità assoluta. Nel buio del peccato, Gesù riversa un fiume di misericordia che tutto risana e purifica.
Gesù, però, c’invita anche a guardare a noi stessi e non giudicare: “Chi di voi è senza peccato…”Come posiamo giudicare gli altri per la pagliuzza quando nel nostro occhio c’è la trave? Questo è un invito per ciascuno di noi; chi può giudicare il fratello? Non giudichiamo ma non sottovalutiamo il peccato: “Va e non peccare più”.
Siamo tutti peccatori. Il Signore non si spaventa davanti al peccato, qualunque esso sia lo cancella, con la Sua grande misericordia, ma ci chiede di guardare in faccia il nostro peccato, così come è, e deciderci di cambiare vita.

MEDITO LA SCENA

“Neppure io ti condanno “ Gesù, questa frase ci fa penetrare nel profondo del Tuo cuore. Tu non giudichi nessuno, ma perdoni sempre. Per questo sei stato giudicato e condannato.
Tu che sei amico dei peccatori, nella Tua grande bontà, superi la legge . La tua giustizia è basata su un grande amore. Il perdono in Te raggiunge la sua massima espressione .
Noi, spesso pensiamo che tu ci perdoni perché ci siamo pentiti; in realtà noi possiamo pentirci perché Tu, Signore ci perdoni sempre e comunque. Tu senti il dolore per i nostri peccati e sei stato condannato per giustificare i peccatori, Il tuo perdono, Gesù ti è costata la vita. Tu, l’innocente sei stato ucciso per salvare dalla morte il colpevole. Tu non ci hai giudicato, ma amato e così, davanti al peccato altrui Signore, vuoi che esamini me stesso.
Come posso giudicare il fratello e non vedere prima il mio peccato? Sempre mi hai perdonato con sovrabbondanza anche prima che tornassi a te. Gesù desidero ripeterti “Rimetti i miei debiti come desidero rimetterli ai miei debitori”.

AMO CONTEMPLO ADORO

Signore la vicenda di questa donna deve essere l’immagine del percorso del peccatore riconciliato. In questo tempo quaresimale la Chiesa continua a ripetere in Tuo Nome: “Lasciatevi riconciliare con Dio”. Mi prostro davanti a Te, Signore Gesù, per riconoscere i miei peccati, le mie inadempienze, i miei peccati di omissione, la mia mediocrità.
Tu mi chiami a vita nuova, desideri ricrearmi in modo speciale attraverso il sacramento della riconciliazione. Con questo grande sacramento, Tu lavi le mie colpe. Signore Tu mi ricrei a Tua immagine mi restituisci i la dignità di Figlio di Dio e santifichi la mia vita. Il Tuo sangue scende su di me e rinnova la mia vita.
Anch’io, assieme ai miei fratelli, desidero chiedere il Tuo perdono. Questo mi renderà fedele al comandamento nuovo, mi farà passare a una vita nuova rendendomi testimone di speranza, forte del Tuo aiuto.
Dammi Signore la perseveranza per continuare questo cammino quaresimale, dammi la forza di ripartire ogni giorno e di non scoraggiarmi per le mie cadute. Ogni caduta è segno della mia povertà, ma anche del Tuo grande amore che si china su di me per rialzarmi e dirmi : “coraggio, non temere io sono con te, al tuo fianco, ti sostengo e ti faccio risorgere”.

Comunione spirituale – Conclusione
Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.
Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.

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VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA
Riscoprire, accogliere e testimoniare la misericordia del Padre.

– Siamo interpellati a riscoprire la misericordia del Padre, il nuovo volto di Dio. La concezione di Dio è ben diversa da quella ereditata dal passato: un Dio che non comanda, non giudica, non castiga, non si offende per i nostri peccati e che è soltanto capace di amare. È questa la sua caratteristica essenziale, la grande rivelazione da trasmettere all’umanità. Dio è amore, ci dice Giovanni (cfr. 1 Giovanni, 4,8.16).
Un amore di cui Gesù è il grande rivelatore, con le sue parole e soprattutto con il suo comportamento: con l’incarnazione, la vicinanza ai poveri e ai bisognosi, l’accoglienza dei peccatori, la misericordia e il perdono. La misericordia di Dio ci raggiunge attraverso Gesù, volto misericordioso del Padre.

– Siamo invitati a celebrare e a sperimentare la misericordia di Dio nel sacramento della Riconciliazione “perché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia” (MV, 17). Questo incontro di grazia ci conduce a riconoscere i nostri peccati, ma anche a confessare la bontà smisurata di Dio.

– Siamo chiamati anche a risvegliare la nostra coscienza assopita sulle povertà del mondo e praticare le opere di misericordia corporale e spirituale. Già tante persone in mezzo a noi sono quotidianamente impegnate a vivere nel servizio dei poveri e dei disagiati.
Esse costituiscono un lievito buono per la nostra conversione.
L’amore misericordioso di Dio ci spinge a convertirci continuamente a stili di vita evangelici, a scelte personali e familiari coraggiose, a impegni comunitari profetici. Sono importanti i “segni” concreti della testimonianza cristiana, ad esempio nei confronti degli ultimi in mezzo a noi e degli stranieri, per essere credibili nei nostri appelli e nelle nostre proposte alla società politica, alle istituzioni, ai partiti.

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APPUNTAMENTI

AVVISI

giovedì Santo:

Ore 21,00: Vespri
21,30: S. Messa
Segue Adorazione silenziosa
fino a mezzanotte.

ORE 24,00 – 03,00:
Adorazione comunitaria

Ore 03,30 – 06,00
Adorazione Silenziosa
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I NOSTRI DEFUNTI

Per tutti i defunti del MES

VENERDÌ’ 11 Marzo
MESSA PER IL MES
(Ore 18,00)

Assicuriamo le nostre preghiere, e su tutti invochiamo la benedizione e la pace del Signore.
La Santa Messa per i nostri defunti e per tutto il M.E.S. si celebra ogni 2° Venerdì del Mese.

Febbraio 3, 2016

La Presentazione di Gesù al Tempio

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MES FEBBRAIO 2016

 MESSAGGIO  GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2016 Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5)

 Poiché tale Giornata sarà celebrata in modo solenne in Terra Santa, quest’anno propongo di meditare il racconto evangelico delle nozze di Cana (Gv2,1-11), dove Gesù fece il suo primo miracolo per l’intervento di sua Madre. Il tema prescelto – Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5) si inscrive molto bene anche all’interno del Giubileo straordinario della Misericordia. La Celebrazione eucaristica centrale della Giornata avrà luogo l’11 febbraio 2016, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, proprio a Nazareth, dove «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). A Nazareth Gesù ha dato inizio alla sua missione salvifica, ascrivendo a sé le parole del profeta Isaia, come ci riferisce l’evangelista Luca: «Lo spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (4,18-19).

La malattia, soprattutto quella grave, mette sempre in crisi l’esistenza umana e porta con sé interrogativi che scavano in profondità. Il primo momento può essere a volte di ribellione: perché è capitato proprio a me? Ci si potrebbe sentire disperati, pensare che tutto è perduto, che ormai niente ha più senso…

In queste situazioni, la fede in Dio è, da una parte, messa alla prova, ma nello stesso tempo rivela tutta la sua potenzialità positiva. Non perché la fede faccia sparire la malattia, il dolore, o le domande che ne derivano; ma perché offre una chiave con cui possiamo scoprire il senso più profondo di ciò che stiamo vivendo; una chiave che ci aiuta a vedere come la malattia può essere la via per arrivare ad una più stretta vicinanza con Gesù, che cammina al nostro fianco, caricato della Croce. E questa chiave ce la consegna la Madre, Maria, esperta di questa via.

Nelle nozze di Cana, Maria è la donna premurosa che si accorge di un problema molto importante per gli sposi: è finito il vino, simbolo della gioia della festa. Maria scopre la difficoltà, in un certo senso la fa sua e, con discrezione, agisce prontamente. Non rimane a guardare, e tanto meno si attarda ad esprimere giudizi, ma si rivolge a Gesù e gli presenta il problema così come è: «Non hanno vino» (Gv 2,3). E quando Gesù le fa presente che non è ancora il momento per Lui di rivelarsi (cfr v. 4), dice ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (v. 5). Allora Gesù compie il miracolo, trasformando una grande quantità di acqua in vino, un vino che appare subito il migliore di tutta la festa. Quale insegnamento possiamo ricavare dal mistero delle nozze di Cana per la Giornata Mondiale del Malato?

 

IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù,
io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria,
madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico,
le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno:
in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini,
nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.

Intenzioni del Mese Febbraio

  • Generale “Perché abbiamo cura del creato, ricevuto come dono gratuito, da coltivare e proteggere per le generazioni future ”.
  • Per l’Evangelizzazione “Perché crescano le opportunità di dialogo e di discernimento tra la fede cristiana e i popoli dell’Asia”

 

MI PREPARO ALLA PREGHIERA

Signore Gesù, oggi , in  questo  incontro con Te, desidero contemplare la Tua presentazione al Tempio. In questa meditazione desidero meditare anche  sul mio battesimo che mi ha reso figlio di Dio e  su tutti  i doni che il Padre mi ha concesso per la Tua passione, morte e risurrezione.. Desidero creare un po’ di silenzio nel mio cuore affinché la Tua Parola possa risuonare e realizzare  ciò che annuncia. Tu vuoi operar e in me cose grandi e disideri un cuore attento e docile. Voglio ascoltare la Tua Parola allontanando da me le preoccupazioni, i timori che mi turbano. Signore Gesù, desidero che la mia vita sia tutta orientata verso di Te per poter godere eternamente della Tua visione gloriosa; insegnami a leggere nella mia vita il Tuo progetto d’amore che passa anche attraverso la croce, la solitudine. So che Tu desideri purificarmi e santificarmi per poterti raggiungere alla fine della vita, più speditamente, il paradiso.  Per questo, con tanto amore, mi preparo al mio incontro con Te.

 

LA MIA ORA CON GESÙ’

MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù, mi prostro davanti Te, esposto nell’Eucaristia. Anche oggi mi aspetti per rinnovare la mia vita. Mentre ti guardo con gli  occhi della fede continuo a ripeterti: “Gesù credo che tu se quii realmente presente in Corpo Sangue, anima e divinità”. Ti porto tutti i fratelli del mondo per elevarti un inno di lode, ringraziamento adorazione e richiesta di perdono per tuto il peccato del mondo. Davanti a Te sento la serenità invader e il mio cuore e mentre Ti contemplo anche la mia fede, spesso vacillante, ritrova vigore, perché ho la certezza che mi aspetti, mi prendi per mano e mi conduci verso il paradiso.

Signore desidero preparare la amia veste nuziale, quella che Tu mi hai consegnato nel battesimo, per entrare  nel Tuo regno con la preghiera, le mie croci e la carità verso i fratelli. Accresci in me la speranza d’incontrarti e il desiderio di prepararmi al nostro “grande incontro” come Tu desideri.

LEGGO LA PAROLA DI DIO

Lc. 2,22-32  2,36-38         22 Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23 come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; 26 lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27 Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28 lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29 «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30 perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31 preparata da te davanti a tutti i popoli,
32 luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».

36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

RICOSTRUISCO LA SCENA

In questo brano Luca ci  mostra Gesù che viene portato a l tempio, al suo popolo. I sacerdoti conoscevano le scritture, ma non riconoscono in quel Bambino il Messia annunciato. Solo due anziani lo riconoscono: Simeone ,uomo giusto e pio, che ascoltava con cuore umile e semplice la parola di Dio, aspettando con fede  ciò che lo Spirito gli suggeriva: la visione del Messia.  Per la sua umiltà e docilità, Simeone riconosce subito Gesù . Anna, profetessa vedova e sola, da cinquant’anni non si allontanava dal tempio senza dubitare  che Dio avrebbe mandato il Messia e che lei lo avrebbe incontrato. Il Signore consola il suo dolore e,  dopo tanta preghiera e speranza che Dio avrebbe esaudito la sua preghiera riconosce subito Gesù. Il Signore premia la loro pazienza, esaudisce il loro desiderio  di pace, Il desiderio di Dio. Hanno lasciato tutto per stare nel tempio, con l’unica speranza di poter incontrare Gesù e, dopo averlo visto, possono morire gioiosi e sereni.

 

MEDITO LA SCENA

Signore Gesù,  Tu nel tempio ti manifesti a tutti i popoli. Entri nella casa del Padre Tuo, in silenzio ,assieme ai poveri per offrirti totalmente al Padre .Maria e Giuseppe ti hanno  offerto al Padre. Il Tuo sacrificio sarà l’offerta di tutta la Tua vita fino alla Tua morte. Tu hai offerto la Tua vita per ciascuno di noi. Nessuno di quelli che erano importanti nel tempio ti ha riconosciuto; solo due anziani che vegliavano in attesa di poterti incontrare.  Nella costante preghiera avevano capito che il Messia sarebbe stato povero, sofferente segno di contraddizione. Signore Gesù è nella preghiera che possiamo cogliere il Tuo mistero. Nel l’attesa paziente e vigilante. In questo modo Tu ci fai sentire la Tua presenza. Cogliendo la Tua presenza possiamo già pregustare la gioia che ci attende e desiderare di prepararci all’incontro con Te vivendo il resto della nostra vita per essere pronti . La vita è faticosa, difficile ma anche bella perché la Tua grazia  colma le croci e ciò che ci attende ci fa sperimentare la gioia. Signore aiutami a preparare l’abito nuziale per andare incontro gioiosamente a te  quando verrai a prendermi.

 

CONTEMPLO AMO ADORO

Caro Gesù, ti ringrazio per questo mistero. Tu sei Via Verità e Vita e anche oggi desideri mostrarmi la via per arrivare a Te. Devo accoglierti e ringraziarti per avermi scelto fin dall’eternità, amato, portato nella Tua casa e fatto cristiano. Anch’io sono stato portato in Chiesa per esser a Te consacrato, offerto a Te. Tu mi hai fatto rinascere a vita nuova, mi hai reso figlio di Dio ,erede di tuti i beni del cielo. Hai acceso in me la luce della fede della speranza e della carità, affinché potessi anch’io portare un po’ della Tua luce ai fratelli. Mi hai affidato il tuo regno da costruire e custodire.  Signore quale grande amore hai avuto per me!!So, che tante volte, mi sono allontanato da te, non ho compreso la grande dignità alla quale mi hai elevato e non  ho sempre vissuto come Tuo figlio; consacrato a Te per la Tua gloria e per il bene di fratelli.  Talvolta ho avuto paura di seguirti perché, seguendo Te, dovevo accettare con amore anche il dolore e questo non sempre è facile. Signore,  oggi desidero rinnovare davanti Te le mie promesse battesimali. Mentre mi avvicino  sempre più alla meta finale desidero chiederti questo dono , soprattutto in questo speciale anno della misericordia:” Dammi una fede profonda che mi permetta di abbandonarmi totalmente nelle Tue mani accettando con gioia e sempre la Tua volontà; Aiutami ,con Maria Giuseppe e i santi Simeone e Anna a prepararmi all’incontro con Te senza paura ne resistenze. Signore che possa dirti anch’io : “ Signore ho conservato la fede , ora  lascia che il Tuo servo vada in pace e possa contemplarti e godere per sempre  della Tua gloria.

 

Il LOGO DEL GIUBILEO

Come evidenziato sul sito ufficiale del Giubileo, il logo si presenta come una piccola summa teologica del tema della misericordia. Recuperando un’immagine cara alla Chiesa antica, mostra il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito. Indica così l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il disegno è realizzato in modo da fare emergere come il Buon Pastore riesca a cambiare la vita dell’uomo.

Osservando i particolari si può notare come l’occhio di Gesù si fonde con quello dell’uomo: Cristo vede con lo sguardo di Adamo e viceversa. ”Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel suo sguardo l’amore del Padre”, si legge. La scena è collocata all’interno di una forma a mandorla. Questa figura cara all’iconografia antica e medioevale richiama la compresenza delle due nature – quella divina e quella umana – in Cristo. Infine, i tre ovali concentrici di colore progressivamente più chiaro verso l’esterno suggeriscono il movimento di Cristo che porta l’uomo fuori dalla notte del peccato e della morte. La profondità del colore più scuro suggerisce anche l’imperscrutabilità dell’amore del Padre che tutto perdona. Ogni scelta cromatica è pensata secondo i codici fissati mille anni fa dagli artisti di ispirazione cristiana: rosso è il colore del sangue, della vita e di Dio; blu è il colore dell’uomo – unica creatura che sa guardare il cielo – il bianco è lo Spirito santo, il verde racconta il Creato e il nero la notte, la morte.

 

APPUNTAMENTI

26° Anniversario

dell’Adorazione Eucaristica Cittadina

 VENERDì 19 fEBBRAIO

Ore 18,00

Santa Messa di Ringraziamento

 Segue rinfresco per tutti

 

Gennaio 12, 2016

I Pastori si prostrarono e adorarono Geasù

Filed under: Foglio Mes 2016 — Tag:, , , — admin @ 12:28 am
 LA MALATTIA: PERCHÉ?

Ricordo quando, dall’alto della mia salute, mi chinavo su chi era malato e, con un bonario cipiglio, gli dicevo:

«Coraggio! Tieni duro!».

In risposta ricevevo un doloroso sorriso e, a volte, uno sguardo in cui per un attimo mi sembrava di intravedere un lampo di rancore. Ne ero ogni volta colpita, e il fugace senso di colpa che provavo mi sembrava fuori luogo, perché davvero avrei voluto aiutarlo; davvero, se avessi posseduto una bacchetta magica, gli avrei ridato la salute perduta. In fondo qual era la mia colpa, se non quella di star bene?

Ora, dall’abisso della mia condizione, capisco quel rancore: «Su su, coraggio!», mi dice chi è sano. «Non lamentarti troppo, non metterla giù dura. Disturbi!».

Come vorrei, ora che sono servita, servire gli altri!

Quanta comprensione avrei, ora, per chi soffre! Sarei disposta a tutto: ad ascoltare il loro lamento, a stringerli a me nel momento della sofferenza, incurante del loro sudore, incurante del-l’odore della loro paura.

Asciugherei la loro fronte, li cambierei come bambini, mi occuperei dei loro umori, dei loro rifiuti, di tutto, di tutto… e sarei felice e onorata di farlo! Ora, ora che sono qui e altri lo fanno per me…

E’ dura da mandare giù, ma devo smetterla di sbuffare e di irrigidirmi e di puntare i piedi: è l’ora di capire che non comando più io…

Quando sarò uscita dalla malattia, saprò almeno una cosa che prima non sapevo: le cose possono fare a meno di me; gli altri, senza di me, sopravvivono. Credevo sarebbe stato duro accettare questo. La malattia mi ha insegnato che è un sollievo.

Tu che puoi vedere fuori da qui, guarda la gente che incontri. Guardala negli occhi, in profondità, così che io possa vederla attraverso i tuoi.

Tu che puoi fare, fa’. Aggiusta, compensa, sistema, affronta, risolvi. Ti affido la mia parte.

Ma una cosa non farla, ti prego. Non lamentarti. Mai.

Che nessuno mi dica più: «Devi…». Devi reagire.

Devi pensare in positivo.

Devi accettare.

Devi smetterla di lamentarti.

Devi avere pazienza.

Devi sopportare.

Chi me lo dice è forse malato? Lo so io ciò che devo.

Devo ridare il saluto a quelli ai quali l’ho tolto.

Devo riconoscere il male che ho fatto agli altri.

Devo liberare ciò che ho nascosto in me. Devo restituire ciò che ho tolto.

Devo perdonare me stessa per i miei errori.

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IN UNIONE CON

L’APOSTOLATO DELLA

PREGHIERA


 

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di Gennaio

– Generale: “Perché il dialogo sincero fra uomini e donne di religioni differenti porti frutti di pace e di giustizia ”.

  • Per l’Evangelizzazione: “Perché mediante il dialogo e la carità fraterna, con la grazia dello Spirito Santo si superino le divisioni tra i cristiani”.

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LA MIA ORA CON GESÙ’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA

Signore Gesù, abbiamo aspettato tanto la Tua venuta. Ti abbiamo invocato tanto: “Vieni Signore Gesù”. E tu hai ascoltato il nostro grido. Quest’anno è stato tanto faticoso per la nostra umanità; solo Tu puoi portare pace, serenità, gioia. Adesso siamo qui ad accoglierti con la Tua gioia. Gesù anch’io desidero accoglierti e cerco di creare un clima di silenzio. L’angelo dice anche a me: “Pace in terra a Te che hai buona volontà, che hai cercato Gesù e che lo hai atteso con trepidazione. Signore seguo la stella che mi guida a Te, la stella della tua Parola, che mi guida nella via della luce, della gioia con continui inviti: “Coraggio non temere il Tuo Dio viene a salvarti” Signore Gesù con gli angeli desidero cantarti inni di lode di ringraziamento, di gioia e voglio avvicinarmi con stupore alla Tua culla, per lasciarmi accarezzare da te cantando e invitando tutti a venire ad adorarti.

MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù mi prostro davanti a Te nell’Eucaristia dove ti vedo con gli occhi della fede piccolo Bambino. Ti immagino, come ti hanno visto alcuni santi uscire dall’Eucaristia e giocare sull’altare con gli angeli. Nell’Eucaristia realizzi tutto il Tuo mistero d’amore : incarnazione, passione, morte e risurrezione. Signore desidero portare qui davanti a Te tutta l’umanità per amarti adorarti consolarti. Signore, ti chiedo di darmi un cuore di bambino per penetrare nel Tuo cuore e comprendere quanto mi hai amato. Signore Gesù desidero mettere qui anche le mie sofferenze dalle quali Tu vuoi fare sgorgare la gioia. In questo tempo di grazia vuoi riversare con sovrabbondanza la Tua misericordia su di noi e, per questo, desideri che tutti veniamo a Te pieni di gioia e gratitudine. Il tuo mostrarti come un bambino scioglie il nostro cuore e ci rende più docili ad accoglierti e farti entrare nella nostra vita per cambiarci. Gesù con questi atteggiamenti porto ogni uomo. Fa’ che accolga la Tua tenerezza e la Tua misericordia

LEGGO LA PAROLA DI DIO Lc. 2,15-20

15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

RICOSTRUISCO LA SCENA

I primi che possono contemplare Gesù Bambino sono i pastori. Come al pastore Abramo, al pastore Davide Dio affida un popolo, così i pastori sono chiamati per primi ad adorare quel Bambino e annunciare che Lui sarà la vera salvezza del popolo. Sono i primi ad essere scelti. Loro gli ultimi, gli emarginati sono capaci di accogliere Gesù. L a misericordia di Dio si manifesta nella sua totalità ad un piccolo gruppo di pastori che non solo sono testimoni della nascita di Gesù, ma sono anche i primi credenti e annunciatori. Hanno compreso che Dio li ha privilegiati e li aspetta. Lori i poveri hanno portato doni a Gesù, mentre nell’albergo non c’era posto per una giovane donna che sta per dare alla luce il suo figlio e che “Figlio” Con i loro poveri doni, latte lana , soprattutto amore ,rallegrano anche il cuor di Maria che vede il suo Figlio, il Figlio di Dio, adorato dagli uomini. I poveri, gli ultimi con poche cose soccorrono ma quale ricompensa ricevono! Possono toccare, tenere fra le braccia e adorare quel Bambino che porterà la salvezza a tutti gli uomini Quale esplosione di gioia! Non possono fare altro che tornare indietro cantando e gioendo per ciò che hanno visto e contemplato. Non si sentono più emarginati perché Dio è dalla loro parte e li ha scelti per una grande missione.

MEDITO LA SCENA

Signore, anch’io vengo ai tuoi piedi chiedendoti la semplicità dei pastori, la loro fede. Sono disorientati all’annuncio dell’angelo. Come può un messaggero del cielo rivolgersi a loro che erano esclusi dalle cerimonie religiose? Come può invitarli a contemplare un mistero tanto grande? E’ possibile che Dio l’Onnipotente possa abbassarsi a tanto? Come il Salvatore può nascere in una grotta ed essere deposto in una mangiatoia? Non comprendono ma, incuranti dl freddo e del cammino da fare si fidano e vanno.

Non comprendono, ma credono a quelle voci angeliche, vanno, cercano e trovano una grotta e un piccolo Bambino avvolto in fasce, silenzioso: Gesù. Adorano con gioia e meraviglia, Anch’io Signore ti cerco e, spesso, aspettando segni grandiosi, faccio fatica a trovarti. Tu mi mostri i segni della Tua presenza nella vita quotidiana: fatica solitudine, dolore ma anche piccole gioie che nascono dall’ascolto della Tua parola che da pace e da tante persone buone che tu metti sul mio cammino. Con la Tua semplicità m’inviti continuamente a

riportare alla luce quel bambino che c’è dentro di me che si fida di suo Padre del suo Salvatore Gesù

Gesù Tu desideri incontrarmi ogni giorno proprio con gesti semplici ,umili, perché posa scaldarti con il mio amore e lasciare che Tu possa riposare nel mio cuore e io nel Tuo.

AMO CONTEMPLO ADORO

Signore Gesù, come i pastori, mi sento tanto povero , ma proprio perché sono povero Tu mi chiami a contemplarti e in questo anno speciale a fare esperienza profonda della tua misericordia: Davanti a te così piccolo, bisognoso di tutto che mi guardi invitandomi ad inchinarti verso di Te come non commuovermi e lasciarmi inondare di tenerezza? Gesù sono qui ma non sono solo; ti porto tutti i fratelli poveri , bisognosi, che mi chiedono di accoglierli nel mio cuore e immergerli nel Tuo

Signore ti chiedo di essere Tu la stella che guida il cammino della mia vita. Tu, Signore, desideri che annunci la Tua gioia la Tua pace testimoniando con la mia vita fragile, precaria che posso accettare tutto dalle Tue mani perché Tu operi nella mia vita solo progetti di bene ,di gloria. Signore Ti ringrazio perché Tu non ti stanchi di noi ma vieni continuamente a ripeterci: “ Io vengo a fare cose nuove, e grandi non ve ne accorgete”?

Gesù caro, quest’anno le Tue grazie saranno più abbondanti ; aiutami a disporre il mio cuore ad accoglierle con semplicità umiltà, gratitudine. Fa’ che canti sempre in eterno la Tua misericordia con tutti i santi e le schiere angeliche

E’ gioia sulla terra perché nel buio della notte è arrivata la luce E’ finita la notte dell’egoismo; Dio viene per donarsi a tutti. E’ finita la notte della paura Dio viene per star con noi. E’ finita la notte dell’odio: Dio viene per seminare la pace. E’ finita la notte della solitudine: Dio viene per riunirci tutti attorno al fuoco del suo amore. Non abbiate paura la notte è finta. E’ Natale :nel mezzo della notte è nato Cristo Gesù, il Messia.”

Comunione spirituale – Conclusione

Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.

Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria secondo le intenzioni del Papa.

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VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA

IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA


L’amore «viscerale» di Dio

«Come desidero – scrive il Papa – che gli anni a venire siano intrisi di misericordia per andare incontro a ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio!».

La misericordia di Dio «non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio.

È veramente il caso di dire che è un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono».

Il Papa ricorda quindi quanto Gesù abbia compiuto gesti e segni «soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia».

E la misericordia, secondo quanto insegnato da Gesù, «diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli.

Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia. Il perdono delle offese diventa l’espressione più evidente dell’amore misericordioso e per noi cristiani è un imperativo da cui non possiamo prescindere».

APOSTOLI DI GESU’ EUCARISTIA

11 Gennaio 2016 – RIUNIONE

Ore 16,00 – Via Vidal

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I NOSTRI DEFUNTI

Per tutti i defunti del MES

VENERDÌ’ 8 Gennaio MESSA PER IL MES

(Ore 18,00)

Assicuriamo le nostre preghiere, e su tutti invochiamo la benedizione e la pace del Signore.

La Santa Messa per i nostri defunti e per tutto il M.E.S. si celebra ogni 2° Venerdì del Mese.

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