ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Gennaio 7, 2016

Il volto della Misericordia

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CELLULA GENNAIO 2016       IL VOLTO DELLA MISERICORDIA

  • CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù Eucaristia, aiutaci a riconoscere il tenero amore del Padre celeste. Nella sollecitudine di cui hai circondato i tuoi discepoli e nella misericordiosa benevolenza che hai mostrato ai peccatori, facci ritrovare l’eco e la sollecitudine e della misericordia del Padre.                                (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, tu che sei amore, l’Amore unico e ideale, vieni a trasformare in amore la nostra vita. Donaci di amare alla maniera del Padre,e ad esempio di Cristo, che ha testimoniato all’umanità una bontà mirabile offrendo per essa il sacrificio della vita. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

1 – Il volto della misericordia

Signore Gesù Cristo,
tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede te vede Lui.
Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro;
l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento,
e assicurò il Paradiso al ladrone pentito.
Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio!
Adorazione silenziosa

2 – Gesù , il volto visibile del Padre.

Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia:
fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria.
Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli che sono nel l’ignoranza
e nell’errore; fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio.
Adorazione silenziosa

3 – Lo Spirito Santo, guida e aiuto ala contemplazione del volto della misericordia Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore
e la sua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio, proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista.
Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia a teche vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO

2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESU’

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PENSIERO SPIRITUALE

IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

L’amore «viscerale» di Dio
«Come desidero – scrive il Papa – che gli anni a venire siano intrisi di misericordia per andare incontro a ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio!».

La misericordia di Dio «non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio.

È veramente il caso di dire che è un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono».

Il Papa ricorda quindi quanto Gesù abbia compiuto gesti e segni «soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia».

E la misericordia, secondo quanto insegnato da Gesù, «diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli.

Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia. Il perdono delle offese diventa l’espressione più evidente dell’amore misericordioso e per noi cristiani è un imperativo da cui non possiamo prescindere».

 

          AUGURI DI BUON ANNO!

Dicembre 19, 2015

Cellula Dicembre 2015

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Cellula Dicembre 2015 Gesù l’unico tesoro! Vieni, Signore Gesù

CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù Eucaristia, poiché siamo tentati di non credere al tuo amore, dacci degli occhi nuovi per vedere ciò che sembrava incredibile, per riconoscere l’immensità infinita della tua bontà.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, poiché l’amore di Dio sorpassa ogni conoscenza, degnati di elevare la nostra intelligenza troppo debole, all’altezza divina del tuo cuore. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

 

1 -L’«unico tesoro» della Chiesa è Cristo.

E il Papa Invita a ripetere «Vieni Signore Gesù!».                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Daniele (1, 1-6.8-20) e Luca (21, 1-4) «ci parlano di persone bisognose: lo straniero e la vedova». E «il terzo bisognoso è l’orfano».                                                                                                                                                                                      «Gli stranieri erano quei giovani lontani dalla loro terra e avevano deciso di rimanere in fedeltà alla legge del Signore». La vedova «è la donna sola che non ha il marito che la custodisca; la donna che deve arrangiarsi come può, che vive della carità pubblica».                         Adorazione silenziosa

2 – Una Chiesa che piange e lotta per i suoi figli

«la vedova del Vangelo era una vedova che aveva la sua speranza soltanto nel Signore». E «quando Gesù ha visto questa che aveva gettato soltanto due monetine dice: “Questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Ella, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere”, e non il superfluo, come altri».

«A me piace vedere nelle vedove del Vangelo l’immagine della “vedovanza” della Chiesa che aspetta il ritorno di Gesù», il suo unico tesoro ». E «la Chiesa, quando è fedele, lascia tutto in attesa del suo Signore. Invece quando non è fedele, cerca di arrangiarsi anche con altre sicurezze, più dal mondo che da Dio». «Le vedove del Vangelo ci dicono un bel messaggio di Gesù sulla Chiesa», come la vedova di Nain che piangeva, era sola». È «la Chiesa vedova che piange quando i suoi figli muoiono alla vita di Gesù». C’è, poi, quell’altra donna dal giudice iniquo dicendo “fammi giustizia!”». E «alla fine» quel giudice «fa giustizia». Ed «è la Chiesa vedova che prega, intercede per i suoi figli».

Ma «il cuore della Chiesa è sempre col suo Sposo, con Gesù. È lassù. Anche la nostra anima assomiglia alla Chiesa». E «quando la nostra anima, la nostra vita, è più vicina a Gesù, si allontana da tante cose mondane, cose che allontano da Gesù». Così «è la nostra Chiesa che cerca il suo Sposo, aspetta il suo Sposo, aspetta quell’incontro, che piange per i suoi figli, lotta per i suoi figli, dà tutto quello che ha perché il suo interesse è soltanto il suo Sposo».

                                                     Adorazione silenziosa

3 – Chiesa fedele e Chiesa mediocre

«La “vedovanza” della Chiesa si riferisce al fatto che la Chiesa sta aspettando Gesù, questa è una realtà: può essere una Chiesa fedele a questa attesa, attendendo con fiducia il ritorno del marito, o una Chiesa non fedele a questa “vedovanza”, ricercando sicurezza in altre realtà… la Chiesa tiepida, la Chiesa mediocre, la Chiesa mondana». E «pensiamo altresì alle nostre anime: le nostre anime cercano sicurezza soltanto nel Signore o cercano altre sicurezze che non piacciano al Signore?». Così, «in questi ultimi giorni, ci farà bene ripetere quell’ultimo versetto della Bibbia: “Vieni Signore Gesù!”».

(Papa Francesco, 23 novembre 2015)      Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO

2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESU’

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PENSIERO SPIRITUALE

ADORAZIONE EUCARISTICA CITTADINA

Siamo nell’anno della misericordia, anno di perdono dato e ricevuto, ma anche anno di maggiore comunione fra i varia gruppi nella Chiesa.

In quest’anno vorremmo creare dei momenti di preghiera comunitaria (S: Messa e Adorazione) nelle chiese dove si fa costantemente adorazione. Il vescovo ci ha incoraggiato e consigliato il tema di preghiera: le parabole della misericordia. Gli incontri saranno mensili nelle seguenti e chiese e nelle seuenti date.

Lunedi 3 gennaio ore 19-21 Chiesa adorazione cittadina inviai Vidal

Lunedi 8 febbraio ore 19 21 Chiesa Santi Pietro e Paolo

Lunedi 1 marzo ore 19-21 Chiesa S, Antonio Abate

Lunedi 4 Aprile ore 19-21 Chiesa di Cristo Re

Lunedi 2 Maggio ore 19-21 Suore Sacramentine Chiesa di S. Cesello

Lunedì 6 Giugno ore 19- 21 Ciesa Madonna della Medaglia Miracolosa.

Invitiamo a partecipare a questa preghiera in primo luogo tutti quanti vivono più intensamente l’adorazione ma tutti i fedeli sono invitati a lodare, ringraziare adorare il Signore Gesù tutti insieme in questo anno di grande giubilo.

Gesù e Maria benedicano voi e le vostre famiglie

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Buon Natale!

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Preghiamo tutte le Cellule di tenere presente fin da ora il messaggio di cui sopra, per incominciare a prepararci per questi incontri..

Le chiese nelle quali faremo l’Adorazione sono già state fissate. Già fin d’ora nell’Adorazione chiediamo a Gesù un po’ di zelo e di gioia al pensiero di poterci incontrare tutti insieme attorno a Gesù Eucaristia.

Invochiamo la Benedizione del Signore e della Madre Celeste su questa iniziativa che può portare tanta grazia.

Cellula Novembre 2015

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Cellula Novembre 2015 Dio esce a cercarci e ci ama senza misura

   CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù Eucaristia, poiché siamo tentati di non credere al tuo amore, dacci degli occhi nuovi per vedere ciò che sembrava incredibile, per riconoscere l’immensità infinita della tua bontà.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, poiché l’amore di Dio sorpassa ogni conoscenza, degnati di elevare la nostra intelligenza troppo debole, all’altezza divina del tuo cuore. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

1 – Dio non sta fermo, esce a cercarci e ci ama senza misura

Dio dona sempre con larghezza la sua grazia agli uomini: capire l’abbondanza dell’amore divino è sempre frutto di una grazia. Abbondante. L’amore di Dio per l’uomo è così. Di una generosità che all’uomo invece sfugge. La salvezza portata da Gesù, che supera la caduta di Adamo, è una dimostrazione di questo darsi con abbondanza. E la salvezza “è l’amicizia tra noi e Lui”. “Come dà Dio, in questo caso l’amicizia, la nostra salvezza? Dà come dice che darà a noi quando facciamo un’opera buona: ci darà una misura buona, pigiata, colma, traboccante… Questo fa pensare all’abbondanza; e questa parola, ‘abbondanza’,  in questo brano viene ripetuta tre volte. Dio dà nell’abbondanza fino al punto di dire, Paolo: ‘Dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia’. Sovrabbonda, tutto. E questo è l’amore di Dio: senza misura. Tutto se stesso”.

Adorazione silenziosa

2 – Un Dio che esce
Senza misura come il padre della parabola evangelica, che tutti i giorni scruta l’orizzonte per vedere se suo figlio ha deciso di ritornare da lui. “Il cuore di Dio non è chiuso: è sempre aperto. E quando noi arriviamo, come quel figlio, ci abbraccia, ci bacia: un Dio che fa festa”. “Dio non è un Dio meschino: Lui non conosce la meschinità. Lui dà tutto. Dio non è un Dio fermo: Egli guarda, aspetta che noi ci convertiamo. Dio è un Dio che esce: esce a cercare, a cercare ognuno di noi. Ma questo è vero? Sì, ogni giorno Lui ci cerca, ci sta cercando. Come ha già fatto nella Parola della pecora smarrita o della moneta perduta: cerca. E’ sempre così”.

Adorazione silenziosa

3 – Abbraccio senza misura In cielo si fa “più festa” per un solo peccatore che si converte che per cento che rimangono giusti. E tuttavia non è facile, con i nostri criteri umani”, piccoli e limitati, “capire l’amore di Dio”. Lo si comprende per una “grazia”, come lo aveva compreso, quella suora 84.enne, conosciuta nella sua diocesi, che ancora girava costantemente per le corsie dell’ospedale a parlare con un sorriso dell’amore di Dio ai malati. Lei, conclude il Papa, ha avuto “il dono di capire questo mistero, questa sovrabbondanza” dell’amore di Dio, che ai più sfugge. “E’ vero, noi sempre abbiamo l’abitudine di misurare le situazioni, le cose, con le misure che noi abbiamo: e le nostre misure sono piccole. Per questo, ci farà bene chiedere allo Spirito Santo la grazia, pregare lo Spirito Santo, la grazia di avvicinarci almeno un po’ per capire questo amore e avere la voglia di essere abbracciati, baciati con quella misura senza limiti”.

(Papa Francesco) Adorazione silenziosa

  • II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.

Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)

LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO

– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

  • III– GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

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PENSIERO SPIRITUALE

INNCONTRO DELLA NOSTRA FAMIGLIA

Carissimi, stiamo iniziando un nuovo anno di adorazione: Abbiamo voluto celebrare questa Eucaristia insieme proprio come famiglia nella casa del Padre ai piedi di Gesù.

Ci siamo incontrati per sviluppare il senso di famiglia alla quale il Signore affida un grande compito.

Ricordiamo da chi essa è composta: Movimento Eucaristico della Sofferenza (MES) – Cellule EucaristicheAdorazione Eucaristica CittadinaConsacrati… ai quali il Vescovo (Mons. Alberti) diede il mandato di “promuovere l’Adorazione Eucaristica e di curare e animare la stessa nelle Chiesa a ciò destinate”.

Sono tanti i membri della nostra famiglia sparsi anche in diversi continenti.

Il papa insiste sulla necessità di evangelizzare .

Tutti siamo chiamati a farlo nei modi e nelle realtà nelle quali il Signore ci mette.

Un modo particolare è l’adorazione alla quale siamo stati chiamati.

Come evangelizzare? E’ necessario pregare per avere luce dallo Spirito Santo. In quest’anno Siamo tutti invitati a farlo in modo speciale.

Abbiamo pensato, con l’aiuto del Signore, di preparar un convegno nel quale poterci incontrare come Famiglia e poter fare delle verifiche su questi 25 anni di adorazione.

Scrutando i segni dei tempi e, attenti a quanto il Signore vorrà suggerirci, anche programmare nuovi percorsi, sostenuti dalla collaborazione e incoraggiati dalle esperienze di quanti vorranno offrirle.

Per organizzare il convegno abbiamo pensato di creare una commissione formata da 2 persone per ogni ramo della Famiglia, con il compito di preparare il convegno.

Il nostro desiderio è anche quello di creare, lungo l’anno, dei momenti di adorazione comunitaria insieme ad altre realtà che vivono l’adorazione nella nostra Città. Sarebbe un a bella testimonianza di unione e comunione tra i discepoli di Gesù.

Vi chiediamo di pregare con intensità e inviare suggerimenti che possano rendere più fruttuoso il convegno.

Gesù e Maria benedicano voi e le vostre famiglie

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Preghiamo tutte le Cellule di tenere presente fin da ora il messaggio di cui sopra, per incominciare a prepararci per questo incontro.

Non sappiamo ancora quando e dove lo faremo, ma nell’Adorazione chiediamo a Gesù un po’ di zelo e di gioia al pensiero di poterci incontrare e conoscere quanti fanno parte della nostra “famiglia” spirituale.

Invochiamo la Benedizione del Signore e della Madre Celeste su questa iniziativa che potrebbe portare degli sviluppi per la nostra Associazione. P. Beniamino- Sr. Bonaria

 

Cellula Ottobre 2015

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Traccia Ottobre 2015 Sempre avanti nell’annunciare il Vangelo

CANTO

  • I – CI PREPARIAMO ALLA PREGHIERA
  • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI DIO Vergine Maria, poiché la nuova gioia del Risuscitato, non ha mai più abbandonato il tuo cuore, insegnaci a conservare, ad alimentare in noi la felicità senza fine che ci dona il Salvatore vittorioso.

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Vergine Santa, nella quale lo Spirito Santo ha trovato la collaboratrice ideale per il Mistero dell’Incarnazione e per il suo prolungamento nell’umanità, aiutaci ad essere i suoi collaboratori per una venuta sempre più completa del Cristo nel nostro mondo.

  • II – PAROLA DELLA CHIESA (Papa Francesco)

1 – Andate! Annunciate “Siate sempre lieti nel Signore” . Un invito che si fa eco del desiderio che tutti sperimentiamo di una vita piena, di una vita che abbia senso, di una vita gioiosa. C’è qualcosa dentro di noi che ci invita alla gioia

Ma, sono molte le situazioni che sembrano mettere in dubbio questo invito. Ci sono molte cose che possono portarci ad una rassegnazione triste.

Non vogliamo che la rassegnazione sia il motore della nostra vita. Non vogliamo che l’abitudine si impossessi delle nostre giornate; come fare perché non si anestetizzi il nostro cuore? Come approfondire la gioia del Vangelo nella nostra vita? Gesù lo ha detto: Andate! Annunciate! La gioia del Vangelo si sperimenta solo donandosi.

Lo spirito del mondo ci invita al conformismo, alla comodità. Occorre che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo. La responsabilità di annunciare il messaggio di Gesù. Perché la fonte della nostra gioia sta nel desiderio di offrire misericordia. “Andate da tutti ad annunciare “ungendo” e ad “ungere” annunciando. A questo il Signore ci invita oggi e ci dice: la gioia il cristiano la sperimenta nella missione: andate alle genti di tutte le nazioni; la gioia il cristiano la trova in un invito: andate e annunciate; la gioia il cristiano la rinnova e la attualizza con una chiamata: andate e ungete.                                                                                                                                                                                              Adoriamo in silenzio

2 – tutti, Gesù ha detto: andate e annunciate. Gesù vi manda a tutte le nazioni. A tutte le genti. E in questo “tutti” di duemila anni fa eravamo compresi anche noi. Gesù non dà una lista selettiva di chi sì e chi no, di quelli che sono degni o no di ricevere il suo messaggio, la sua presenza. Al contrario, ha abbracciato sempre la vita così come gli si presentava. Con volto di dolore, fame, malattia, peccato. Con volto di ferite, di sete, di stanchezza. Con volto di dubbi e di pietà. Lungi dall’aspettare una vita imbellettata, decorata, truccata, l’ha abbracciata come gli veniva incontro. Benché fosse una vita che molte volte si presenta rovinata, sporca, distrutta. A tutti, ha detto Gesù, a tutti andate e annunciate; a tutta questa vita così com’è e non come ci piacerebbe che fosse: Andate e abbracciate nel mio nome. Andate agli incroci delle strade, andate… ad annunciare senza paura, senza pregiudizi, senza superiorità, senza purismi a tutti quelli che hanno perso la gioia di vivere, andate ad annunciare l’abbraccio misericordioso del Padre. Andate da quelli che vivono con il peso del dolore, del fallimento, del sentire una vita spezzata e annunciate la follia di un Padre che cerca di ungerli con l’olio della speranza, della salvezza. Andate ad annunciare che gli sbagli, le illusioni ingannevoli, le incomprensioni, non hanno l’ultima parola nella vita di una persona. Andate con l’olio che lenisce le ferite e ristora il cuore.                                                                                            Adoriamo in silenzio

3 – Sempre avanti! La missione non nasce mai da un progetto perfettamente elaborato, ben strutturato e programmato; la missione nasce sempre da una vita che si è sentita cercata e guarita, trovata e perdonata. La missione nasce dal fare esperienza della miisericordiosa di Dio. La Chiesa, il Popolo Santo di Dio, sa percorrere le strade polverose, attraversate da conflitti, ingiustizie e violenza per andare a trovare i suoi figli e fratelli. Il Santo Popolo fedele di Dio non teme lo sbaglio; teme la chiusura, l’attaccarsi alle proprie sicurezze. Per questo, usciamo, andiamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 49). Oggi siamo qui perché molti hanno avuto il coraggio di rispondere a questa chiamata. Siamo figli dell’audacia missionaria di tanti che hanno preferito non rinchiudersi «nelle strutture che danno una falsa. Siamo debitori di una Tradizione, di una catena di testimoni. Ed oggi ricordiamo uno di quei testimoni: Padre Junipero Serra. Ha saputo vivere quello che è “la Chiesa in uscita”. Ha saputo lasciare la sua terra, le sue usanze, ha avuto il coraggio di aprire vie. Ha imparato a generare e ad accompagnare la vita di Dio nei volti di coloro che incontrava rendendoli suoi fratelli. Scelse un motto che ispirò i suoi passi e plasmò la sua vita: seppe vivere dicendo: “Sempre avanti”. E’ stato sempre avanti, perché il Signore aspetta; sempre avanti, perché il fratello aspetta; sempre avanti per tutto ciò che ancora gli rimaneva da vivere; è stato sempre avanti. Come lui allora, che noi oggi possiamo dire: sempre avanti. Adoriamo in silenzio

1– PADRE NOSTRO

2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

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PENSIERO SPIRITUALE

La Stella della nuova evangelizzazione

Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita
che vince la morte.

Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.

Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché mai si rinchiuda e mai si fermi
nella sua passione per instaurare il Regno.

Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Madre del Vangelo vivente,
sorgente di gioia per i piccoli,
prega per noi.
Amen. Alleluia.

Gesù e Maria benedicano voi e le vostre famiglie

 

Dicembre 7, 2015

Cellula Dicembre 2014

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  Traccia  Dicembre 2014 –            Un cuore umile conosce Dio  

 

  CANTO

  • I – CI PREPARIAMO  ALLA  PREGHIERA     
  • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI  DIO                                                                      O Gesù, degnati di formare in noi un cuore povero, che senta profondamente la propria miseria e metta tutte le sue speranze in te. Forma in noi un cuore dolce che diffonda la soavità del tuo amore.

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO    

Spirito Santo, donaci un’intelligenza disposta ad aprirsi alla Parola di Gesù, alla sua Persona e ai suoi misteri; guidaci ad accogliere la verità e farla  nostra con gioia.

 

  • II – PAROLA DEL CHIESA    

1 – Chi studia il mistero di Dio si metta in ginocchio perché Dio si rivela più volentieri a un cuore umile.

Gli occhi di un povero sono i più adatti a vedere Cristo. Gli altri che pretendano di sondare il mistero di Dio con la propria intelligenza devono prima mettersi “in ginocchio”, in atteggiamento di umiltà, altrimenti “non capiranno nulla”. Il  Regno di Dio appartiene ai “poveri in spirito”.  Cristo loda e ringrazia suo Padre perché ha deciso di rivelarsi a chi non conta nulla e a chi conta ma sa farsi “piccolo” nell’anima.

               Lui ci fa conoscere il Padre e la sua vita interiore. E a chi rivela questo il Padre? A chi dà questa grazia? ‘Ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della Terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli’. Soltanto quelli che hanno il cuore come i piccoli, che sono capaci di ricevere questa rivelazione, il cuore umile, mite, che sente il bisogno di pregare, di aprirsi a Dio, si sente povero…; soltanto ai poveri di spirito il Signore rivela le sue cose.

                                                                                                     Adoriamo in silenzio

2 – Dunque, la povertà è la chiave per aprire la porta del mistero di Dio. Una dote che talvolta può mancare proprio in chi a questo mistero dedica una vita di studi.

               “Tanti possono conoscere la scienza, la teologia, tanti! Ma se non fanno questa teologia in ginocchio, cioè umilmente, come piccoli, non capiranno nulla. Ci diranno tante cose, ma non capiranno nulla. Soltanto questa povertà è capace di ricevere la Rivelazione che il Padre dà attraverso Gesù. E Gesù viene, non come un grande, un potente, no, no. Viene come un germoglio. Così dice la Parola: ‘In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse’. Lui è un germoglio: è umile, è mite, ed è venuto per gli umili, per i miti, a portare la salvezza agli ammalati, ai poveri, agli oppressi”.

Adoriamo in silenzio

 

3 – Gesù stesso è il primo degli emarginati, pur essendo uguale a Dio. “La grandezza del mistero di Dio”, si conosce soltanto “nel mistero di Gesù; e il mistero di Gesù è proprio un mistero dell’abbassarsi, di annientarsi, di umiliarsi” che “porta la salvezza ai poveri, a quelli che sono annientati da tante malattie, peccati e situazioni difficili”. “Fuori da questa non si può capire il mistero di Gesù”:

               “Chiediamo al Signore, in questo tempo di Avvento, di avvicinarci più, più, più al suo mistero e di farlo sulla strada che Lui vuole che noi facciamo: la strada dell’umiltà, la strada della mitezza, la strada della povertà, la strada del sentirci peccatori. Così Lui viene a salvarci, a liberarci. Che il Signore ci dia questa grazia”.     (Papa Francesco 27 agosto 2014)

Adoriamo in silenzio

 

  • – PADRE NOSTRO

         2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

 

 Gesù e Maria benedicano voi e le vostre famiglie

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PENSIERO    SPIRITUALE

 

Avvento, tempo della speranza

L’Avvento è il tempo della speranza. Il Signore ogni anno desidera risvegliare in noi questa virtù; e lo fa mentre ci prepariamo al Natale di Gesù; è Lui, infatti, la risposta del Padre al grido e alle attese di ogni uomo.

San Paolo ci incoraggia a confidare e quindi sperare in Dio che è fedele, e non mancherà di operare in  noi, suoi figli, cose belle, grandi e sante.

La vera e sicura speranza è fondata sulla fede in Dio Amore, Padre misericordioso, che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito” (Gv 3,16), affinché gli uomini e con loro tutte le creature possano avere la vita in abbondanza (cfr Gv 10,10). L’Avvento, pertanto, è tempo favorevole alla riscoperta di una speranza non vaga e illusoria, ma certa e affidabile, perché “ancorata” in Cristo, Dio fatto uomo, roccia della nostra salvezza.

Emerge dal Nuovo Testamento e  dalle Lettere degli Apostoli, una nuova speranza che distinse i cristiani da quanti vivevano la religiosità pagana. Scrivendo agli Efesini, san Paolo ricorda loro che, prima di abbracciare la fede in Cristo, essi erano “senza speranza e senza Dio in questo mondo” (2,12)

Questa espressione appare quanto mai attuale per il paganesimo dei nostri giorni: possiamo riferirla in particolare al nichilismo contemporaneo, che corrode la speranza nel cuore dell’uomo, inducendolo a pensare che dentro di lui e intorno a lui regni il nulla: nulla prima della nascita, nulla dopo la morte. In realtà, se manca Dio, viene meno la speranza.

Ecco allora la sorprendente scoperta: la mia, la nostra speranza è preceduta dall’attesa che Dio coltiva nei nostri confronti! Sì, Dio ci

ama e proprio per questo attende che noi torniamo a Lui, che apriamo il cuore al suo amore, che mettiamo la nostra mano nella sua e ci ricordiamo di essere suoi figli. Questa attesa di Dio precede sempre la nostra speranza, esattamente come il suo amore ci raggiunge sempre per primo (cfr 1 Gv 4,10). In questo senso la speranza cristiana è detta “teologale”: Dio ne è la fonte, il sostegno e il termine. Che grande consolazione in questo mistero!

Ogni uomo è chiamato a sperare corrispondendo all’attesa che Dio ha su di lui. Del resto, l’esperienza ci dimostra che è proprio così. Che cosa manda avanti il mondo, se non la fiducia che Dio ha nell’uomo? E’ una fiducia che ha il suo riflesso nei cuori dei piccoli, degli umili, quando attraverso le difficoltà e le fatiche si impegnano ogni giorno a fare del loro meglio, a compiere quel poco di bene che però agli occhi di Dio è tanto: in famiglia, nel posto di lavoro, a scuola, nei diversi ambiti della società. Nel cuore dell’uomo è indelebilmente scritta la speranza, perché Dio nostro Padre è vita, e per la vita eterna e beata siamo fatti. Maria ci sostenga  ci ottenga questa bella virtù.

(Papa Benedetto)

AUGURI!

BUON  NATALE E

BUON  ANNO!

Cellula Novembre 2014

Filed under: Traccia di adorazione mensile — admin @ 10:34 pm

 

 

Traccia  Novembre 2014 –          Solennità di tutti i Santi  

 – CANTO

– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

                Signore, metti nel mio cuore una profonda inquietudine affinché ogni uomo che è sulla terra possa conoscerti. Come potranno conoscerti se non c’è chi porta il tuo annuncio, chi non prega, chi non offre sacrifici per questo? Signore, noi siamo poveri e in questa solennità vogliamo chieder e l’intercessione dei santi che sono in paradiso delle anime del purgatorio affinché intercedano per noi.

          Quanti santi che sono in cielo hanno dato la vita, anche con il martirio affinché ogni uomo possa avere la gioia di incontrarti, di appartenere a Te e far parte del Tuo regno.! Quanti uomini di ogni tribù, popolo e nazione sono con te, ma noi desideriamo che tutti possano accogliere la Tua parola. Affidiamo a questi fratelli che sono già nella Tua gloria questo incarico: “Aiutateci anche voi con le vostre preghiere affinché possiamo gioiosamente partecipare alla evangelizzazione con la nostra vita di preghiera, di sacrificio, di testimonianza. Aiutate in modo speciale tutti coloro che, perseguitati per Gesù, sono di grande testimonianza a tutto il mondo e a noi cristiani forse un po’ tiepidi.

 (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

  

Ø ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

Primo momento  Incontrare la Parola

 1°Lettore: Dal Vangelo di Marco (1,32‐39)

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.

Tutta la città era riunita davanti alla porta.

Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano. Gesù abbandona in segreto Cafarnao e percorre la Galilea. Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.

Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!».

Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni.

2° Lettore: Meditazione

“Senza momenti prolungati di adorazione, di incontro orante con la Parola, di dialogo sincero con il Signore,

facilmente i compiti si svuotano di significato, ci indeboliamo per la stanchezza e le difficoltà e il fervore si spegne.

La Chiesa non può fare a meno del polmone della preghiera. Nello stesso tempo si deve respingere la tentazione di una spiritualità intimistica e individualistica, che mal si comporrebbe con le esigenze della carità, oltre che con la logica dell’Incarnazione. C’è il rischio che alcuni momenti di preghiera diventino una scusa per evitare di donare la vita nella missione.” (EG 262)

Silenzio e riflessione personale

 

 Secondo momento –                        L’Amore del Padre

 

1° Lettore: Dal Vangelo di Luca (11,1‐4)

Un giorno Gesù andò in un luogo a pregare.

Quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse:

‘Signore, insegnaci a pregare.

Anche Giovanni lo ha insegnato ai suoi discepoli’. Allora Gesù disse: ‘Quando pregate, dite così: Padre, sia santificato il tuo nome, fa’ che il tuo regno venga.

Dacci ogni giorno il pane necessario, perdonaci i nostri

peccati perché anche noi perdoniamo a chi ci ha offeso, e non abbandonarci nella tentazione’.

 

2°Lettore: MEDITAZIONE

“La prima motivazione per evangelizzare è l’amore di Gesù che abbiamo ricevuto, l’esperienza di essere salvati da Lu che ci spinge ad amarlo sempre di più.

Però, che amore è quello che non sente la necessità di parlare della persona amata, di presentarla, di farla conoscere? Se non proviamo l’intenso desiderio di comunicarlo, abbiamo bisogno di soffermarci in preghiera per chiedere a Lui che torni ad affascinarci. Abbiamo bisogno d’implorare ogni giorno, di chiedere la sua grazia perché apra il nostro cuore freddo e scuota la nostra vita tiepida e superficiale.”(EG264)                                                                       Silenzio e riflessione personale

 

3° Momento –                  Inviati nel mondo

   Dal Vangelo di Giovanni (17, 6‐11)

Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola.

Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che  sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi.

Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro.

Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te.

Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.

 

 2° Lettore : MEDITAZIONE

“Il vero missionario, che non smette  mai di essere discepolo, sa che Gesù cammina con lui, parla con lui, respira con lui, lavora con lui. Sente Gesù vivo insieme con lui nel mezzo dell’impegno missionario. Se uno non lo scopre presente nel cuore stesso dell’impresa    missionaria, presto perde ’entusiasmo e smette

di essere sicuro di ciò che trasmette, gli mancano la forza e la passione. E una persona che non è convinta, entusiasta, sicura, innamorata, non convince nessuno.” (EG 266)

 SILENZIO

 Preghiera corale:

Chiamato ad annunciare la tua Parola, aiutami Signore, a vivere di Te, e a essere strumento della tua pace.

Toccami il cuore e rendimi tra parente la vita, perché le parole, quando veicolano la tua, non suonino false sulle mie labbra.

Esercita su di me un fascino così potente, che io abbia

a pensare come Te, ad amare la gente come Te, a giudicare la storia come Te.

Concedimi il gaudio di lavorare in comunione ed inondami di tristezza ogni qualvolta che, isolandomi dagli altri, pretendo di fare la mia corsa da solo.

Infondi in me una grande passione per la verità, e impediscimi di parlare in tuo nome se prima non ti ho consultato con lo studio e non ho tribolato nella ricerca.

Salvami dalla presunzione di sapere tutto.

Dall’arroganza di chi non ammette dubbi.

Dalla durezza di chi non tollera ritardi.

Dal rigore di chi non perdona debolezze.

Dall’ipocrisia di chi salva i princìpi e uccide le persone.

Trasportami, dal Tabor della contemplazione, alla pianura dell’impegno quotidiano.

E se l’azione inaridirà la mia vita, riconducimi sulla montagna del silenzio.

Dalle alture scoprirò i segreti della “contemplatività” e il mio sguardo missionario arriverà più facilmente agli estremi confini della terra.

(Don Tonino Bello)

Adoriamo in silenzio

 

Preghiamo:

Signore fa che questo Mese Missionario che stiamo

celebrando, sia per noi “una celebrazione di grazia e

di gioia”. Aiutaci a riscoprire che grazie al nostro Battesimo siamo chiamati tutti, nessuno escluso, ad essere Missionari ovunque.

Aiutaci ad alimentare la gioia dell’evangelizzazione e

a saper uscire verso le periferie del nostro territorio

per incontrare i poveri che ci sono vicini e che spesso

ignoriamo. Per Cristo nostro Signore.

– PADRE NOSTRO
– CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

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Gesù e Maria benedicano voi e le vostre famiglie

 

 

 

 

 

 

 

Cellula Giugno 2014

Filed under: Traccia di adorazione mensile — admin @ 9:50 pm

 Traccia  Giugno 2014 –        Gesù ascende al cielo  

 DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

          PREGHIERA DELLA CELLULA

 –      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO  

          Signore Gesù, quando vieni in noi nella comunione, tu porti con te il mistero della tua Ascensione. Non cessi di rimanere alla destra del Padre nella gloria celeste, ed è con questa gloria che misteriosamente  entri in noi.

         (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)                       

         –       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO      

  Spirito Santo, tu che crei la nostra intimità con Cristo, presente in noi, fa’ che la riceviamo in tutta la sua profondità.                                                                      
 (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 

ASCOLTIAMO  E  PREGHIAMO  LA  PAROLA                                                       Qual è il significato dell’Ascensione? Quali le conseguenze per la nostra vita? Che cosa significa contemplare Gesù seduto alla destra del Padre?

 1 – Dopo la morte e risurrezione, Gesù fa ritorno al Padre

  Partiamo dal momento in cui Gesù decide di ritornare al Padre: « … egli decise di mettersi in cammino verso Gerusalemme» (Lc 9,51). Con questa scelta, Gesù  vuol dirci che la via che lo riporta alla gloria del Padre passa attraverso la Croce.

Anche noi dobbiamo avere chiaro che l’entrare nella gloria di Dio esige la fedeltà quotidiana alla sua volontà, anche quando richiede sacrificio.

Gesù morto, risorto e asceso al Cielo, è presso Dio Padre, dove intercede per sempre a nostro favore (cfr Eb 9,24). Egli è il nostro avvocato  che ci difende sempre dalle insidie del diavolo, da noi stessi, dai nostri peccati!

                                                                              Adorazione silenziosa

 2 –   L’Ascensione, fonte di gioia   

Un secondo elemento:  gli Apostoli, dopo aver visto Gesù salire al cielo, tornarono a Gerusalemme “con grande gioia”.

In genere quando siamo separati dai nostri familiari, c’è in noi una naturale tristezza, perché non vedremo più il loro volto.  Invece gli Apostoli gioirono. Ma come mai? Proprio perché comprendono che Gesù resta per sempre con loro, non li abbandona, li sostiene, li guida e intercede per loro.

Nella nostra vita non siamo mai soli: abbiamo questo avvocato che ci attende, che ci difende.                                                                                                                                        Adorazione silenziosa

  3 –   Cristo asceso al cielo è sempre con noi; non ci lascia mai soli

                Cari fratelli e sorelle, l’Ascensione non indica l’assenza di Gesù, ma ci dice che Egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non è più in un preciso posto del mondo come lo era prima dell’Ascensione; ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi.

Non siamo mai soli: il Signore crocifisso e risorto ci guida; con noi ci sono tanti fratelli e sorelle che nel silenzio e nel nascondimento, nella loro vita di famiglia e di lavoro, nei loro problemi e difficoltà, nelle loro gioie e speranze, vivono quotidianamente la fede e portano, insieme a noi, al mondo la signoria dell’amore di Dio, in Cristo Gesù risorto, asceso al Cielo, avvocato per noi. Grazie.

                        Adorazione silenziosa

 PADRE NOSTRO

 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

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  Ricordiamo:   –   CHIUSURA dell’ADORAZIONE  (Via Vidal) 

  1.                  Messa ore 16,30      –    27 Giugno

Segue momento conviviale

  –    RIAPERTURA:      11 Settembre

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LA CELLULA:  CON GESU’ NEL CENACOLO

“E’ un grande dono che il Signore ci fa, di riunirci qui, nel Cenacolo, per celebrare l’Eucaristia. Qui, dove Gesù consumò l’Ultima Cena con gli Apostoli; dove, risorto, apparve in mezzo a loro; dove lo Spirito Santo scese con potenza su Maria e i discepoli. Qui è nata la Chiesa, ed è nata in uscita. Da qui è partita, con il Pane spezzato tra le mani, le piaghe di Gesù negli occhi, e lo Spirito d’amore nel cuore.
            Gesù risorto, inviato dal Padre, nel Cenacolo comunicò agli Apostoli il suo stesso Spirito e con questa forza li inviò a rinnovare la faccia della terra (cfr Sal. 104,30).
Uscire, partire, non vuol dire dimenticare. La Chiesa in uscita custodisce la memoria di ciò che qui è accaduto; lo Spirito Paraclito le ricorda ogni parola, ogni gesto, e ne rivela il senso.
Il Cenacolo ci ricorda il servizio, la lavanda dei piedi che Gesù ha compiuto, come esempio per i suoi discepoli. Lavarsi i piedi gli uni gli altri significa accogliersi, accettarsi, amarsi, servirsi a vicenda. Vuol dire servire il povero, il malato, l’escluso.
Il Cenacolo ci ricorda, con l’Eucaristia, il sacrificio. In ogni celebrazione eucaristica Gesù si offre per noi al Padre, perché anche noi possiamo unirci a Lui, offrendo a Dio la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre gioie e i nostri dolori…, offrire tutto in sacrificio spirituale.
Il Cenacolo ci ricorda l’amicizia. «Non vi chiamo più servi – disse Gesù ai Dodici – … ma vi ho chiamato amici» (Gv 15,15). Il Signore ci rende suoi amici, ci confida la volontà del Padre e ci dona Sé stesso. È questa l’esperienza più bella del cristiano, e in modo particolare del sacerdote: diventare amico del Signore Gesù.
Il Cenacolo ci ricorda il congedo del Maestro e la promessa di ritrovarsi con i suoi amici: «Quando sarò andato, … verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,3). Gesù non ci lascia, non ci abbandona mai, ci precede nella casa del Padre e là ci vuole portare con Sé.

 Ma il Cenacolo ricorda anche la meschinità, la curiosità – “chi è colui che tradisce?” – il tradimento. E può essere ciascuno di noi, non solo e sempre gli altri, a rivivere questi atteggiamenti, quando guardiamo con sufficienza il fratello, lo giudichiamo; quando con i nostri peccati tradiamo Gesù.
Il Cenacolo ci ricorda la condivisione, la fraternità, l’armonia, la pace tra di noi. Quanto amore, quanto bene è scaturito dal Cenacolo! Quanta carità è uscita da qui, come un fiume dalla fonte, che all’inizio è un ruscello e poi si allarga e diventa grande… Tutti i santi hanno attinto da qui; il grande fiume della santità della Chiesa sempre prende origine da qui, sempre di nuovo, dal Cuore di Cristo, dall’Eucaristia, dal suo Santo Spirito.
Il Cenacolo infine ci ricorda la nascita della nuova famiglia, la Chiesa, costituita da Gesù risorto. Una famiglia che ha una Madre, la Vergine Maria. Le famiglie cristiane appartengono a questa grande famiglia, e in essa trovano luce e forza per camminare e rinnovarsi, attraverso le fatiche e le prove della vita. A questa grande famiglia sono invitati e chiamati tutti i figli di Dio di ogni popolo e lingua, tutti fratelli e figli dell’unico Padre che è nei cieli.
Questo è l’orizzonte del Cenacolo: l’orizzonte del Risorto e della Chiesa.  Da qui parte la Chiesa in uscita, animata dal soffio vitale dello Spirito. Raccolta in preghiera con la Madre di Gesù, essa sempre rivive l’attesa di una rinnovata effusione dello Spirito Santo:
Scenda il tuo Spirito, Signore, e rinnovi la faccia della terra (cfr Sal 104,30)!”                                                                                                                                                     (Papa Francesco celebra nel Cenacolo)

 Il Signore e la Madre celeste ci benedicano!     

 

 

Cellula Maggio 2014

Filed under: Traccia di adorazione mensile — admin @ 9:34 pm

  Traccia  Maggio 2014 –   La Divina Misericordia e le piaghe gloriose di Gesù risorto.  

 DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

          PREGHIERA DELLA CELLULA

  –      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO   

          Signore Gesù, “hanno trapassato le tue  mani e i tuoi  piedi, e squarciato il petto con la lancia; e attraverso questa ferite io posso succhiare miele dalla rupe e olio dai ciottoli della roccia (Deut. 32,13), cioè gustare e sperimentare quanto è buono il Signore” (San Bernardo).

         (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)                       

         –       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO      

  Spirito Santo, rivelaci l’immenso amore e la traboccante tenerezza che si nasconde nel Tabernacolo. Facci toccare le piaghe del Salvatore, il cui contatto guarisce, trasforma  i corpi e le anime.                                                                                                       (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 ASCOLTIAMO  E  PREGHIAMO  LA  PAROLA                                    

          Al centro di questa domenica che conclude l’Ottava di Pasqua, ci  sono le piaghe gloriose di Gesù risorto.

Gesù le mostrò agli Apostoli la sera stessa del giorno della Risurrezione, e  otto giorni dopo  le mostrò a Tommaso e lo invitò  a toccare le sue piaghe. Fu allora che Tommaso si inginocchiò e disse: «Mio Signore e mio Dio!» (Gv 20,28), e adorò il Figlio di Dio. Per adorare, per trovare Dio, il Figlio di Dio, ha dovuto mettere il dito nelle piaghe, mettere la mano al fianco. Questo è il cammino». Non ce n’è un altro.

 1 – Le piaghe: segno dell’amore di Dio per noi

 Le piaghe di Gesù sono scandalo per la fede, ma sono anche la verifica della fede. Per questo nel corpo di Cristo risorto le piaghe non scompaiono, perché esse sono il segno permanente dell’amore di Dio per noi, e sono indispensabili per credere in Dio. Non per credere che Dio esiste, ma per credere che Dio è amore, misericordia, fedeltà.

Oggi bisogna uscire da noi stessi e andare sulle strade dell’uomo per scoprire che le piaghe di Gesù sono ancora visibili sul corpo di tanti. E proprio toccando queste piaghe, accarezzandole, baciandole, è possibile «adorare il Dio vivo in mezzo a noi oggi.   Questa è «la novità:  Gesù ci invita ad «avere fiducia nella sua passione,  nella sua vittoria sulla morte,  nelle sue piaghe».  Tutto ciò ci «dà fiducia, ci dà il coraggio di pregare».  “Se il timore mi assale per il mio peccato, mi ricorderò che Gesù ‘è stato trafitto per i miei delitti’ (Is. 53,5). Che cosa c’è, infatti, di tanto mortale che non possa essere disciolto dalla morte di Cristo? Ricordando ciò, non posso più essere turbato da nessuna malattia per quanto maligna” (San Bernardo).                                                                                                                                                                 Adorazione silenziosa

 2 –   Come posso trovare le piaghe di Gesù oggi? 

 Le piaghe di Gesù sono ancora presenti sulla terra. Per riconoscerle è necessario uscire da noi stessi e andare incontro ai fratelli bisognosi, ai malati, agli ignoranti, ai poveri, agli sfruttati.   Quelle sono le piaghe di Gesù oggi. Le piaghe di Gesù le trovi facendo opere di misericordia.  «dobbiamo toccare le piaghe di Gesù, dobbiamo accarezzare le piaghe di Gesù. Dobbiamo curare le piaghe di Gesù con tenerezza.

La vita di San Francesco è cambiata quando ha abbracciato il lebbroso, perché ha toccato il Dio vivo e ha vissuto in adorazione.

                                                                              Adorazione silenziosa

  3 – San Giovanni XXIII e san Giovanni Paolo II hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. 

 Non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce e di quella dei fratelli; non hanno avuto vergogna della carne piagata del fratello (cfr Is 58,7), perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù,   hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia.

Che entrambi questi nuovi santi Pastori del Popolo di Dio, Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, intercedano per la Chiesa affinché  ci insegnino a non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama.

                        Adorazione silenziosa

 PADRE NOSTRO

 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

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PENSIERO    SPIRITUALE

Accostiamoci alla  Madre di Gesù

Carissimi, siamo nel mese di maggio, il mese tradizionalmente di Maria, la Madre nostra tenerissima.

Chi è Maria? E’ la Madre di Gesù, ed è anche la Madre nostra,  il meraviglioso dono che Egli ci ha fatto negli ultimi istanti della sua vita.

Il Gesù nato da Maria è lo stesso che è nell’Eucaristia; quindi Maria è anche Madre dell’Eucaristia che sta sempre in perfetta adorazione.

Per questo, quando siamo in adorazione, noi incontriamo Maria e a Lei ci rivolgiamo per chiederle di prenderci per mano, di presentarci a Gesù e di educarci a stare davanti all’Eucaristia con i suoi stessi sentimenti: fede per credere vivamente nella sua presenza reale nell’Eucaristia; umiltà per prostrarci a Gesù nostro Signore; docilità per abbandonarci a Lui; semplicità per avere con Lui rapporti veri, autentici; attenzione per ascoltarlo; cuore aperto per amarlo; gentilezza e tenerezza per entrare in familiarità con Lui; fiducia perché Lui possa agire in noi.

Maria ci faccia sentire la sua tenerezza!

 

Maria madre nostra     Dai «Discorsi» del beato Aelredo, abate

(Disc. 20 «Per la Natività di Maria»; PL 195, 322-324)

 “Accostiamoci alla sua sposa, accostiamoci alla sua madre; accostiamoci all’ottima sua serva. Tutto questo è la beata Maria.

Ma che cosa faremo per lei? Quali doni le offriremo? Potessimo almeno darle quello che dobbiamo per debito! Noi le dobbiamo onore, noi le dobbiamo servizio, noi le dobbiamo amore, noi le dobbiamo lode. Noi le dobbiamo onore perché è madre di nostro Signore. Infatti colui che non onora la madre, senza dubbio disonora il figlio. La Scrittura dice: « Onora tuo padre e tua madre»  (Lv 20, 12, ecc.).

Che cosa diremo dunque, fratelli? Non è forse ella nostra madre? Certo, fratelli, ella è veramente nostra madre. Per lei infatti siamo nati non al mondo, ma a Dio. Tutti noi, come ben sapete e credete, siamo stati nella morte, nella decrepitezza, nelle tenebre, nella miseria. Nella morte, perché avevamo perduto il Signore; nella decrepitezza perché eravamo nella corruzione; nelle tenebre perché avevamo perduto la luce della sapienza e così eravamo del tutto perduti.

Ma per mezzo della beata Vergine Maria siamo nati molto meglio che non per mezzo di Eva, per il fatto che Cristo è nato da lei. Invece della decrepitezza abbiamo riacquistato la freschezza; invece della corruzione l’incorruzione; invece delle tenebre la luce.

Ella è nostra madre, madre della nostra vita, madre della nostra incorruzione, madre della nostra luce. Dice l’Apostolo riguardo a nostro Signore: «Egli è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione» (1 Cor 1, 30).

Ella dunque, che è madre di Cristo, è madre della nostra sapienza, madre della nostra giustizia, madre della nostra santificazione, madre della nostra redenzione; perciò è per noi più madre della madre nostra secondo la carne. Dunque da lei abbiamo una natività migliore, perché da lei è la nostra santità, la nostra sapienza, la nostra giustizia, la nostra san­tificazione, la nostra redenzione.

 

Dice la Scrittura: «Lodate il Signore nei suoi santi» (Sai 150, 1). Se nostro Signore si deve lodare per quei santi per mezzo dei quali opera miracoli e prodigi, quanto più è da lodare in colei nella quale fece se stesso, che è mirabile su tutte le cose mirabili.

Il Signore e la Madre celeste ci benedicano!     

Cellula Marzo 2014

Filed under: Traccia di adorazione mensile — admin @ 9:23 pm

 

 Traccia  Marzo 2013 –    La Confessione riconcilia e guarisce

  • DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

             PREGHIERA DELLA CELLULA

 –      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO  

         Padre infinitamente buono, trascinaci verso il Tabernacolo, ispiraci il desiderio di ritrovare frequentemente il tuo Figlio diletto, di visitarlo, di salutarlo, di testimoniargli il nostro attaccamento. Fa che veniamo a lui nelle nostre prove, per confidargli le nostre preoccupazioni e le nostre tristezze, per ricevere da lui conforto, pace e gioia.

         (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)                        

        –       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO      

  Spirito Santo, rivelaci l’immenso amore e la traboccante tenerezza che si nasconde nel Tabernacolo. Facci toccare il Salvatore, il cui contatto guarisce, trasforma  i corpi e le anime.

                  (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 

 ASCOLTIAMO  E  PREGHIAMO  LA  PAROLA                                    

         1 –   La Confessione  perdona e guarisce

  1.         Il Sacramento della Riconciliazione è un Sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarirmi l’anima, il cuore (cfr. il racconto del paralitico guarito e liberato (cfr Mc 2,1-12).

Gesù soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Gv 20,21-23). Il perdono dei nostri peccati non è qualcosa che possiamo darci noi, ma lo si chiede a Gesù. Il perdono è un regalo, è un dono dello Spirito Santo, che ci ricolma del lavacro di misericordia e di grazia che sgorga dal cuore di Cristo.

 

Solo se ci riconciliamo col Padre e con i fratelli possiamo essere veramente nella pace. E questo lo abbiamo sentito tutti dopo la Confessione.

Adorazione silenziosa

 2 –  La Confessione è personale, ma anche pubblica

La Confessione, prima era pubblica e poi personale. Però rimane sempre la comunità cristiana il luogo in cui si rende presente lo Spirito che ci fa di tutti i fratelli in Cristo Gesù. Ecco perché     è necessario confessare umilmente e fiduciosamente i propri peccati al ministro della Chiesa. Il sacerdote non rappresenta soltanto Dio, ma tutta la comunità; infatti i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa.

Per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa e ai fratelli, nella persona del sacerdote. “Ma padre, io mi vergogno…”.   Vergognarsi è salutare! Fa bene, perché ci fa più umili.

Non avere paura della Confessione! Finita la Confessione uno esce libero, grande, bello, perdonato, bianco, felice. E’ questo il bello della Confessione!  Domando: quando è stata l’ultima volta che ti sei confessato? Sono due giorni, due settimane, due anni, vent’anni, quarant’anni?   non perdere un giorno di più, vai,  Gesù lì, ti riceve con tanto amore. Sii coraggioso e vai alla Confessione!

                                               Adorazione silenziosa

 

3 –  E’ l’abbraccio dell’infinita misericordia del Padre.

        Cari amici, celebrare il Sacramento della Riconciliazione significa essere avvolti in un abbraccio caloroso: è l’abbraccio dell’infinita misericordia del Padre. Ricordiamo quella bella, bella parabola del figlio che se n’è andato da casa sua con i soldi dell’eredità; ha sprecato tutti i soldi, e poi, quando non aveva più niente, ha deciso di tornare a casa, non come figlio, ma come servo.

 

Tanta colpa aveva nel suo cuore e tanta vergogna. La sorpresa è stata che quando incominciò a parlare, a chiedere perdono, il padre non lo lasciò parlare, lo abbracciò, lo baciò e fece festa. Ma io vi dico: ogni volta che noi ci confessiamo, Dio ci abbraccia, Dio fa festa! Andiamo avanti su questa strada. Che Dio vi benedica! Il Signore Gesù si rivela allo stesso tempo medico delle anime e dei corpi

Adorazione silenziosa

 

  • PADRE NOSTRO
  • – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

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PENSIERO    SPIRITUALE             

Papa Francesco– messaggio di quaresima: GESU’ INVITA  ALLA  POVERTÀ

In occasione della Quaresima, vi offro alcune riflessioni, perché possano servire al cammino personale e comunitario di conversione. Prendo lo spunto dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9).

Che cosa dicono a noi, cristiani di oggi, queste parole di san Paolo? Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà, a una vita povera in senso evangelico?

1 – La Grazia di Cristo

Anzitutto ci dicono qual è lo stile di Dio. Dio non si rivela con i mezzi della potenza e della ricchezza del mondo, ma con quelli della debolezza e della povertà: «Da ricco che era, si è fatto povero per voi…». Cristo, il Figlio eterno di Dio, uguale in potenza e gloria con il Padre, si è fatto povero; è sceso in mezzo a noi, si è fatto vicino ad ognuno di noi; si è spogliato, “svuotato”, per rendersi in tutto simile a noi (cfr Fil 2,7; Eb 4,15). È un grande mistero l’incarnazione di Dio! Ma la ragione di tutto questo è l’amore divino, un amore che è grazia, generosità, desiderio di prossimità, e non esita a donarsi e sacrificarsi per le creature amate.

La carità, l’amore è condividere in tutto la sorte dell’amato. L’amore rende simili, crea uguaglianza, abbatte i muri e le distanze. E Dio ha fatto questo con noi. Gesù, infatti, «ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 22).

 Lo scopo del farsi povero di Gesù non è la povertà in se stessa, ma – dice san Paolo – «…perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà». Non si tratta di un gioco di parole, di un’espressione ad effetto! E’ invece una sintesi della logica di Dio, la logica dell’amore della Croce. Dio non ha fatto cadere su di noi la salvezza dall’alto, come l’elemosina di chi dà parte del proprio superfluo con pietismo filantropico. Non è questo l’amore di Cristo! Quando Gesù scende nelle acque del Giordano e si fa battezzare da Giovanni il Battista, non lo fa perché ha bisogno di penitenza, di conversione; lo fa per mettersi in mezzo alla gente, bisognosa di perdono, in mezzo a noi peccatori, e caricarsi del peso dei nostri peccati. E’ questa la via che ha scelto per consolarci, salvarci, liberarci dalla nostra miseria. Ci colpisce che l’Apostolo dica che siamo stati liberati non per mezzo della ricchezza di Cristo, ma per mezzo della sua povertà. Eppure san Paolo conosce bene le «impenetrabili ricchezze di Cristo» (Ef 3,8), «erede di tutte le cose» (Eb 1,2).

Che cos’è allora questa povertà con cui Gesù ci libera e ci rende ricchi? È proprio il suo modo di amarci, il suo farsi prossimo a noi come il Buon Samaritano che si avvicina a quell’uomo lasciato mezzo morto sul ciglio della strada (cfr Lc10,25ss). Ciò che ci dà vera libertà, vera salvezza e vera felicità è il suo amore di compassione, di tenerezza e di condivisione. La povertà di Cristo che ci arricchisce è il suo farsi carne, il suo prendere su di sé le nostre debolezze, i nostri peccati, comunicandoci la misericordia infinita di Dio. La povertà di Cristo è la più grande ricchezza: Gesù è ricco della sua sconfinata fiducia in Dio Padre, dell’affidarsi a Lui in ogni momento, cercando sempre e solo la sua volontà e la sua gloria. È ricco come lo è un bambino che si sente amato e ama i suoi genitori e non dubita un istante del loro amore e della loro tenerezza. La ricchezza di Gesù è il suo essere il Figlio, la sua relazione unica con il Padre è la prerogativa sovrana di questo Messia povero. Quando Gesù ci invita a prendere su di noi il suo “giogo soave”, ci invita ad arricchirci di questa sua “ricca povertà” e “povera ricchezza”, a condividere con Lui il suo Spirito filiale e fraterno, a diventare figli nel Figlio, fratelli nel Fratello Primogenito (cfr Rm 8,29).

È stato detto che la sola vera tristezza è non essere santi (L. Bloy); potremmo anche dire che vi è una sola vera miseria: non vivere da figli di Dio e da fratelli di Cristo.

 GESU’ E  MARIA BENEDICANO VOI  E  LE VOSTRE  FAMIGLIE

Dicembre 5, 2015

Cellula Ottobre 2013

Filed under: Traccia di adorazione mensile — admin @ 8:54 pm

CELLULA OTTOBRE 2013

DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

  • PREGHIERA DELLA CELLULA

–      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO

Gesù, ho riposto la mia speranza in te; fammi vivere sempre di questa speranza, ed attingere in essa la forza per servirti meglio. Nelle mie difficoltà, nei miei fastidi, fa trionfare sempre la speranza al di sopra dei miei timori e le mie deficienze. Fa che nelle ore buie, la speranza sostenga e ravvivi la gioia e raddoppi il mio coraggio. Per la speranza del cielo liberami da tutte le fallaci speranze terrene e incoraggiami a vivere soltanto per te.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

–       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Soffia su di noi, Spirito Santo, perché sollevi le nostre energie addormentate. Soffia nel nostro cuore e infiammalo di un grande ardore desideroso di irradiarsi. Soffia sui nostri volti tristi per farvi rifiorire il sorriso, sulla parola di Gesù.

(In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

2   – ASCOLTIAMOPREGHIAMO LA  PAROLA   «Cristo in voi, speranza della gloria».(Colossesi  )

La  speranza  è  Gesù.

La virtù cristiana della speranza, non è l’atteggiamento del “pensare positivo”, l’ottimismo che fa vedere il «bicchiere mezzo pieno». Per il cristiano la speranza non è un fatto umorale: è Gesù stesso.

«La speranza è un’altra cosa», «non è ottimismo. La speranza mai delude, perché? Perché è un dono che ci ha dato lo Spirito Santo. Ma Paolo ci dice che la speranza ha un nome. Non possiamo dire: “Io ho speranza nella vita, ho speranza in Dio”. No. Se tu non dici: “Ho speranza in Gesù, in Gesù Cristo, Persona viva, che adesso vive nell’Eucaristia, che è presente nella sua Parola”, quella non è speranza. È buon umore, ottimismo».

Il signore non delude. Il Signore – ha aggiunto il Santo Padre riferendosi all’episodio del Vangelo in cui Cristo compie un miracolo di guarigione nel giorno di sabato, suscitando l’indignazione dei farisei – «libera dalla malattia, dal rigore e dalla mano paralizzata quest’uomo, rifà la vita di questi due, la fa di nuovo. Gesù, la speranza, rifà tutto. È un miracolo costante».  Infatti i prodigi compiuti da Gesù in vita: «Quelli erano soltanto segni, segni di quello che sta facendo adesso, nella Chiesa. Il miracolo di rifare tutto: quello che fa nella mia vita, nella tua vita, nella nostra vita. Rifare. Sta proprio qui il motivo della nostra speranza.

Adorazione silenziosa

2-   È Cristo il motivo della nostra speranza.

Gesù rifà tutte le cose più meravigliosamente della Creazione. E questa speranza non delude, perché Lui è fedele. Non può rinnegare se stesso. Questa è la virtù della speranza».

A tutti voi giovani vorrei ripetere: non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciatevi rubare la speranza! Ma vorrei dire anche: non rubiamo la speranza, anzi diventiamo tutti portatori di speranza!

Ma anche a tutti voi, a voi che avete lavoro e a voi che non avete lavoro, dico: “Non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciatevi rubare la speranza!”.

Adorazione silenziosa

3 –  Riaccendere la speranza  nella vita  sociale

Forse la speranza è come le braci che sono sotto la cenere; aiutiamoci con la solidarietà, soffiando sulle ceneri della speranza, perché si riaccenda. La speranza ci porta avanti. Quello non è ottimismo, è un’altra cosa. Ma la speranza non è di uno, la speranza la facciamo tutti! La speranza dobbiamo sostenerla fra tutti, tutti voi e tutti noi che siamo lontani. La speranza è una cosa vostra e nostra. E’ cosa di tutti! Per questo vi dico: “Non lasciatevi rubare la speranza!”. Ma siamo furbi, perché il Signore ci dice che gli idoli sono più furbi di noi. Il Signore ci invita ad avere la furbizia del serpente, insieme alla semplicità della colomba. Abbiamo questa furbizia e diciamo le cose col proprio nome! In questo momento, nel nostro sistema economico, nel nostro sistema proposto globalizzato di vita, al centro c’è un idolo e questo non si può fare! Lottiamo tutti insieme perché al centro, almeno della nostra vita, sia l’uomo e la donna, la famiglia, tutti noi, perché la speranza possa andare avanti! “Non lasciatevi rubare la speranza!”. (Il Papa nella visita a Cagliari)

Adorazione silenziosa

  1. 1 PADRE  NOSTRO
  1. 2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

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PENSIERO SPIRITUALE

 

Testimonianza del Pellegrinaggio  degli Adoratori in Terra Santa (Agosto 2013)

Dopo due precedenti riunioni di preparazione, il nostro pellegrinaggio è iniziato la mattina del cinque agosto; il pomeriggio siamo arrivati a Tel Aviv, dove ci aspettava P. Benjamin, un frate francescano che è stato la nostra guida. Siamo arrivati a Nazareth verso il tramonto. La basilica dell’Annunciazione, situata di fronte alla Casa francescana dove abbiamo alloggiato, ci ha dato il suo benvenuto. Con la sua presenza maestosa e silenziosa, creava uno strano contrasto con il viavai e il vociare degli arabi palestinesi, nel cui quartiere ci trovavamo. Essendo ormai sera, dopo cena abbiamo per un attimo voluto sostare al suo esterno, quasi per volerci immergere in questa per noi nuova realtà,  prima di partecipare alla S. Messa notturna celebrata dal nostro P. Beniamino. La basilica dell’Annunciazione, di costruzione abbastanza recente, conserva al suo interno la povera casa scavata nella roccia, dove la SS. Vergine ricevette l’annuncio dell’arcangelo Gabriele. La presenza silenziosa di Dio e la preghiera sono un tutt’uno per l’anima all’interno di questo incantevole tempio.

La mattina successiva, P. Beniamino ha concelebrato per noi nella chiesa di S. Giuseppe, posta poco distante dalla basilica dell’Annunciazione. Nella sua cripta, quel che resta della casa dove visse la Sacra Famiglia e dove Gesù imparò  il mestiere di falegname. In una cappellina un’iscrizione ricorda: “Hic erat subditus illis” (Qui viveva ad essi sottomesso). Al pomeriggio visita al santuario del Monte Tabor e a Cana di Galilea, dove due coppie di coniugi presenti nel nostro gruppo hanno rinnovato le promesse matrimoniali.

Il terzo giorno è stato molto intenso. I luoghi del ministero pubblico di Gesù, ad eccezione di quelli relativi ai suoi viaggi a Gerusalemme, si trovano per la maggior parte nelle vicinanze del lago di Tiberiade. La mattina abbiamo visitato il Monte delle Beatitudini e, scendendo da esso, le rovine della città di Cafarnao; nella chiesa costruita sulla casa di S. Pietro e posta di fronte alla sinagoga dove Gesù pronunciò il discorso sul pane della vita, P. Beniamino ha celebrato Messa. Successivamente da Cafarnao ci siamo spostati nella pianura di Taghba, nei luoghi dove Gesù rispettivamente moltiplicò i pani e i pesci e dove, risorto, conferì il primato apostolico a S. Pietro.

L’otto agosto ci siamo alzati abbastanza presto in quanto il programma prevedeva il trasferimento a Gerusalemme. Così, dopo la Messa nel santuario dell’Annunciazione, siamo partiti. In tarda mattina siamo arrivati al Giordano, nel luogo dove S. Giovanni Battista battezzava e lì anche noi abbiamo rinnovato le nostre promesse battesimali. Poi abbiamo proseguito per Gerico, dove abbiamo visto (solo da lontano) la montagna delle tentazioni di Gesù nel deserto di Giuda. Al pomeriggio Qumran, il mar Morto e Betania, dove Gesù era spesso ospite di Marta, Maria e Lazzaro. Siamo quindi arrivati a Gerusalemme poco prima del tramonto. Poiché la Casa francescana che ci  ospitava si trovava nei pressi del Santo Sepolcro, dopo cena ci siamo andati ma solo in tempo per assistere alla chiusura della sua porta secondo un rituale molto particolare.

Il quinto giorno, visita a Betlemme. A sorpresa P. Benjamin è riuscito a inserire il nostro gruppo nel turno della Messa  dei cattolici nella grotta della Natività e così, in un’atmosfera di commozione e di profonda partecipazione, ci siamo trovati a vivere un’esperienza indimenticabile…

Anche il giorno successivo, il dieci agosto, ci siamo trovati a vivere una situazione di profondo coinvolgimento emotivo e spirituale con la partecipazione all’ Eucaristia all’interno del sepolcro di Gesù.  Successivamente, visita del Cenacolo e della chiesa della Dormizione di Maria.

A questo punto P. Beniamino e  Sr. Bonaria ci hanno proposto una veglia notturna nel Santo Sepolcro, proposta alla quale quasi tutti abbiamo aderito con entusiasmo. La veglia non è stata gravosa, bensì lo stare in preghiera quasi tutta la notte è stata un’esperienza indimenticabile: ognuno di noi ha avuto modo di sostare in raccoglimento nel luogo dove Gesù ha vissuto i momenti decisivi e più dolorosi della sua esperienza terrena e, come Gesù, abbiamo cercato di portare al Padre nelle nostre preghiere  non solo noi stessi, ma tutte le persone e le situazioni che egli ci affida.

Insomma, potrei dire che il pellegrinaggio in Terra Santa ha svelato ai miei occhi la verità di Gesù fatto uomo come me, come noi. Da allora, la lettura e l’ascolto della Parola di Dio mi sembra più familiare, non più una realtà lontana ma una geografia di nomi e di luoghi che, con la grazia di Dio, mi ha avvicinato un po’ di più al cielo… (Sandro Pisano)

Il Signore e la Madre celeste ci benedicano!

 

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