ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Gennaio 23, 2016

Venerdì XXXIV per Anno 2015

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Venerdì XXXIV per Anno 2015 Gesù piange su un mondo che uccide e non capisce la pace

CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù Eucaristia, hai sofferto per renderci felici, perché la tua gioia sia in noi e che la nostra gioia sia perfetta. Offrendoti e immolandoti, il tuo cuore aveva di mira la nostra felicità. Aiutaci a comprendere il dono della pace , da cui nasce la gioia del cuore. Poiché questo dono l’hai pagato a così alto prezzo, fa’ che possiamo accoglierlo pienamente in noi.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, tu sei la pace personificata. Vieni a renderci partecipi di questa pace essenziale, mettendoci in armonia con Gesù e con il Padre. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

Gesù piange su un mondo che uccide e non capisce la pace

Tutto il mondo” oggi “è in guerra”, per la quale “non c’è giustificazione”. E il rifiuto  della “strada della pace” fa sì che Dio stesso, che Gesù stesso, piangano.

1 – Il mondo truccato a festa
Gesù si avvicina a Gerusalemme, la osserva e piange, e dice: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi”.

Ma anche oggi Gesù piange. Perché noi abbiamo preferito la strada delle guerre, dell’odio, delle inimicizie. Siamo vicini al Natale: … tutto truccato: il mondo continua a fare le guerre. Il mondo non ha compreso la strada della pace”. Adorazione silenziosa

2 – Guerra per le tasche dei trafficanti
Il Papa ricorda le commemorazioni recenti sulla seconda guerra mondiale, le bombe di Hiroshima e Nagasaki, la sua visita a Redipuglia: “Stragi inutili”. “Dappertutto c’è la guerra, oggi, c’è l’odio”. E poi domanda: “Cosa rimane di una guerra, di questa, che noi stiamo vivendo adesso?”:

Rovine, bambini senza educazione, morti innocenti: tanti!, e tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi. Una volta, Gesù ha detto: ‘Non si può servire due padroni: o Dio, o le ricchezze’. La guerra è proprio la scelta per le ricchezze. C’è una parola brutta del Signore: ‘Maledetti!’. Perché Lui ha detto: ‘Benedetti gli operatori di pace!’. Questi che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti. Una guerra si può giustificare con tante ragioni. Ma quando tutto il mondo, come è oggi: è una guerra mondiale, non c’è giustificazione. E Dio piange. Gesù piange”. Adorazione silenziosa

3 – Il mondo pianga per i suoi crimini
“E mentre i trafficanti di armi fanno il loro lavoro, ci sono i poveri operatori di pace che soltanto per aiutare una persona danno la vita”. Come fece “un’icona dei nostri tempi, Teresa di Calcutta”. Contro la quale si potrebbe dire: ‘Ma cosa ha fatto quella donna? Ha perso la sua vita aiutando la gente a morire”. Non si capisce la strada della pace…”:

Farà bene anche a noi chiedere la grazia del pianto, per questo mondo che non riconosce la strada della pace. Che vive per fare la guerra, con il cinismo di dire di non farla. Chiediamo la conversione del cuore. Proprio alla porta di questo Giubileo della Misericordia; che il nostro giubilo, la nostra gioia sia la grazia che il mondo ritrovi la capacità di piangere per i suoi crimini, per quello che fa con le guerre”. (Papa Francesco 19 Novembre 2015)

Adorazione silenziosa

  • II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.

Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)

LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO

Venerdì XXXIII per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 9:43 pm

Venerdì XXXIII per Anno 2015 –

Dio è la “grande bellezza”, tutto il resto tramonta

 

CANTO

–      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO  

Gesù Eucaristia,  desiderio del nostro cuore, quanto abbiamo fame del tuo amore! Sentiamo questo bisogno nel più profondo di noi stessi, bisogno di essere amati, di essere amati da te, perché tutti gli altri amori sono caduchi se non sono fondati nel tuo.

       (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)                                                                                                                    

–       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO      

Spirito Santo, Spirito di bellezza trascendente, donaci di desiderare le bellezze spirituali che non tramontano e non passano mai. Aiutaci a cercare la Bellezza assoluta, quella che è nascosta in Dio e che noi dobbiamo scoprire.                                                  (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 

  • I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA  PAROLA                                             

Dio è la “grande bellezza”, tutto il resto tramonta

 Ci sono due pericoli che insidiano i credenti: la tentazione di divinizzare le cose della terra e persino di idolatrare le “abitudini”, come se tutto dovesse durare per sempre. Invece, l’unica bellezza eterna a cui guardare è quella di Dio

“La grande bellezza è Dio” ( vedi Salmo): “I cieli narrano la bellezza di Dio”. Il problema dell’uomo è che spesso si prostra davanti a ciò che, di quello splendore, è solo un riflesso.

1 – Attaccati alle bellezze di qua
Ci sono due idolatrie nelle quali anche chi ha fede può cadere. La prima Lettura e il Salmo parlano “della bellezza della creazione”, ma sottolineano pure “l’errore” di “chi in queste cose belle non è stata capace di guardare al di là e cioè alla trascendenza”.   Ci si ferma a una bellezza “senza un oltre”:

“Si sono attaccati a questa idolatria; sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia. Non hanno pensato quanto è superiore il loro sovrano. E’ una idolatria guardare le bellezze senza pensare che ci sarà un tramonto. Tutti abbiamo il pericolo di averla. E’ l’idolatria dell’immanenza. Crediamo che le cose sono quasi dei, non finiranno mai.

Adorazione silenziosa

2 – Divinizzare le abitudini
L’altra idolatria  “è quella delle abitudini” che rendono sordo il cuore. Il Papa la illustra richiamando  gli uomini e  le donne ai tempi di Noè o a quelli di Sodoma quando, ricorda, “mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito” senza curarsi di altro, fino al momento del diluvio o della pioggia di fuoco e zolfo, della distruzione assoluta.

“Tutto è abituale. La vita è così. E’ una idolatria essere attaccato alle abitudini, senza pensare che questo finirà. La Chiesa ci fa guardare al fine di queste cose. Anche le abitudini possono essere pensate come dei. L’idolatria? La vita è così, andiamo così avanti… E così come la bellezza finirà in un’altra bellezza, l’abitudine nostra finirà in un’eternità, in un’altra abitudine. Ma c’è Dio!”.

Adorazione silenziosa

3 – -Guardare alla bellezza che non tramonta
Invece  bisogna puntare lo sguardo “sempre oltre”, all’“abitudine finale”, all’unico Dio che sta oltre “la fine delle cose create”, come la Chiesa insegna in questi giorni che concludono l’Anno liturgico, per non ripetere l’errore fatale di guardarsi alle spalle, come accadde alla moglie di Lot, e avendo la certezza che se “la vita è bella, anche il tramonto sarà tanto bello”:

“Noi – i credenti – non siamo gente che torna indietro, che cede, ma gente che va sempre avanti”. Andare sempre avanti in questa vita, guardando le bellezze e con le abitudini che abbiamo tutti noi, ma senza divinizzarle. Finiranno… Siano queste piccole bellezze, che riflettono la grande bellezza, le nostre abitudini per sopravvivere nel canto eterno, nella contemplazione della gloria di Dio”.   (Papa Francesco)                                                                                  Adorazione silenziosa

 

  • II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

 

  1. A) L’ascoltiamo in silenzio  B)  La meditiamo  (ruminazione!)    

            “Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!”  La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.  

     

                              Seguono le nostre risonanze!           Canto         

 

 

  1. C)  Lasciamo sgorgare la preghiera    (che vogliamo esprimere a voce alta)

   LODIAMO  Gesù      

–   RINGRAZIAMOLO

–   DOMANDIAMOGLI  PERDONO  E  INTERCEDIAMO PRESSO  DI  LUI

  • III– GESU’  PASSA  IN  MEZZO A NOI   E  CI  BENEDICE

Gennaio 20, 2016

Venerdì XXX per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:52 pm

Venerdì XXX per Anno 2015 Dio esce a cercarci e ci ama senza misura

CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù Eucaristia, poiché siamo tentati di non credere al tuo amore, dacci degli occhi nuovi per vedere ciò che sembrava incredibile, per riconoscere l’immensità infinita della tua bontà.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, poiché l’amore di Dio sorpassa ogni conoscenza, degnati di elevare la nostra intelligenza troppo debole, all’altezza divina del tuo cuore. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

1 – Dio non sta fermo, esce a cercarci e ci ama senza misura

Dio dona sempre con larghezza la sua grazia agli uomini: capire l’abbondanza dell’amore divino è sempre frutto di una grazia. Abbondante. L’amore di Dio per l’uomo è così. Di una generosità che all’uomo invece sfugge. La salvezza portata da Gesù, che supera la caduta di Adamo, è una dimostrazione di questo darsi con abbondanza. E la salvezza “è l’amicizia tra noi e Lui”. “Come dà Dio, in questo caso l’amicizia, la nostra salvezza? Dà come dice che darà a noi quando facciamo un’opera buona: ci darà una misura buona, pigiata, colma, traboccante… Questo fa pensare all’abbondanza; e questa parola, ‘abbondanza’,  in questo brano viene ripetuta tre volte. Dio dà nell’abbondanza fino al punto di dire, Paolo: ‘Dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia’. Sovrabbonda, tutto. E questo è l’amore di Dio: senza misura. Tutto se stesso”.

Adorazione silenziosa

2 – Un Dio che esce
Senza misura come il padre della parabola evangelica, che tutti i giorni scruta l’orizzonte per vedere se suo figlio ha deciso di ritornare da lui. “Il cuore di Dio non è chiuso: è sempre aperto. E quando noi arriviamo, come quel figlio, ci abbraccia, ci bacia: un Dio che fa festa”. “Dio non è un Dio meschino: Lui non conosce la meschinità. Lui dà tutto. Dio non è un Dio fermo: Egli guarda, aspetta che noi ci convertiamo. Dio è un Dio che esce: esce a cercare, a cercare ognuno di noi. Ma questo è vero? Sì, ogni giorno Lui ci cerca, ci sta cercando. Come ha già fatto nella Parola della pecora smarrita o della moneta perduta: cerca. E’ sempre così”.

Adorazione silenziosa

3 – Abbraccio senza misura In cielo si fa “più festa” per un solo peccatore che si converte che per cento che rimangono giusti. E tuttavia non è facile, con i nostri criteri umani”, piccoli e limitati, “capire l’amore di Dio”. Lo si comprende per una “grazia”, come lo aveva compreso, quella suora 84.enne, conosciuta nella sua diocesi, che ancora girava costantemente per le corsie dell’ospedale a parlare con un sorriso dell’amore di Dio ai malati. Lei, conclude il Papa, ha avuto “il dono di capire questo mistero, questa sovrabbondanza” dell’amore di Dio, che ai più sfugge. “E’ vero, noi sempre abbiamo l’abitudine di misurare le situazioni, le cose, con le misure che noi abbiamo: e le nostre misure sono piccole. Per questo, ci farà bene chiedere allo Spirito Santo la grazia, pregare lo Spirito Santo, la grazia di avvicinarci almeno un po’ per capire questo amore e avere la voglia di essere abbracciati, baciati con quella misura senza limiti”.

(Papa Francesco) Adorazione silenziosa

  • II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.

Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)

LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO

– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

  • III– GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

 

 

 

Venerdì XXIX per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:48 pm

Venerdì XXIX per Anno 2015 Il nostro sforzo apre allo Spirito

CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù Eucaristia, Dinanzi al sacrificio il tuo Cuore si è pienamente aperto, senza nessuna esitazione, alla grandezza del Padre che reclamava l‘offerta di te stesso e all’immensità delle anime che ne devono beneficiare. Vieni dunque a dilatare la nostra generosità, così incline a sfuggire dinanzi alla prospettiva di un dono totale.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, vieni ad aprire le porte del nostro spirito e del nostro cuore. Aprile definitivamente e non permettere che noi tentiamo richiuderle. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

IL NOSTRO SFORZO APRE LA PORTA DEL CUORE ALLO SPIRITO SANTO. 1 – Il nostro sforzo serve alla santificazione La conversione, per il cristiano, “è un compito, è un lavoro di tutti i giorni” che ci porta all’incontro con Gesù. Per il cristiano la conversione “è un compito, un lavoro di tutti i giorni”. Per passare dal servizio dell’iniquità alla santificazione, dobbiamo sforzarci quotidianamente (S. Paolo).

San Paolo usa “l’immagine dello sportivo”, l’uomo che “si allena per prepararsi alla partita e fa uno sforzo grande”. E dice: “Ma se questo, per vincere una partita fa questo sforzo, ma noi, che dobbiamo arrivare a quella vittoria grande del Cielo, come faremo?”. San Paolo, ha dunque ripreso, ci “esorta tanto ad andare avanti in questo sforzo”:

Ah, Padre, possiamo pensare che la santificazione viene per lo sforzo che io faccio, come la vittoria per quello che fa lo sport viene per l’allenamento?’. No. Lo sforzo che noi facciamo, di servire il Signore con la nostra anima, con il nostro cuore, con il nostro corpo, con tutta la nostra vita apre soltanto la porta allo Spirito Santo. E’ Lui che entra in noi e ci salva! Lui è il dono in Gesù Cristo! Adorazione silenziosa

Andare avanti, non indietreggiare di fronte alle tentazioni
Un compito difficile, “perché la nostra debolezza, il peccato originale, il diavolo sempre ci tirano indietro”. L’autore della Lettera agli Ebrei, “ci ammonisce contro questa tentazione di indietreggiare”; ci dice di “non andare indietro, non cedere”. Bisogna “andare avanti sempre: un po’ ogni giorno” anche “quando c’è una grande difficoltà”.

Alcuni mesi fa, ho incontrato una donna. Giovane, madre di famiglia – una bella famiglia – che aveva il cancro. Un cancro brutto. Ma lei si muoveva con felicità, faceva come se fosse sana. Diceva: ‘Padre, ce la metto tutta per vincere il cancro!’. Così il cristiano. Noi che abbiamo ricevuto questo dono in Gesù Cristo e siamo passati dal peccato alla vita del dono in Cristo, nello Spirito Santo, dobbiamo fare lo stesso. Ogni giorno un passo. Ogni giorno un passo”. Adorazione silenziosa

 

Chiediamo la grazia di essere bravi nell’allenamento della vita
Ci sono alcune tentazioni come la “voglia di chiacchierare” contro qualcuno. In quel caso bisogna sforzarsi per tacere. Oppure ci “viene un po’ di sonno” e non abbiamo “voglia di pregare” ma poi preghiamo un po’. Occorre partire dalle piccole cose. Queste “Ci aiutano a non cedere, a non andare indietro, a non tornare all’iniquità ma ad andare avanti verso questo dono, questa promessa di Gesù Cristo che sarà propriamente l’incontro con Lui. Chiediamo al Signore questa grazia: di essere bravi, di essere bravi in questo allenamento della vita verso l’incontro, perché abbiamo ricevuto il dono della giustificazione, il dono della grazia, il dono dello Spirito in Cristo Gesù”.
(Papa Francesco) Adorazione silenziosa

  • II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.

Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)

LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO

– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

  • III– GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

Venerdì XXVIII per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:40 pm

Venerdì XXVIII per Anno 2015 D io vuole misericordia

CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù Eucaristia, Sei venuto al mondo come Salvatore, perciò il tuo cuore è pieno di misericordia con i peccatori. Hai rifiutato di condannarli e in essi hai visto delle paghe da curare, una vista da ridonare, una paralisi da guarire, delle catene da spezzare. Gesù ti affidiamo la nostra miseria, venendo a te come al nostro liberatore.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, vieni ad aprire le porte del nostro spirito e del nostro cuore. Apri il nostro affetto a tutti quelli che sono privi di amore, a quanti chiedono conforto. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA D io vuole misericordia

Guardiamoci dall’avere un cuore duro che non lascia entrare la misericordia di Dio. Il Papa ha esortato a non resistere alla misericordia del Signore, credendo più importanti i propri pensieri o un elenco di comandamenti da osservare

Il profeta Giona resiste alla volontà di Dio, ma alla fine impara che deve obbedire al Signore.

Davvero fa il miracolo, perché in questo caso lui ha lasciato da parte la sua testardaggine e ha obbedito alla volontà di Dio, e ha fatto quello che il Signore gli aveva comandato”.

Ninive, dunque, si converte e davanti a questa conversione, Giona, che è uomo “non docile allo Spirito di Dio, si arrabbia”: “Giona provò grande dispiacere e fu sdegnato”. E, addirittura, “rimprovera il Signore”.

 

1 – Se il cuore è duro, la misericordia di Dio non può entrare
La storia di Giona e Ninive si articola in tre capitoli:  il primo “
è la resistenza alla missione che il Signore gli affida; il secondo “ quando si obbedisce si fanno miracoli. L’obbedienza alla volontà di Dio e Ninive si converte”. Nel terzo capitolo, “ la resistenza alla misericordia di Dio”:

Quelle parole, ‘Signore, non era forse questo che dicevo quando ero nel mio Paese? Perché Tu sei un Dio misericordioso e pietoso’, e io ho fatto tutto il lavoro di predicare, io ho fatto il mio mestiere ben fatto, e Tu li perdoni? E’ il cuore con quella durezza che non lascia entrare la misericordia di Dio. E’ più importante la mia predica, sono più importanti i miei pensieri, tutto fuorché la misericordia di Dio”. Adorazione silenziosa

2 – Anche Gesù non era capito per la sua misericordia
“E questo dramma Gesù lo ha vissuto con i Dottori della Legge, che non capivano perché Lui non lasciò lapidare quella donna adultera. Non capivano la misericordia. ‘Tu sei misericordioso e pietoso’”. Il Salmo ci suggerisce di “attendere il Signore perché con il Signore è la misericordia, e grande è con Lui la redenzione”.

Adorazione silenziosa

 

3 – No ai ministri della rigidità, il Signore ci chiede misericordia
“Dove c’è il Signore – riprende Francesco – c’è la misericordia. E Sant’Ambrogio aggiungeva: ‘E dove c’è la rigidità ci sono i suoi ministri’. La testardaggine che sfida la missione, che sfida la misericordia”:

Vicini all’inizio dell’Anno della Misericordia, preghiamo il Signore che ci faccia capire come è il suo cuore, cosa significa ‘misericordia’, cosa vuol dire quando Lui dice: ‘Misericordia voglio, e non sacrificio!’. E per questo, nella preghiera Colletta della Messa abbiamo pregato tanto con quella frase tanto bella: ‘Effondi su di noi la Tua misericordia’, perché soltanto si capisce la misericordia di Dio quando è stata versata su di noi, sui nostri peccati, sulle nostre miserie …” (Papa Francesco)

Adorazione silenziosa

  • La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.

Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)

LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO

– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

  • III– GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

Venerdì XXV per Anno 2015 –

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:36 pm

Venerdì XXV per Anno 2015«La Chiesa getti ponti e abbatta muri»

CANTO

METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Maria, non andare da sola: prendimi con te. Cercherò di camminare in fretta come te, e potrò farlo grazie all’ardore che mi comunicherai. Tu hai ricevuto or ora Gesù nel tuo seno e lo porti tanto gioiosamente perché è Lui che ti porta.

(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristica)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, guida anche me, con lo stesso fervore con cui hai animato Maria, incontro ai fratelli, e fa’ che la mia anima di peccatore scompaia davanti a Gesù che io posseggo; così il contatto con Cristo che vive in me, produca un meraviglioso effetto di luce e di gioia. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

  • ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA «La Chiesa getti ponti e abbatta muri»

1 – Visitati da Dio per visitare. La presenza di Dio nella nostra vita non ci lascia mai tranquilli, ci spinge sempre a muoverci. Quando Dio ci visita, sempre ci tira fuori di casa. Visitati per visitare, incontrati per incontrare, amati per amare . La gioia che scaturisce dal sapere che Dio è con noi, ci porta a condividere la gioia ricevuta, e condividerla come servizio, come dedizione in tutte quelle situazioni “imbarazzanti” che i nostri vicini o parenti stanno vivendo.

Maria, la prima discepola, visitata è uscita a visitare. E da quel primo giorno. E’ stata la donna che ha visitato tanti uomini e donne, bambini e anziani, giovani. Ha saputo visitare e accompagnare nelle drammatiche gestazioni di molti dei nostri popoli . Anche queste terre sono state visitate dalla sua presenza materna. La patria cubana è nata e cresciuta nel calore della devozione alla Vergine della Carità.

Ella ha dato una forma propria e speciale all’anima suscitando nel cuore dei cubani i migliori ideali di amore per Dio, per la famiglia e per la Patria.

Adorazione silenziosa

2 – La forza della tenerezza e dell’affetto. «Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 288). Giorno dopo giorno, siamo invitati a rinnovare la nostra fede. Siamo invitati a vivere la rivoluzione della tenerezza come Maria, Madre della Carità. Siamo invitati a “uscire di casa”, a tenere gli occhi e il cuore aperti agli altri. La nostra rivoluzione passa attraverso la tenerezza, attraverso la gioia che diventa sempre prossimità, che si fa sempre compassione – che è patire-con, per liberare – e ci porta a coinvolgerci, per servire, nella vita degli altri. La nostra fede ci fa uscire di casa e andare incontro agli altri per condividere gioie e dolori, speranze e frustrazioni. La nostra fede ci porta fuori di casa per visitare il malato, il prigioniero, chi piange e chi sa anche ridere con chi ride, gioire con le gioie dei vicini.

Adorazione silenziosa

3 – Uscire di casa per seminare riconciliazione . Come Maria, vogliamo essere una Chiesa che serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità di un popolo nobile e dignitoso. Come Maria, Madre della Carità, vogliamo essere una Chiesa che esca di casa per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione. Come Maria vogliamo essere una Chiesa che sappia accompagnare tutte le situazioni “imbarazzanti” della nostra gente, impegnati nella vita, nella cultura, nella società, non nascondendoci ma camminando con i nostri fratelli, tutti insieme. Tutti insieme, servendo, aiutando. Tutti figli di Dio, figli di Maria. Questa è la nostra più grande ricchezza e la migliore eredità che possiamo lasciare: come Maria, imparare ad uscire di casa sui sentieri della visitazione. E imparare a pregare con Maria, perché la sua preghiera è colma di memoria e di ringraziamento; è il cantico del Popolo di Dio che cammina nella storia. E’ la memoria viva che Dio è in mezzo a noi; è la memoria perenne che Dio ha guardato l’umiltà della sua gente, ha soccorso il suo servo come aveva promesso ai nostri padri e alla loro discendenza per sempre. (Papa Francesco – 22 settembre 2015 ). Adorazione silenziosa

  • La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.

Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)

LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO

– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

  • III– GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

Venerdì V per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:28 pm

Venerdì V per Anno 2015  Solo chi cerca, trova 

  • CANTO
  • I – CI PREPARIAMO ALLA PREGHIERA
  • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI DIO Gesù, nascondendoti ai miei occhi, tu obblighi l’anima mia a cercati. A coloro che ti cercano, tu hai promesso che ti avrebbero trovato. Aiutami a trovarti sempre più e a non perdere mai quello che ho travato

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, spalanca la porta del tabernacolo e più ancora la porta del cuore di Gesù. Fammi trovare in Gesù il mio Dio, l’infinito al quale tutto il mio essere anela.

  • II – PAROLA DELLA CHIESA Cercare Dio

Gli inquieti vedranno Dio
La lettura della Genesi che parla della creazione dell’uomo “a immagine di Dio” suggerisce a Papa Francesco che per incontrare Dio bisogna rischiare e mettersi in cammino, perché un cristiano “quieto” non potrà “mai conoscere” il volto del Padre

Se un cristiano vuole conoscere la sua identità, non può starsene comodo in poltrona a sfogliare un libro perché al mondo “non c’è un catalogo” con dentro “l’immagine di Dio”. E nemmeno può disegnarsi un Dio di comodo obbedendo a regole che con Dio non hanno niente a che fare.

Chi non si mette in cammino, mai conoscerà l’immagine di Dio, mai troverà il volto di Dio. I cristiani seduti, i cristiani quieti non conosceranno il volto di Dio: non lo conoscono. Dicono: ‘Dio è così, così…’, ma non lo conoscono; i quieti. Per camminare è necessaria quella inquietudine che lo stesso Dio ha messo nel nostro cuore e che ti porta avanti a cercarlo”.

Adoriamo in silenzio

La “caricatura” di Dio
Certo,
“mettersi in cammino è lasciare che Dio o la vita ci metta alla prova; mettersi in cammino è rischiare”. E così hanno fatto, sfidando pericoli e sentendosi abbattere dalla fatica e dalla sfiducia, anche giganti come il profeta Elia, o Geremia, o Giobbe. Ma c’è anche un altro modo di stare fermi e dunque falsare la ricerca di Dio, che Francesco rileva nell’episodio del Vangelo in cui scribi e farisei rimproverano Gesù perché i suoi discepoli mangiano senza aver assolto alle abluzioni rituali:

Nel Vangelo, Gesù incontra gente che ha paura di mettersi in cammino e che si “adatta con una caricatura di Dio. E’ una falsa carta d’identità. Questi non-inquieti hanno fatto tacere l’inquietudine del cuore, dipingono Dio con comandamenti e si dimenticano di Dio: ‘Voi, trascurando il comandamento di Dio, osservate la tradizione degli uomini’, e così si allontanano da Dio, non camminano verso Dio e quando hanno un’insicurezza, inventano o fanno un altro comandamento”.

Adoriamo in silenzio

La grazia di stare in cammino
Chi si comporta in questo modo compie un “cammino che non cammina, un cammino quieto”:

Oggi la liturgia ci fa riflettere su questi due testi: due carte d’identità. Quella che tutti noi abbiamo, perché il Signore ci ha fatto così, e quella che ci dice: ‘Mettiti in cammino e tu avrai conoscenza della tua identità, perché tu sei immagine di Dio, sei fatto a somiglianza di Dio. Mettiti in cammino e cerca Dio’. E l’altra: ‘No, stai tranquillo: compi tutti questi comandamenti e questo è Dio. Questo è il volto di Dio’. Che il Signore ci dia a tutti la grazia del coraggio di metterci sempre in cammino, per cercare il volto del Signore, quel volto che un giorno vedremo ma che qui, sulla Terra, dobbiamo cercare”.

(vedi Papa Francesco 3 Febbraio 2015) Adoriamo in silenzio

 

Ø La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

`Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo. Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta) — LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO – DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

Ø GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICI

 

Venerdì IV per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:21 pm

Venerdì IV per Anno 2015  ascoltare Vangelo. Gesù è speranza

  • CANTO
  • I – CI PREPARIAMO ALLA PREGHIERA
  • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI DIO O Gesù, in quest’adorazione, preparami a vederti! Fammi desiderare di possederti eternamene. Fammi vivere della speranza di un amore perfetto, pienamente felice, ed attingere in questa speranza la forza per servirti meglio!

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, donaci di contemplare Cristo come lo contempla il Padre, con una compiacenza senza limiti. Donaci un’anima contemplativa, affamata della presenza del Signore e avida di immergersi nella sua intimità.

  • II – PAROLA DELLA CHIESA ascoltare Vangelo. Gesù è speranza

La contemplazione quotidiana del Vangelo ci aiuta ad avere la vera speranza. Il Pontefice ha nuovamente esortato i fedeli a prendere il Vangelo ogni giorno, anche solo 10 minuti, per dialogare con il Signore,

Qual è il nocciolo della speranza? Tenere “fisso lo sguardo su Gesù (Lettera agli Ebrei) . Il Papa ha sottolineato che la speranza “si impara guardando Gesù”. Di qui, ha incentrato la sua riflessione sulla “preghiera di contemplazione”. è importante fare la “preghiera di contemplazione” e questa si può fare solo “col Vangelo in mano”.

1 -La preghiera di contemplazione
“‘Come faccio la contemplazione col Vangelo di oggi? Vedo che Gesù era in mezzo alla ‘folla’. La maggior parte della vita di Gesù è passata sulla strada, con la folla. Gesù era continuamente tra la gente. Contemplo Gesù così, mi immagino Gesù così. E dico a Gesù quello che mi viene in mente di dirgli”.

Gesù, ha detto il Papa, “non solo capisce la folla, sente la folla”, “sente il battere del cuore di ognuno di noi, di ognuno. Ha cura di tutti e di ciascuno, sempre!” quando il capo della sinagoga va “a raccontargli della figliuola ammalata gravemente: e Lui lascia tutto e si occupa di questo”. Gesù arriva nella casa, le donne piangono perché la bambina è morta, ma il Signore dice loro di stare tranquille e la gente lo deride. Qui si vede “la pazienza di Gesù”. E poi dopo la resurrezione della bambina, Gesù dice loro: “Per favore datele da mangiare”. “Gesù ha sempre i piccoli dettagli davanti a Lui”.

 “Quello che io ho fatto, con questo Vangelo – è proprio la preghiera di contemplazione: prendere il Vangelo, leggere e immaginarmi nella scena, immaginarmi cosa succede e parlare con Gesù, come mi viene dal cuore”.

Adoriamo in silenzio


2 -Tenere fisso lo sguardo su Gesù
“E con questo noi facciamo crescere la speranza, perché teniamo fisso lo sguardo su Gesù. Fate questa preghiera di contemplazione. ‘Ma ho tanto da fare!’. 15 minuti, prendi il Vangelo, un brano piccolo, immagina cosa è successo e parla con Gesù di quello. Così il tuo sguardo sarà fisso su Gesù Il tuo udito sarà fisso sulle parole di Gesù

E così la preghiera di contemplazione ci aiuta nella speranza. Vivere della sostanza del Vangelo. Pregare sempre “pregare le preghiere, pregare il Rosario, parlare col Signore, ma anche fare questa preghiera di contemplazione per tenere il nostro sguardo fisso su Gesù”. Da questa preghiera “viene la speranza”. E così “la nostra vita cristiana si muove fra memoria e speranza”

Adoriamo in silenzio

3 – Memoria e speranza
“Memoria di tutto il cammino passato, memoria di tante grazie ricevute dal Signore. E speranza, guardando il Signore, che è l’unico che può darmi la speranza. E per guardare il Signore, per conoscere il Signore, prendiamo il Vangelo e facciamo questa preghiera di contemplazione. Oggi, immaginate e dite qualcosa a Gesù. E niente di più. E così la vostra conoscenza di Gesù sarà più grande e la vostra speranza crescerà. Non dimenticate, tenendo fisso lo sguardo su Gesù. E per questo la preghiera di contemplazione”.

(vedi Papa Francesco 3 Febbraio 2015) Adoriamo in silenzio

Ø La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

`Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo. Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta) — LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO – DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

Ø GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICI

Venerdì III per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:15 pm

Venerdì III per Anno 2015   ascoltare Vangelo. Gesù è speranza

  • CANTO
  • I – CI PREPARIAMO ALLA PREGHIERA
  • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI DIO O Gesù, in quest’adorazione, preparami a vederti! Fammi desiderare di possederti eternamene. Fammi vivere della speranza di un amore perfetto, pienamente felice, ed attingere in questa speranza la forza per servirti meglio!

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo, donaci di contemplare Cristo come lo contempla il Padre, con una compiacenza senza limiti. Donaci un’anima contemplativa, affamata della presenza del Signore e avida di immergersi nella sua intimità.

  • II – PAROLA DELLA CHIESA ascoltare Vangelo. Gesù è speranza

La contemplazione quotidiana del Vangelo ci aiuta ad avere la vera speranza. Il Pontefice ha nuovamente esortato i fedeli a prendere il Vangelo ogni giorno, anche solo 10 minuti, per dialogare con il Signore,

Qual è il nocciolo della speranza? Tenere “fisso lo sguardo su Gesù (Lettera agli Ebrei) . Il Papa ha sottolineato che la speranza “si impara guardando Gesù”. Di qui, ha incentrato la sua riflessione sulla “preghiera di contemplazione”. è importante fare la “preghiera di contemplazione” e questa si può fare solo “col Vangelo in mano”.

1 -La preghiera di contemplazione
“‘Come faccio la contemplazione col Vangelo di oggi? Vedo che Gesù era in mezzo alla ‘folla’. La maggior parte della vita di Gesù è passata sulla strada, con la folla. Gesù era continuamente tra la gente. Contemplo Gesù così, mi immagino Gesù così. E dico a Gesù quello che mi viene in mente di dirgli”.

Gesù, ha detto il Papa, “non solo capisce la folla, sente la folla”, “sente il battere del cuore di ognuno di noi, di ognuno. Ha cura di tutti e di ciascuno, sempre!” quando il capo della sinagoga va “a raccontargli della figliuola ammalata gravemente: e Lui lascia tutto e si occupa di questo”. Gesù arriva nella casa, le donne piangono perché la bambina è morta, ma il Signore dice loro di stare tranquille e la gente lo deride. Qui si vede “la pazienza di Gesù”. E poi dopo la resurrezione della bambina, Gesù dice loro: “Per favore datele da mangiare”. “Gesù ha sempre i piccoli dettagli davanti a Lui”.

 “Quello che io ho fatto, con questo Vangelo – è proprio la preghiera di contemplazione: prendere il Vangelo, leggere e immaginarmi nella scena, immaginarmi cosa succede e parlare con Gesù, come mi viene dal cuore”.

Adoriamo in silenzio


2 -Tenere fisso lo sguardo su Gesù
“E con questo noi facciamo crescere la speranza, perché teniamo fisso lo sguardo su Gesù. Fate questa preghiera di contemplazione. ‘Ma ho tanto da fare!’. 15 minuti, prendi il Vangelo, un brano piccolo, immagina cosa è successo e parla con Gesù di quello. Così il tuo sguardo sarà fisso su Gesù Il tuo udito sarà fisso sulle parole di Gesù

E così la preghiera di contemplazione ci aiuta nella speranza. Vivere della sostanza del Vangelo. Pregare sempre “pregare le preghiere, pregare il Rosario, parlare col Signore, ma anche fare questa preghiera di contemplazione per tenere il nostro sguardo fisso su Gesù”. Da questa preghiera “viene la speranza”. E così “la nostra vita cristiana si muove fra memoria e speranza”

Adoriamo in silenzio

3 – Memoria e speranza
“Memoria di tutto il cammino passato, memoria di tante grazie ricevute dal Signore. E speranza, guardando il Signore, che è l’unico che può darmi la speranza. E per guardare il Signore, per conoscere il Signore, prendiamo il Vangelo e facciamo questa preghiera di contemplazione. Oggi, immaginate e dite qualcosa a Gesù. E niente di più. E così la vostra conoscenza di Gesù sarà più grande e la vostra speranza crescerà. Non dimenticate, tenendo fisso lo sguardo su Gesù. E per questo la preghiera di contemplazione”.

(vedi Papa Francesco 3 Febbraio 2015) Adoriamo in silenzio

Ø La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

`Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo. Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)

— LODIAMO Gesù

– RINGRAZIAMOLO

DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

Ø GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICI

Venerdì II per Anno 2015

Filed under: Traccia settimanale 2015 — admin @ 10:08 pm

Venerdì II per Anno  2015     Dio perdona sempre, perdona tutto

  CANTO

  • I – CI PREPARIAMO  ALLA  PREGHIERA                                                                                     
  • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI  DIO                                                    O  Gesù, di fronte a ingiustizie come quella della tua condanna a morte; di fronte agli insulti, alla crudeltà, le tue parole hanno continuato a distribuire il perdono e ad implorarlo dal Padre 

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO    Spirito Santo,  riconciliaci col Padre, offrendogli il pentimento delle nostre colpe, e comunicandoci il suo perdono. Riconciliaci con i fratelli, appena scorgi tra noi discussioni o malintesi

  • II – PAROLA DEL CHIESA     Dio perdona sempre, perdona tutto

La confessione non è un “giudizio”, ma un “incontro” con un Dio che perdona e dimentica ogni peccato alla persona che non si stanca di chiedere la sua misericordia.

E’ il “lavoro” di Dio, ed è un lavoro “bello”: riconciliare. Perché “il nostro Dio perdona” qualsiasi peccato, lo perdona “sempre”, fa “festa” quando uno gli chiede perdono e “dimentica” tutto.

                                                                      

1 – Dio perdona sempre
“Il Dio che riconcilia” sceglie di mandare Gesù per ristabilire un nuovo patto con l’umanità e il caposaldo di questo patto è fondamentalmente uno: il perdono. Un perdono che ha molte caratteristiche:

“Prima di tutto, Dio perdona sempre! Non si stanca di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Ma Lui non si stanca di perdonare. Quando Pietro chiese a Gesù: “Quante volte io devo perdonare? Sette volte?” – “Non sette volte: settanta volte sette”. Cioè sempre. Così perdona Dio: sempre. Ma se tu hai vissuto una vita di tanti peccati, di tante cose brutte, ma alla fine, un po’ pentito, chiedi perdono, ti perdona subito! Lui perdona sempre”.

Adoriamo in silenzio

2 – Dio perdona tutto e dimentica
Eppure, il dubbio che potrebbe sorgere nel cuore umano è sul “quanto” Dio sia disposto a perdonare. Ebbene basta “pentirsi e chiedere perdono”: “non si deve pagare niente”, perché già “Cristo ha pagato per noi”. Il modello è il figliol prodigo della parabola, che pentito prepara un discorso da fare a suo padre, il quale invece non lo fa nemmeno parlare ma lo abbraccia e lo tiene stretto a sé:

“Non c’è peccato che Lui non perdoni. Lui perdona tutto. ‘Ma, padre, io non vado a confessarmi perché ne ho fatte tante brutte, tante brutte, tante di quelle che non avrò perdono…’ No. Non è vero. Perdona tutto. Se tu vai pentito, perdona tutto. Quando… eh, tante volte non ti lascia parlare! Tu incominci a chiedere perdono e Lui ti fa sentire quella gioia del perdono prima che tu abbia finito di dire tutto”.

                                                                                   Adoriamo in silenzio

3 – Confessione non è giudizio ma incontro
E un’altra cosa: quando perdona, Dio “fa festa”. E infine, Dio “dimentica”. Perché quello che importa per Dio è “incontrarsi con noi”. E qui, Francesco suggerisce un esame di coscienza ai sacerdoti dentro al confessionale. “Sono disposto a perdonare tutto?”, “ a dimenticarmi i peccati di quella persona?”. La confessione, “più che un giudizio, è un incontro”:

“Tante volte le confessioni sembrano una pratica, una formalità: tutto meccanico! No! E l’incontro dov’è? L’incontro con il Signore che riconcilia, ti abbraccia e fa festa. E questo è il nostro Dio, tanto buono. Dobbiamo anche insegnare: che imparino i nostri bimbi, i nostri ragazzi a confessarsi bene, perché andare a confessarsi non è andare alla tintoria perché ti tolgono una macchia. No! E’ andare a incontrare il Padre, che riconcilia, che perdona e che fa festa”.   (Papa Francesco 23 Gennaio 2015)

Adoriamo in silenzio

Ø La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

  1. A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)

`Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.                                                                                                                                                                       Seguono le nostre risonanze!          Canto

  1. C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)                                                                                                                                                                                                             LODIAMO Gesù                                                                                                                                                                                                                                                                                                      RINGRAZIAMOLO                                                                                                                                                                                                                                                                                   DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

Ø  GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICI

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