ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Dicembre 12, 2016

La Speranza: “Consolate, consolate il mio popolo

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Venerdì II di Avvento 2016   La Speranza: “Consolate, consolate il mio popolo
CANTO
 I – CI PREPARIAMO ALLA PREGHIERA
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, Salvatore nostro, fa che nelle ore buie, la speranza sostenga e ravvivi la gioia e ravvivi il nostro coraggio. Mantieni innanzi ai nostri occhi la prospettiva di un mondo che alla fine ti apparterrà e sarà tutto di Dio.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, tu che facesti sobbalzare i primi discepoli scuotendo la loro dimora col soffio potente della Pentecoste, fa sobbalzare anche noi, perché possiamo, come loro, cantare le meraviglie di Dio e manifestarle con la nostra vita. (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 II – PAROLA DEL CHIESA
I. Isaia 40: “Consolate, consolate il mio popolo…”

1 – La speranza cristiana. La speranza non delude. L’ottimismo delude, la speranza no! Ne abbiamo bisogno, in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti e scoraggiati perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire.
Ma “Io spero, perché Dio è accanto a me” e “perché Dio cammina con me”; mi porta per mano. Dio non ci lascia soli. Il Signore Gesù ha vinto il male e ci ha aperto la strada della vita.
E allora, in particolare in questo tempo di Avvento è importante riflettere sulla speranza. Lasciamoci insegnare dal Signore cosa vuol dire sperare. Il profeta Isaia, si rivolge al popolo con un messaggio di consolazione:
«Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio.
Gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata 40,1-2.3-5).
Dio Padre consola e suscita consolatori, annunciando che è finita la tribolazione, il dolore, e il peccato è stato perdonato. È questo che guarisce il cuore afflitto e spaventato. Perciò “preparate la via al Signore .
Adoriamo in silenzio!

2 – La consolazione comincia con la possibilità di camminare sulla via di Dio, che approda nel deserto, così da poterlo attraversare e ritornare in patria attraverso una strada spianata nel deserto. Preparare quella strada vuol dire dunque preparare un cammino di salvezza e di liberazione da ogni ostacolo e inciampo.
L’esilio era stato un momento drammatico, quando il popolo aveva perso tutto: la patria, la libertà, e anche la fiducia in Dio. Si sentiva abbandonato e senza speranza. Invece, ecco l’appello del profeta che riapre il cuore alla fede. Il deserto è un luogo in cui è difficile vivere, ma proprio lì ora si potrà camminare per tornare in patria, a Dio, e tornare a sperare e sorridere. E’ proprio la speranza che ci insegna a sorridere per trovare quella strada che conduce a Dio. Chi si stacca da Dio è una persona senza sorriso. Il sorriso lo dà soltanto la speranza di trovare Dio.
La vita è spesso un deserto, ma se ci affidiamo a Dio può diventare bella. Basta non perdere mai la speranza, e credere nonostante tutto. La speranza ci porta a trovare Dio che si è fatto Bambino per noi. E ci farà sorridere, ci darà tutto!                                                                                                                                                                                     Adoriamo in silenzio!

3 – La conversione  E’ quello che diceva Giovanni il Battista quando invitava alla conversione. Diceva così: «Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore» (Mt 3,3). È una voce che grida ancora nello smarrimento di oggi, dovuto alla crisi di fede. Si dice “Io credo in Dio, sono cristiano”. Ma la tua vita è ben lontana dall’essere cristiano; è ben lontana da Dio! Ma qui si tratta di tornare a Dio, convertire il cuore a Dio, e andare a Lui che ci aspetta. Questa è la predicazione di Giovanni: “Preparare l’incontro con questo Bambino che ci ridonerà il sorriso e scriverà la vera storia: quella fatta da Dio con i suoi piccoli. Quei piccoli, cioè, che troviamo intorno a Gesù che nasce: Zaccaria ed Elisabetta, Maria, Giuseppe, i pastori, che erano disprezzati e non contavano nulla. Sono i piccoli, resi grandi dalla loro fede, i piccoli che sanno continuare a sperare. La speranza è la virtù dei piccoli. I grandi, i soddisfatti non conoscono la speranza; non sanno cosa sia.
Sono loro i piccoli con Dio, con Gesù che trasformano il deserto dell’esilio, della solitudine disperata, della sofferenza, in una strada piana su cui camminare per andare incontro alla gloria del Signore. E arriviamo al dunque: lasciamoci insegnare la speranza. Attendiamo fiduciosi la venuta del Signore, e qualunque sia il deserto delle nostre vite diventerà un giardino fiorito. La speranza non delude! (Mercoledì, 7 dicembre 2016).        Adoriamo in silenzio!

 NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)
“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.
Seguono le nostre risonanze! Canto

C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)
– LODIAMO Gesù
– RINGRAZIAMOLO
– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

 III – GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

Dicembre 3, 2016

Dio visita l’umanità

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TRACCIA  I Avvento 2016                  Dio visita l’umanità

  • CANTO

       I –  DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

  • PREGHIERA DELLA CELLULA

       I – METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO      

  •      Signore Gesù, poiché tu sei voluto così vicino a me, facendoti Uomo, prima, e poi per mezzo della Eucaristia, io non voglio rimanere a distanza, né semplicemente adorarti come la creatura adora il suo Creatore. Io vengo a te perché si effettui l’unione più completa, la fusione del mio essere col tuo. Poiché ne sono incapace, compi tu stesso questa unione, opera questa fusione con la forza del tuo amore.

 

–       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO                      Spirito Santo, tu che ci fai conoscere e amare Gesù, donaci di scoprirlo nella sua presenza eucaristica. Facci gustare questa presenza così povera, così semplice, ma così ricca di vita.

 

  • II – ASCOLTIAMO LA PAROLA DELLA CHIESA

 

1 – Dio visita l’umanità                             Con l’Avvento il popolo di Dio inizia un nuovo cammino di fede. Matteo(cfr Mt 24,37-44) ci introduce nel tema “la visita del Signore all’umanità. La prima visita è avvenuta con l’Incarnazione, la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme; la seconda avviene nel presente: il Signore ci visita continuamente, ogni giorno, cammina al nostro fianco ed è una presenza di consolazione; infine, ci sarà la terza, l’ultima visita, è quella che avverrà alla fine dei tempi

La Parola di Dio fa risaltare il contrasto tra lo svolgersi normale delle cose e la venuta improvvisa del Signore. Dice Gesù: «Come nei giorni che precedettero il diluvio, mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito … e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti» (vv. 38-39); così è per noi prima delle calamità: tutti facciamo le cose solite senza rendersi conto che la nostra vita sta per essere stravolta. Gesù non ci dice queste cose per  farci paura, ma per farci riflettere su ciò che veramente è essenziale perché tutto possiamo mettere in relazione con il Dio-che-viene-a-visitarci.                                                                           Adoriamo in silenzio

 

2  – Avvento: invito alla sobrietà          Queste parole serie sono per noi “un invito alla sobrietà, a non essere dominati dalle cose di questo mondo, dalle realtà materiali, ma piuttosto a governarle. Se, al contrario, ci lasciamo condizionare e sopraffare da esse, non possiamo percepire che c’è qualcosa di molto importante: il nostro incontro finale con il Signore; l’importante è proprio quell’incontro. Le cose di ogni giorno devono essere indirizzate a quest’incontro con il Signore che viene per noi. In quel momento, come dice il Vangelo, «due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato» (v. 40). È un invito alla vigilanza, perché non sapendo quando Egli verrà, bisogna essere sempre pronti a partire.                                                                                             Adoriamo in silenzio

 

3  – Il Signore viene       In questo tempo di Avvento, siamo chiamati ad allargare l’orizzonte del nostro cuore, a farci sorprendere dalla vita che si presenta ogni giorno con le sue novità. Per fare ciò occorre imparare a non dipendere dalle nostre sicurezze, dai nostri schemi consolidati, perché il Signore viene nell’ora in cui non immaginiamo. Viene per introdurci in una dimensione bella e grande: la più bella e la più grane.                                                       La Madonna, Vergine dell’Avvento, ci aiuti a non considerarci proprietari della nostra vita, a non fare resistenza quando il Signore viene per cambiarla, ma ad essere pronti a lasciarci visitare da Lui, ospite atteso e gradito anche se sconvolge i nostri piani.  (Angelus 27 Novembre)                                                                                                                                                                                                                                            Adoriamo in silenzio

   

  • – PADRE NOSTRO           
  • – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DÌ GESU’

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MARIANO: esempio per tutti noi cellule eucaristiche

Una sua figlia lo ricorda così:

“II 16 novembre mi sono sentita di nuovo una sposa, ma non eri più tu papà ad accompagnare me all’altare, ma io ho accompagnato te per ricevere l’ultima benedizione.

Fino all’ultimo sei stato un maestro con i tuoi sguardi, i tuoi silenzi, le tue carezze, il tuo senso di ospitalità e rispetto, il tuo accettare ii dolore senza un lamento.

Avvicinarti al Signore ti ha reso una persona diversa, migliore e quando hai fatto la scelta, l’hai fatta con grande coerenza mettendo la tua vita a servizio delle persone più bisognose.

Ricordo con gioia i momenti trascorsi a preparare e servire dei pasti caldi per i senza dimora e sorrido quando ricordo le volte che avevamo necessità a casa di te e tu a distribuire I viveri ai poveri della comunità.

Quante vedove avrai accompagnato in macchina a casa dopo la SS Messa o il Rosario e a quanti ammalati e dializzati hai impartito a domicilio la Comunione.

Tanti però, hanno anche riso di te.

Ti consideravano Pio, Don ma tu come Gesù stesso ha fatto sei andato avanti porgendo persino l’altra guancia.

Grazie per avermi insegnato ad essere umile e a guadagnarmi la vita, ad essere rispettosa e mai litigiosa. Ora che sono ripartita a Milano, dove vivo e lavoro, mi accorgo di aver riportato un bagaglio ricco di tante belle cose.

Io pregherò per te papà, tu veglia sempre su di noi”.

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Mariano, oltre che Apostolo di Gesù Eucarestia tra i malati, era anche CELLULA EUCARISTICA!

Di Mariano, a ragione si  possono dire queste e tante altre cose.

Il segreto del bel ricordo che ha lasciato in tutti noi, a noi piace trovarlo nella sua semplicità  e nella sua  serenità.

Si sa che più che le grandi opere, sono queste le cose che  generano in noi tanta ammirazione e simpatia.

Che cosa, soprattutto,  l’ha portato a essere una persona  da ricordare? Noi siamo convinti che sia la grazia di Dio e la preghiera, in maniera particolare l’Adorazione alla quale era fedelissimo

Lì incontrava Gesù che parlava al suo cuore e lo spingeva ad essere generoso nell’amore verso tutti, e in particolare verso i malati.

 

UNA PREGHIERA

“Il Dio della speranza riempia di ogni consolazione la famiglia di Mariano.

Egli continuerà a servire Messa con la stessa gioia e dedizione nel servizio, non più visibile perché ad Altezze insondabili mentre noi tra i banchi continueremo a vederlo con gli occhi del cuore e a pregare insieme nella comunione dei santi”.  (Cenza)

Novembre 25, 2016

Mondanità e bellezza della preghiera silenziosa di adorazione

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Venerdì  XXX III  per anno  2016   –   Mondanità e bellezza della preghiera silenziosa di adorazione

               CANTO

  • I – CI PREPARIAMO  ALLA  PREGHIERA     
    • CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI  DIO  Signore Gesù,  al cospetto della rua adorabile santità, aiutami a riconoscermi peccatore, profondamente peccatore. Mostrami le radici profonde delle mie colpe: l’orgoglio, l’egoismo …Fammi sentire il tuo invito al pentimento, alla implorazione fiduciosa del perdono, alla generosità per l’avvenire.
    • INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO                                                                                                           Spirito Santo, mediante il tuo amore che supera ogni divisione, ristabilisci l’unione ovunque essa è perduta o in pericolo. Riconciliaci col Padre e con Gesù, offrendo loro la sincera deplorazione delle nostre colpe e comunicandoci la benevolenza del loro perdono.  

 II – PAROLA DEL CHIESA    

«In quest’ultima settimana dell’anno liturgico — ha fatto subito notare il Papa — la Chiesa si impegna nel farci riflettere sulla fine del mondo, e di ognuno di noi». E «la Chiesa vuole che noi riflettiamo su questo: come sarà la fine». su tre voci: un grido, una voce potente e una voce sussurrata».

1 – La prima voce, «il grido» «a gran voce» dell’angelo (Apocalisse 18, 1-2.21-23; 19, 1-3.9). L’angelo «gridò a gran voce: “È caduta Babilonia”» che «seminava la corruzione nei cuori della gente. E’ un grido di vittoria.         «La corruzione è una forma di bestemmia: non c’è Dio», ma «c’è il Dio denaro, il Dio benessere, il Dio sfruttamento».                                                                                                                                                                                   Il Pontefice ha continuato: «questa Babilonia cade dal potere della corruzione:  l’angelo grida: “È caduta”». Così cadrà l’impero della vanità, come è caduto Satana.                                                                                                    Adoriamo in silenzio

2 –  La seconda voce, “potente”.  Una voce potente di folla immensa nel cielo che diceva: “Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio”». E’ il grido della folla, del popolo di Dio, il grido di lode: “Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio, perché veri e giusti sono i suoi giudizi”».

Questa, «è la voce potente dell’adorazione del popolo di Dio che si salva, e anche del popolo in cammino che ancora è sulla terra». Il popolo di Dio è «peccatore ma non corrotto: peccatore che sa chiedere perdono, che cerca la salvezza di Gesù Cristo». E «questo popolo si rallegra quando vede la fine: è la gioia della vittoria nel popolo di Dio che si fa adorazione, è la voce potente dell’adorare».

«Sempre il nostro atteggiamento è positivo. Il primo «grido» è, dunque, «la caduta». E «il secondo invece l’adorazione». Ma «per poter adorare dobbiamo incominciare qui a fare l’adorazione e per i cristiani non è facile adorare. Ma «adorare, la preghiera di adorazione, di lode, quella non è facile farla». Per questo «dobbiamo impararla.  Francesco ha invitato a mettersi «davanti al Signore, davanti al tabernacolo, in silenzio» e «adorare». L’adorazione infatti è una «bella preghiera perché questa preghiera dice soltanto: “Tu sei Dio, io sono un povero figlio amato da te». E «questo è molto bello: adorare».                                                                                          Adoriamo in silenzio

1 – La «terza voce» «non è né un grido né una voce potente: è un sussurro». Si legge infatti nel brano dell’Apocalisse: «Allora l’angelo mi disse: “Scrivi, beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello”».

«L’invito del Signore  è sempre una voce sussurrata, è una voce soave. Dio parla a Elia, con “un filo di silenzio sonoro”: che bello! La voce di Dio, quando parla al cuore è così: come un filo di silenzio sonoro, il sussurro di Dio». È proprio quella promessa che ha fatto al popolo: “Io lo chiamerò, io lo porterò al deserto e gli parlerò al cuore”, con questa voce soave».

«E sarà la fine, l’invito al banchetto di nozze dell’agnello». Questo «ci fa pensare che quelli che sono riusciti a entrare nel banchetto sono quelli che erano nei crocevia dei cammini, buoni e cattivi, ciechi, sordi, zoppi, tutti noi peccatori ma con l’umiltà sufficiente per dire: “Sono un peccatore e Dio mi salverà”». E «se abbiamo questo nel cuore  sentiremo questo sussurro: “Vieni, vieni al banchetto”».

In conclusione, “Quando cominceranno ad accadere queste cose (distruzione, vanità…), risollevatevi e alzate il capo, la vostra liberazione è vicina». Questo significa che «ti stanno invitando alle nozze dell’agnello». Il Signore ci dia questa grazia di prepararci a sentire questa voce: “Vieni, vieni, vieni servo fedele, peccatore ma fedele: vieni, vieni al banchetto del tuo Signore”». (Giovedì, 24 novembre 2016).                                                         Adoriamo in silenzio     

III – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA

  1. A) L’ascoltiamo –  in  silenzio     B) La meditiamo  (ruminazione!)   –   in silenzio.      

Seguono le nostre risonanze!         Canto

  1. C) Lasciamo nascere , spontanea , la preghiera    (che vogliamo esprimere a voce alta)
  • –      LODIAMOLO                                                                                                                                                                             RINGRAZIAMOLO                     
  •        DOMANDIAMO PERDONO                                                                                                                                                  INTERCEDIAMO
  • IV – GESU’  PASSA   IN MEZZO A NOI      E  CI  BENEDICE !

Novembre 19, 2016

Il regno di Dio cresce se custodiamo la speranza

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Venerdì XXXII per Anno.    Il Regno di Dio: cresce, è custodito nella speranza

 

1 – Il regno di Dio  cresce se custodiamo la speranza

Dobbiamo vincere la tentazione di una religione che cerca sempre rivelazioni nuove. Il regno di Dio  cresce se custodiamo la speranza nella vita di ogni giorno.

Nel Vangelo Gesù risponde ai farisei che gli chiedono con curiosità quando “verrà il regno di Dio”. “E’ già venuto – dice il Signore – è in mezzo a voi!”. E’ come un piccolo seme che viene seminato e cresce da solo, con il tempo. E’ Dio che lo fa crescere  ma senza che attiri l’attenzione

La nostra non è religione dello spettacolo “Il Regno di Dio non è fatto di cose che attirano la curiosità: rivelazioni, messaggi … Dio ha parlato in Gesù Cristo: questa è l’ultima Parola di Dio. Tutte le altre cose  sono come i fuochi d’artificio, che ti illuminano per un momento e poi non rimane niente. Lì non c’è crescita, non c’è luce, non c’è niente. Noi siamo tentati di cercare cose estranee alla rivelazione, alla mitezza del Regno di Dio che è in mezzo a noi e cresce: è la voglia di avere qualcosa in mano; ma qui non è la speranza!  La nostra salvezza invece si dà nella speranza, quella speranza che ha l’uomo che semina il grano o la donna che prepara il pane, mescolando lievito e farina: questa è la speranza che “fa crescere”. Le altre cose sono solo fuochi d’artificio: non servono per illuminare una casa. E’ uno spettacolo!”.

 

2 – Custodire con pazienza. Ma cosa dobbiamo fare mentre aspettiamo che venga la pienezza del regno di Dio? Dobbiamo “custodire”:

“Custodire con pazienza: pazienza nel nostro lavoro, nelle nostre sofferenze … Custodire la pazienza come  l’uomo che ha piantato il seme e custodisce la pianta e cerca che non ci sia cattiva erba vicino a lei, perché la pianta cresca. Custodire la speranza. E qui è la domanda che io faccio a voi, oggi: se il Regno di Dio è in mezzo a noi, se tutti noi abbiamo questo seme dentro, abbiamo lo Spirito Santo lì, come lo custodisco? Come so discernere la pianta buona del grano dalla zizzania? Il Regno di Dio cresce e noi cosa dobbiamo fare? Custodire. Crescere nella speranza, custodire la speranza. Perché nella speranza siamo stati salvati.

3 – La speranza è il filo della storia della salvezza.

E questo è il filo: La speranza di incontrare il Signore definitivamente”.

“Il regno di Dio diviene forte nella speranza”:

“Domandiamo a noi stessi: ‘Io ho speranza? O vado avanti come posso e non so discernere il buono dal male, il grano dalla zizzania, la luce, la mite luce dello Spirito Santo dalla luminosità di questa cosa artificiale?  Interroghiamoci sulla nostra speranza in questo seme che sta crescendo in noi;  Interroghiamoci su come custodiamo la nostra speranza. Il Regno di Dio è in mezzo a noi, ma noi dobbiamo con il riposo, con il lavoro, con il discernimento, custodire la speranza di questo Regno di Dio che cresce, fino al momento in cui verrà il Signore e tutto sarà trasformato. In un attimino: tutto! Il mondo, noi, tutto. E, come dice Paolo ai cristiani di Tessalonica, in quel momento rimarremo tutti con Lui

Ottobre 21, 2016

Vincere la desolazione spirituale con la preghiera

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Venerdì XXVII per Anno 2016  –    Vincere la desolazione spirituale con la preghiera

 

DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA 

– PREGHIERA DELLA CELLULA

–  METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO  

Signore Gesù, fonte della carità universale, donaci una mentalità internazionale, fondata sull’universalismo del tuo messaggio e della tua Chiesa. Tu che hai voluto costituire in una unità tutta la comunità umana, sviluppa in noi uno spirito missionario rivolto a tutta l’umanità.

(In silenzio  creiamo  un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia            

–       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO      

  Spirito Santo, apri la nostra mente, il nostro cuore, il nostro affetto a tutti quelli che sono privi di amore, a quanti chiedono conforto, ai poveri privi del necessario, ma soprattutto a quanti non conoscono Dio, il suo amore, la sua misericordia e la sua tenerezza.

 (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 

  • ASCOLTIAMO  E  PREGHIAMO  LA  PAROLA     

Cosa succede nel nostro cuore quando veniamo presi dalla “desolazione spirituale”?   Il Papa ha messo l’accento sull’importanza del silenzio e della preghiera per vincere i momenti più bui.  “Giobbe era nei guai: aveva perso tutto”. Egli fu spogliato di ogni suo bene, perfino dei suoi figli. Si sente ormai perso, ma non maledice il Signore.

 

1 – Tutti prima o poi viviamo una grande desolazione spirituale
Giobbe vive una grande “desolazione spirituale” e si sfoga davanti a Dio. E’ lo sfogo di un “figlio davanti al padre”: “La desolazione spirituale la proviamo tutti: può essere più forte, più debole … Ci si trova senza speranza, diffidenti, senza voglia di vivere, con tante agitazioni nel cuore e anche nelle idee … Nella desolazione uno si sente schiacciato: non riesce, e anche non vuol vivere: ‘Meglio è la morte!’. E’ lo sfogo di Giobbe. Meglio morire che vivere così. Noi dobbiamo capire quando il nostro spirito è in questo stato di tristezza allargata: a tutti noi capita, questo. Forte o non forte … A tutti noi. Capire cosa succede nel nostro cuore”.

Questa  è “la domanda che noi possiamo farci: ‘Cosa si deve fare quando noi viviamo questi momenti oscuri, per una tragedia familiare, una malattia, qualche cosa che mi porta giù”. Qualcuno  pensa di “prendere una pastiglia per dormire” e allontanarsi “dai fatti”, o “prendere due, tre, quattro bicchierini”. Questo, ha ammonito, “non aiuta”. La parola di Dio “ci fa vedere come fare con questa desolazione spirituale, quando siamo tiepidi, giù, senza speranza”.               Adorazione silenziosa

                                                                                                                                                         2 – Quando ci sentiamo persi, pregare Dio con insistenza.    Nel Salmo responsoriale, il Salmo 87, c’è la risposta: “Giunga fino a Te la mia preghiera, Signore”. Bisogna pregare, pregare forte, come ha fatto Giobbe: gridare giorno e notte affinché Dio tenda l’orecchio:

“E’ una preghiera in cui si bussa alla porta, ma con forza! ‘Signore, io sono sazio di sventure. La mia vita è sull’orlo degli Inferi. Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, sono come un uomo ormai senza forze’. Quante volte noi ci sentiamo così, senza forze … E questa è la preghiera. Lo stesso Signore ci insegna come pregare in questi brutti momenti. ‘Signore, mi hai gettato nella fossa più profonda. Pesa su di me il Tuo furore. Giunga fino a Te la mia preghiera’. Questa è la preghiera: così dobbiamo pregare nei momenti più brutti, più oscuri, nella desolazione, che ci schiacciano, proprio. Questo è pregare con autenticità. E anche sfogarsi come si è sfogato Giobbe con i figli. Come un figlio”.

Il Libro di Giobbe parla poi del silenzio degli amici. Davanti a una persona che soffre, ha sottolineato il Papa, “le parole possono fare male”. Quello che conta è stare vicino, far sentire la vicinanza, “ma non fare discorsi”.                                                                                                                                                                       Adorazione silenziosa

 

3 – Silenzio, presenza e preghiera, così si aiuta davvero chi soffre
“Quando una persona soffre, quando  è nella desolazione spirituale  si deve parlare il meno possibile e si deve aiutare con il silenzio, la vicinanza, le carezze; pregando il Padre”:

Prima di tutto, pregare per riconoscere in noi i momenti della desolazione spirituale, quando siamo nel buio, senza speranza, e domandarci perché. Secondo, pregare il Signore, per esempio con il Salmo 87 che ci insegna a pregare, nel momento del buio. ‘Giunga fino a Te la mia preghiera, Signore’. E terzo, quando io mi avvicino a una persona che soffre, malata, sofferente, nella desolazione, stare in silenzio; ma silenzio con tanto amore, vicinanza, carezze. E non fare discorsi che alla fine non aiutano, anzi  fanno del male”.

“Preghiamo il Signore  perché ci dia queste tre grazie: la grazia di riconoscere la desolazione spirituale, la grazia di pregare quando noi saremo stati sottomessi a questo stato di desolazione spirituale, e anche la grazia di sapere accompagnare le persone che soffrono momenti brutti di tristezza e di desolazione spirituale”.  Adorazione silenziosa

 

  • II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA                     A)L’ascoltiamo    in silenzio  B)  La meditiamo  (ruminazione!)    

            “Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!”  La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.        

        LODIAMO  Gesù      

–   RINGRAZIAMOLO

–   DOMANDIAMOGLI  PERDONO  E  INTERCEDIAMO PRESSO  DI  LUI

  • III– GESU’  PASSA  IN  MEZZO A NOI   E  CI  BENEDICE

Settembre 23, 2016

“Siate Misericordiosi come il padre vostro è misericordioso”.

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Venerdì XXV per Anno 2016 – “Siate Misericordiosi come il padre vostro è misericordioso”.

– DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA

– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, in risposta al peccato dell’uomo, che ti ha offeso profondamente, tu hai trovato nella profondità più grande della tua misericordia un magnifico disegno di salvezza.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, riconciliaci con il Padre, offrendogli la sincera deplorazione delle nostre colpe e comunicandoci il suo perdono. Mediante il tuo amore che supera ogni divisione, ristabilisci l’unione ovunque essa è perduta!
(In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
1 – “Siate Misericordiosi come il padre vostro è misericordioso”. Papa Francesco inizia sottolineando che la frase “Siate misericordiosi come il Padre” è un vero e proprio impegno di vita. Questo passo del vangelo ne ricorda un altro: ” siate perfetti come è perfetto il padre vostro celeste”. il Signore dice che la perfezione è l’Amore e che questo amore che rende perfetti è proprio l’amore misericordioso. Essere misericordiosi è la via corretta per giungere all’amore e quindi a Dio, ed avvicinarsi alla sua perfezione.
Il Santo Padre continua ponendosi una domanda che fa molto riflettere: “le parole del Signore sono realistiche?”. Basta guardare alla rivelazione di Dio si vede come essa è tutta fatta d’amore di Dio per gli uomini. Dio è come un padre o una madre che ama immensamente e riversa il suo amore su ogni creatura, fino ad arrivare al punto supremo del suo amore che è il sacrificio del suo unico figlio, la morte in croce di Gesù Cristo. Se si guarda a questo appare ovvio che noi e il nostro amore saremo sempre in difetto difronte a Dio, perché è impossibile eguagliare il suo amore, però Dio non ci chiede la stessa quantità del suo amore, ci chiede invece di essere testimoni, con la nostra vita e il nostro operato, della sua misericordia. La chiesa è e deve essere segno di questa misericordia divina. Un cuore pieno di misericordia è un cuore buono e puro, mentre chi non ha misericordia finisce per avere un cuore arido e duro. Adorazione silenziosa

2 – Perdonare e donare.
Due sono i pilastri della chiesa e della misericordia, e sono perfettamente spiegati attraverso due verbi: perdonare e donare. Il perdono significa per l’uomo avere la capacità di sospendere il giudizio e le condanne. Il Signore ci dice che per ottenere dei rapporti fraterni bisogna saper perdonare e ricordare l’amore che Dio ha riversato su noi. Noi dobbiamo perdonare ed amare perché per primi siamo stati perdonati ed amati. Ognuno di noi ha avuto bisogno del perdono di Dio nel corso della propria vita; scegliere quindi di non perdonare significherebbe ritenersi superiori e più grandi di Dio stesso. Donare. Noi fedeli abbiamo invece il dovere di recuperare l’altro alla dignità di figlio del padre e di accompagnarlo verso la strada della conversione. Il secondo verbo è donare e infatti il vangelo di Luca dice “date e vi sarà dato”: Dio dona più di quanto meritiamo e sarà più generoso con chi in terra si è mostrato generoso. Saremo giudicati con la misura dell’amore che in vita abbiamo dato quindi è necessario che la stessa quantità di doni che Dio ci ha “regalato” noi li diamo con altrettanta dose di misericordia al fratello che ci è accanto. Adorazione silenziosa
3 – Conclude il Papa: “L’amore misericordioso è perciò l’unica via da percorrere. Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po’ più misericordiosi, di non sparlare degli altri, di non giudicare, di non “spiumare” gli altri con le critiche, con le invidie, con le gelosie. Dobbiamo perdonare, essere misericordiosi, vivere la nostra vita nell’amore. Questo amore permette ai discepoli di Gesù di non perdere l’identità ricevuta da Lui, e di riconoscersi come figli dello stesso Padre. Nell’amore che essi praticano nella vita si riverbera così quella Misericordia che non avrà mai fine (cfr 1 Cor 13,1-12). Ma non dimenticatevi di questo: misericordia e dono; perdono e dono. Così il cuore si allarga, si allarga nell’amore. Invece l’egoismo, la rabbia, fanno il cuore piccolo, che si indurisce come una pietra. Cosa preferite voi? Un cuore di pietra o un cuore pieno di amore? Se preferite un cuore pieno di amore, siate misericordiosi. Adorazione silenziosa
 Benedizione Eucaristica

Settembre 14, 2016

Le cinque vie della riconciliazione con Dio

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Venerdì XXIV per Anno 2016  –  Le cinque vie della riconciliazione con Dio

DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA 

– PREGHIERA DELLA CELLULA

 

 –      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO  

Signore, dal cuore ferito per le nostre colpe, veniamo a offrirti la nostra riparazione per i tanti peccati commessi da noi e dagli altri. Per il rifiuto di te, ti offriamo il nostro amore. Per le indifferenze, ti offriamo il nostro fervore. Per le trasgressioni, ti offriamo la nostra fedeltà. Per i torti fatti al prossimo, ti offriamo la nostra carità…

(In silenzio  creiamo  un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

                       

–       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO      

  Spirito Santo, riconciliaci con il Padre, offrendogli la sincera deplorazione delle nostre colpe e comunicandoci il suo perdono. Mediante il tuo amore che supera ogni divisione, ristabilisci l’unione ovunque essa è perduta!

 (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 

  • ASCOLTIAMO  E  PREGHIAMO  LA  PAROLA     

Le cinque vie della riconciliazione con Dio
Volete che parli delle vie della riconciliazione con Dio? Sono molte e svariate, però tutte conducono al cielo.
1 –           a) La prima è quella della condanna dei propri peccati. Confessa per primo il tuo peccato e sarai giustificato (cfr. Is 43, 25-26). Perciò anche il profeta diceva: «Dissi: Confesserò al Signore le mie colpe, e tu hai rimesso la malizia del mio peccato» (Sal 31, 5).
Condanna dunque anche tu le tue colpe. Questo è sufficiente al Signore per la tua liberazione. E poi se condanni le tue colpe sarai più cauto nel ricadervi. Eccita la tua coscienza a divenire la tua interna accusatrice, perché non lo sia poi dinanzi al tribunale del Signore.
                b) Perdonare i fratelli.  Questa è dunque una via di remissione, e ottima; ma ve n’è un’altra per nulla inferiore: non ricordare le colpe dei nemici, dominare l`’ira, perdonare i fratelli che ci hanno offeso. Anche così avremo il perdono delle offese da noi fatte al Signore. E questo è un secondo modo di espiare i peccati. «Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi» (Mt 6, 14).
               c) La Preghiera. Vuoi imparare ancora una terza via di purificazione? E’ quella della preghiera fervorosa e ben fatta che proviene dall’intimo del cuore.
               d) L’Elemosina. Se poi ne vuoi conoscere anche una quarta, dirò che è l’elemosina. Questa ha un valore molto grande.

  1. e) L’Umiltà.  Aggiungiamo poi questo: Se uno si comporta con temperanza e umiltà, distruggerà alla radice i suoi peccati con non minore efficacia dei mezzi ricordati sopra. Ne è testimone il pubblicano che non era in grado di ricordare opere buone, ma al loro posto offrì l’umile riconoscimento delle sue colpe e così si liberò dal grave fardello che aveva sulla coscienza.                                                                            Adorazione silenziosa

 

2 – Abbiamo indicato cinque vie di riconciliazione con Dio. La prima è la condanna dei propri peccati. La seconda è il perdono delle offese. La terza consiste nella preghiera, la quarta nell’elemosina e la quinta nell’umiltà.
Non stare dunque senza far nulla, anzi ogni giorno cerca di avanzare per tutte queste vie, perché sono facili, né puoi addurre la tua povertà per esimertene. Ma quand’anche ti trovassi a vivere in miseria piuttosto grave, potrai sempre deporre l’ira, praticare l’umiltà, pregare continuamente e riprovare i peccati, e la povertà non ti sarà mai di intralcio. Ma che dico? Neppure in quella via di perdono in cui è richiesta la distribuzione del denaro cioè l’elemosina, la povertà è di impedimento. No. Lo dimostra la vedova che offrì i due spiccioli.                            Adorazione silenziosa

 

3 – Avendo dunque imparato il modo di guarire le nostre ferite, adoperiamo questi rimedi. Riacquistata poi la vera sanità, godremo con fiducia della sacra mensa e con grande gloria andremo incontro a Cristo, re della gloria, e conquisteremo per sempre i beni eterni per la grazia, la misericordia e la bontà del Signore nostro Gesù Cristo”  (S. Giovanni Crisostomo).

Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO              2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESU’                          

Giugno 18, 2016

I malati vanno amati, non messi in un “recinto”

Filed under: Traccia settimanale 2016 — Tag: — admin @ 8:11 am

Venerdì XI per Anno 2016 – I malati vanno amati, non messi in un “recinto”
– CANTO
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, tu che hai preso su di te tutto il dolore del mondo per presentarlo al Padre nel tuo Sacrificio, fa’ che noi offriamo tutte le sventure dell’umanità, le sofferenze di quanti sono incapaci di offrirtele. Noi vogliamo offrirtele in nome loro, supplire alla loro impotenza o alla loro stanchezza.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, crea in deli occhi nuovi che si aprono per afferrare tutto ciò che c’è di bello e di buono nel mondo spirituale nascosto in coloro che portano qualunque croce nel nome tuo e per il bene del mondo.
(In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
1 – L’amore di Francesco per i malati
La misericordia è abbracciare, sorridere, accogliere:
“La felicità che ognuno desidera può esprimersi in tanti modi e può essere raggiunta solo se siamo capaci di amare. Questa è la strada! E’ sempre una questione di amore. La vera sfida è quella di chi ama di più. Quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate! E quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso!”
Gesù comprende le nostre infermità perché Lui stesso le ha provate ed è un medico che guarisce con la medicina dell’amore. “Che cosa potremmo rimproverare a Dio per le nostre infermità e sofferenze che non sia già impresso sul volto del suo Figlio crocifisso”?
Tutti ci scontriamo con “le malattie nostre o altrui”, “esperienze drammaticamente umane.
Adorazione silenziosa

2 – Non ghettizzare i malati ma accoglierli
“Nell’epoca in cui una certa cura del corpo è divenuta mito, ciò che è imperfetto deve essere oscurato”: “Meglio tenere queste persone separate o in qualche “recinto”, “magari dorato”, o nelle “riserve” dell’assistenzialismo quando addirittura non si arriva a ipotizzare che sia “meglio sbarazzarsene quanto prima”, perché i malati possono diventare un peso economico insostenibile. Papa Francesco svela la grande illusione che si accovaccia in questi pensieri:
L’uomo non comprende il vero senso della vita, che comporta anche l’accettazione della sofferenza e del limite. Il mondo non diventa migliore perché composto soltanto da persone apparentemente ‘perfette’, per non dire ‘truccate’ ma quando crescono la solidarietà tra gli esseri umani, l’accettazione reciproca e il rispetto”.
Nel Vangelo la peccatrice viene “giudicata”, mentre Gesù la accoglie. “La sua tenerezza è segno dell’amore che Dio riserva per coloro che soffrono e sono esclusi”. E la sofferenza non è solo quella fisica ma una delle patologie più frequenti oggi è quella che tocca lo spirito, “la patologia della tristezza”. Una sofferenza che rende tristi perché ci si sente privi di amore o traditi nelle relazioni importanti: “La tentazione di rinchiudersi in sé stessi si fa molto forte, e si rischia di perdere l’occasione della vita: amare nonostante tutto. Amare nonostante tutto …”
Adorazione silenziosa

3 – In Cristo la sofferenza trova senso
Il mistero della vita cristiana si riassume nel dinamismo pasquale di morte e risurrezione, ricevuto nel Battesimo. Con l’immersione nell’acqua è come se ognuno fosse sepolto con Cristo e quando riemerge si manifesta la vita nuova, così anche la malattie e la morte in Cristo trovano il loro senso ultimo. “Il modo in cui viviamo la malattia e la disabilità è indice dell’amore che siamo disposti a offrire”:
“Il modo in cui affrontiamo la sofferenza e il limite è criterio della nostra libertà di dare senso alle esperienze della vita, anche quando ci appaiono assurde e non meritate. Non lasciamoci turbare, pertanto, da queste tribolazioni”.
Adorazione silenziosa

 II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA
A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)
“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.
Seguono le nostre risonanze! Canto
C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)
– LODIAMO Gesù
– RINGRAZIAMOLO
– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

 III – GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

La batteria del cristiano per fare luce è la preghiera

Filed under: Traccia settimanale 2016,Venerdì 2016 — Tag: — admin @ 8:09 am

Venerdì X per Anno 2016 – La batteria del cristiano per fare luce è la preghiera

– CANTO
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, fa’ che scopriamo la verità che è nella tua persona. Attiraci alla verità e stringici più intimamente a Te che hai detto: “Io sono la verità”. Facci vedere ciò che vorremmo vedere: la via da seguire e le decisioni difficili a prendersi.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, vieni ad illuminare il nostro spirito riempiendolo con la tua luce divina.
(In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)
I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
1 – La batteria del cristiano per fare luce è la preghiera
“La luce è per illuminare altro; il sale è per insaporire, conservare altro”.
Come può il cristiano far sì che il sale e la luce non vengano meno, far sì che non finisca l’olio per accendere le lampade?
“Qual è la batteria del cristiano per fare la luce? Semplicemente la preghiera. Tu puoi fare tante cose, tante opere, anche opere di misericordia, tu puoi fare tante cose grandi per la Chiesa – un’università cattolica, un collegio, un ospedale… – e anche ti faranno un monumento da benefattore della Chiesa, ma se non preghi quello sarà un po’ oscuro o buio. Quante opere diventano buie, per mancanza di luce, per mancanza di preghiera. Quello che mantiene, quello che dà vita alla luce cristiana, quello che illumina, è la preghiera”.
La preghiera “sul serio”, “la preghiera di adorazione, di lode, di ringraziamento, anche la preghiera di chiedere le cose al Signore, ma la preghiera dal cuore”.
Adorazione silenziosa

2 – Il cristiano insaporisce la vita degli altri con il Vangelo
Quello “è l’olio, la batteria, che dà vita alla luce”. Anche il sale, ha proseguito, “non insaporisce se stesso”:
“Il sale diventa sale quando si dà. E questo è un altro atteggiamento del cristiano: darsi; insaporire la vita degli altri, insaporire tante cose col messaggio del Vangelo. Darsi. Non conservare se stesso. Il sale non è per il cristiano, è per darlo; non è per sé. Tutti e due: luce e sale, sono per gli altri, non per se stessi. La luce non illumina se stessa; il sale non insaporisce se stesso”.
Certo, ha osservato, ci si potrebbe chiedere fino a quando potranno durare il sale e la luce se continuiamo a darci senza sosta. Lì “entra la forza di Dio, perché il cristiano è un sale donato da Dio nel Battesimo”, è “una cosa che ti è data in dono e continua ad esserti data in dono se tu continui a darla, illuminando e dando. E non finisce mai”.
Adorazione silenziosa

3 – Guardarsi dalla tentazione della “spiritualità dello specchio”
Questo è proprio quello che succede alla vedova di Zarepta.
Come dev’essere la vita presente dei cristiano:
“Illumina con la tua luce, ma difenditi dalla tentazione di illuminare te stesso. Questa è una cosa brutta. Difenditi dalla tentazione di curare te stesso. Sii luce per illuminare, sii sale per insaporire e conservare”.
Il sale e la luce “non sono per se stessi”, sono per dare agli altri “in buone opere”. E così “risplenda la vostra luce davanti agli uomini. Perché? Perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro ritornando a Colui che ci ha dato la luce e ci ha dato il sale”. “Che il Signore ci aiuti in questo per avere cura della luce, non nasconderla, metterla in alto”. E il sale, “darne il giusto, quello che è necessario, ma darlo”, perché così cresce. “Queste sono le buone opere del cristiano”.
Adorazione silenziosa

 II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA
A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)
“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.
Seguono le nostre risonanze! Canto
C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)
– LODIAMO Gesù
– RINGRAZIAMOLO
– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

 III – GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

la misericordia rinnova davvero il cuore

Filed under: Traccia settimanale 2016,Venerdì 2016 — Tag: — admin @ 8:06 am

Venerdì IX per Anno 2016 – la misericordia rinnova davvero il cuore

– CANTO
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, tu dici a noi quello che hai detto alla “peccatrice”: sei stata colta in flagrante delitto e sei gravemente colpevole, ma io mi rifiuto di condannarti. I benpensanti sono qui, intorno a me pronti a colpirti, ma soltanto chi senza peccato potrebbe gettare la prima pietra”.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)
– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, donaci di amare alla maniera di Gesù, il quale non mette limiti all’apertura del suo cuore. Donaci di amare con una pazienza instancabile, senza guardare peccati altrui e i torti ricevuti.
(In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

I – ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

1 – Per donare la misericordia bisogna saperla accogliere
“Il cuore che ha ricevuto misericordia è un cuore nuovo, ri-creato”. Questo cuore “ri-creato”, “è un buon recipiente”. E’ un cuore che “sa di essere ricreato grazie alla fusione della sua miseria con il perdono di Dio e per questo ‘è un cuore che ha ricevuto misericordia e dona misericordia’”. Non a caso, nessuno è migliore nell’esercizio della misericordia di colui che “mantiene viva l’esperienza di essere stato” egli stesso “oggetto di misericordia”.
Adorazione silenziosa

2 – Il miglior penitente è di solito quello che si confessa meglio. “Vediamo che, tra coloro che si sono riscattati sono di solito quelli che meglio comprendono, aiutano e sanno chiedere agli altri. E il miglior penitente è di solito quello che si confessa meglio. E possiamo farci la domanda: come mi confesso io? Quasi tutti i grandi Santi sono stati grandi peccatori o, come santa Teresina, erano consapevoli che era pura grazia preveniente il fatto di non esserlo stati”.
“Il vero recipiente della misericordia”, dunque, “è la stessa misericordia che ciascuno ha ricevuto e gli ha ricreato il cuore, quello è l’otre nuovo di cui parla Gesù, il pozzo risanato”. Il ricettacolo della misericordia lo troviamo “nelle piaghe del Signore risorto”, piaghe “che ha portate con sé”. Alcuni Santi “si sono lasciati ricreare il cuore dalla misericordia”, osservando proprio in “quale ricettacolo l’hanno ricevuta”. San Paolo “la riceve nel duro e inflessibile ricettacolo del suo giudizio modellato dalla Legge”. Diventa così un “cercatore dei più lontani” e al tempo stesso è “il più comprensivo e misericordioso vero quelli che erano come lui era stato”. I giudizi dell’Apostolo Paolo diventano sì radicali, ma ora “sulla misericordia incondizionata di Dio”.
Adorazione silenziosa

3 -La misericordia vede la totalità della persona
La ricchezza che abbiamo “scorre unicamente quando incontriamo la pochezza di quelli che mendicano, e tale incontro si realizza precisamente nel nostro cuore”. Maria guarda in modo “integro”, “unendo tutto, il nostro passato, il presente e il futuro”:
“Non ha uno sguardo frammentato: la misericordia fa vedere la totalità e intuisce ciò che è più necessario. Come Maria a Cana, che è capace di provare compassione anticipatamente per quello che arrecherà la mancanza di vino nella festa di nozze e chiede a Gesù che vi ponga rimedio, senza che nessuno se ne renda conto, così, l’intera nostra vita la possiamo vedere come “anticipata dalla misericordia” di Maria, che, prevedendo le nostre carenze, ha provveduto tutto quello che abbiamo”.
Adorazione silenziosa

 II – La NOSTRA RISPOSTA ALLA PAROLA
A) L’ascoltiamo in silenzio B) La meditiamo (ruminazione!)
“Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta!” La Parola è un seme da accogliere nel nostro cuore e custodire nel silenzio meditativo.
Seguono le nostre risonanze! Canto
C) Lasciamo sgorgare la preghiera (che vogliamo esprimere a voce alta)
– LODIAMO Gesù
– RINGRAZIAMOLO
– DOMANDIAMOGLI PERDONO E INTERCEDIAMO PRESSO DI LUI

 III – GESU’ PASSA IN MEZZO A NOI E CI BENEDICE

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