Cellule Gennaio 2015

CANTO

CI PREPARIAMO  ALLA  PREGHIERA

CI METTIAMO ALLA PRESENZA DI  DIO

O Gesù, tu che, assumendo la nostra natura, hai trasformato la vita umana nella vita di Dio, e che hai conferito a tutte le azioni umane  una dignità divina, degnati di trasformare tutte le azioni, ispirandole e guidandole, affinché diventino azioni di Dio in noi.

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Spirito Santo,  guida che c i conduce secondo il piano di Dio, ed organizzi tutte le circostanze della nostra esistenza in funzione dei tuoi progetti,  fa che accettiamo la tua infinita sapienza e possiamo seguire semplicemente la via tracciata da te.

 

II – PAROLA DEL CHIESA

I Magi, «guidati dallo Spirito, arrivano a riconoscere che i criteri di Dio sono molto diversi da quelli degli uomini, che Dio non si manifesta nella potenza di questo mondo, ma si rivolge a noi nell’umiltà del suo amore. I Magi sono così modelli di conversione alla vera fede perché hanno creduto più nella bontà di Dio che non nell’apparente splendore del potere».
1 – Dove posso incontrare Gesù?

«E allora ci possiamo chiedere: qual è il mistero in cui Dio si nasconde? Dove posso incontrarlo? Vediamo attorno a noi guerre, sfruttamento di bambini, torture, traffici di armi, tratta di persone. In tutte queste realtà, in tutti questi fratelli e sorelle più piccoli che soffrono per tali situazioni, c’è Gesù (cfr Mt 25, 40.45). Il presepe – osserva il Papa – ci prospetta una strada diversa da quella vagheggiata dalla mentalità mondana: è la strada dell’abbassamento di Dio, la sua gloria nascosta nella mangiatoia di Betlemme, nella croce sul calvario, nel fratello e nella sorella che soffre».

Adoriamo in silenzio

2 – Le tentazioni  incontrate dai Magi.

«Nel loro cammino i Magi incontrano tante difficoltà. Quando arrivano a Gerusalemme loro vanno al palazzo del re, perché considerano ovvio che il nuovo re sarebbe nato nel palazzo reale. Là perdono la vista della stella e incontrano una tentazione, messa lì dal diavolo: è l’inganno di Erode: egli si mostra interessato al bambino, ma non per adorarlo, bensì per eliminarlo. Erode è l’uomo di potere, che nell’altro riesce a vedere soltanto il rivale».

Adoriamo in silenzio

3 – Magi modelli di coraggio

«Chiediamo al Signore che ci conceda di vivere lo stesso cammino di conversione vissuto dai Magi. Che troviamo il coraggio di liberarci dalle nostre illusioni, dalle nostre presunzioni, dalle nostre ‘lucì, e che cerchiamo questo coraggio nell’umiltà della fede e possiamo incontrare la Luce, Lumen, come hanno fatto i santi Magi».

Al Signore  chiediamo anche «che ci difenda e ci liberi dalle tentazioni che nascondono la stella. Che abbiamo sempre l’inquietudine di domandarci: dov’è la stella?, quando, in mezzo agli inganni mondani, l’abbiamo persa di vista.

(vedi Papa Francesco Epifania 2015)

Adoriamo in silenzio

1          – PADRE  NOSTRO

2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DI GESÙ

 

I Magi ci tracciano la strada per cercare, trovare e “Adorare il Bambino”

“Alzati, rivestiti di luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1).    Con i Magi   inizia il pellegrinaggio dell’umanità verso Cristo,   nato nella mangiatoia di Betlemme; morto sulla croce il Venerdì Santo e Risorto il terzo giorno.

Il cammino dei Magi, quindi, è solo un inizio del cammino dell’uomo verso Gesù Incarnato.

I primi arrivati alla grotta di Betlemme sono i pastori. Essi aprono la strada alle persone semplici. Poi arrivano i Magi; ed essi aprono la strada ai sapienti. E così ad adorare Gesù incominciano a venire  grandi e piccoli, uomini di tutte le culture, di ogni ceto sociale, di ogni nazione.

I Magi d’Oriente (Mt 2,1) inaugurano, così, il cammino dei popoli verso Cristo.  In quei personaggi troviamo indicazioni per il nostro cammino di fede. I Magi   uomini di scienza, erano alla ricerca di Dio, capaci di scorgere i Suoi segni (Mt 2,2), il Suo linguaggio impercettibile, nella fatica del viaggio e nelle opinioni della gente.

Grazie   alla loro perseveranza, i Magi poterono finalmente inginocchiarsi dinnanzi all’Infante povero e umile, e riconoscere in Lui il Re promesso a Israele, ma atteso da ogni uomo.

Anche noi siamo alla ricerca di Dio. Siamo inquieti finché non ci apriamo a Dio, e comprendiamo che siamo stati creati per amarLo. Per natura tutti siamo cercatori di Dio e orientati ad accogliere il desiderio che Dio ha di dimorare nei nostri cuori. Sì, perché  l’Altissimo  che ci ha creato è inquieto, per così dire, finché i nostri cuori non soddisfano la Sua sete d’amore per noi.

Ecco in che cosa consiste il nostro lavoro interiore: attraverso una  preghiera continua, lasciare che la sua luce penetri nelle nostre anime, e noi ci facciamo contagiare dalla Sua sete d’amore per noi. Solo così potremo a testimoniare quanto è bello l’incontro con Gesù e grande è il suo amore  noi.

È necessario, perciò, avvicinarci al presepe e portare al Bambino il dono dei Magi: l’incenso della fede e dell’ubbidienza; la mirra dell’amore, offerta per la gloria di Dio; l’oro della Sua carità che ci spinge a lavorare per il Suo Amore, per la conversione degli uomini.

Nel luogo nascosto della “nostra mangiatoia” (luogo ove la propria esistenza è redenta dal Suo Sangue), il Signore Gesù si rivelerà sempre più nella nostra vita. Saremo contagiati dal desiderio divino di conoscerLo;  e più lo conosceremo,  più Lo ameremo.
E’ Gesù stesso  la Stella che ci conduce, senza ostacoli, sulla via della bellezza; è Lui che ci dona una “Epifania”, cioè una nuova, perenne manifestazione della Sua Persona alla nostra mente e al nostro cuore.

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