ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Marzo 2, 2018

Educare i fedeli all’Adorazione silenziosa

Filed under: Consigli sull'Adorazione,Venerdì 2018 — admin @ 11:45 am
    VENERDI’ 2 di Quaresima 2018
   Salomone che «convoca il suo popolo per salire verso i monti del Signore, verso la città, verso il tempio», portando in processione l’arca dell’alleanza nel Santo dei Santi.  Era quello il loro tesoro: «l’alleanza nuda: io ti amo, tu mi ami.    Introdussero l’arca nel santuario e nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra”». Ecco la «nudità dell’alleanza».
         Il popolo era«sempre in cammino: cammino difficile, cammino in salita, ma in cammino verso l’adorazione», verso quel momento in cui «le parole spariscono davanti alla gloria di Dio: non si può parlare, non si sa cosa dire».                                                                                                            — —————-

   I) –   DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
               –   PREGHIERA DELLA CELLULA   
 
     –      METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO     Signore mio Dio e mio amico, come è bello guardarti sotto le apparenze dell’ostia! Che beata certezza, sapere che tu sei là e che mi ascolti! Com’è bello contemplarti, abbandonarsi a te, lasciarsi invadere dalla tua presenza ed essere interamente riplasmati da te!
(In silenzio  creiamo  un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)
 –       INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO         Spirito Santo, tu che ci fai conoscer e amare Gesù, donaci di scoprirti nella tua presenza eucaristica. Facci gustare questa presenza così povera, così semplice, ma così ricca di vita!  (In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)
 II –  ASCOLTIAMO  E  PREGHIAMO  LA  PAROLA     
        I cristiani devono imparare la «preghiera di adorazione». E i pastori devono avere a cuore la formazione dei fedeli a questa fondamentale forma di preghiera:   «insegnate al popolo ad adorare in silenzio» perché «così imparano da adesso cosa faremo tutti là, quando per la grazia di Dio arriveremo in cielo».
1 – L’adorazione come obbiettivo del «cammino» del credente!
Si narra di re Salomone che «convoca il suo popolo per salire verso i monti del Signore, verso la città, verso il tempio», portando in processione l’arca dell’alleanza nel Santo dei Santi.
In questo cammino che prevedeva un percorso in salita,  il popolo portava con sé «la propria storia, la memoria della elezione, la memoria della promessa e la memoria dell’alleanza». E con questo carico di memoria si avvicinava al tempio. Non solo: il popolo, ha aggiunto Francesco, portava anche «la nudità dell’alleanza», cioè semplicemente le «due tavole di pietra, nuda, così, come era stata data da Dio».   Era quello il loro tesoro: «l’alleanza nuda: io ti amo, tu mi ami.
Adorazione silenziosa 
 
2 – Adorare in silenzio.
Quindi, il popolo va su e porta l’alleanza su.  Arrivati su, “quando furono giunti tutti gli anziani, levarono l’arca, introdussero l’arca nel santuario e nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra”». Ecco la «nudità dell’alleanza». E «appena i sacerdoti furono usciti, la nube riempì il tempio del Signore»: «la gloria del Signore» che prendeva dimora nel tempio. È in quel momento che il «popolo entrò in adorazione», passando «dalla memoria all’adorazione, facendo cammino in salita». Cominciò così l’adorazione «in silenzio». Ecco il percorso: «dai sacrifici che faceva nel cammino in salita, al silenzio, all’umiliazione dell’adorazione».
«Tante volte penso – dice il Papa –  che noi non insegniamo al nostro popolo ad adorare. Sì, gli insegniamo a pregare, a cantare, a lodare Dio, ma ad adorare…». La preghiera di adorazione «ci annienta senza annientarci: nell’annientamento dell’adorazione ci dà nobiltà e grandezza».
Adorazione silenziosa 
 
3 – Ascolta e perdona.
E a quella esperienza in cui si anticipa la vita in cielo si può arrivare soltanto «con la memoria di essere stati eletti, di avere dentro al cuore una promessa che ci spinge ad andare e con l’alleanza in mano e nel cuore». Quindi «sempre in cammino: cammino difficile, cammino in salita, ma in cammino verso l’adorazione», verso quel momento in cui «le parole spariscono davanti alla gloria di Dio: non si può parlare, non si sa cosa dire». Il re «Salomone soltanto osa dire due parole, in mezzo all’adorazione: “Ascolta e perdona”, soltanto quello. Non si può dire di più. Adorare in silenzio con tutta una storia addosso», e chiedere a Dio: «Ascolta e perdona».
Concludendo, il Papa ha quindi suggerito: «Ci farà bene, oggi, prendere un po’ di tempo di preghiera» e in esso fare «memoria del nostro cammino, la memoria delle grazie ricevute, la memoria dell’elezione, della promessa, dell’alleanza». Un percorso interiore nel quale «cercare di andare su, verso l’adorazione, e in mezzo all’adorazione con tanta umiltà dire soltanto questa piccola preghiera: “Ascolta e perdona”». (Lunedì, 5 febbraio 2018
Adorazione silenziosa 
 
BENEDIZIONE EUCARISTICA

 

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