Il Signore ci consola con la sua tenerezza

          Venerdì 2 Avvento 2018 –      
     Il Signore ci consola con la tenerezza, come fanno le mamme che accarezzano il loro bimbo quando piange. Lo sottolinea Papa Francesco esortando a lasciarci consolare da Dio e a non opporre resistenza.
     Il Signore ci consola con la tenerezza, come fanno le mamme che accarezzano il loro bimbo quando piange. Lo sottolinea Papa Francesco esortando a lasciarci consolare da Dio e a non opporre resistenza.
     Il Signore bussa alla porta con le carezze: non resistiamo alla pace.
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I – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA

– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO     Signore Gesù, la tua presenza nel tabernacolo ci è data come un focolare di amore. La tua presenza ci amare tranquillamente, con quella serenità che viene alimentata dal tuo sguardo pieno di bontà.
– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO    Spirito Santo, Ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica riposo, nella calura riparo, nel pianto, conforto.
II – ASCOLTIAMO LA PAROLA  
 1 – La consolazione deve essere lo stato abituale del cristiano. (Debora Donnini
Il Signore ci consola con la tenerezza, come fanno le mamme che accarezzano il loro bimbo quando piange. Lo sottolinea Papa Francesco  esortando a lasciarci consolare da Dio e a non opporre resistenza.
Non opporre resistenza alla consolazione!
Dice Isaia (Is 40,1-11): “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio”, perché “la sua colpa è scontata”. Si tratta  della “consolazione della salvezza”, della buona notizia che “siamo stati salvati”.   Cristo Risorto, con i suoi discepoli fa proprio questo: li consola. Invece “noi non vogliamo rischiare” e “opponiamo resistenza alla consolazione.
La tenerezza: una parola che il mondo di oggi cancella dal dizionario
“Noi siamo attaccati a questo pessimismo spirituale” . Francesco va, poi, col pensiero a quando nelle udienze pubbliche alcuni genitori gli fanno avvicinare i bambini perché li benedica e “alcuni bambini – dice – mi vedono e strillano, cominciano a piangere, perché, vedendolo vestito di bianco, pensano al dottore e all’infermiere, che gli ha fatto le punture per i vaccini e pensano: “No, un’altra no!”. Anche noi siamo un po’ così ma il Signore dice: “Consolate, consolate il mio popolo”.
Adoriamo in silenzio
2 – E come consola, il Signore? Con la tenerezza.
E’ un linguaggio che non conoscono i profeti di sventura: la tenerezza. E’ una parola cancellata da tutti i vizi che ci allontanano dal Signore: vizi clericali, vizi dei cristiani un po’ che non vogliono muoversi, tiepidi … La tenerezza fa paura. “Ecco, Egli, il Signore ha con sé il premio, la sua ricompensa lo precede”: così finisce il brano di Isaia. Il Signore ci consola con la tenerezza, come fanno le mamme che accarezzano il loro bimbo quando piange. Lo sottolinea Papa Francesco esortando a lasciarci consolare da Dio e a non opporre resistenza. . Questo è il modo di consolare del Signore: con la tenerezza. La tenerezza consola. Le mamme, quando il bambino piange, lo accarezzano e lo tranquillizzano con la tenerezza: una parola che il mondo d’oggi, di fatto, cancella dal dizionario. Tenerezza.
La consolazione nel momento del martirio
Il Signore invita a lasciarsi consolare da Lui e questo aiuta anche nella preparazione al Natale. Chiediamo la grazia di una sincera esultanza, di questa gioia semplice ma sincera.
Diciamo che lo stato abituale del cristiano dev’essere la consolazione. Anche nei momenti brutti: i martiri entravano nel Colosseo cantando; i martiri di oggi – penso ai bravi lavoratori copti sulla spiaggia della Libia, sgozzati – morivano dicendo “Gesù, Gesù!”: c’è una consolazione, dentro; una gioia anche nel momento del martirio. Lo stato abituale del cristiano dev’essere la consolazione, che non è lo stesso dell’ottimismo, no: l’ottimismo è un’altra cosa. I cristiani sono persone luminose, positive: la positività, la luminosità del cristiano è la consolazione.
Adoriamo in silenzio
3 – Il Signore bussa alla porta con le carezze: non resistiamo alla pace.
Nei momenti in cui si soffre, non si sente la consolazione ma un cristiano non può perdere la pace “perché è un dono del Signore”.  Egli la offre a tutti, anche nei momenti più brutti. L’invito del Papa è, quindi, quello di chiedere al Signore in questo tempo di preparazione al Natale di non aver paura e lasciarci consolare da Lui, facendo riferimento anche al Vangelo di oggi (Mt 18,12-14):
Che anche io mi prepari al Natale almeno con la pace: la pace del cuore, la pace della Tua presenza, la pace che danno le Tue carezze”. “Ma sono tanto peccatore…   sì, ma cosa ci dice il Vangelo di oggi? Che il Signore che consola come il pastore, se perde uno dei suoi va a cercarlo, come quell’uomo che ha cento pecore e una di loro si è smarrita: va a cercarla. Così fa il Signore con ognuno di noi. Io non voglio la pace, io resisto alla pace, io resisto alla consolazione … ma Lui è alla porta. Lui bussa perché noi apriamo il cuore per lasciarci consolare e per lasciarci mettere in pace. E lo fa con soavità: bussa con le carezze)
Adoriamo in silenzio
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 III – Segue un lungo silenzio (Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta)             –                      Ascolta! – Medita! – Prega!
– Padre Nostro
  • Canto eucaristico – Incenso – Preghiamo
  • BENEDIZIONE EUCARISTICA – Dio sia benedetto.