ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Febbraio 3, 2018

La Nascita di Gesu’: “Gloria a Dio…”

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  Mes Gennaio 2016

  Il Signore è con noi nelle “valli oscure” del nostro tempo

 

Il mistero della sofferenza, il mistero della morte dei bambini, il mistero della morte di Gesù sono stati al centro dell’omelia di oggi di Papa Francesco: prendendo spunto dalle Letture del giorno (Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62) il Santo Padre ha sottolineato come l’unica risposta possibile di fronte a certi eventi tragici che avvengono nella vita delle persone sia affidarsi a Dio, come fece Gesù sulla croce e come fa la donna delle Letture di oggi, la quale preferisce affidarsi a Dio, anche se questo la porterà a morte certa.
“Ma dove sta il Signore, dove sei? Tu cammini con me?“: Sono queste le domande che ci vengono alla mente “quando noi, oggi, guardiamo tante valli oscure, tante disgrazie, tanta gente che muore di fame, di guerra, tanti bambini disabili, tanti … tanti che adesso, tu chiedi ai genitori: ‘Ma che malattia ha?’ – ‘Nessuno lo sa: si chiama malattia rara’.” oppure quanto “vedi queste quattro sorelle trucidate: ma, servivano per amore, e sono finite trucidate per odio! Quando tu vedi che si chiudono le porte ai profughi e li si lasciano fuori, all’aria, con il freddo … Ma, Signore, dove sei Tu?“.
Anche Susanna, la donna giusta del Deuteronomio si poneva questa domanda, così come se la pose Gesù, sulla croce, nel momento della sofferenza. “Gesù al Getsemani: ‘Padre, questo calice, no. Ma si faccia la Tua volontà’. Si affida alla volontà del Padre“, ha detto Francesco sottolineando come sia lo stesso che fa Susanna e lo stesso che dobbiamo fare noi. “Gesù sa che non finisce tutto, con la morte o con l’angoscia, e l’ultima parola dalla Croce: ‘Padre, nelle Tue mani mi affido!’, E muore così. Affidarsi a Dio, che cammina con me, che cammina con il mio popolo, che cammina con la Chiesa: e questo è un atto di fede. Io mi affido. Non so: non so perché accade questo, ma io mi affido. Tu saprai perché”.” È questa l’unica risposta possibile di fronte alle domande più estreme: affidarsi a Dio, come fece Susanna, come fece Gesù stesso.
“Ci farà bene, oggi, pensare alla nostra vita, ai problemi che abbiamo e chiedere la grazia di affidarci alle mani di Dio. Pensare a tanta gente che neppure ha un’ultima carezza al momento di morire. Tre giorni fa è morto uno, qui, sulla strada, un senzatetto: è morto di freddo. In piena Roma, una città con tutte le possibilità per aiutare. Perché, Signore? Neppure una carezza … Ma io mi affido, perché Tu non deludi“.
(Papa Francesco 14 Marzo 2016)

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LA MIA ORA CON GESU’

MI PREPARO ALLA PREGHIERA
Signore Gesù, finalmente il giorno tanto atteso è arrivato. Natale giorno della Tua venuta fra di noi per rinascere nel mondo e nei nostri cuori. Ti ho atteso con trepidazione perché so che la Tua venuta porta sempre doni sovrabbondanti e, nonostante il dolore, le difficoltà, Tu porti nel mio cuore tanta pace, quella che solo Tu puoi dare. Davanti alla povera culla di paglia mi prostro davanti a Te perché so che in Te, che ti mostri piccolo Bambino, c’è il Dio infinito onnipotente che i cieli dei cieli non possono contenere. Tu vieni ancora a ripeterci: “ Non temere Ti vengo in aiuto per consolarti, ti tengo per mano per guidarti in una via sicura. Signore, stringo la Tua mano e porto con me tutta l’umanità. Siamo a Betlemme certi di tornare a casa pieni di gioia, di grazie che vorrai elargirci come Tu sai. Signore sono povero ma ti offro tutto quello che ho affinché Tu possa trasformarlo. Te lo offro per mano di Maria che saprà renderlo degno di Te.
ALLA PRESENZA DI DIO
Gesù, mi unisco al coro degli angeli per cantarti inni di lode: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Dio ama”. Si, Gesù, gloria a Te che hai voluto venire fra di noi per salvarci. Signore desidero accogliere la Tua pace. In questo mondo dove sembrano regnare il buio, il male,Tu squarci le tenebre e apri il nostro cuore alla speranza e alla gioia. Veramente il mio cuore sperimenta la Tua gioia. Se Tu sei con noi chi potrà farci del male? Niente e nessuno, tutto viene trasfigurato dalla Tua presenza. Mi dici: “Alza, solleva lo sguardo verso il cielo, da lì verrà la salvezza, la liberazione da tutte le angosce, dai dolori”. Ancora un poco e l’annuncio dell’angelo si realizzerà, arriverà la vera pace: la Tua. Mi chiami contemplare in Te, così piccolo l’onnipotenza di Dio. Signore fa che non mi stanchi di contemplarti perché solo in Te trovo tutto ciò che può appagare la mia sete di eternità.
LEGGO LA PAROLA DI DIO Lc, 14-20
14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».
15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
16 Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.
17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.
19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
RICOSTRUISCO LA SCENA
Luca nel suo racconto della nascita di Gesù sottolinea un aspetto particolare che rivela il volto di Dio. Gesù il Figlio di Dio entra nella storia umana in punti di piedi come un bambino normale, ma speciale. Il punto centrale del racconto sono le parole degli angeli ai pastori. Questo punto riguarda la fede: “andate..”Gesù il Salvatore giace in una mangiatoia avvolto in fasce”. In questi versi due motivi si illuminano a vicenda : la visibile povertà di Gesù e la gloria nascosta di Dio nella sua presenza. Non tutti sanno penetrare questo mistero; solo i poveri sanno riconoscere Gesù; questo il segno: Un Bambino che segnerà un’epoca nuova nella storia umana. Un Dio si abbassa fino a noi e ci trasforma in Lui. Gli angeli si rivolgono ai pastori, i soli, capaci di accogliere l’annuncio. Essi non discutono, si fidano e vanno. Sanno che non sono degni di questo annuncio, ma aprono il cuore e vanno, senza indugio, vincendo le loro paure di perdere anche il gregge. Cosa trovano? Un bambino adagiato in una mangiatoria, ma sono certi che quello è il Messia, credono vanno, vedono e fanno esperienza profonda della presenza di Dio nella loro vita. Anche a noi gli angeli dicono:” Fidatevi ciecamente di Dio e farete esperienza profonda di Lui del Suo amore”.
MEDITO LA SCENA
Signore Gesù ancora una volta m’inviti a meditare sulle Tue scelte che devono condizionare le mie. Hai scelto un paese sconosciuto per nascere: Betlemme, un luogo povero per riposare: un stalla ,testimoni della Tua venuta i pastori, uomini poveri emarginati esclusi dal tempio ma aperti all’amore di Dio. Alla vista dell’angelo sono presi da grande stupore meraviglia. Sentono che il Signore è con loro, li ama e li sceglie. Appare solo a loro e, nonostante si sentano indegni, aprono il cuore e offrono i loro poveri don. Lo stupore, la meraviglia l’accoglienza, la gioia sono sentimenti che spesso i ricchi non vivono più. Tutto è dovuto. Anche noi, spesso ci lasciamo avvolgere dalle ricchezze esteriori e non ci lasciamo stupire dalle visite quotidiane di Dio. Signore, oggi sei nato di nuovo per noi:” Oggi è nato per voi il Salvatore Cristo Signore”. Oggi, Gesù, desideri rinascere nel cuore di ogni uomo, desideri che anch’io ti i lasci nascere e crescere dentro di me per portarti ai fratelli. Oggi rinasci nel mondo vivo e palpitante in mezzo agli uomini. “ E’ apparsa la grazia di Dio fonte di salvezza per tutti gli uomini, apparve la bontà di Dio nel mistero di un Bambino. Egli è il nostro Dio, si è fatto uno di noi per insegnarci a rinnegare il male e i desideri del mondo e a vivere nella speranza dell’apparizione della gloria del nostro grande Dio e a vivere con la speranza della vita eterna “.
AMO CONTEMPLO ADORO
Signore voglio rinascere assieme a te e lasciarmi invadere dallo stupore, dalla meraviglia e dalla gioia per la Tua venuta. Ogni Tua venuta è dono, grazia e realizzazione del Tuo progetto su di me. Ancora mi scegli, rinnovi la Tua chiamata a stare vicino a Te per condividere il Tuo amore. Gesù fino a che punto mi hai amato!!
Tu conosci la mia fragilità,l’abisso della mia povertà e , per questo, ti abbassi totalmente prendendo fino in fondo la mia umanità, bisognoso di tutto. Ti sei fatto povero e piccolo per dirmi: “Guarda la mia povertà e umiltà e lasciati spogliare di tutto” Se vogliamo unirci a Te dobbiamo percorrere una via simile alla Tua, via di abbassamento totale, di infinita umiltà. “Per giungere al possesso del tutto non voler possedere nulla…..poiché se tu vuoi possedere qualche cosa… non hai il tuo solo tesoro in Dio” (S. Giov. Della croce)
Di fronte al Tuo annientamento , Gesù, questo progetto non è troppo austero né troppo esigente. Signore, per ricambiare il Tuo amore infinito per dimostrarti il mio amore desidero spogliarmi di tutto ciò che non è nella Tua volontà. “ Abbiamo in noi sentimenti che furono in Cristo Gesù – ripete Paolo- Lui di natura divina…annientò se stesso”. Signore dammi la forza di seguire il Tuo esempio.
“Abbraccia anima mia quel divino presepio, premi le labbra sui piedini del Bimbo. Medita le veglie dei pastori mira l’accorrente esercito degli angeli, unisciti a far le tue parti nella celeste melodia cantando con la bocca e con il cuore: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà (S. Bonaventura)
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VITA DELLA NOSTRA FAMIGLIA
Umiltà, vicinanza e coerenza nella testimonianza
Carissimi Apostoli di Gesù Eucaristia, vorrei invitare tutti noi a mettere in pratica la proposta fatta da Gesù a tutti i cristiani: imitarlo nell’avvicinarci ai malati, agli anziani, ai poveri con queste tre virtù: umiltà, vicinanza, coerente testimonianza.
Dice Papa Francesco: Gesù “insegnava con umiltà”, indicando il modo giusto per insegnare l’“atteggiamento del servitore”, seguendo questo insegnamento: “il più grande sia come quello che serve: si faccia il più piccolo”.
“Gesù serviva la gente, spiegava le cose perché la gente capisse bene: era al servizio della gente. Aveva un atteggiamento di servitore, e questo dava autorità. Tutt’altro era invece lo stile dei dottori della Legge, dei Sacerdoti che stavano in mezzo alla gente con questi principi: ‘Noi siamo i maestri, noi insegniamo a voi,: noi comandiamo, voi obbedite’. Dunque: Non servizio, ma autorità.
Gesù, invece, mai si è fatto vedere come un principe: sempre era il servitore di tutti e questo è quello che gli dava autorità“.
Umiltà, dunque e semplicità di cuore, spontanea; e poi: vicinanza. “Gesù non aveva allergia alla gente: toccava i lebbrosi, i malati e questo non gli faceva ribrezzo”. In parole povere, Gesù non era come i sacerdoti del tempo che “erano staccati dalla gente, non erano vicini; Gesù era vicinissimo alla gente, e questo dava autorità“.
Quante volte abbiamo ribadito questo atteggiamento: uno sguardo, un sorriso, una carezza, un stretta di mano …, sono piccole cose, ma che vanno diritte al cuore di chi soffre, di chi è malato, è solo, abbandonato.
La terza caratteristica del modo di stare di Gesù tra la gente era: la coerenza, la trasparenza: Gesù era quello che predicava, quello che insegnava, quello che faceva. Non c’era ipocrisia, non c’era doppiezza, non c’era apparenza; non era come i sacerdoti dell’epoca, staccati dalla gente; Gesù era vicinissimo ai poveri, anziani malati, alla gente semplice: c’era unita, c’era armonia tra quello che pensava, sentiva, faceva. Ci farà del ben riflettere su questo e domandarci se anche noi, nel servizio che facciamo nei confronti dei malati, anziani, siamo umili con questi fratelli, con le persone che ci circondano, se siamo vicini a loro nella malattia e nella solitudine; e infine se c’è coerenza tra la missione che Gesù ci ha affidato e quello che facciamo.
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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di  Gennaio 2018
Generale: Per le comunità cristiane in Cina, perché docili alla Parola di Dio rafforzino i loro legami.
– Dei Vescovi  Perché nel mistero del Natale accogliamo la presenza luminosa di Dio nella nostra vita.

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