La notte oscura dell’anima

PREGHIAMO IL SALMO 41 La notte oscura dell’anima
      Noi cristiani sentiamo il desiderio di Dio e del suo volto.
      Quel levita, vedi Salmo 42, relegato in terra straniera, privo del culto nel Tempio, è come la cerva che, giunto ad un torrente secco, lancia al cielo il suo lamento. 
       Il Salmista ha sete: la sua è sete del Dio vivente che in Sion si celebra solennemente. La nostalgia della liturgia del Tempio è struggente
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I – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA:
  • Mettendoci alla presenza di Dio (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Dio)
  • Invochiamo lo Spirito Santo (Autore della nostra Comunione con Gesù e con i nostri fratelli) restando un po’ in silenzio.
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O Signore nostro Dio, fonte di ogni bene,che nella tua Parola ci hai dato l’acqua viva che spegne la sete, e immergendoci nelle onde del Battesimo ci hai fatto passare dal vortice della notte a quello della vite, non dimenticarci su questa terra d’esilio; dopo il pane delle nostre lacrime, nutrici con l’Eucaristia; e trasportati dalla gioia della tua Chiesa arriveremo alla montagna dove tu abiti eternamente. Amen.
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II – ASCOLTIAMO LA PAROLA (Salmo 41)
2 Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.
3 L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?
4 Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?».
5 Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: attraverso la folla avanzavo tra i primi fino alla casa di Dio, in mezzo ai canti di gioia di una moltitudine in festa.
6 Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
7 In me si abbatte l’anima mia; perciò di te mi ricordo
dal paese del Giordano e dell’Ermon, dal monte Misar.
8 Un abisso chiama l’abisso al fragore delle tue cascate;
tutti i tuoi flutti e le tue onde sopra di me sono passati.
9 Di giorno il Signore mi dona la sua grazia,
di notte per lui innalzo il mio canto: la mia preghiera al Dio vivente.
10 Dirò a Dio, mia difesa: «Perché mi hai dimenticato?
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».
11 Per l’insulto dei miei avversari sono infrante le mie ossa;
essi dicono a me tutto il giorno: «Dov’è il tuo Dio?».
12 Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
(Fermiamoci e meditiamo questa Parola che abbiamo letto)
III – Breve riflessione
Noi cristiani sentiamo il desiderio di Dio e del suo volto.
Quel levita, vedi Salmo 42, relegato in terra straniera, privo del culto nel Tempio, è come la cerva che, giunto ad un torrente secco, lancia al cielo il suo lamento. Il Salmista ha sete: la sua è sete del Dio vivente che in Sion si celebra solennemente. La nostalgia della liturgia del Tempio è struggente, soprattutto ora che i suoi nemici, i pagani, ironizzano sul giusto chiedendogli “tutto il giorno: «Dov’è il tuo Dio?” (v. 11).
Colpiscono le parole del salmista: “Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?”. Un lamento ripetuto (v. 6 e v. 12). Ma fa capolino la “Speranza”, perché Dio non tacerà sino alla fine: “Spera in Dio, ancora potrò lodarlo, salvezza del mio volto e mio Dio”.
Dunque, anche questo Salmo esprime la nostalgia di Dio e del Tempio. Come sarebbe bello se ognuno di noi sentisse questa nostalgia! A maggior ragione dovremmo sentirla, perché Gesù si è fatto uno di noi; è l’Emmanuele, il Dio con noi; e ha voluto rimanere sempre con noi in vari modi, specie attraverso l’Eucaristia. Per noi, quindi il nostro Tempio non è quello del levita in questione: è Gesù stesso con il suo corpo. Il Salmo, allora, diventa espressione di un’ansiosa ricerca di Dio da parte di ognuno di noi.
Cercarlo! Perché? Si cerca una cosa che non si ha; si cerca una cosa smarrita!
Comprendiamo che cosa significa smarrire il Signore?Chiediamolo a Maria e a Giuseppe che hanno smarrito Gesù nel Tempio! Maria e Giuseppe erano angosciati; ecco cosa significa perdere il Signore: diventare tristi. Per questo nasce in noi il desiderio di cercare e incontrare Dio.
Ma come cercare Gesù? Può esserci il pericolo di cercalo in luoghi sbagliati, in modo sbagliato, invece di cercarlo là dove Lui è: nel Tempio dove troviamo la sua Parola, la fede, i Sacramenti; lo troviamo nella Chiesa, nell’Eucaristia.
Ora mettiamoci nella disposizione interiore di Preghiera e chiediamo allo Spirito che ci introduca nella Contemplazione) ———————————–
IV – Preghiamo Padre, nella preghiera vogliamo raccogliere la voce di tutti gli assetati: poiché solo in te sono le fonti della vita a te noi sospiriamo giorno e notte: sazia, ti supplichiamo, la nostra sete donandoci l’acqua via che zampilla dal tuo cuore. Amen.
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Concludiamo la preghiera facendo la COMUNIONE SPIRITUALE -Invochiamo la Benedizione del Signore e di Maria su noi e su ogni uomo.