La preghiera umile e semplice commuove Dio                                

       Venerdì 1 Per Anno  2020  
       «Signore se tu vuoi, puoi». È una preghiera semplice, «un atto di fiducia», quella che il lebbroso rivolge a Gesù per guarirlo.
        Il lebbroso sentì dentro di fare questa preghiera perché vedeva come agiva Gesù: quest’uomo aveva visto la compassione di Gesù» 
          “Se vuoi, puoi”. Con la fiducia che il Signore è vicino a noi, e per la sua compassione, Gesù prenderà su di sé i nostri problemi, i nostri peccati, le nostre malattie interiori, tutto»                                         
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 I – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI  DIO.   Signore dal Cuore pieno di amore, Tu ti sei donato a me con un amore senza limiti. Per questo vogliamo consacrarci a Te, abbandonarci e donarci senza riserva  al tuo Cuore. Vogliamo abbandonarti il nostro passato, il nostro presente e il nostro avvenire, affinché tutto in noi sia tuo e che in ogni istante la nostra vita sia posseduta dal tuo amore.
 
INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO              Spirito Santo, poiché in te l’amore è preghiera, vieni e trasfondi nei nostri cuori il tuo amore mediante lo slancio della preghiera. Vieni a pregare in noi, Santo Spirito, e valorizza con la tua preghiera divina la nostra miserabile preghiera umana.
II – ASCOLTIAMO LA PAROLA                                          
1 –   «Signore se tu vuoi, puoi». È una preghiera semplice, «un atto di fiducia», quella che il lebbroso rivolge a Gesù per guarirlo. Una supplica che viene dal profondo del suo cuore e che racconta, allo stesso tempo, il modo di agire del Signore, all’insegna della compassione, «del patire con e per noi», del «prendere la sofferenza dell’altro su di sé» per lenirla e guarirla in nome dell’amore di Padre. Papa Francesco, nell’omelia  si è soffermato sull’episodio della guarigione del lebbroso, e ha esortato a guardare alla compassione di Gesù, venuto a dare la vita per noi peccatori.                                  Papa ha posto l’accento sulla «storia semplice» del lebbroso che chiede a Gesù la guarigione. In quel «se vuoi» c’è la preghiera che «attira l’attenzione di Dio» e c’è la soluzione. «È una sfida  ma anche è un atto di fiducia. Io so che Lui può e per questo mi affido a Lui».                                             Adoriamo in silenzio
2 –  «Ma perché   quest’uomo sentì dentro di fare questa preghiera? Perché vedeva come agiva Gesù. Quest’uomo aveva visto la compassione di Gesù». «Compassione», non pena, è un «ritornello nel Vangelo» che troviamo nel racconto della vedova di Nain, del Buon Samaritano, del padre del figliol prodigo: «La compassione coinvolge, viene dal cuore e coinvolge e ti porta a fare qualcosa. Compassione è patire con, prendere la sofferenza dell’altro su di sé per risolverla, per guarirla. E questa è stata la missione di Gesù. Gesù non è venuto a predicare la legge e poi se ne è andato. Gesù è venuto in compassione, per patire con e per noi e a dare la propria vita. È tanto grande l’amore di Gesù che la compassione lo ha portato fino alla croce, a dare la vita».                                                                                    L’invito del Papa è di ripetere «questa piccola frase»: «Ne ebbe compassione». Gesù  «è capace di coinvolgersi nei dolori, nei problemi degli altri perché è venuto per questo, non per lavarsene le mani e fare tre, quattro prediche e andarsene»; egli è accanto a noi sempre.                          Adoriamo in silenzio
3 – «Signore se tu vuoi puoi guarirmi; se tu vuoi, puoi perdonarmi; se tu vuoi puoi aiutarmi”. O se volete un po’ più lunga: “Signore, sono peccatore, abbi pietà di me, abbi compassione di me”. Semplice preghiera, che si può dire tante volte al giorno. “Signore, io peccatore ti chiedo: abbi pietà di me”. Pregare così tante volte al giorno, preghiera che nasce dal cuore; preghiera interiormente: “Signore se tu vuoi, puoi; se vuoi, puoi. Abbi compassione di me”. Ripetere questo».
            Il lebbroso, con la sua preghiera semplice e miracolosa, è riuscito a ottenere la guarigione grazie alla compassione di Gesù che non si vergogna di noi, ma ci ama sempre nonostante il nostro peccato. “Io sono un peccatore! Come posso dire questo? Non avere paura! Io sono venuto proprio per i peccatori. Proprio per questo il Signore è vicino a te. Egli è venuto per te, il più grande peccatore, per me, il più grande peccatore, per tutti noi. Prendiamo l’abitudine di ripetere questa preghiera, sempre: “Signore, se vuoi, puoi. Se vuoi, puoi”, con la fiducia che il Signore è vicino a noi, e per la sua compassione Egli prenderà su di sé i nostri problemi, i nostri peccati, le nostre malattie interiori, tutto».  (Papa Francesco Giovedì, 16 gennaio 2020)
 Adoriamo in silenzio
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 III – Segue un lungo silenzio (Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta)               Ascolta! – Medita! – Prega!
       –    Padre Nostro
  • Canto eucaristico – Incenso – Preghiamo
  • BENEDIZIONE EUCARISTICA – Dio sia benedetto.