La presentazione di Gesù nel Tempio


MES  FEBBRAIO 2020
        Signore Gesù anche in questo ingresso nel Tempio non fai un’apparizione clamorosa. Ma come tutti i bambini sei presentato nel silenzio. Anche l’offerta di due tortore indica la tua appartenenza ad una famiglia di poveri.  
         Gesù fammi capire che anch’io devo accoglierti con molta umiltà e semplicità per comprendere la tua grandezza e poterti riconoscere come mio Dio e mio Salvatore.  
        Desidero portarti la fiaccola della mia fede. Questa lampada desidera esprimere la luce della mia anima. Tu mi chiami a portare questa luce ai miei fratelli, che vivono nelle tenebre, attingendo questa luce nella Tua casa dove ti incontrerò nella celebrazione Eucaristica per offrirti ancora la mia vita. 
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Messaggio del Papa per la XXVIII giornata del malato 11 febbraio 2020
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro»

1. Queste parole di Gesù indicano la grazia che si rivela ai semplici e che offre ristoro agli affaticati e agli stanchi. Queste parole esprimono la solidarietà del Figlio dell’uomo, Gesù Cristo, di fronte ad una umanità afflitta e sofferente. Quante persone soffrono nel corpo e nello spirito! Egli chiama tutti ad andare da Lui, «venite a me», e promette loro sollievo e ristoro. «Quando Gesù dice questo, ha davanti agli occhi le persone che incontra ogni giorno per le strade di Galilea: poveri, malati, peccatori, emarginati dal peso della legge e dal sistema sociale oppressivo… (Angelus, 6 luglio 2014).
Nella XXVIII Giornata Mondiale del Malato, Gesù rivolge l’invito agli ammalati e agli oppressi, ai poveri che hanno bisogno di guarigione. Gesù Cristo non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Egli ha occhi che vedono, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza.
2. Perché Gesù Cristo nutre questi sentimenti? Perché Egli stesso si è fatto debole. Infatti, solo chi fa questa esperienza saprà essere di conforto per l’altro. Diverse sono le forme gravi di sofferenza: malattie inguaribili e croniche, patologie psichiche, quelle che necessitano di riabilitazione o di cure palliative, le varie disabilità, le malattie dell’infanzia e della vecchiaia… In queste circostanze si avverte a volte una carenza di umanità e risulta perciò necessario personalizzare l’approccio al malato, aggiungendo al curare il prendersi cura, per una guarigione umana integrale. Nella malattia la persona sente compromessa non solo la propria integrità fisica, ma anche le dimensioni relazionale, intellettiva, affettiva, spirituale; e attende perciò, oltre alle terapie, sostegno, sollecitudine, attenzione… insomma, amore. Inoltre, accanto al malato c’è una famiglia che soffre e chiede anch’essa conforto e vicinanza.
3. Cari fratelli e sorelle infermi, la malattia vi pone in modo particolare tra quanti, “stanchi e oppressi”, attirano lo sguardo e il cuore di Gesù. Da lì viene la luce per i vostri momenti di buio, la speranza per il vostro sconforto. Egli vi invita ad andare a Lui: «Venite». In Lui, infatti, le inquietudini e gli interrogativi che, in questa “notte” del corpo e dello spirito, sorgono in voi troveranno forza per essere attraversate. Sì, Cristo non ci ha dato ricette, ma con la sua passione, morte e risurrezione ci libera dall’oppressione del male.
In questa condizione avete certamente bisogno di un luogo per ristorarvi. La Chiesa vuole essere sempre più e sempre meglio la “locanda” del Buon Samaritano che è Cristo (cfr Lc 10,34), cioè la casa dove potete trovare la sua grazia che si esprime nella familiarità, nell’accoglienza, nel sollievo. In questa casa potrete incontrare persone che, guarite dalla misericordia di Dio nella loro fragilità, sapranno aiutarvi a portare la croce facendo delle proprie ferite delle feritoie, attraverso le quali guardare l’orizzonte al di là della malattia e ricevere luce e aria per la vostra vita.
In tale opera di ristoro verso i fratelli infermi si colloca il servizio degli operatori sanitari, medici, infermieri, personale sanitario e amministrativo, ausiliari, volontari che con competenza agiscono facendo sentire la presenza di Cristo, che offre consolazione e si fa carico della persona malata curandone le ferite. Ma anche loro sono uomini e donne con le loro fragilità e pure le loro malattie. Per loro in modo particolare vale che, «una volta ricevuto il ristoro e il conforto di Cristo, siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile, ad imitazione del Maestro» (Angelus, 6 luglio 2014). (continua)
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IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre.

Intenzioni mese di Febbraio 2020
Generale: Affinché il clamore dei fratelli migranti, caduti nelle mani dei trafficanti senza scrupoli, sia ostacolato e considerato.
Dei Vescovi Perché il dono della vita, in ogni fase, sia accolto, tutelato e servito con gioioso stupore e santo rispetto
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LA MIA ORA DI PREGHIERA
MI PREPARO ALLA PREGHIERA.
Signore Gesù, desidero accompagnarti con Maria e Giuseppe nel Tuo ingresso al tempio dove incontrerai il Tuo popolo. Hai già incontrato i pastori, i magi. Oggi desideri presentarti al Tuo popolo, alla Tua gente che aspetta la Tua venuta, il momento nel quale, finalmente, porterai la salvezza promessa da Di o.
Hai risposto con trepidazione all’invito del Padre Tuo: “ Chi manderò?” Hai subito detto:” Manda me”. Hai accettando la Sua volontà fino in fondo. Signore Gesù, con questo ingresso nel tempio desideri offrire tutta la vita al Padre. La Tua vita è consacrata totalmente a Lui.
Gesù, nella mia povertà, anch’io desidero offrire la mia vita per unirmi totalmente a Te per la salvezza dei fratelli. Sono povero, ma Tu puoi fare grandi cose con la mia povertà perché Tu trasformi le cose che non contano in realtà grandi da utilizzare per il Tuo progetto d’amore.
Ti vengo incontro con Simeone e Anna desiderando la loro fedeltà e la loro gioia, nell’attendere che Tu venga a prendermi e portarmi per sempre in paradiso
MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO
Gesù caro, sono qui, prostrato davanti a Te e ti vedo con gli occhi della fede. Tu mi ripeti: “ Sono io, veramente presente qui nell’Eucaristia in Corpo sangue anima e divinità e ti aspetto”. Signore non vengo solo; anche oggi ti porto tutta l’umanità.
Tu ci aspetti tutti perché non vuoi perdere neppure una delle tue pecorelle. Soprattutto oggi che tante realtà cercano di allontanarci da Te, Tu continui chiamarci: “ Venite a me”, ascoltate la mia Parola, solo in me troverete risposta, consolazione a tutte le vostre domande, a tutte le vostre delusioni.
Gesù , sento la profonda esigenza di immergermi nel silenzio per poter accogliere la Tua Parola. Allontana da me quanto mi distrae dall’unione con Te. Insegnami a contemplare la Tua Parola come la Tua Santissima Madre perché possa viverla profondamente e trasmetterla ai miei fratelli. Tu parli nel silenzio di ciascuno e lì fai comprendere la Tua volontà. Signore grazie per questa Tua nuova chiamata.
LEGGO LA PAROLA DI DIO LC.2, 22-40.
22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore,
23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore»; 24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
Adorazione di Simeone e di Anna
25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui; 26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. 27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, 28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:
29 «Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola;
30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli
32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
RICOSTRUISCO LA SCENA
Il tempo dell’attesa si conclude e inizia quello del compimento. Termina il corso della notte e inizia il corso del sole: Gesù, il Dio che salva. Gesù è in mezzo a noi per realizzare la promessa del Padre. Gesù viene con la debolezza di un bambino non per giudicare ma per sottoporsi e insegnarci l’obbedienza al Padre al quale abbiamo disobbedito. Egli viene a pagare il debito offrendosi totalmente al Padre in sacrificio.
Gli altri bambini verranno riscattati dai genitori. Gesù il Figlio di Dio sarà sacrificato totalmente nella sua morte in croce. Questa offerta avviene nel silenzio e nel dolore di Maria che non comprende ancora l’annuncio di Simeone, ma che sente che quella spada profetizzata passerà attraverso suo figlio. Sempre la croce è presente nella vita di Gesù e Maria e come loro seguaci sarà presente nella nostra vita. Accettando la croce però siamo certi che avremo in premio il paradiso.
MEDITO LA SCENA
Chi sa accogliere Gesù? Simeone e Anna due anziani che vivevano al tempio giorno notte aspettando tutta la vita di vedere il Messia. Simeone che significa Dio ha ascoltato, aspettava l’incontro con Gesù e lo Spirito Santo era su di lui perché con molta semplicità si era fidato di Dio e sapeva che Dio avrebbe esaudito il suo desiderio.
E’ certo che questo avverrà e non ha paura che la morte gli impedisca questo incontro. Gesù sconfiggerà la morte e Lui può ritenersi felice, può morire in pace. I suoi occhi non vedono più le tenebre, ma l’aurora della vita della salvezza. Solo chi incontra Gesù può morire in pace, certo che l’aspetta una vita piena di felicità. Anna vedova da tanti anni attende il vero Sposo che sarà per sempre con lei. Questa felicità dobbiamo cercarl. Gesù è la felicità e non dobbiamo mai stancarci di cercarlo.
Dobliamo cercare il Signore. Se lo cerchiamo si farà trovare anche se, talvolta, i Suoi tempi possono sembrare lunghi. Il Signore desidera vedere la nostra fedeltà nelle difficoltà, nel buio. Quando tutto sembra impossibile Dio interviene; Egli è sempre fedele e non ci lascerà delusi. Aspettiamo e preghiamo con pazienza: il Signore verrà e si farà vedere.
AMO CONTEMPLO ADORO.
Signore Gesù anche in questo ingresso non fai un’apparizione clamorosa. Ma come tutti i bambini sei presentato nel silenzio. Anche l’offerta di due tortore indica la tua appartenenza ad una famiglia di poveri. Anche qui i sacerdoti non percepiscono la presenza di Dio. Il silenzio e la semplicità non sono nel loro stile.
Gesù fammi capire che anch’io devo accoglierti con molta umiltà e semplicità per comprendere la tua grandezza e poterti riconoscere come mio Dio e mio Salvatore. Signore anch’io desidero incontrarti, ma devo aprire il mio cuore per poterti accogliere e portarti ai miei fratelli.
Desidero portarti la fiaccola della mia fede. Questa lampada desidera esprimere la luce della mia anima. Tu mi chiami a portare questa luce ai miei fratelli, che vivono nelle tenebre, attingendo questa luce nella Tua casa dove ti incontrerò nella celebrazione Eucaristica per offrirti ancora la mia vita. Gesù, luce del mondo, Tu desideri che, illuminati dalla Tua luce, brilliamo di essa affinché nessuno rimanga nel buio.
Signore Gesù desidero innalzare al Padre inni di ringraziamento per averti inviato fra di noi a dissipare le nostre tenebre e come Te anch’io desidero dirgli. “Eccomi Signore manda anche me”.
“ Offri il Figlio Tuo, o Vergine santa. Presenta al Signore il frutto benedetto del Tuo seno. Offri l’Ostia santa e gradita a Dio per la riconciliazione di noi tutti.
Senz’altro Dio Padre accetterà la nuova oblazione e l’Ostia preziosissima della quale Egli stesso dice: “ Questi è il mio Figlio diletto nel quale ho riposto le mie compiacenze.” (San Bernardo)
Comunione spirituale – Conclusione
Gesù mio, ti credo presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Giacché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che abbia mai a separarmi da te.
Concludo recitando una decina di Rosario e un Pater, Ave, Gloria
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PREGHIERA DI GUARIGIONE DI PADRE PIO
Signore Gesù, credo che sei vivo e risorto. Credo che sei presente realmente nel Santissimo Sacramento dell’altare e in ciascuno di noi che crediamo in te. Ti lodo e ti adoro. Ti rendo grazie, Signore, per essere venuto da me, come Pane vivo disceso dal cielo.
Tu sei la pienezza della vita, tu sei la risurrezione e la vita, tu Signore, sei la salute dei malati. Oggi ti voglio presentare tutti i miei mali, perché tu sei uguale ieri, oggi e sempre e tu stesso mi raggiungi dove mi trovo.
Tu sei l’eterno presente e mi conosci. Ora, Signore, ti chiedo d’aver compassione di me.
Visitami per il tuo vangelo, affinché tutti riconoscano che tu sei vivo, nella tua Chiesa, oggi; e che si rinnovi la mia fede e la mia anima.
Abbi compassione delle sofferenze del mio corpo, del mio cuore e della mia anima. Abbi compassione di me, Signore, benedicimi e fa che possa riacquistare la salute.
Che cresca la mia fede e che mi apra alle meraviglie del tuo amore, perché sia anche testimone della tua potenza e della tua compassione. Te lo chiedo, Gesù, per il potere delle tue sante piaghe per la tua santa Croce e per il tuo Preziosissimo Sangue.
Guariscimi, Signore! Guariscimi nel corpo, guariscimi nel cuore, guariscimi nell’anima. Dammi la vita, la vita in abbondanza.
Te lo chiedo per l’intercessione di Maria Santissima, tua Madre, la vergine dei dolori, che era presente, in piedi, presso la tua croce; che fu la prima a contemplare le tue sante piaghe, e che ci hai dato per Madre.
Tu ci hai rivelato d’aver preso su di te i nostri dolori e per le tue sante piaghe siamo stati guariti.
Oggi, Signore, ti presento con fede tutti i miei mali e ti chiedo di guarirmi completamente. Ti chiedo, per la gloria del Padre del cielo, di guarire anche i mali della mia famiglia e i miei amici.
Fa che crescano nella fede, nella speranza e che riacquistino la salute per la gloria del tuo nome. Perché il tuo regno continui ad estendersi sempre più nei cuori attraverso i segni e i prodigi del tuo amore.
Tutto questo, Gesù, te lo chiedo perché sei Gesù. Tu sei il Buon Pastore e noi siamo le pecorelle del tuo gregge.
Sono così sicuro del tuo amore, che prima ancora di conoscere il risultato della mia preghiera, ti dico con fede: grazie, Gesù, per tutto quello che farai per me e per ciascuno di loro. Grazie per i malati che stai guarendo ora, grazie per quelli che stai visitando con la tua Misericordia.
Questa la preghiera per la guarigione fisica di Padre Pio, piena di partecipazione, compassione per i peccati dei suoi e degli altrui fedeli, per la situazione fisica dei malati, che il Padre si affannò tanto a poter trovare le strutture per curare.
Tutto risulta “abbordabile” a chiunque nella comprensione e nella passione del pregare, oltre che nella pietà del suo chiedere aiuto al Signore. Tutto ciò è firma di un vero Santo.
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Carissimi , con gioia vi annunciamo la celebrazione del trentesimo anno dell’Adorazione. Ringraziamo il Signore dei suoi innumerevoli doni in questi anni e anche per aver accolto tanta preghiera e sofferenza che-voi avete generosamente offerto.
Celebreremo l’anniversario venerdì 21 febbraio alle ore 18. La santa messa sarà presieduta dal nostro vescovo Monsignor Giuseppe Baturi che ha accertato con piacere il nostro invito.
Carissimi Anziani e malati noi tutti contiamo su di voi che siete ascoltati dal Signore, affinché in questo 30° scendano dal cielo abbondanti benedizioni, di cui abbiamo tanto bisogno!