“La strada di Emmaus simbolo del nostro cammino di fede”

 

TRACCIA Maggio 2017 “   “La strada di Emmaus simbolo del nostro  cammino di fede”

 – DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO

Signore Gesù, dal tabernacolo tu chiedi la mia fede e veli il tuo splendore sotto le apparenze di una piccola ostia. Io credo alla tua presenza; voglio crederci con tutta la mia anima, essere pronto a dare la mia vita per la testimonianza di questa fede. Credo che tu sia Gesù di Nazareth, Figlio della Vergine Maria, colui che gli Apostoli hanno veduto coi loro occhi, ascoltato con le loro orecchie, amato come maestro ed Amico.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, dona a noi tuoi discepoli di sapere incontrare Gesù e riconoscerlo quando Lui ci svela le Scritture e spezza il pane per noi.
In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)
 ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA

1 – I discepoli di Emmaus
il Vangelo è quello dei discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35). Questi erano due discepoli di Gesù, i quali, dopo la sua morte e passato il sabato, lasciano Gerusalemme e ritornano, tristi e abbattuti, verso il loro villaggio, chiamato appunto Emmaus. Lungo la strada Gesù risorto si affiancò ad essi, ma loro non lo riconobbero. Vedendoli così tristi, Egli dapprima li aiutò a capire che la passione e la morte del Messia erano previste nel disegno di Dio e preannunciate nelle Sacre Scritture; e così riaccese un fuoco di speranza nei loro cuori.
Adorazione silenziosa
2 – Gesù Risorto è riconosciuto nello spezzare il pane. A quel punto, i due discepoli avvertirono una straordinaria attrazione verso quell’uomo misterioso, e lo invitarono a restare con loro quella sera. Gesù accettò ed entrò con loro in casa. E quando, stando a mensa, benedisse il pane e lo spezzò, essi lo riconobbero, ma Lui sparì dalla loro vista, lasciandoli pieni di stupore. Dopo essere stati illuminati dalla Parola, avevano riconosciuto Gesù risorto nello spezzare il pane, nuovo segno della sua presenza. E subito sentirono il bisogno di ritornare a Gerusalemme, per riferire agli altri discepoli questa loro esperienza, che avevano incontrato Gesù vivo e lo avevano riconosciuto in quel gesto della frazione del pane.
Adorazione silenziosa

3 – La strada di Emmaus diventa così simbolo del nostro cammino di fede: le Scritture e l’Eucaristia sono gli elementi indispensabili per l’incontro con il Signore. Anche noi arriviamo spesso alla Messa domenicale con le nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà e delusioni… La vita a volte ci ferisce e noi ce ne andiamo tristi, verso la nostra “Emmaus”, voltando le spalle al disegno di Dio, ci allontaniamo da Dio. Ma ci accoglie la Liturgia della Parola: Gesù ci spiega le Scritture e riaccende nei nostri cuori il calore della fede e della speranza. Poi, nella Liturgia eucaristica, Gesù ci dona Se stesso, il Pane della vita eterna. La Messa, presenza viva di Gesù risorto – una presenza che si esprime nella Parola e nell’Eucaristia – ci illumina e ci riporta verso Gerusalemme, cioè verso la comunità dei fratelli e la comunità degli uomini, dove vivere la condivisione e la missione. (Papa Francesco)
Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO
2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DÌ GESU’

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PENSIERO SPIRITUALE

FATIMA E LA SOFFERENZA
Il Mese di maggio è dedicato alla nostra Mamma celeste. Questo sarà un anno speciale perché celebreremo il centesimo anniversario dell’apparizione di Maria a Fatima a tre piccoli pastorelli, Francesco e Giacinta Marto di 9 e 7 anni, Lucia de Jesus 10 anni. Tre piccoli pastorelli, ma con un’adulta spiritualità formata dal cielo: si sono lasciati guidare dall’Angelo che apparve loro nel 1916 e poi da Maria che apparve nel 1917.
La loro guida li portò alle alte vette della santità in poco tempo. Nella prima-vera del 1916 appare loro un angelo che disse di essere l’angelo della pace, li invitò a pregare e insegnò loro questa preghiera: “Mio Dio io credo! Adoro spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano non spera-no e non vi amano”. L’angelo li invitò a pregare spesso questa preghiera dicendo che Gesù e Maria sarebbero sempre stati attenti alle loro suppliche.
Qualche mese dopo l’angelo riapparve, presentandosi come l’Angelo del Por-togallo e li invitò pregare molto questa preghiera e soprattutto a offrire a Dio piccoli sacrifici in riparazione dei peccati dell’umanità. Il loro impegno avrebbe procurato la pace alla loro patria. Queste parole illuminarono il cuore dei bam-bini e capirono quanto Dio li amava, per questo pregavano di più e facevano sa-crifici. Maria così li stava preparando ad accogliere la Sua venuta.
Il 13 maggio 1917 apparve ai tre pastorelli ed essi si sentirono avvolti in un caldo abbraccio di tenerezza. Chiesero se sarebbero andati in cielo e Maria li ras-sicurò. Dopo questa promessa fece loro una proposta molto speciale e faticosa: “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che avrete in riparazione per i peccati e per la conversione dei peccatori?”. I bambini senza esitare dissero: “Si lo vogliamo”.
Da quel momento, offrivano tutTi i loro sacrifici, le preghiere e, desiderosi di salvare tante anime, inventavano tanti sacrifici che facevano con gioia. Volevano solo far contenti Gesù e Maria e salvare anime. Le apparizioni Maria (sei in tutto) portavano molta gioia ai bambini ma, a causa di queste dovettero soffrire persecuzioni, minacce anche di morte e il carcere.

Tutto accettavano perché il cuore di Maria potesse trionfare e perché avrebbero potuto salvare anime e arrivare presto in cielo. Quanta forza e quanto amore! Trascorrevano tante ore davanti a Gesù Eucaristia perché non volevano lasciarlo solo e niente sembrava loro troppo doloroso da offrire al Signore. Erano pronti a dare la vita e il martirio era per loro prospettiva di grande gioia.
Maria lì incoraggiò dicendo che Dio era molto contento di loro e con delicatezza vietava loro l’esagerazione di alcune penitenze corporali non adatte alla loro tenera età.
Nell’ultima apparizione avvenuta il13 ottobre Maria si presenta come la Madonna del Rosario e conferma la sua presenza con un fenomeno molto impressionante, Il sole gira vorticosamente e poi sembra che si precipiti sulla terra creando spavento e stupore anche in coloro che erano atei.
Come Maria aveva promesso Francesco arrivò in cielo presto il 4 aprile 1919 In casa. Giacinta andò in cielo il 20 febbraio1920 da sola in un ospedale di Lisbona, dopo aver tanto sofferto anche fisicamente ma sempre visitata da Maria. Lucia, secondo il progetto di Maria, rimarrà nella terra fino al 13 febbraio 2005, dopo aver tanto operato per la diffusione del Cuore immacolato di Maria, nonostante fosse in un monastero di clausura. Il tredici maggio papa Francesco farà alla chiesa un grande dono: la canonizzazione di Francesco e Giacinta.
La Chiesa ce li presenta come modelli da imitare. Carissimi fratelli e sorelle del Mes, guardiamo a questi bambini chiedendo loro di ottenerci il dono di saper accettare le nostre sofferenze, la solitudine e le difficoltà per amore di Gesù e di Maria offrendo tutto per la conversione del mondo per la salvezza di tante anime che come dice Maria: “Si perdono perché nessuno prega e offre sacrifici per loro”.

 

       

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