La Presentazione di Gesù al Tempio

MES FEBBRAIO 2016

 MESSAGGIO  GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2016 Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5)

 Poiché tale Giornata sarà celebrata in modo solenne in Terra Santa, quest’anno propongo di meditare il racconto evangelico delle nozze di Cana (Gv2,1-11), dove Gesù fece il suo primo miracolo per l’intervento di sua Madre. Il tema prescelto – Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5) si inscrive molto bene anche all’interno del Giubileo straordinario della Misericordia. La Celebrazione eucaristica centrale della Giornata avrà luogo l’11 febbraio 2016, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, proprio a Nazareth, dove «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). A Nazareth Gesù ha dato inizio alla sua missione salvifica, ascrivendo a sé le parole del profeta Isaia, come ci riferisce l’evangelista Luca: «Lo spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (4,18-19).

La malattia, soprattutto quella grave, mette sempre in crisi l’esistenza umana e porta con sé interrogativi che scavano in profondità. Il primo momento può essere a volte di ribellione: perché è capitato proprio a me? Ci si potrebbe sentire disperati, pensare che tutto è perduto, che ormai niente ha più senso…

In queste situazioni, la fede in Dio è, da una parte, messa alla prova, ma nello stesso tempo rivela tutta la sua potenzialità positiva. Non perché la fede faccia sparire la malattia, il dolore, o le domande che ne derivano; ma perché offre una chiave con cui possiamo scoprire il senso più profondo di ciò che stiamo vivendo; una chiave che ci aiuta a vedere come la malattia può essere la via per arrivare ad una più stretta vicinanza con Gesù, che cammina al nostro fianco, caricato della Croce. E questa chiave ce la consegna la Madre, Maria, esperta di questa via.

Nelle nozze di Cana, Maria è la donna premurosa che si accorge di un problema molto importante per gli sposi: è finito il vino, simbolo della gioia della festa. Maria scopre la difficoltà, in un certo senso la fa sua e, con discrezione, agisce prontamente. Non rimane a guardare, e tanto meno si attarda ad esprimere giudizi, ma si rivolge a Gesù e gli presenta il problema così come è: «Non hanno vino» (Gv 2,3). E quando Gesù le fa presente che non è ancora il momento per Lui di rivelarsi (cfr v. 4), dice ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (v. 5). Allora Gesù compie il miracolo, trasformando una grande quantità di acqua in vino, un vino che appare subito il migliore di tutta la festa. Quale insegnamento possiamo ricavare dal mistero delle nozze di Cana per la Giornata Mondiale del Malato?

 

IN UNIONE CON L’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Offerta della giornata

Cuore divino di Gesù,
io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria,
madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico,
le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno:
in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini,
nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.

Intenzioni del Mese Febbraio

  • Generale “Perché abbiamo cura del creato, ricevuto come dono gratuito, da coltivare e proteggere per le generazioni future ”.
  • Per l’Evangelizzazione “Perché crescano le opportunità di dialogo e di discernimento tra la fede cristiana e i popoli dell’Asia”

 

MI PREPARO ALLA PREGHIERA

Signore Gesù, oggi , in  questo  incontro con Te, desidero contemplare la Tua presentazione al Tempio. In questa meditazione desidero meditare anche  sul mio battesimo che mi ha reso figlio di Dio e  su tutti  i doni che il Padre mi ha concesso per la Tua passione, morte e risurrezione.. Desidero creare un po’ di silenzio nel mio cuore affinché la Tua Parola possa risuonare e realizzare  ciò che annuncia. Tu vuoi operar e in me cose grandi e disideri un cuore attento e docile. Voglio ascoltare la Tua Parola allontanando da me le preoccupazioni, i timori che mi turbano. Signore Gesù, desidero che la mia vita sia tutta orientata verso di Te per poter godere eternamente della Tua visione gloriosa; insegnami a leggere nella mia vita il Tuo progetto d’amore che passa anche attraverso la croce, la solitudine. So che Tu desideri purificarmi e santificarmi per poterti raggiungere alla fine della vita, più speditamente, il paradiso.  Per questo, con tanto amore, mi preparo al mio incontro con Te.

 

LA MIA ORA CON GESÙ’

MI METTO ALLA PRESENZA DI DIO

Gesù, mi prostro davanti Te, esposto nell’Eucaristia. Anche oggi mi aspetti per rinnovare la mia vita. Mentre ti guardo con gli  occhi della fede continuo a ripeterti: “Gesù credo che tu se quii realmente presente in Corpo Sangue, anima e divinità”. Ti porto tutti i fratelli del mondo per elevarti un inno di lode, ringraziamento adorazione e richiesta di perdono per tuto il peccato del mondo. Davanti a Te sento la serenità invader e il mio cuore e mentre Ti contemplo anche la mia fede, spesso vacillante, ritrova vigore, perché ho la certezza che mi aspetti, mi prendi per mano e mi conduci verso il paradiso.

Signore desidero preparare la amia veste nuziale, quella che Tu mi hai consegnato nel battesimo, per entrare  nel Tuo regno con la preghiera, le mie croci e la carità verso i fratelli. Accresci in me la speranza d’incontrarti e il desiderio di prepararmi al nostro “grande incontro” come Tu desideri.

LEGGO LA PAROLA DI DIO

Lc. 2,22-32  2,36-38         22 Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23 come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; 26 lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27 Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28 lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
29 «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30 perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31 preparata da te davanti a tutti i popoli,
32 luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».

36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, 37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

RICOSTRUISCO LA SCENA

In questo brano Luca ci  mostra Gesù che viene portato a l tempio, al suo popolo. I sacerdoti conoscevano le scritture, ma non riconoscono in quel Bambino il Messia annunciato. Solo due anziani lo riconoscono: Simeone ,uomo giusto e pio, che ascoltava con cuore umile e semplice la parola di Dio, aspettando con fede  ciò che lo Spirito gli suggeriva: la visione del Messia.  Per la sua umiltà e docilità, Simeone riconosce subito Gesù . Anna, profetessa vedova e sola, da cinquant’anni non si allontanava dal tempio senza dubitare  che Dio avrebbe mandato il Messia e che lei lo avrebbe incontrato. Il Signore consola il suo dolore e,  dopo tanta preghiera e speranza che Dio avrebbe esaudito la sua preghiera riconosce subito Gesù. Il Signore premia la loro pazienza, esaudisce il loro desiderio  di pace, Il desiderio di Dio. Hanno lasciato tutto per stare nel tempio, con l’unica speranza di poter incontrare Gesù e, dopo averlo visto, possono morire gioiosi e sereni.

 

MEDITO LA SCENA

Signore Gesù,  Tu nel tempio ti manifesti a tutti i popoli. Entri nella casa del Padre Tuo, in silenzio ,assieme ai poveri per offrirti totalmente al Padre .Maria e Giuseppe ti hanno  offerto al Padre. Il Tuo sacrificio sarà l’offerta di tutta la Tua vita fino alla Tua morte. Tu hai offerto la Tua vita per ciascuno di noi. Nessuno di quelli che erano importanti nel tempio ti ha riconosciuto; solo due anziani che vegliavano in attesa di poterti incontrare.  Nella costante preghiera avevano capito che il Messia sarebbe stato povero, sofferente segno di contraddizione. Signore Gesù è nella preghiera che possiamo cogliere il Tuo mistero. Nel l’attesa paziente e vigilante. In questo modo Tu ci fai sentire la Tua presenza. Cogliendo la Tua presenza possiamo già pregustare la gioia che ci attende e desiderare di prepararci all’incontro con Te vivendo il resto della nostra vita per essere pronti . La vita è faticosa, difficile ma anche bella perché la Tua grazia  colma le croci e ciò che ci attende ci fa sperimentare la gioia. Signore aiutami a preparare l’abito nuziale per andare incontro gioiosamente a te  quando verrai a prendermi.

 

CONTEMPLO AMO ADORO

Caro Gesù, ti ringrazio per questo mistero. Tu sei Via Verità e Vita e anche oggi desideri mostrarmi la via per arrivare a Te. Devo accoglierti e ringraziarti per avermi scelto fin dall’eternità, amato, portato nella Tua casa e fatto cristiano. Anch’io sono stato portato in Chiesa per esser a Te consacrato, offerto a Te. Tu mi hai fatto rinascere a vita nuova, mi hai reso figlio di Dio ,erede di tuti i beni del cielo. Hai acceso in me la luce della fede della speranza e della carità, affinché potessi anch’io portare un po’ della Tua luce ai fratelli. Mi hai affidato il tuo regno da costruire e custodire.  Signore quale grande amore hai avuto per me!!So, che tante volte, mi sono allontanato da te, non ho compreso la grande dignità alla quale mi hai elevato e non  ho sempre vissuto come Tuo figlio; consacrato a Te per la Tua gloria e per il bene di fratelli.  Talvolta ho avuto paura di seguirti perché, seguendo Te, dovevo accettare con amore anche il dolore e questo non sempre è facile. Signore,  oggi desidero rinnovare davanti Te le mie promesse battesimali. Mentre mi avvicino  sempre più alla meta finale desidero chiederti questo dono , soprattutto in questo speciale anno della misericordia:” Dammi una fede profonda che mi permetta di abbandonarmi totalmente nelle Tue mani accettando con gioia e sempre la Tua volontà; Aiutami ,con Maria Giuseppe e i santi Simeone e Anna a prepararmi all’incontro con Te senza paura ne resistenze. Signore che possa dirti anch’io : “ Signore ho conservato la fede , ora  lascia che il Tuo servo vada in pace e possa contemplarti e godere per sempre  della Tua gloria.

 

Il LOGO DEL GIUBILEO

Come evidenziato sul sito ufficiale del Giubileo, il logo si presenta come una piccola summa teologica del tema della misericordia. Recuperando un’immagine cara alla Chiesa antica, mostra il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito. Indica così l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il disegno è realizzato in modo da fare emergere come il Buon Pastore riesca a cambiare la vita dell’uomo.

Osservando i particolari si può notare come l’occhio di Gesù si fonde con quello dell’uomo: Cristo vede con lo sguardo di Adamo e viceversa. ”Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel suo sguardo l’amore del Padre”, si legge. La scena è collocata all’interno di una forma a mandorla. Questa figura cara all’iconografia antica e medioevale richiama la compresenza delle due nature – quella divina e quella umana – in Cristo. Infine, i tre ovali concentrici di colore progressivamente più chiaro verso l’esterno suggeriscono il movimento di Cristo che porta l’uomo fuori dalla notte del peccato e della morte. La profondità del colore più scuro suggerisce anche l’imperscrutabilità dell’amore del Padre che tutto perdona. Ogni scelta cromatica è pensata secondo i codici fissati mille anni fa dagli artisti di ispirazione cristiana: rosso è il colore del sangue, della vita e di Dio; blu è il colore dell’uomo – unica creatura che sa guardare il cielo – il bianco è lo Spirito santo, il verde racconta il Creato e il nero la notte, la morte.

 

APPUNTAMENTI

26° Anniversario

dell’Adorazione Eucaristica Cittadina

 VENERDì 19 fEBBRAIO

Ore 18,00

Santa Messa di Ringraziamento

 Segue rinfresco per tutti

 

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