Signore, insegnaci a contare i nostri giorni

PREGHIERA PER IL 18 AGOSTO 2020      (Salmo 90)     
      Quanto è breve e facile la vita terrena rispetto a Dio immutabile ed eterno! Ma Dio è il nostro rifugio: Egli solo può dare un valore ai nostri giorni.
     Chiediamogli riempirlo di sapienza, che consiste nell’amarlo, lodarlo e servirlo.
        Impariamo da questo Salmo l’insegnamento di Gesù al giovane ricco: quello di abbandonare tutto per seguire Lui, liberandosi dalle effimere ricchezze, perché è stolto puntare tutto sulla terra.
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I –  DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA:
  • Mettiamoci alla presenza di Dio (In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Dio).
  • Invochiamo lo Spirito Santo (Autore della nostra comunione con Gesù e con i nostri fratelli) restando un po’ in silenzio.
Preghiamo         O Dio dei secoli eterni, prima di far tornare i nostri corpi nella polvere dalla quale ci hai tratti, donaci, nella tua pazienza, i giorni e gli anni della nostra vita perché i nostri cuori si riempiano della salvezza; concedi che le nostre mani ti servano con amore e il nostro lavoro manifesti la tua opera:  e nel giorno del tuo ritorno noi goderemmo la tua dolcezza e il tuo splendore.  Amen.
 
II –  ASOLTIAMO LA PAROLA       (Salmo 90)
1 Signore, tu sei stato per noi un rifugio d’età in età.
2 Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l’universo,
anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio.
3 Tu fai ritornare i mortali in polvere, dicendo: «Ritornate, figli degli uomini».
4 Perché mille anni sono ai tuoi occhi
come il giorno di ieri ch’è passato, come un turno di guardia di notte.
5 Tu li porti via come in una piena; sono come un sogno.
Sono come l’erba che verdeggia la mattina;
6 la mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è falciata e inaridisce.
7 Poiché siamo consumati per la tua ira e siamo atterriti per il tuo sdegno.
8 Tu metti le nostre colpe davanti a te e i nostri peccati nascosti alla luce del tuo volto.
9 Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira; finiamo i nostri anni come un soffio.
10 I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni; o, per i più forti, a ottant’anni;
e quel che ne fa l’orgoglio, non è che travaglio e vanità;
perché passa presto, e noi ce ne voliamo via.
11 Chi conosce la forza della tua ira e il tuo sdegno con il timore che t’è dovuto?
12 Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio.
13 Ritorna, SIGNORE; fino a quando? Muoviti a pietà dei tuoi servi.
14 Saziaci al mattino della tua grazia, e noi esulteremo, gioiremo tutti i nostri giorni.
15 Rallegraci in proporzione dei giorni che ci hai afflitti                                                                                e degli anni che abbiamo sofferto tribolazione.
16 Si manifesti la tua opera ai tuoi servi e la tua gloria ai loro figli.
17 La grazia del Signore nostro Dio sia sopra di noi,                                                                                  e rendi stabile l’opera delle nostre mani; sì, l’opera delle nostre mani rendila stabile.
(Fermiamoci e meditiamo queste parole che abbiamo letto)
 
III – Breve riflessione
Quanto è breve e facile la vita terrena rispetto a Dio immutabile ed eterno! Ma Dio è il nostro rifugio:Quanto è breve e facile la vita terrena rispetto a Dio immutabile ed eterno! Ma Dio è il nostro rifugio: Egli solo può dare un valore ai nostri giorni.
Chiediamogli riempirlo di sapienza, che consiste nell’amarlo, lodarlo e servirlo.
Il salmo inizia con una chiara affermazione di Fede: DIO È ETERNO! Tu sei per noi rifugio; e lo esprime con un’immagine: le montagne con la loro imponente solidità: ma Dio è prima di esse (vv.1-2).
A questa solidità e permanenza si contrappone la FRAGILITA’ dell’uomo: egli è polvere insignificante che esiste in un tempo che scorre veloce, ed è simile ad un fiore che fiorisce al mattino e avvizzisce la sera: è come un sogno notturno, che neppure ricordiamo quando ci svegliamo al mattino (vv. 3-6).
Questo è un Salmo di supplica per i peccati, non solo per i propri, ma anche per quelli del popolo. SONO I NOSTRI PECCATI che accentuano la nostra miseria, la nostra piccolezza, i nostri limiti: al tragico di per sé naturale della condizione umana, ne aggiungano in più i nostri peccati e tutto ciò che è breve e finisce (vv. 7-11).
Eppure il Salmista ci insegna ad essere lucidi perché nulla perduto NULLA È PERDUTO!  Per questo ci invita a chiedere a Dio che ritorni presto e ci riempia di amore e di gioia, assicurandoci che Egli completerà la sua opera, e renderà fruttuoso il nostro lavoro (vv. 12-17).
Impariamo da questo Salmo l’insegnamento di Gesù al giovane ricco: quello di abbandonare tutto per seguire Lui, liberandosi dalle effimere ricchezze, perché è stolto puntare tutto sulla terra.
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(Ora mettiamoci nella disposizione interiore di Preghiera e chiediamo allo Spirito di metterci che ci introduca nella Contemplazione)
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 IV –  Preghiera                 Padre  nostro celeste. Noi siamo, è vero, erba che spunta sull’Alba e a sera è falciata e secca, ma siamo anche coscienza dell’universo, terra che ama e adora; e senza di noi, nulla e nessuno potrebbe confessarti e lodarti, nulla e nessuno nemmeno dire che Tu esisti e  riconoscerti come Colui che dona senso a tutto: abbi pietà dell’uomo, tua ultima opera, riassunto dell’intera creazione sarà un atto di amore anche verso di te, o Signore dell’immortalità senza tramonto.  Amen
  • Concludiamo la preghiera facendo la COMUNIONE SPIRITUALE.
  • Invochiamo la Benedizione del Signore e di Maria,