ADORAZIONE EUCARISTICA L'Adorazione è l'atto più alto di una creatura umana

Luglio 18, 2017

Come fare l’Adorazione

 VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO

La pratica della “visita” e del fermarsi ad adorare il Santissimo Sacramento è conseguenza immediata della “presenza reale”, sostanziale: in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, come si usava esprimersi, del Signore Gesù sotto le “specie” eucaristiche.

La visita al Santissimo Sacramento non è (e non deve ridursi) a semplice recita di preghiere e formule, ma è vera Adorazione.

Se vuoi pregare bene, prova a seguire questi suggerimenti.

Il tempo: dedica un tempo ben preciso alla tua preghiera; la Visita deve durare almeno mezz’ora per ottenere l’indulgenza plenaria altrimenti essa è parziale.

Il luogo: scegli bene il luogo della preghiera; è necessario che sia silenzioso, raccolto e il più possibile “comodo”.

La posizione: mettiti in ginocchio, con le spalle erette, la braccia rilassate; se impari a far pregare anche il corpo, la tua preghiera sarà più attenta.

L’inizio: incomincia col segno di croce fatto bene; toccando la fronte consacra al Padre i tuoi pensieri; toccando il petto consacra a Cristo il tuo cuore, la tua capacità di amare; toccando le spalle consacra allo Spirito le tue azioni, la tua volontà.

Dividi la preghiera in tre spazi esatti:

• Il primo spazio dedicalo allo Spirito Santo, è lui il maestro della preghiera.

Concentrati sulla presenza dello Spirito Santo in te. Prova a dialogare con lui, prova a esprimergli un problema difficile che hai tra le mani. Invocalo con fede: “Vieni, Spirito Creatore!”

• Il secondo spazio dedicalo a Gesù.

Fa preghiera di ascolto, prendi fra le mani i brani della Parola di Dio e prova a leggere come se Gesù ti parlasse personalmente. Esperimenta anche l’ascolto della tua coscienza. Interrogati: “Signore, che cosa vuoi da me? “. “Signore, che cosa disapprovi in me? “.

• Il terzo spazio dedicalo al Padre.

Ama! Sta’ in silenzio davanti a Lui, sei immerso in Lui. Ama! Aiuta il tuo silenzio, se è necessario, dicendo “Padre mio, mio tutto! “.

La conclusione: non terminare la preghiera senza qualche decisione pratica da attuare al più presto, abituati ad amare con i fatti; l’Adorazione come ogni preghiera deve portarti all’azione.

Concludi con un pensiero a Maria Santissima, implora con un’Ave Maria la grazia di imparare a pregare e il dono di gustare la preghiera e di essere costante.

ALTRE ISTRUZIONI PRATICHE PER L’ADORAZIONE EUCARISTICA

L’Adorazione Eucaristica può essere fatta individualmente, come preghiera silenziosa davanti al Tabernacolo, oppure in forma comunitaria, con l’esposizione del Santissimo Sacramento.

In questo caso è sempre necessario dedicare un tempo conveniente all’ascolto della Parola di Dio, oltre a opportuni momenti di silenzio, ai canti e alla preghiera corale.

1. Se da solo adori Gesù, allora, nel silenzio, medita i testi della Sacra Scrittura e delle riflessioni e prendi del tempo per tacere. Le brevi pause di meditazione, prima e dopo la lettura del testo, saranno un valido aiuto per entrare nella profondità dell’anima e incontrare Dio, nascosto nel Sacramento, che visiterà il tuo cuore e rimarrà con te.

In questo tempo frenetico bisogna trattare con cura e delicatezza il proprio cuore, perché possa diventare il terreno fertile per il seme della Parola di Dio. Perciò, trova il tempo e ripeti le invocazioni!

La ripetizione non ti annoi: attraverso essa la Parola di Dio scenderà in ogni angolo dell’anima e del cuore, della coscienza e del subconscio e porterà frutto.

2. Quando senti il bisogno di parlare con Gesù, di dirgli tutto quello che ti opprime e chi ti sta a cuore, allora, mettiti a tacere e lascia parlare il tuo affetto. Prendi del tempo. Non c’è, infatti, alcun trucco.

Si tratta dell’incontro con l’Amico che ti ascolta volentieri, che non ti giudica, che non ti rifiuta.

Impara a dialogare con Lui; ad ascoltarlo, solo così si realizzerà un incontro personale.

3. Non chiuderti in te stesso e non pensare solo a te. Introduci anche gli altri nella tua preghiera e parla di loro a Gesù. Parla di coloro che ami, ma anche di coloro che ti sono antipatici, che ti hanno fatto del male, che sono la causa della tua amarezza, rabbia e tristezza. Così, crescerà il tuo amore per loro, la riconciliazione sarà possibile, la pace tornerà nel tuo cuore, comprenderai meglio gli altri e te stesso. Diventerai un uomo nuovo, capace di cambiare i rapporti sbagliati e di costruire i rapporti veri. Nell’Adorazione, il tuo rapporto con Gesù sarà sempre più profondo e intimo: lo conoscerai sempre più, lo amerai e Lui ti darà la forza per costruire rapporti nuovi, più umani, più belli, con gli altri.

4. Se, invece, l’Adorazione è comunitaria, allora fate insieme quello che è stato raccomandato per l’Adorazione individuale. Qualcuno, magari più esperto nella preghiera, guidi le invocazioni. Se è possibile cantare insieme, lo si faccia, ma che sia un canto conosciuto da tutti.

Più adatte sono le invocazioni brevi che si possono ripetere più volte. Non dimenticare: per ogni incontro c’è bisogno del tempo e dello spazio, delle parole e dei canti, del silenzio e della riflessione. Quindi, niente fretta, né quando preghi da solo, né quando preghi con gli altri.

Deciditi completamente per Gesù, donagli tutto te stesso e il tuo tempo!  La fretta è un grande ostacolo per un incontro vero, sia con Dio che con gli uomini.

5. Se è un sacerdote a guidare l’ora d’Adorazione, allora, sicuramente pregherà per la guarigione del corpo e dell’anima impartendo la Benedizione eucaristica. Egli può pregare anche in silenzio, inserendo ogni tanto qualche invocazione cantata o qualche breve canto adatto alla preghiera di guarigione, per es. Kyrie Eleison. Il sacerdote può impartire la benedizione dall’altare, ma può anche passare tra la gente benedicendo col Santissimo. Tutti i presenti, inginocchiati, adorano in silenzio o cantano lodando e glorificando Gesù.

6. Certamente non sarà superfluo ricordare come dovrebbe essere il comportamento e il portamento del corpo durante l’Adorazione. La posizione più normale è quella in ginocchio. Ma la posizione della preghiera non deve essere fine a se stessa, soprattutto quando diventa scomoda. È raccomandabile che ciascuno prenda quella posizione che l’aiuti a pregare meglio, a raccogliersi ed essere presente con il corpo e con il cuore. Questo significa che si può pregare o seduti o inginocchiati.

Quando si entra nella chiesa dove è esposto il Santissimo Sacramento nell’Altare, allora ci si inginocchia, poi in silenzio si raggiunge il posto adatto e, quindi, si assume la posizione più comoda in cui rimanere. L’atteggiamento esteriore è molto importante perché esprime i sentimenti interiori.

“Con Gesù Cristo si può parlare di tutto; senza bisogno di formule letterarie, di frasi eleganti, senza il timore di esprimerci male, senza arrossire nell’interessarlo a cose troppo piccole, meschine, insignificanti o anche indegne della sua grandezza. Tutto è grande, tutto è importante, tutto merita attenzione per Lui; ed Egli è il solo capace di comprendere sino in fondo il nostro linguaggio e il nostro balbettare, ciò che gli diciamo e ciò che non sappiamo dire, le nostre parole e il nostro silenzio: tutto, perché Egli è infinito nella grandezza e nell’amore. Nulla, peraltro, vieta che si ricorra, se può giovare, all’aiuto di preghiere vocali e di formule ricavate dalla Bibbia o da altri libri di pietà. Si provi, ad esempio, a recitare molto lentamente il Padre nostro e si sperimenterà di quale immensa carica spirituale e umana disponga questa preghiera insegnataci dal Signore stesso e con quale forza e soavità collochi in rapporto intimo col Mistero eucaristico “.

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