La fiducia in Dio

TRACCIA Marzo 2017 La fiducia in Dio

– DISPONIAMOCI ALLA PREGHIERA
– PREGHIERA DELLA CELLULA
– METTIAMOCI ALLA PRESENZA DI DIO
Signore Gesù, presente in mezzo a noi con Eucaristia, stimola e sostieni la nostra fiducia in Te. Poiché la tua presenza non può venire meno, fa che la nostra fiducia non vacilli. Poiché nessuna tempesta riesce a spegnere la lampada del Tabernacolo, preserva la nostra fiducia nei turbamenti e nelle difficoltà.
(In silenzio creiamo un’atmosfera interiore di intimità con Gesù presente nell’Eucaristia)

– INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO
Spirito Santo, riempici della tua presenza, e fa’ del nostro essere il tuo san-tuario. Riempici della tua vita, in modo che possiamo vivere nella nostra esi-stenza umana la vita divina.
In silenzio invochiamo lo Spirito su di noi e sui fratelli)

 ASCOLTIAMO E PREGHIAMO LA PAROLA
1 – Fidarci di Dio nostro Padre
Il Vangelo (Mt 6,24-34) ci invita a fidarci di Dio che si prende cura degli esseri viventi nel creato. Egli provvede il cibo a tutti gli animali, si preoccupa dei gigli e dell’erba del campo (cfr vv. 26-28). Veglia sulla nostra vita piena di tante preoccupazioni, priva di serenità ed equilibrio; continuamente preoccupata del domani (cfr vv. 25.28.31). Non resta che affidarci a Lui, anche se ciò non risolve magicamente i problemi, ma permette di affrontarli con l’animo giusto, coraggiosamente.
Dio non è un essere lontano e anonimo: è il nostro rifugio, la sorgente della nostra serenità e della nostra pace. È la roccia della nostra salvezza, a cui possiamo aggrapparci. Dio è per noi il grande amico, l’alleato, il padre, ma non sempre ce ne rendiamo conto e preferiamo appoggiarci ai beni terreni, dimenticando, e a volte rifiutando il bene supremo: l’amore paterno di Dio.
Adorazione silenziosa
2- Cercare anzitutto il Regno di Dio
Gesù ci dice che questa ricerca affannosa è illusoria e motivo di infelicità. E dona ai suoi discepoli una regola di vita fondamentale: «Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio» (v. 33). Si tratta di realizzare il progetto che Gesù ha annunciato nel Discorso della montagna, fidandoci di Dio: gli uomini, anche gli amici, deludono, ma Dio non delude! Noi non siamo del mondo, ma nel modo; perciò possiamo e dobbiamo darci da fare come amministratori fedeli dei beni che Lui ci ha donato, anche quelli terreni, ma senza “strafare” come se tutto, anche la nostra salvezza, dipendesse solo da noi. Questo atteggiamento evangelico richiede una scelta chiara, che il brano odierno indica con precisione: «Non potete servire Dio e la ricchezza» (v. 24). O il Signore, o gli idoli affascinanti ma illusori. Questa scelta che siamo chiamati a compiere si ripercuote poi in tanti nostri atti, programmi e impegni. E’ una scelta da fare in modo netto!
Adorazione silenziosa

3 – Scegliere Dio e il Regno nella Speranza
Mentre onorare questi idoli porta a risultati umani e materiali, scegliere per Dio e per il suo Regno non sempre mostra immediatamente i suoi frutti. È una decisione che si prende nella speranza e che lascia a Dio la piena realizzazione. La speranza cristiana è tesa al compimento futuro della promessa di Dio e non si arresta di fronte ad alcuna difficoltà, perché è fondata sulla fedeltà di Dio, che mai viene meno. È fedele, è un padre fedele, è un amico fedele, è un alleato fedele.
La Vergine Maria ci aiuti ad affidarci all’amore e alla bontà del Padre celeste, a vivere in Lui e con Lui. Questo è il presupposto per superare i tormenti e le avversità della vita, e anche le persecuzioni, come ci dimostra la testimonianza di tanti nostri fratelli e sorelle. (Papa Francesco, 26 febbraio 2017
Adorazione silenziosa

1 – PADRE NOSTRO
2 – CHINIAMO IL CAPO E ACCOGLIAMO LA BENEDIZIONE DÌ GESU’                                                                                ————————————

PENSIERO SPIRITUALE                                                                                                                                                                LA NOSTRA QUARESIMA

“Dice il Profeta Isaia: Sion ha detto: Il Signore mi ha abbandonato, il Signo-re mi ha dimenticato”.
Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai”.

Noi malati, poveri, sofferenti, abbandonati, stanchi… – e chi di noi non lo è in qualche modo? – siamo i destinatari di questo messaggio che viene da Dio!

Un messaggio stupendo che porta consolazione e vera pace, facendoci uscire dal buio, dalla paura, dallo scoraggiamento e dallo sconforto.

Chi di noi non vive quei momenti vissuti da Sion, e non sente la voglia di gridare: Il Signore, mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato?
Sono momenti di smarrimento!
Forse allora nasce in noi la ribellione o la sfiducia nei confronti di Dio.

Sono momenti di disorientamento che diventano pericolosi per la persona, se non sono ben gestiti.

Cari fratelli e sorelle, noi tutti conosciamo la fatica nel portare ogni giorno la nostra croce, e desideriamo perciò essere vicini gli uni agli altri con l’affetto e con la preghiera. Nello stesso tempo, però, ci auguriamo di gioire, perché il Signore è con noi, cii vuole tanto bene.

Voglio dare forza alle mie parole con quelle di Papa Francesco pronunciate all’Angelus del 26 Febbraio.
Dice il Papa: “La Parola di Dio è un forte richiamo a fidarsi di Dio. Il suo sguardo veglia sulla nostra vita. Ricordiamo che al di sopra di tutto c’è un Pa-dre amoroso che non si dimentica mai dei suoi figli; affidarsi a Lui non risolve magicamente i problemi, ma permette di affrontarli con l’animo giusto, co-raggiosamente, sono coraggioso perché mi affido al mio Padre che ha cura di tutto e che mi vuole tanto bene.
Dio non è un essere lontano e anonimo: è il nostro rifugio, la sorgente della nostra serenità e della nostra pace. Egli è la nostra difesa dal male sempre in agguato.
Dio mai delude! La speranza cristiana è tesa al compimento futuro della promessa di Dio e non si arresta di fronte ad alcuna difficoltà, perché è fonda-ta sulla fedeltà di Dio, che mai viene meno. È fedele, è un padre fedele, è un amico fedele, è un alleato fedele”.
Il nostro lavoro in questa quaresima sia proprio questo: nelle nostre soffe-renze vogliamo il nostro sguardo al nostro Padre fedele e amico.

Vi saluto e vi benedico tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Vi affido a Maria! P. Beniamino

    

 

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