Unzione degli infermi

UNZIONE DEGLI INFERMI
Francesco per spiegare il sacramento dell’Unzione degli infermi, così si espresse in un’udienza generale: “c’è un’icona biblica che si esprime in tutta la sua profondità del mistero che traspare nell’ Unzione degli infermi: è la parabola del punto samaritano, nel Vangelo di Luca (10,30-35). Ogni volta che celebriamo tale Sacramento, il Signore Gesù, nella persona del sacerdote, si fa vicino che soffre ed è gravemente malato, o anziano.

Dice la parabola che il buon samaritano si prende cura dell’uomo sofferente versando sulle sue ferite olio e vino. L’olio ci fa pensare a quello che viene benedetto dal vescovo ogni anno, nella Messa crismale del Giovedì Santo, proprio in vista dell’unzione degli infermi.
Il vino invece, è segno dell’amore e della grazia di Cristo che scaturiscono dal dono della sua vita per noi e si esprimono in tutta la loro ricchezza nella vita sacramentale della Chiesa.
Infine, la persona sofferente viene affidata a un albergatore, affinché possano continuare a prendersi cura di lei, senza badare a spese. Ora, chi è questo albergatore? È la Chiesa, la comunità cristiana, siamo noi, ai quali ogni giorno il Signore Gesù affida coloro che sono afflitti, nel corpo e nello spirito, perché possiamo continuare a riversare su di loro, senza misura, tutta la sua misericordia e la salvezza” (26-2-1017).
La Chiesa crede e professa che esiste, tra i sette sacramenti, un sacramento destinato in modo speciale a confortare coloro che sono provati dalla malattia: l’Unzione degli infermi: questa Unzione sacra dei malati è stata istituita come vero e proprio sacramento del Nuovo Testamento dal Signore nostro Gesù Cristo. Accennato da Marco, è stato raccomandato ai fedeli e prolungato da Giacomo, apostolo e fratello del Signore” (Concilio di Trento).
La Costituzione apostolica ” Sacram Unctionem infirmorum (30 novembre 1972), in linea con il Concilio Vaticano II ha stabilito che per l’avvenire, sia osservato nel rito romano quanto segue: il sacramento dell’unzione degli infermi viene conferito ai malati in grave pericolo, ungendoli sulla fronte e sulle mani con olio debitamente benedetto -olio di oliva o altro olio vegetale – dicendo una sola volta: “Per questa santa Unzione e per la sua piissima misericordia ti aiuti il signore con la grazia dello spirito Santo e, liberandoti dai peccati, salvi e nella sua bontà ti sollevi”.
Unzione degli infermi non è il sacramento soltanto di coloro che sono in fin di vita. Perciò il tempo opportuno per riceverla sia certamente già quando il sedere, per malattia o per vecchiaia, incomincia ad essere in pericolo di morte.
Se un malato che ha ricevuto l’unzione riacquista la salute, può, in caso di un’altra grave malattia, ricevere nuovamente questo sacramento. Nel corso della stessa malattia il sacramento può essere ripetuto se si verifica un peggioramento. È opportuno ricevere l’unzione degli infermi prima di un intervento chirurgico rischioso. Lo stesso vale per le persone anziane la cui debolezza si accentua.
La grazia fondamentale di questo sacramento è una grazia di conforto, di pace e di coraggio per superare le difficoltà proprie dello stato di malattia, o della fragilità della vecchiaia. Per la grazia di questo sacramento il malato riceve la forza e il dono di unirsi più intimamente alla passione di Cristo: egli viene in certo qual modo consacrato per portare tutto mediante la configurazione alla passione redentrice del Salvatore. La sofferenza, conseguenza del peccato originale, riceve un senso nuovo: diviene partecipazione all’opera salvifica di Gesù.

P. Vito Magistro